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Come dormire meglio: 7 consigli da seguire

Una delle cose più importanti in assoluto per uno studente è la qualità del sonno. Dormire bene è fondamentale per essere produttivo sui libri, tanto quanto un regolare esercizio fisico e una dieta sana ed equilibrata.

Secondo diversi studi, avere un sonno “disturbato” ha effetti negativi sugli ormoni e sulla funzionalità cerebrale; ne consegue che, se vuoi davvero puntare all’efficienza, prenderti cura anche della qualità del sonno dovrà diventare una tua priorità.

In linea generale, negli ultimi anni sia la qualità del sonno che la quantità sono diminuite. Gli stili di vita frenetici e la tendenza a trascorrere molto tempo davanti agli schermi riduce ancora di più le possibilità di riposare con serenità. Ecco i sette consigli che da seguire per garantirti un sonno ristoratore.

Come migliorare la qualità del sonno (e studiare meglio)

Se pensi a come potenziare il tuo cervello, probabilmente non prendi mai in considerazione aspetti come la qualità del sonno. In realtà, il tuo riposo è uno dei fattori che più influenzano la qualità delle tue performance e anche della tua vita. Se ti capita spesso di dormire male, ti sentirai irritato, nervoso, distratto. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto i migliori consigli per un sonno di qualità: iniziamo subito.

Limita la caffeina

Se passi molto tempo sui libri, probabilmente sei un amante della caffeina. Sì, la caffeina ha notevoli benefici: bere un caffè può migliorare la concentrazione, l’energia e le prestazioni sportive. Tuttavia, se consumata a fine giornata o se tendi ad abusarne, la caffeina rischia di stimolare troppo il tuo sistema nervoso impedendoti di rilassarti.

Secondo alcuni studi, assumere caffeina 6 ore prima di andare a dormire peggiora la qualità del sonno. Questo perché la caffeina circola nel tuo sangue per un periodo di tempo che varia mediamente dalle 6 alle 8 ore;  bere grandi quantità di caffè dopo le 3–4 del pomeriggio non è raccomandato, specialmente se sei sensibile alla caffeina o hai problemi a dormire.

La soluzione, in questo caso, potrebbe essere quella di assumere un decaffeinato dopo una certa ora del giorno e limitare l’assunzione (non abuso) del caffè alle prime ore della giornata.

Trascorri tempo all’aria aperta

La connessione con la natura è un vero toccasana. Devi sapere che il nostro corpo ha una sorta di orologio biologico naturale, noto come ritmo circadiano, che ha un potere sul cervello, il corpo e gli ormoni, aiutandoti a rimanere sveglio e comunicando al tuo corpo quando è il momento di dormire.

Trascorrere tempo all’aperto, restando sotto i raggi del sole, ti aiuta a mantenere sano il ritmo circadiano e ad essere più energico durante il giorno e a riposare meglio durante la notte. Se vuoi migliorare il tuo sonno, inizia con una passeggiata.

Cura sport e alimentazione

Fare movimento durante il giorno migliora i sintomi dell’insonnia e dell’apnea notturna, aumentando la durata delle fasi di sonno profondo. Non è necessario fare sport particolarmente pesanti: può bastare anche camminare un po’ all’aperto. Allo stesso tempo, anche una sana alimentazione è importante per dormire bene: i pasti troppo grassi e pesanti rischiano di disturbare il tuo sonno, per via del tempo impiegato per la digestione.

Rendi il pranzo il tuo pasto principale e opta per una cena più leggera.

Vai a dormire e svegliati alla stessa ora

Abbiamo già detto che il tuo corpo ha una sorta di orologio interno. Ebbene, il ritmo circadiano del tuo corpo funziona su un ciclo fisso, allineandosi all’alba e al tramonto. Alternare i momenti di sonno e i tempi di veglia può aiutare a migliorare notevolmente la qualità del sonno sul lungo periodo.

Avere un ritmo sonno-veglia molto irregolare può agire negativamente sul tuo ritmo circadiano e alterare i livelli di melatonina, un ormone che è in grado di “segnalare” al cervello quando giunge il momento di andare a dormire. Se fai fatica a dormire, cerca di prendere l’abitudine di svegliarti e andare a letto più o meno alla stessa ora. Sì, sarebbe utile acquisire lo stesso ritmo anche nel weekend.

Impara a conoscere la melatonina

La melatonina è un ormone, prodotto naturalmente dal nostro corpo, che ha un compito fondamentale: inviare dei segnali al nostro cervello quando è il momento di rilassarsi e di andare a dormire. Per dormire meglio, potrebbe essere utile valutare con il giusto supporto medico degli integratori di melatonina.

Spesso usata per curare l’insonnia, la melatonina può essere uno dei modi più semplici per addormentarsi più velocemente. Gli integratori di melatonina trovano largo impiego in tutte quelle persone che hanno difficoltà a dormire bene e ad addormentarsi velocemente. In realtà si assume melatonina anche per affrontare un lungo viaggio e quando, ad esempio, ci si trova davanti ad un nuovo fuso orario a cui adattarsi.

Ci sono anche altre sostanze che possono aiutarti a dormire meglio. Il tuo medico può sicuramente consigliarti la scelta migliore per te. In generale, sostanze come il Ginkgo biloba e il magnesio possono essere un validissimo supporto. Il Ginkgo biloba è un’erba naturale in grado di favorire il rilassamento e la riduzione dello stress e di conseguenza, migliorare la qualità del sonno. Il magnesio è utile per rilassarsi e migliorare la qualità del sonno.

Evita di dormire durante il giorno

Uno degli “errori” più comuni che vengono commessi è dormire troppo durante il giorno. Se studi molto, può capitare di sentirti particolarmente stanco e di avere bisogno di dormire anche nel pomeriggio. Se, da una parte, un riposo di breve durata può essere utile per recuperare i giusti livelli di energia, un sonno troppo prolungato può avere un peso non indifferente sulla qualità del tuo sonno generale.

Questo perché dormire “fuori orario” può alterare il tuo ritmo circadiano e farti avere qualche difficoltà a prendere sonno la sera.

Elimina gli schermi

Abbiamo detto che trascorrere del tempo alla luce naturale durante il giorno aiuta a migliorare la qualità del sonno. Se vuoi capire come dormire bene, però, c’è un aspetto fondamentale che riguarda le “luci notturne”, quelle che derivano dagli schermi come tv, tablet, pc e smartphone.

Il consiglio è quello di limitare la luce blu degli schermi prima di andare a dormire perché, anche questa volta, possono agire sul ritmo circadiano, che, “confuso” dall’esposizione alla luce notturna induce il cervello a pensare che sia ancora giorno. In questo modo la melatonina avrà difficoltà a dare al cervello i giusti segnali e dormire bene sarà più complicato.

Ora abbiamo visto sette consigli per migliorare il tuo sonno: non ti resta che metterli in pratica e godere di tutti i loro benefici.

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Come potenziare il cervello? Le 8 attività da fare

“Allenare” il cervello è davvero possibile?

Nella vita quotidiana, di fatto, esistono diverse situazioni in cui una maggiore attenzione e una migliore funzione cognitiva si dimostrerebbero utili. Parliamo sicuramente dello studio, ma anche di tante altre situazioni in cui una mente “lucida” può aprirti a nuove opportunità.

Potenziare le tue funzionalità della tua mente può aiutarti ad ottenere risultati migliori con uno sforzo inferiore, sfruttando le risorse “nascoste” del tuo cervello. Ci sono diversi modi per migliorare la potenza del tuo cervello, specialmente se sei disposto a seguire alcuni suggerimenti in modo costante per un determinato periodo di tempo. Vediamo insieme qualche strategia per migliorare la tua concentrazione e allenare la mente.

Potenziare il cervello: 8 strategie da seguire

Che tu sia uno studente di scienze della formazione a Bologna, scienze politiche, economia o qualunque altra facoltà Unicusano, ciò che potrebbe aiutarti a studiare meglio è aumentare i tuoi livelli di concentrazione per studiare in modo efficiente. Ecco tutto quello che dovresti sapere sul tema.

1. Punta sullo sport

Fare attività fisica è fondamentale sia per il tuo corpo che per la tua mente. Trascorriamo la maggior parte del tempo immersi nei nostri impegni quotidiani: non è sempre facile riuscire a trovare il tempo necessario. La soluzione? Spingi il tuo cervello a “pensare al contrario”: non puoi permetterti di non fare esercizio fisico se vuoi davvero vivere in una condizione di benessere.

I vantaggi del praticare esercizio fisico sono diversi: non solo ci guadagnerai in salute e capacità cognitive del cervello, ma riuscirai anche a migliorare la memoria. Insomma, il primo passo importante per prenderti cura della tua mente può iniziare da una passeggiata all’aria aperta, una corsa, un’iscrizione in palestra. Puoi scegliere tu ciò che ti fa stare meglio: l’importante è…muoversi!

2. Bevi caffè

Molte persone iniziano le loro giornate con una tazza di caffè, e, almeno secondo quanto riportato da numerosi studi scientifici, pare che tale abitudine possa effettivamente giovare alle funzioni cognitive a breve termine.

La caffeina è un acceleratore cognitivo: assumerne una quantità limitata aiuta a mantenere alta l’energia e il livello di attenzione. La caffeina è utile anche per rimanere concentrato su compiti ripetitivi e noiosi e favorendo i tempi di reazione e il ragionamento.

3. Passa del tempo all’aria aperta

Cosa c’è di meglio del contatto con la natura? Trascorrere tempo in mezzo al verde aiuta ad abbassare lo stress e a sentirti più felice. Inoltre, esporsi alla luce solare attiva la vitamina D, che aiuta ad ottenere performance migliori e rallentare l’invecchiamento del cervello.

Se non sai cosa fare durante il tuo tempo libero dallo studio, una buona idea potrebbe essere fare una lunga passeggiata in un parco, al mare o in qualunque luogo che ti consenta di riprendere il tuo contatto con la natura. Un consiglio in più: porta un “pezzo” di natura anche in casa tua o nell’ambiente in cui di solito studi. Una pianta verde mette il buonumore e migliora la qualità dell’aria.

4. Frequenta gli amici

Anche la socialità ha un ruolo fondamentale nel nostro lavoro di potenziamento delle funzioni cognitive.

Sentirsi soli può facilmente portare ad un declino psicologico e cognitivo, poiché questi sentimenti possono avere un impatto negativo sul sonno, aumentare la pressione sanguigna, contribuire alla depressione e persino ridurre il benessere generale.

La maggior parte delle persone che sfrutta le strategie per potenziare il cervello, sa come comunicare e costruire connessioni. Ecco qualche accortezza da seguire:

  • Stacca la spina. Spesso studiare per molte ore ti “allontana” dalla tua sfera sociale. Riprendi i contatti con gli amici nel tempo libero, subito dopo lo studio: basta anche un semplice messaggio per sentirvi più vicini
  • Esci spesso. Conoscere nuove persone aiuta a entrare in contatto con punti di vista diversi, che inevitabilmente arricchiranno le tue esperienze e amplieranno i tuoi orizzonti

5. Impara a meditare

Ora che la meditazione è anche “trendy”, non hai più scuse per rimandare. Imparare a meditare è un degli obiettivi più comuni tra chi sogna di potenziare le proprie capacità cognitive.  La meditazione ha tantissimi benefici: non solo riduce i livelli di stress, ma può anche prevenire disturbi legati all’età come l’Alzheimer o la demenza senile.

Per iniziare puoi anche dedicare pochi minuti della tua giornata per praticare la meditazione. Con il tempo, potrai aumentare i tempi e diventare sempre più efficiente.

6. Cura la qualità del sonno

Troppo spesso trascuriamo la qualità del nostro riposo. Dormire pochissime ore a notte, studiare fino a tardi e non avere un equilibrio in tal senso rischia davvero di mettere a repentaglio il tuo benessere.

Il motivo è semplice: il sonno è necessario per consolidare la memoria e l’apprendimento. Se dormi male, il volume della materia grigia nel tuo lobo frontale potrebbe iniziare a diminuire. Il lobo frontale supporta e controlla la memoria di lavoro e la funzione esecutiva, rendendolo un elemento particolarmente importante per migliorare le potenzialità del proprio cervello.

7. Cura la tua alimentazione

“Siamo quello che mangiamo”: se hai già sentito questa frase, è probabile che tu abbia già avuto modo di rifletterci e comprenderne l’essenza. La vita frenetica che tutti noi ci troviamo ad affrontare quotidianamente spesso non lascia abbastanza margine per una nutrizione bilanciata e sana.

Proprio per questo è importante fare uno sforzo in più per curare la nostra alimentazione. Antiossidanti e aminoacidi sono particolarmente importanti per le facoltà cognitive e per potenziare il cervello, così come la vitamina E e la Vitamina B.

Il vino rosso (se consumato con moderazione) può aiutarti migliorare la tua funzione cognitiva così come noci, mirtilli, cereali integrali e avocado. I cibi difficili da digerire (i cosiddetti “cibi spazzatura”) rischiano di appesantirti troppo e di minare al tuo benessere generale. Un consiglio in più? Bere molta acqua è fondamentale per il funzionamento del tuo corpo. Non trascurare questo aspetto: se tendi a bere poco, puoi scegliere un “supporto” tecnologico per tenere traccia dell’acqua che bevi, come l’app Hydro Coach.

8. Alimenta la tua curiosità

La curiosità è un potente stimolante per il tuo cervello: dedicarti a tutto ciò che è “nuovo” genera nuovi percorsi neurali e, per questo, ti aiuta ad affinare la tua mente.

Come fare? Non avere paura di uscire dalla tua “comfort zone”: basta anche solo cambiare strada per andare al lavoro, provare un nuovo sport, andare a cena in un ristorante particolare ed insolito, leggere un libro su un argomento che non conosci. L’importante è fare qualcosa di nuovo: il tuo cervello ti ringrazierà!

I nostri consigli su come potenziare il cervello sono terminati, per ora: non ti resta che dedicarti al tuo benessere.

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Cosa sono le prove INVALSI, a che servono e come si svolgono

Se hai intenzione di lavorare nel mondo dell’insegnamento, avrai sicuramente a che fare con le prove INVALSI.

Le prove INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sono prove scritte che, ogni anno, vengono svolte da tutti gli studenti italiani delle classi previste dalla legge attualmente vigente.

L’obiettivo di queste prove è quello di valutare, in alcuni momenti chiave del ciclo scolastico, i livelli di apprendimento degli studenti su specifiche materie come Italiano, in Matematica e in Inglese. Esaminando i dati delle prove, sarà possibile ottenere metriche per la valutazione a livello di classe, di istituto, regionale e nazionale.

Se sei uno studente di scienze della formazione primaria a Bologna e vorresti saperne di più su come funzionano queste prove e in che modo coinvolgono le attività svolte nelle scuole, continua nella lettura: ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere sulle INVALSI.

Tutto sulle prove nazionali INVALSI

Da qualche anno a questa parte le prove INVALSI sono entrate nella vita degli studenti. Conoscerne il funzionamento è fondamentale per chi ambisce a lavorare all’interno del mondo dell’istruzione. Ecco una panoramica completa sull’argomento.

Le origini

Pur essendo di introduzione piuttosto recente, le prove INVALSI affondano le loro radici in proposte che hanno più di vent’anni. L’idea di istituire un Sistema Nazionale di Valutazione del sistema scolastico risale, per l’appunto, agli anni Novanta.

La necessità sempre crescente di introdurre un sistema efficace in tal senso ha spinto i decisori a sperimentare le prime prove INVALSI di Matematica e Italiano nell’anno scolastico 2005-2006. Da quel momento in poi, l’evoluzione delle prove è stata dettata in parte dalla normativa, in parte dal miglioramento delle modalità di valutazione e di somministrazione dei questionari.

Con il decreto legislativo 62/2017 sono state introdotte novità significative rispetto all’assetto originario. Possiamo riassumerle in questi punti fondamentali:

  • Nelle classi quinta primaria e in terza secondaria di primo grado, a partire dal 2018, è stata aggiunta alle prove di Matematica e Italiano una prova di Inglese, che consiste in un esame di lettura e uno di ascolto
  • Sempre a partire dal 2018, ad eccezione delle prove svolte nelle classi seconda e quinta primaria, per tutti gli altri gradi i test sono effettuati al computer – mediante Computer Based Testing – e i risultati vengono trasferiti direttamente all’INVALSI
  • I risultati delle prove del Grado 8 (terza secondaria di primo grado) vengono restituiti anche sotto forma di livelli di competenze, descrivendo ciò che lo studente sa fare negli ambiti circoscritti dalle prove

A cosa servono le prove

Come abbiamo accennato, le prove INVALSI servono per valutare le competenze acquisite dagli studenti su determinate tematiche in diversi momenti del loro percorso formativo. La normativa prevede che tutti gli studenti interessati svolgano una prova di italiano, di matematica e, in alcuni casi, anche di inglese.

I risultati ottenuti servono per definire i Quadri di Riferimento per la valutazione e conoscere le competenze degli studenti, per capire quali sono i punti di forza e di debolezza e le eventuali differenze tra istituti e tra località.

La valutazione non avviene in “voti”, ma in livelli che descrivono le capacità e le competenze raggiunte. Il fine ultimo prefissato dalle prove INVALSI può essere dunque riassunto nell’ottenere metriche valide per conoscere eccellenze e vulnerabilità del sistema scolastico, capire come migliorare la situazione e analizzare a fondo eventuali differenze emerse tra gli studenti.

Come si svolgono le prove

Le prove INVALSI si svolgono nei mesi primaverili; sono previste sia prove su carta, sia prove al computer.

Durante le prove su carta gli studenti avranno tutti le stesse domande a cui rispondere, anche se può variarne l’ordine all’interno dei fascicoli. Nelle prove al computer, invece, ogni studente affronta una prova diversa, ma tutte le prove hanno il medesimo livello di difficoltà.

Entrando nello specifico delle prove:

  • La prova di Italiano è utile per analizzare due tipologie di competenze; la prima misura la comprensione di documenti scritti tratti da letteratura o saggistica. La seconda riguarda, invece, la grammatica e l’utilizzo della lingua
  • La prova di Matematica indaga sulle capacità dello studente nella logica, nella costruzione di modelli e nell’interpretazione di elaborazioni numeriche
  • Infine, la prova di Inglese si basa sia sull’ascolto (listening) che sulla lettura (reading)

Per poter svolgere le prove, ogni alunno avrà un tempo di 90 minuti.

I risultati

Gli esiti delle prove vengono poi elaborati e posti in un’apposita scala di punteggi. Letti nella loro complessità, i dati delle prove restituiscono una fotografia del sistema scolastico italiano, che mette in evidenza differenze territoriali e una certa eterogeneità in ciascuna area coinvolta.

Lavorare nelle scuole: da dove cominciare

Abbiamo visto meglio cosa sono e a cosa servono le prove INVALSI all’interno delle scuole. Se ambisci a lavorare nel mondo dell’istruzione, uno dei primi passi da fare è iniziare una formazione completa nel campo della sociologia, della psicologia e della pedagogia.

I corsi di laurea Unicusano della facoltà di scienze della formazione rappresentano la giusta opportunità per acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno per operare nel settore. Attualmente l’offerta formativa del nostro Ateneo prevede corsi di laurea triennali e magistrali che sono, nello specifico:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Psico-Educativo e Sociale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Servizi per l’infanzia
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

I primi due percorsi di formazione, di durata triennale, offrono le basi in campo sociologico, pedagogico e psicologico. A seconda dell’indirizzo di specializzazione che sceglierai, avrai una formazione più orientata al servizio sociale o a quello per l’infanzia.

Le due magistrali invece, di durata biennale, offrono una preparazione specialistica nell’ambito delle scienze pedagogiche, sociali, psicologiche e giuridiche.

Laurearsi online con Unicusano

La vera innovazione del nostro Ateneo risiede nella metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai formarti “a distanza” guardando le lezioni in streaming in qualunque luogo e in qualunque momento. Accedendo alla tua Area Studente del nostro portale telematico, potrai vedere le lezioni, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

La flessibilità del nostro Ateneo è l’ideale per tutti coloro che desiderano coniugare al meglio studio e lavoro, organizzando in piena libertà il proprio tempo.

Per iscriverti all’Università Niccolò Cusano di Bologna, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Qual è la migliore musica per studiare matematica?

Molti studiosi concordano sul fatto che ascoltare musica aiuti ad aumentare la concentrazione e alleviare lo stress. Durante i tuoi pomeriggi di studio, ascoltare una musica in sottofondo potrebbe davvero aiutarti a fissare meglio i concetti e ritrovare la concentrazione di cui hai bisogno, soprattutto se affronti discipline come la matematica.

Tuttavia, c’è da dire che esistono, nell’ambito della comunità scientifica, posizioni discordanti sull’effetto che la musica può avere durante lo studio. Ciò che possiamo dire è che la musica può avere effetti sia positivi che negativi sullo studio, a seconda dello studente e del tipo di musica.

Se vuoi capirne di più sull’argomento e sapere qual è la migliore musica per studiare matematica, continua nella lettura di questa guida.

Musica e concentrazione nello studio: cosa devi sapere

Avere una routine di studio è fondamentale per massimizzare i risultati. Spesso una seduta di studio può durare molte ore e richiedere una grande dose di motivazione e di concentrazione: come fare per assicurarti tutto questo? Beh, potresti sperimentare le playlist per concentrarti e capire se hanno un buon effetto sulla tua mente. Ecco tutto quello che devi sapere sulla musica per studiare.

Musica durante lo studio: quali benefici?

Se hai davanti a te un esame di matematica da superare, ti starai sicuramente chiedendo se esista un aiuto per la tua concentrazione. Oltre ad un solido metodo di studio universitario, anche la musica potrebbe entrare a pieno titolo nella tua routine. Ma quali possono essere gli effetti benefici della musica sulla nostra mente?

Stando alle principali ricerche sul campo, è ormai noto il cosiddetto “Effetto Mozart“: secondo i promotori di questo approccio, l’ascolto della musica del compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart renderebbe le persone più intelligenti e attente. Volendoci basare su questo principio, i benefici della musica sullo studio possono essere:

  • Abbattimento dell’ansia e dello stress: avere una musica rilassante in sottofondo aiuterebbe ad alleviare le tensioni e a sgombrare la mente dalle preoccupazioni
  • Più concentrazione:  la musica fornisce la giusta motivazione, con conseguente miglioramento dell’umore
  • Più resistenza: per alcuni studenti, la musica può rafforzare la memoria, aiutando a fissare meglio i concetti.

Quali svantaggi?

Se, da una parte, gruppi di scienziati sostengono l’effetto Mozart, dall’altra c’è anche chi dice che la musica non aiuterebbe affatto a studiare meglio. Secondo altre ricerche, la musica porterebbe gli studenti a distrarsi dall’obiettivo di studio preposto, generando svantaggi come:

  • Minore efficienza durante la lettura e la scrittura: gli studenti che ascoltano musica immagazzinerebbero meno informazioni rispetto a quelli che studiano in silenzio
  • Meno comprensione del testo: la musica ad alto volume e i rumori di sottofondo avrebbero un impatto negativo sulla comprensione di ciò che leggi

Cosa fare?

Se, da una parte, c’è chi promuove l’impiego della musica durante lo studio, dall’altra ci sono anche gruppi di specialisti che ne sconsigliano l’ascolto. Cosa fare, quindi? La soluzione ideale è testare. Proprio come succede con i metodi di studio, anche le condizioni contestuali possono essere testate e sperimentate. Le migliori condizioni per lo studio possono variare da persona a persona: ecco perché è importante provare e capire se, effettivamente, la musica ti aiuta o ti distrae.

Ma vediamo ora qual è la migliore colonna sonora per il tuo studio.

Quale musica ascoltare? Guida alle playlist per lo studio della matematica

Se hai deciso di provare a studiare con un sottofondo musicale, ci sono alcuni aspetti che dovresti considerare. Anzitutto non tutta la musica va bene per studiare: ci sono alcuni generi preferibili e altri da evitare.

Ad esempio, sembrerebbe che i migliori benefici siano offerti dalla musica classica: oltre al già citato Mozart, potresti preparare una playlist con la musica di grandi compositori del passato (ad esempio Bach, Strauss, Beethowen), ma anche più attuale, magari inserendo pianisti come Allevi.

Anche i rumori della natura sono stimolanti durante lo studio: potresti sperimentare suoni come onde che si infrangono, rumore del vento tra gli alberi, suono dell’acqua delle cascate.

In generale, la musica adatta per studiare è:

  • Con un ritmo rilassante
  • Senza parole

Playlist da ascoltare

Ora è il momento di passare alle playlist da ascoltare per studiare matematica. Se il tuo obiettivo è aumentare la concentrazione e la memorizzazione, vediamo subito come costruire una playlist perfetta.

Playlist 1 – Mozart

  • Concerto per pianoforte n. 11 in fa magg. – K 413 di W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 12 in la magg. – K 414 – W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 13 in do magg. – K 415 – W.A. Mozart
  • Sonata per pianoforte n. 13 in Si bemolle maggiore K 333 – W.A. Mozart
  • Serenata in si bemolle mag K 361 (K 370ª) – W.A. Mozart
  • Serenata in Do min K 388 (K 384ª) – W.A. Mozart
  • Sonata per pianoforte n. 1 in Do maggiore (K 279) – W.A. Mozart

Playlist 2- Musica Classica

  • Notturno – Chopin
  • Sinfonia n.9 – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 7 in La maggiore, op. 92 (1812) – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 8 in Fa maggiore, op. 93 (1813) – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125 “Corale” (1824) – L.V. Beethoven
  • Concerto per pianoforte n. 12 in la magg. – K 414 – W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 13 in do magg. – K 415 – W.A. Mozart

Playlist 3 – Classica bis

  • Magic Flute Overture – W.A. Mozart
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – I. Allegro -A. Vivaldi
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – II. Adagio -A. Vivaldi
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – III. Presto -A. Vivaldi
  • Prelude no1 in C Major BWV 846 – Bach
  • Hungarian Rhapsody No. 4 in E-flat major – Liszt
  • The Nutcracker Suite – Act I, No.3. Dance of the Sugar Plum Fairy – Tchaikovsky

Studiare meglio con Unicusano: tre consigli extra

Ora che abbiamo visto qual è la musica migliore per studiare matematica, ecco alcuni consigli extra per concentrarti e dare il massimo di te durante la sessione di apprendimento.

  • Organizza il tuo studio: procedi con lo studio in modo organizzato. Non c’è niente di più efficace di un metodo di studio: in questo modo potrai pianificare al meglio gli esami, prepararti in tempo per sostenerli e capire qual è l’approccio migliore per te
  • Datti degli obiettivi: uno dei modi migliori per rimanere concentrato è darti degli obiettivi. Gli obiettivi possono essere giornalieri, settimanali e mensili. L’importante è che tu sappia esattamente cosa devi fare ogni giorno per poterti preparare al meglio per un esame. Per avere ancora più motivazione, concediti una ricompensa ogni volta che raggiungi un obiettivo
  • Integra delle pause: le pause sono importanti nello studio. Per questo ti consigliamo di prevedere sempre dei momenti di stop durante la giornata, a cui dedicarti a te stesso e ai tuoi affetti. Una passeggiata nel verde, un hobby da coltivare, un aperitivo: qualunque momento può essere fondamentale per staccare la spina e riprendere lo studio con più entusiasmo di prima

Ora non ti resta che sperimentare e capire se la musica ha effetti positivi sul tuo studio.

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Niccolò Machiavelli: vita, opere, visione

Niccolò Machiavelli viene considerato come uno dei personaggi più importanti e più influenti nel panorama storico-letterario italiano di tutti i tempi. Scrittore, storico, statista e filosofo italiano,  Machiavelli è riuscito, con la sua opera, a dare un contributo notevole soprattutto nell’ambito dell’organizzazione politica e giuridica offrendo una visione estremamente innovativa e originale per l’epoca.

Una delle sue opere più note, Il principe, è un trattato politico in cui l’autore si pone in netto contrasto con la visione “tipica” del governo di quegli anni, rivoluzionando completamente la concezione di concetti come guerra e pace, virtù e fortuna. Da questa sua opera, impossibile da relegare a nessun genere letterario in particolare, sono nati il sostantivo “machiavellismo” e l’aggettivo “machiavellico”.

Vediamo in questa guida alcuni elementi chiave del pensiero di Machiavelli e il suo ruolo nella filosofia politica passata e attuale.

Il pensiero di Machiavelli tra passato e presente

Comprendere il pensiero di Machiavelli è fondamentale per tutti coloro che si approcciano allo studio della dottrina politica, della storia e della filosofia. Ecco alcuni capisaldi del machiavellismo che dovresti conoscere.

Machiavelli: biografia breve

Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da un’antica ma decaduta famiglia. Si appassiono, fin dalla giovane età, alla lettura e allo studio dei classici. La sua ascesa in società iniziò nella repubblica fiorentina, alla caduta di Girolamo Savonarola.  Machiavelli venne dapprima eletto segretario della seconda cancelleria e poi segretario del consiglio dei Dieci.

Durante la sua carriera diplomatica, svolse diverse missioni alla corte di Francia, presso la Santa Sede e alla corte imperiale di Germania. Sono proprio le missioni diplomatiche a plasmare il pensiero di Machiavelli: lo scrittore conobbe, durante i suoi spostamenti in Italia, diversi Prìncipi, tra cui Cesare Borgia.

Machiavelli osservò molto da vicino decisioni, atteggiamenti e stili di governo dei vari Principi, dimostrando sempre più attenzione verso la dottrina politica. Questa attenzione si concretizzò poi nella scrittura dei suoi trattati come “Il Principe”, un’opera critica dell’atteggiamento dei governanti, in netta contrapposizione con le visioni del tempo.

Il pensiero di Machiavelli

Secondo Machiavelli, la verità si fonda sull’esperienza e sulla ciclicità della storia: per questo è un gran sostenitore dello studio dei Classici. La storia è l’unica fonte in grado di fornire i dati oggettivi su cui basarsi, i modelli da imitare, ma indica anche le strade da non ripercorrere. Proprio attraverso il Principe, l’autore rompe radicalmente con i dogmi fino ad allora conosciuti: l‘autorità divina del Principe, il distaccamento dai principi morali e laici. Per Machiavelli la politica è autonoma e lontana dalla moralità laica e religiosa: nell’opera l’autore definisce proprio le caratteristiche che un buon Principe dovrebbe possedere, dando vita ad un trattato unico nel suo genere e completamente rivoluzionario per i tempi.

La visione di Machiavelli dello Stato è come quella di un corpo organico: nasce, si sviluppa, decade, muore. Per contrastare la decadenza, si possono prendere a modello i governi repubblicani dell’antica Roma e ricostruire, in momenti di crisi, la visione valoriale e di intenti che caratterizza le Istituzioni.

Per Machiavelli, “il fine giustifica i mezzi”: non propone al Principe ideale strumenti morali, ma risorse per poter governare a lungo, mantenendo lo Stato come fine ultimo. Altra tematica affrontata da Machiavelli è legata al concetto di virtù: il Principe  deve saper resistere alla “fortuna”e contare sulla sua “virtù”, intesa come complesso di doti e abilità.  politica di Macchiavelli non ha nulla a che vedere con la “virtù” in senso cristiano ed è intesa come abilità, doti del principe.

Studiare la dottrina politica: i Master Unicusano

L’opera di Machiavelli è, ancora oggi, oggetto di studio per tutti coloro che si approcciano alla strategia e alla dottrina politica, alla storia e alla filosofia. Se vuoi specializzarti in queste tematiche, i Master Unicusano rappresentano il percorso di specializzazione ideale per te.

Ad esempio, il Master I Livello in Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, strategia, armamenti affronta tematiche come geografia politica e economica, dottrine ed elementi strategici, politica e arte militare, missioni di pace, missioni di riarmo europeo e tutto ciò che ha caratterizzato la politica militare dal Dopoguerra a oggi.

Il Master, della durata di 1500 ore, si svolgerà in modalità e-learning: potrai studiare in qualunque luogo e in qualunque momento, semplicemente connettendoti ad una piattaforma telematica. All’interno della piattaforma potrai accedere alle videolezioni, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti.

Se vuoi conoscere l’offerta formativa Unicusano, segui il nostro sito web e scrivici per ulteriori informazioni.

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Cos’è il diritto informatico e cosa disciplina

Quando parliamo di diritto informatico facciamo riferimento a quel complesso di normative che disciplinano i rapporti tra fornitori di apparecchiature e servizi informatici ed utenti finali.

Conoscere queste leggi è fondamentale per tutti coloro che ambiscono a lavorare nel mondo della sicurezza informatica, in Italia e non solo. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna faremo chiarezza sulla definizione di diritto informatico e di tutto ciò che rientra all’interno di questo ambito. In particolare, il diritto informatico ingloba sia principi giuridici generali (ne sono un esempio le garanzie sulle apparecchiature elettroniche), sia principi più specifici legati, ad esempio al diritto d’autore, alla proprietà intellettuale, alla brevettabilità del software, all’Open Source e alla sicurezza informatica.

Le normative possono cambiare da Paese in Paese: ecco le aree soggette a maggior regolamentazione e i principi guida normativi a cui fare riferimento.

Diritto informatico e internet: cosa c’è da sapere

Se sei uno studente di giurisprudenza a Bologna, vorrai sicuramente saperne di più sulle aree di competenza del diritto informatico. Questo argomento è estremamente attuale e dibattuto, soprattutto se facciamo riferimento a tematiche come il “governo di Internet”. La necessità primaria è proprio quella di trovare l’equilibrio normativo tra il rispetto della libertà di espressione e la tutela dei diritti di tutti. Altre tematiche che trovano molto spazio nel dibattito sul tema fanno riferimento alla privacy, alla proprietà intellettuale e alla criminalità informatica. Ecco di cosa stiamo parlando.

Una definizione di diritto informatico

Come abbiamo accennato, il diritto dell’informatica fa riferimento a tutte quelle leggi che regolano i comportamenti legati all’uso del computer e della rete. Si tratta di una disciplina molto ampia, che racchiude al suo interno una serie di sotto-discipline come, ad esempio, il diritto penale dell’informatica e il diritto tributario dell’informatica.

Ben diverso è il concetto di informatica giuridica, che spesso viene utilizzato come sinonimo. In realtà sono due concetti estremamente diversi: l’informatica giuridica fa infatti riferimento all’utilizzo del computer e dei mezzi informatici da parte dei giuristi. Dietro a questa definizione si intendono tutte quelle modalità di applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche alla teoria e alla pratica del diritto.

A cosa fa riferimento il diritto informatico

Il diritto informatico abbraccia diverse tematiche soggette a regolamentazione.

Tra i temi più dibattuti vi è, ad esempio, quello relativo alla “proprietà intellettuale“, ossia il diritto di creatori e inventori di avere il monopolio sullo sfruttamento delle loro opere, tutelandosi dallo sfruttamento da parte di soggetti non autorizzati. Direttamente collegato a questo tema c’è quindi il copyright delle opere che circolano online e su supporti digitali, oltre alla questione relativa alla pirateria.

Le aree di interesse dei diritti di proprietà intellettuale sono essenzialmente marchi e brevetti; in Italia questa tutela normativa viene garantita dal “Codice della proprietà industriale” che raccoglie tutte le norme attinenti al campo dei brevetti e dei marchi.

Nel diritto informatico rientrano anche tutte quelle norme che stabiliscono principi a cui i computer e le reti devono sottostare: in particolare parliamo di attività come cracking, privacy e spamming (invio di posta indesiderata). Sono presenti anche normative  che riguardano, ad esempio, il commercio elettronico, la tassazione, la protezione del consumatore e la pubblicità.

Vi sono anche Stati che pongono regole sull’accesso pubblico a informazioni governative e accesso individuale a informazioni tenute da soggetti privati. In alcuni Paesi l’accesso a Internet o ad alcune piattaforme è anche limitato per legge.

Studiare diritto a Bologna: le opportunità Unicusano

Se stai pensando di iscriverti alla Facoltà di Giurisprudenza e di formarti su tutto ciò che riguarda la legge, il Corso di Laurea in Giurisprudenza Unicusano è la scelta ideale. Il Corso di Studi, di durata quinquennale, affronta diverse tematiche legate al mondo normativo, studiando a fondo il diritto in tutte le sue derivazioni.

Ciò che rende unica la formazione Unicusano è l’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai laurearti a Bologna e dintorni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nessun obbligo di frequenza fisica in sede: tutto ciò che dovrai fare è procurarti una connessione Internet stabile.

La laurea in giurisprudenza affronta anche le tematiche relative al diritto informatico, per offrirti una preparazione completa nel campo. Tematiche collaterali come la sicurezza informatica sono affrontate anche, ad esempio, nei nostri Master Universitari. Per iniziare la tua formazione con Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come funziona il concorso per la carriera diplomatica

La carriera diplomatica è una delle più ambite dagli studenti di Scienze Politiche di Bologna.

La diplomazia si propone come obiettivo primario quello di condurre le relazioni internazionali del proprio Paese, accanto all’erogazione di un supporto verso i cittadini residenti in patria e in un Paese estero.

Diventare diplomatico richiede una serie di requisiti e di abilità, fondamentali per poter accedere al concorso per la carriera diplomatica bandito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Se hai intenzione di intraprendere questo percorso, ecco quello che devi sapere sul funzionamento del concorso per accedere alla professione.

Cos’è e come funziona il concorso diplomatico

Il concorso per diplomatici viene bandito dal MAECI generalmente con cadenza annuale.

Per accedere al concorso, sono necessari alcuni requisiti come ad esempio la cittadinanza italiana, l’idoneità psico-fisica e una laurea magistrale Finanza, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Relazioni internazionali, Scienze delle pubbliche amministrazioni, Scienze economiche per l’ambiente e la cultura o Economia. Inoltre, il concorso fissa il limite anagrafico a 35 anni e impone ai candidati di non aver avuto condanne penali.

Le prove del concorso per diplomatici

Il concorso per la carriera diplomatica prevede una serie di prove da superare.

La prima prova da affrontare è la prova attitudinale scritta. Questa prova consiste in un test a risposta multipla con 60 domande, che possono vertere su quesiti di logica come successioni numeriche o operazioni di calcolo.

La seconda prova è quella scritta, atta a testare le conoscenze del candidato su diverse materie, dalle relazioni internazionali al diritto internazionale e dell’UE, fino alla politica economica. Inoltre, il candidato dovrà dimostrare la conoscenza della lingua inglese e di un’altra lingua straniera.

Al termine degli scritti, la Commissione effettua una valutazione dei titoli dei candidati, assegnando un punteggio in base ai titoli conseguiti (ad esempio master post universitari) e al background (esperienze lavorative come funzionari).

Alla prova orale accedono solamente coloro che superano gli scritti. Si tratta di una prova obbligatoria sulle materie delle prove scritte con alcune integrazioni come il Diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo), la contabilità di Stato, le nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato, la geografia politica ed economica.

Inoltre la prova orale comprende anche un test di informatica, che ha una sua valutazione.

Se pensi che la carriera diplomatica sia la tua vocazione, inizia da un Corso di Laurea Unicusano in Scienze Politiche. Per qualunque riferimento sui concorsi, ti consigliamo di tenere in contatto il sito MAECI.

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I 5 migliori regali di Natale per studenti

Sei alla ricerca di idee regalo originali per studenti?

Destreggiarsi tra i migliori regali di Natale per gli studenti richiede sempre un certo impegno: capire quale sia la scelta giusta in base al destinatario è l’ambizione più comune alla vigilia della festa più amata dell’anno.

Se hai dei regali da fare e sei a corto di idee, ecco 5 proposte da valutare e da inserire nella tua lista dei doni.

5 idee per i regali di Natale

Nonostante l’aria di festa, il mese di dicembre rischia di diventare stressante per via della corsa al regalo perfetto. Vediamo insieme cinque idee perfette per rendere felice uno studente.

#1 – Libri

I libri sono un classico intramontabile, ma sempre apprezzabili, soprattutto se conosci bene i gusti del destinatario.

Un’idea potrebbe essere regalare un libro inerente al percorso di studi intrapreso dallo studente; in alternativa, se conosci bene i suoi gusti, potresti regalare un’ultima uscita del suo scrittore preferito.

#2 – Abbonamenti

Un altro regalo molto gettonato tra gli studenti è rappresentato dagli abbonamenti. Un abbonamento in palestra, ad un servizio di streaming video, ad un corso di lingue: la scelta è davvero molto ampia e si adatta ai gusti (e al portafogli) di tutti.

Oggi è estremamente semplice regalare un abbonamento o una gift card: puoi trovarle facilmente online o, in alcuni casi, addirittura nei supermercati.

#3 – Esperienze

Le esperienze sono sempre gradite da chi le riceve. Le esperienze da regalare possono essere diverse, a seconda di cosa piace al destinatario del tuo regalo e anche del tuo budget. Ecco qualche esempio:

  • Un weekend fuori porta
  • Un corso di cucina
  • Una cena o un aperitivo
  • Una degustazione di vino
  • Un giro in pista con auto o moto
  • Una gita in mongolfiera o in barca
  • Un biglietto per il teatro o il cinema

#4 – Elettronica

Parlando dei migliori regali per Natale, i pensieri hi-tech occupano una posizione di rilievo soprattutto tra i più giovani.

Dal tablet alle cuffie di ultima generazione, passando per computer e intelligenze artificiali domestiche, ci sono regali adatti ad ogni esigenza e per qualunque budget.

#5 – Gioielli

Un altro classico che non può mancare in questa top five sono i gioielli. Un bracciale o una collana possono essere molto apprezzati, soprattutto se conosci bene lo stile della persona a cui stai acquistando il regalo.

Anche gli orologi sono ottimi regali di Natale: valuta questo accessorio se hai un buon budget e vuoi sorprendere il destinatario del tuo dono.

Sui regali migliori per studenti abbiamo detto proprio tutto: se sei a corto di idee per i regali di laurea, non perdere questo approfondimento.

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Come funziona l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati di Bologna?

Ti stai chiedendo come funziona l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati di Bologna?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università di Bologna Niccolò Cusano ti spiegheremo come diventare avvocato a Bologna e come fare concretamente per accedere all’Esame di Stato e iscriverti all’Ordine.

La professione di avvocato è una delle più ambite in assoluto: per accedervi, oltre ad un percorso di studi quinquennale come la Laurea in Giurisprudenza Unicusano, sono richiesti una serie di requisiti, senza i quali è impossibile accedere all’Ordine.

Vediamo ora come fare per iscriverti all’Ordine degli Avvocati di Bologna.

Cosa fare per diventare avvocato a Bologna

Hai studiato giurisprudenza e vorresti diventare avvocato? Sogni di iniziare questo percorso e vorresti sapere fin da ora quali sono i passaggi necessari per l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati?

Continua nella lettura: troverai tutto nei prossimi paragrafi di questa guida.

Praticantato e Esame di Stato

La prima cosa da sapere è che, per diventare avvocato, la laurea non è un requisito sufficiente.

Dopo aver conseguito la laurea in Legge, infatti, potrai intraprendere due strade:

  • Il praticantato presso uno studio legale di un avvocato (il cd. dominus) che risulti iscritto da almeno 5 anni all’albo professione degli avvocati. La pratica forense ha una durata di 18 mesi e il praticante avvocato dovrà partecipare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ogni semestre facendo annotare la propria presenza nel verbale di udienza e nel libretto della pratica
  • L’iscrizione ad una Scuola di specializzazione che ti permetterà di ridurre a un solo anno il periodo di pratica forense

Una volta terminata la pratica forense, dovrai affrontare l’esame di Stato per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense. L’esame consta di tre prove scritte e una orale.

Se l’esame avrà esito positivo, potrai iscriverti all’Ordine degli Avvocati.

Come funziona l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati

Secondo quanto riportato dallo stesso Ordine degli Avvocati di Bologna, ecco quali sono le pratiche da fare per poter procedere all’iscrizione.

Per iscriversi all’Albo degli avvocati l’interessato dovrai presentare specifica istanza in bollo da Euro 16,00 diretta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati corredata da:

  • Certificato di abilitazione professionale rilasciato dalla Corte d’Appello;
  • Documento d’identità in corso di validità e relativa fotocopia;
  • Tessera del codice fiscale e relativa fotocopia;
  • Quietanza di pagamento della tassa di € 168,00 per concessione governativa
  • Le tasse: tassa di iscrizione, contributo annuale, diritti di notifica

Dopo essere stato ammesso all’Albo, l’Avvocato dovrà prestare il prescritto “Impegno Solenne” che viene fissato l’ultimo mercoledì di ogni mese.

Su come iscriversi all’Ordine degli Avvocati abbiamo detto proprio tutto per oggi: se vuoi ampliare le tue conoscenze e intraprendere questo percorso, inizia dalla formazione Unicusano. Compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Quanto tempo serve per trovare lavoro?

Quanto tempo serve per trovare lavoro? Questa è sicuramente una delle domande che ti sarai posto più spesso quando hai iniziato a cercare lavoro attivamente.

Che tu sia neolaureato o ancora studente, la ricerca di un lavoro può essere un processo estremamente impegnativo, se non si agisce mettendo in atto una serie di accortezze. Il tempo necessario per trovare l’occupazione giusta non è standard: ci sono tante variabili da analizzare, che cambiano da persona a persona.

Ci sono però degli accorgimenti che, se messi in atto, possono velocizzare il processo di ricerca e farti trovare lavoro più velocemente. Ecco qualche consiglio da mettere in pratica ora (e una risorsa speciale destinata agli studenti Unicusano).

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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