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Le 10 frasi degli studenti universitari di giurisprudenza

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“Non può esistere società umana senza diritto” diceva Karl Popper. Sarà per questo che tantissimi ragazzi scelgono il un corso di laurea in giurisprudenza a Bologna come quello di Unicusano. Ed anche loro non sono immuni da scherzi e motteggi. Tipiche sono le frasi degli studenti universitari che spesso vengono ripetute e che non possono far sorridere chi le sente o le legge. Qui ne abbiamo raccolte 10, eccole

 

Questo capitolo non lo faccio perchè mi hanno detto che non lo chiede

Il problema sorge, ovviamente, quando in realtà quel capitolo il Professore lo chiede, eccome. Spesso, infatti, i passa parola tendono a rivelarsi non proprio attendibili. Meglio assicurarsi che la fonte della notizia sia buona prima di abbandonare capitoli di studio

 

Adesso mi collego 10 minuti su Facebook poi studio

Si dice che il tempo voli. Quello passato sui social è incredibilmente veloce. Sarà il numero di amici alto, sarà che la maggior parte di loro è molto attiva su Facebook, sarà che la curiosità è parte di ciascuno di noi; fatto sta che i dieci minuti si trasformano in mezze ore senza accorgersene.

 

Quante pagine mi mancano?

Nessuno studente come quello di giurisprudenza deve cimentarsi con tomi da centinaia di pagine. E ovviamente l’impatto visivo fa un certo effetto. Nonostante i piani ed i programmi di studio, quindi, chi studia giurisprudenza è spesso portato a quantificare il lavoro di una giornata in pagine. La domanda è frequente perché al diminuire del numero rimasto di pagine, si ha la sensazione di essere in dirittura di arrivo.

 

Il prossimo semestre studio dal primo giorno

Frase tipica da pre – esame. E’ il momento in cui ci si sta rendendo conto che il tempo stringe, la paura inizia a farsi sentire ed immancabilmente si pensa che il programma fatto non è sufficiente. Ecco il motivo per cui si ricorre ai buoni propositi.

 

Pausa caffè?

Passando per le biblioteche o accanto a gruppi di studenti intenti sui libri è in assoluto la frase che si sente di più. Ovviamente la pausa è obbligatoria e deve essere fatta. Il problema è che questa pausa caffè, chiamata così perché breve ( la durata di un caffè appunto), si trasforma in pausa caffè, merenda, chiacchierata, incontri casuali e così via. Totale del tempo: dalla mezz’ora in su.

 

Esco, ma solo mezz’ora perchè domani devo alzarmi presto per studiare

Si avvicina il periodo degli esami. Non sono ancora così vicini però. Quindi lo studente è combattuto tra l’essere diligente e la sensazione che ancora non è sotto pressione. Cerca allora di fare una giusta via di mezzo. Ma a volte gli amici, la bella serata ed il divertimento prendono il sopravvento. E la mezz’ora diventa la serata intera. Non bisogna pentirsi però. Meglio affrontare il giorno dopo con energia piuttosto che rimuginare su cosa si sarebbe dovuto fare.

 

Oggi vado a letto presto perchè domani devo studiare

Siamo sempre più vicini agli esami. Ad uscire non ci si pensa nemmeno. Poi magari succede come sopra. Meglio stare a casa, fare i ragazzi responsabili e andare a letto presto. L’importante  è non farsi prendere dal panico. Perchè il risultato può essere ritrovarsi nel letto, senza sonno, e finire a fare la stessa ora tarda di un’uscita con gli amici. Allora tanto vale uscire e distrarsi.

 

Non so niente!

Tutti, ma proprio tutti, abbiamo detto almeno una volta nella vita questa frase. Inutile negarlo. E tutti, proprio tutti, l’abbiamo detta la mattina dell’esame. Tranquilli, è perfettamente normale. Ci sono due tipi di “non so nulla”.
Quello detto da chi davvero non sa nulla, e si trova li per tentare la fortuna all’esame.
Quello detto da chi ha studiato, sa bene la materia ma è preso dal classico panico pre-esame. In entrambi i casi non bisogna cedere al panico. Chi è li per tentare la fortuna sa bene che può andar male, quindi nessuna paura. Chi ha studiato, invece, rischia di rovinare la sua prestazione se preso dal panico.

 

Che cosa ti ha chiesto?

Domanda tipica durante gli orali. Ma lo studente di giurisprudenza è davvero sicuro di voler sapere le domande fatte dal professore a chi ha finito prima? D’altronde se quella domanda è stata fatta, può essere riproposta? In fondo potrebbe anche succedere che la persona a cui si è chiesto non sia la più adatta. Perchè tende ad esagerare nei racconti o a sminuire. Quindi? fare la domanda si. Ma con parsimonia e solamente a qualcuno di cui ci si fidi.

 

Ho passato l’esame, per una settimana non voglio sentir parlare di università.

Finalmente! Esame passato. Indipendentemente dal risultato il primo istinto di tutti gli studenti di giurisprudenza è dire questa frase. Peccato che il giorno dopo inizi il conto alla rovescia per il prossimo esame. E… cosa si diceva? ah si: Il prossimo semestre studio dal primo giorno!

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