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Le 6 verità incontestabili sulla facoltà di Ingegneria

Stai pensando di intraprendere i tuoi studi nella facoltà di ingegneria e vorresti sapere un po’ cosa ti aspetta?

Questa facoltà, che in realtà si suddivide in diverse aree spesso molto diverse tra loro, è ritenuta tra le più complesse da affrontare. Ma sarà davvero così?

Iniziamo dal principio: la facoltà di ingegneria fornisce agli studenti e alle studentesse una serie di nozioni teoriche e pratiche con lo scopo di dare risposte concrete ai bisogni delle singole persone e della società.

Questa facoltà dunque prepara persone che avranno un ruolo fondamentale in futuro, poiché daranno vita a invenzioni che miglioreranno la nostra qualità di vita, in qualsiasi ambito si tratti.

Studiare ingegneria significa, dunque, intraprendere una strada impegnativa, ma ricca di soddisfazioni. Se vuoi sapere come affrontare la tua vita da matricola, ecco le 6 incontestabili verità sulla facoltà di ingegneria!

Le 6 verità sulla facoltà di ingegneria

Se sei curioso di sapere cosa ti attende nel tuo corso di studi di ingegneria, questa mini guida per scoprire una delle facoltà più affascinanti ti sarà sicuramente utile.

Farsi delle aspettative è normale, per questo ti sveleremo le verità sulla facoltà di ingegneria a Bologna, per prepararti quando inizierai! Partiamo.

#1 – Studiare con dedizione è fondamentale

Studiare con impegno è una delle verità sulla facoltà di ingegneria più importanti. Molti concetti non saranno immediati da imparare e richiederanno massima concentrazione. Proprio per questo è essenziale non perdersi d’animo, rimanere motivati e sapersi organizzare.

Sai come puoi essere più produttivo durante lo studio? Ecco alcuni consigli:

  • Studia in un ambiente rilassante per la tua mente. Non devono esserci distrazioni o cose superflue sulla tua scrivania, procurati solo il necessario;
  • Lascia da parte il telefono e disattiva le notifiche al computer: messaggi, email e quant’altro ti distoglieranno dall’attenzione;
  • Chiedi a chi vive con te di non disturbarti durante le ore di studio: porre dei limiti a parenti o coinquilini è importante, poiché essere interrotti in pieno studio renderà difficile poi riprendere;
  • Riposa quando senti la stanchezza: studiare con dedizione non significa rimanere ore sui libri. Fare pause e riposare è fondamentale per uno studio efficace. Prenditi sempre del tempo per te!
  • Adotta il metodo di studio adeguato: studiare in maniera adeguata è fondamentale per riuscire a capire a fondo la materia e ricordarla. Ti spieghiamo meglio come fare al punto #5!

#2 – È una facoltà che richiede energia

Il fatto che ingegneria richieda molte energie è risaputo.

La costante dedizione e il carico di studi rischia di rendere moltissimi studenti nervosi e stressati. Questo si potrebbe dire di un po’ tutte le facoltà ovviamente, e dipende anche molto dal carattere di ognuno di noi.

Proprio per questo è importante ottimizzare i tempi e saper riconoscere quando è tempo di staccare un po’ per dedicarsi ad altro. In questo caso, vale il consiglio precedente: tutto si può prevenire con una buona organizzazione dello studio, gestendo al meglio gli impegni e alternando le ore sui libri a quelle da dedicare allo svago e alle tue passioni.

#3 – Sarà una continua sfida

Una cosa positiva o negativa? Dipende da come la vedi! La facoltà di ingegneria sarà una continua sfida che farai con te stesso.

Dovrai metterti alla prova in svariate situazioni, e non sempre andrà bene al primo colpo. Non perderti d’animo se hai qualche intoppo, una bocciatura o altre difficoltà. Non vedere questi ostacoli necessariamente come dei fallimenti: sono l’opportunità per fare di meglio la prossima volta.

Impara dai tuoi errori analizzando cosa è andato storto e cosa puoi fare invece per migliorare. Solo così riuscirai a vincere ogni sfida.

#4 – È fatta per persone curiose

Si è portati a pensare sia fatta per persone portate per la matematica e i numeri…non è sempre così! Il “non sono portato” rischia di farti cadere in una trappola pericolosa: in realtà, basta avere un metodo di studio efficace e la passione giusta per ottenere risultati. Certo, ti devono piacere le materie scientifiche, ma la verità sulla facoltà di ingegneria è che devi essere curioso.

La curiosità di capire come funziona una cosa ti aiuterà ad affrontare gli studi.

#5 Ti serve un buon metodo di studio

Esiste un metodo di studio più efficace di altri? Certo, e si chiama proprio metodo di studio universitario.

La verità sulla facoltà di ingegneria è che il carico di studio può essere complesso: per poter capire a fondo avrai bisogno di un metodo che ti permette di tenere a mente tutte le nozioni. Ecco come fare:

  1. Segui le lezioni e prendi appunti: a fine giornata, rileggi gli appunti e sistemali;
  2. Approfondisci sui libri e leggi ad alta voce, sottolineando i concetti chiave;
  3. Ripeti a parole tue ciò che hai letto finché non avrai più intoppi

Solo così imparerai davvero senza studiare a memoria.

#6 – Seguire le lezioni con attenzione è fondamentale

Un po’ in tutte le facoltà in realtà, vale questa regola. In ingegneria però, è ancora più fondamentale.

Seguire le lezioni con estrema attenzione, infatti, porta a 3 vantaggi:

  1. Puoi interagire sia con il professore che con i tuoi compagni di corso
  2. Puoi comprendere meglio gli argomenti e in caso di difficoltà, puoi chiedere di rispiegare o fare chiarimenti
  3. Seguendo le lezioni e capendo meglio gli argomenti trattati, avrai minor bisogno di studiare dopo, poiché hai già assimilato parte delle nozioni

Seguire le lezioni però, non significa solo ed esclusivamente ascoltare. Dovrai seguirle attivamente, ovvero prendendo appunti. A lezioni finite, rileggiti gli appunti per organizzarli meglio: in questo modo darai una rispolverata a ciò che hai ascoltato in aula e avrai modo di consolidare i concetti chiave. Iscrivendoti alla facoltà di ingegneria Unicusano puoi avere anche dei benefici in più.

Il vantaggio dello studio Unicusano risiede nella modalità didattica adottata: la metodologia telematica. Potrai seguire le lezioni comodamente da casa tua, connettendoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Accedendo al portale, potrai anche scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti.

Studiare Ingegneria con Unicusano

Se stai pensando di iscriverti alla facoltà di ingegneria di Bologna, Unicusano è la soluzione ideale per te. La nostra offerta formativa prevede corsi di laurea triennali e magistrali, oltre ad una vasta selezione di Master pensati per perfezionare la tua preparazione.

Oltre alla metodologia telematica, che ti consente di laurearti seguendo le lezioni a distanza, Unicusano offre agli studenti diversi benefici interessanti, tra cui:

  • Un servizio di tutorship. Avrai un tutor dedicato che ti aiuterà ad organizzare il piano di studi e a trovare il metodo di apprendimento migliore per te
  • Il career service. Al termine del percorso di studi, verrai coinvolto in career day e incontri con le aziende, per favorire il tuo inserimento nel mondo del lavoro

Per iscriverti ora ai corsi di laurea in ingegneria Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Cosa indossare per un colloquio di stage? Il dress code adatto

Spesso sentiamo dire, specie negli ultimi tempi, “l’abito non fa il monaco”. Questo è in parte corretto, ma è anche vero che il proprio modo di vestire rispecchia sia chi siamo sia la considerazione dei contesti che frequentiamo. È importante infatti chiedersi cosa indossare per un colloquio di stage (o di lavoro).

L’Italia è uno di quei paesi dove il dress code è molto sentito ed è parte integrante della nostra cultura. Spesso avviene che ci interroghiamo come vestirci a seconda della situazione e se siamo opportuni.

Non ha importanza l’età, il genere, l’azienda, in ogni caso, capire come vestirsi per un colloquio di stage significa mostrare che si da una certa importanza a quella opportunità. L’importante però, è anche saper mostrare la propria personalità.

Andiamo a vedere, dunque, i consigli su cosa indossare ad un colloquio di stage per fare buona impressione fin da subito.

Ecco come vestirsi per un colloquio di lavoro

Ad un colloquio di stage è importante interrogarsi quale sia il dress code più adatto, e non differisce molto da un normale colloquio di lavoro.

Ci sono alcune regole da rispettare, sia nel vestirsi che nel modo di comportarsi, per trasmettere sia la propria personalità ma anche la considerazione che hai di quel momento e luogo (oltre alla persone che hai davanti). Ecco alcuni consigli per dare il meglio.

LEGGI ANCHE >> Quanto tempo serve per trovare lavoro?

Valuta il contesto dell’azienda

Non tutti i luoghi di lavoro sono uguali. È importante quindi capire come vestirsi a seconda del luogo e circostanza, per non sentirsi fuori posto.

Quello che può aiutare è fare ricerche sull’azienda: esistono molti siti in cui è possibile vedere i pareri di ex dipendenti, ma anche visitare il sito dell’azienda stessa, osservando le varie foto.

In questo modo possiamo farci un’idea in che tipo di contesto stiamo per entrare.

Come linee guida, puoi seguire questi consigli:

  • STAGE IN LAVORI CREATIVI: in genere, per questo tipo di posizione c’è molta più libertà nell’indossare ciò che più ci rappresenta. Sappiamo bene che camicia bianca ben abbottonata, pantaloni neri e scarpe lucide possono non appartenere alla personalità di tutti. Negli ambienti creativi c’è in genere molta più flessibilità, più spazio alla creatività appunto. In questo contesto, non dimenticare però di mostrarti formale. Puoi però spezzare il tuo look con qualcosa di particolare che trasmette in tutto e per tutto chi sei davvero;
  • STAGE IN LAVORI D’UFFICIO: in questi casi si preferisce un dress code decisamente formale. Opta per colori classici e sobri, senza esplosioni di colori. Questi ambienti comunicano professionalità e sicurezza, e tu dovresti comunicare altrettanto con i tuoi vestiti;
  • STAGE IN LAVORI PROFESSIONALI/TECNICI: una via di mezzo tra il dress code d’ufficio e del creativo, in questi tipi di stage cerca di comunicare formalità ma in un look in cui ti senti a tuo agio. Non devi per forza portare un completo, poiché potrebbe risultare troppo formale.

L’importanza di comunicare se stessi vestendoci

Da cosa è determinata la prima impressione che le altre persone si fanno di noi? Da molti fattori: il modo di parlare (tono della voce, lessico, velocità, ecc), di muoverci, come entriamo dalla porta, come salutiamo, come siamo vestiti, come stiamo seduti, dalla stretta di mano. Questi e tantissimi altri fattori, in realtà.

In poco tempo, cerchiamo subito di inquadrare una persona, e spesso, se la prima impressione non è buona, sarà difficile far ricredere chi abbiamo davanti. Le seconde opportunità, insomma, molto spesso non sono in programma.

Il modo in cui vestiamo esprime chi siamo. Le persone non si vestono trasandate, se sono maniache della cura e viceversa. Se una mattina ci si sveglia di pessimo umore, non viene voglia di vestirsi con colori sgargianti.

Per un colloquio sarebbe sempre meglio mostrarsi in modo consono all’ambiente, ma anche mostrare chi siamo, per far capire alla persona che abbiamo di fronte cosa si può aspettare da noi.

Cosa indossare per un colloquio di stage dunque, senza però nascondere se stessi?

Come abbiamo detto prima, il completo o il tailleur non è per tutti quanti. Non esagerare con l’eleganza se sei una persona che preferisce il casual. La situazione è già ansiogena di per sé, non cercare di strafare, potresti solo aumentare il tuo disagio.

Come NON vestirsi ad un colloquio

Ora che abbiamo visto qualche consiglio su come vestirsi per un colloquio di stage, ecco cosa invece dovresti assolutamente evitare di indossare. Questo perché, a prescindere dal formalismo più o meno marcato del contesto, ti trovi comunque in una situazione professionale ed è dunque opportuno rispettare alcune “regole”. Dovresti evitare:

  • Sandali da spiaggia e infradito. Non sono eleganti e comunicano sciatteria e poca cura del contesto
  • Pantaloni a vita troppo bassa e biancheria in vista
  • Capi molto vistosi e da sera, con pailettes o elementi luminosi
  • Accessori e make-up eccessivi e look “da discoteca”

Alcuni consigli su come porsi ad un colloquio di stage

Ecco alcune dritte su come comportarsi ad un colloquio. Infatti, cosa indossare per un colloquio di stage, non è tutto: molto importante è tirare fuori la tua personalità e dimostrare che tu puoi fare la differenza in azienda, crescendo e facendo crescere gli altri

  1. Mostrati interessato per l’opportunità: fai ricerche prima per capire l’ambiente, il lavoro, le mansioni. Preparati anche delle domande intelligenti da porre
  2. Rispondi sempre educatamente e fatti cogliere preparato in caso di domande
  3. Mostra tutto quello che potrebbe farti guadagnare punti agli occhi del selezionatore. Se hai già avuto esperienze in altri stage, fallo presente ed esalta il tuo contributo negli altri contesti. In alternativa, può essere utile anche parlare di progetti universitari o di esperienze di volontariato
  4. Siediti in maniera composta e non incrociare le braccia sul petto: sederti in punta della sedia ad esempio denota che non vedi l’ora di andartene, le braccia incrociate invece esprimono totale chiusura

Su come vestirsi per un colloquio di stage ti abbiamo detto tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona fortuna!

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Le 5 cose che (forse) non sai della facoltà di ingegneria

Siamo sicuri che ci siano cose che non sai su ingegneria. O meglio, forse non ne conosci qualcuna. Perché un po’ tutti (forse) sanno che occorre un buon metodo di studio efficace. Ma sapevi che per diventare ingegnere serve molto di più?

Per diventare ingegnere occorre sicuramente autodisciplina nello studio e buone strategie. Su questo non ci piove. Ma anche il tuo mindset, ovvero la tua mentalità, il tuo approccio mentale verso questa facoltà, fa la differenza.

Questo, vale un po’ per tutto ovviamente. Non bisogna trascurare la propria vita sociale e la crescita personale: sono queste due cose che manterranno alto l’umore e ricaricheranno l’energia!

Fatta questa premessa, in questa guida vogliamo raccontarti le cinque cose che spesso le matricole sottovalutano della facoltà di ingegneria. Conoscere alcuni aspetti ti darà un vantaggio una volta iscritto all’Università e ti permetterà di pensare proprio con quel mindset di cui abbiamo parlato poco fa. Iniziamo subito.

Cosa devi sapere prima di iscriverti a ingegneria

Per diventare ingegnere, rimanere sui libri 24 ore su 24, non è la cosa ottimale. Così come per tutte le altre facoltà, anche quella di ingegneria richiede un giusto equilibrio tra studio e vita privata, una buona organizzazione e motivazione e soprattutto, un efficace metodo di studio. Ecco le cose che non sai ingegneria (a cui ti consigliamo di familiarizzare).

#1 – Punta su un metodo di studio efficace

Uno dei fattori FONDAMENTALI per approcciare ad ingegneria nel modo giusto è il metodo di studio. Si tratta del complesso di attività che metti in atto per apprendere meglio, dall’ascolto attivo della lezione fino allo svolgimento dell’esame. Se ti sei appena iscritto, una delle cose che potresti non sapere è che l’approccio allo studio è molto diverso rispetto a quello che avevi al liceo.

L’organizzazione della mole di lavoro, il funzionamento degli esami e la frequenza delle lezioni necessitano da parte tua una certa revisione del tuo metodo. Il metodo di studio ingegneria si basa su poche regole fondamentali:

  • Seguire le lezioni in modo proattivo e prendere appunti
  • Organizzare il carico di studi, pianificando la giornata
  • Fare pause
  • Ripassare

Inoltre, ti consigliamo di seguire questi step mentre studi:

  1. Leggi ad alta voce il primo paragrafo e individua le cose importanti, senza andare troppo nei dettagli.
  2. Rielabora ciò che hai appena letto, scrivendo e ripetendo (impara a schematizzare)
  3. Passa al prossimo paragrafo e ripeti.

Questo processo dovrai ripeterlo finché non ricorderai sempre più particolari. Sappiamo bene che ognuno ha il suo, e sei libero di sperimentare. Ma ricordati che il metodo di studio che avevi al liceo è ben diverso da quello universitario, ben più complesso e dalla maggior quantità.

#2 – Non trascurare la tua vita sociale

Anche gli (aspiranti)n ingegneri hanno una vita sociale. Probabilmente ti aspettavi di rimanere ore e ore sui libri, senza staccare mai. Sì, ci sono momenti in cui è richiesta la massima presenza, ma non possono non essere alternati a momenti di svago.

Spesso e volentieri, il modo migliore per preparare un esame è proprio…chiudere i libri e uscire! Rimanere chini a studiare per lungo tempo non significa per forza che passerai l’esame. Anzi, privandoti di una vita sociale e trascurando le tue passioni, finirai per essere più stanco, meno motivato e spesso irritabile. Ricordati di staccare la spina, fai pause ogni tot e distrai un po’ la mente. Prenditi del tempo libero per uscire con gli amici e svagarti. Tornerai sui libri riposato e più motivato!

#3- Gli esami più difficili? Non tenerli per ultimi

Se sei vittima della procrastinazione, probabilmente sei una di quelle persone che tiene gli esami più difficili per ultimi. Invece, la cosa più efficace è affrontarli all’inizio. Questo perché all’inizio hai ancora la motivazione e la voglia di studiare. Man mano che il tempo passa, sarai più stanco e meno propenso a studiare cose più difficili e che richiederanno più impegno.

Come si dice: via il dente, via il dolore.

#4 – Lavora sulla tua crescita personale

La formazione deve essere vista come crescita personale per poter essere mantenuta nel tempo. Se pensi che la facoltà di ingegneria sia in primo luogo un modo per crescere, e come secondo un modo un lavoro da fare in futuro per poter guadagnare, il gioco è fatto. Se ami ciò che studi, perché è un arricchimento per la tua persona, studierai per te stesso in questo momento, senza pensare al futuro. Inoltre, oltre all’ingegneria, coltiva altri interessi.

Tra le cose che non sai su ingegneria è che…l’ingegneria non è tutto! Lo studio occuperà molto del tuo tempo, ma come ti abbiamo detto, un buon equilibrio tra l’università e la tua vita privata. Questo significa che devi coltivare le tue passioni e anche interessi extra universitari.

#5 – Non pensare di “non essere portato”

La cosa peggiore che potresti fare è auto sabotarti buttando giù la tua morale e aizzando pensieri negativi. Per quanto sia una facoltà impegnativa e con materie comunemente “ostiche” come la matematica, non bisogna pensare che chi intraprende un percorso di questo tipo, è solo ed esclusivamente bravo in matematica.

La matematica non è una garanzia, non ruota tutto attorno a quella. La curiosità è invece il vero motore. Se si è persone curiose, con voglia di imparare, di scoprire come funzionano le cose e come la propria mente riesce ad elaborare il tutto, che darà una spinta in più!

Piuttosto di pensare di non essere portato, pensa a cosa puoi migliorare, giorno dopo giorno. Impegnati ogni giorno ad imparare qualcosa di nuovo superando i tuoi limiti. Se pensi di avere un “blocco” su particolari discipline, vale il discorso che abbiamo fatto prima per gli esami più difficili: affrontalo subito. Potrai scoprire una parte di te che davvero non conoscevi.

Studiare ingegneria con Unicusano

La facoltà di ingegneria è tra le più ambite in assoluto tra gli studenti. Se vuoi intraprendere questa via, l’Università Niccolò Cusano ha all’attivo Corsi di laurea triennale, magistrale e Master di I e II livello. Da ingegneria meccanica a ingegneria gestionale a Bologna, potrai scegliere tra diversi indirizzi di studio e formarti con una metodologia davvero innovativa: la metodologia telematica.

Potrai studiare a Bologna e dintorni comodamente online, connettendoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sarai tu a decidere quanto tempo dedicare allo studio ogni giorno e come bilanciare la tua vita da studente con gli impegni personali e professionali.

Per iscriverti o per scoprire la nostra offerta formativa, compila il form e sarai ricontattato.

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Sindrome da burnout: cos’è, chi colpisce

La sindrome da burnout, o anche solo burnout, è conosciuta anche come sindrome di “esaurimento emotivo”, spesso associata a determinate persone che ricoprono una posizione lavorativa a forte carico di stress.

Si tratta di un vero e proprio deterioramento psicofisico, portando a conseguenze molto gravi se non trattato per tempo. Questa malattia è sempre più diffusa nei paesi occidentali e occidentalizzati. Molto spesso viviamo situazioni in cui lo stress lavorativo è alto e veniamo spronati a dare il massimo sempre, anche in situazioni non adeguate e per lungo tempo. Quando questo accade per periodi di tempo prolungati, la mente a poco a poco comincia a lanciare piccoli segnali di allarme, per farci capire il limite.

Quando il posto di lavoro e/o il modo in cui si lavora presenta delle caratteristiche potenzialmente nocive, occorre fare molta attenzione, poiché il rischio di “esaurimento” potrebbe essere molto alto.

Se sei uno studente di psicologia o, semplicemente, sei interessato a queste tematiche in quanto operatore del settore, sarai sicuramente interessato a saperne di più sul burnout, su come si manifesta, su chi colpisce e su come avere una formazione dedicata sul tema. Vediamo la sindrome da burnout nel dettaglio.

Tutto quello che devi sapere sul burnout

Ma cos’è il burnout nello specifico? Quali sono le cause, i sintomi, come si cura ed eventualmente provenire questa sindrome data da esaurimento emotivo? Risponderemo a tutte queste domande, così da capire come riconoscerlo e come curarlo.

Burnout: che cos’è

La prima domanda a cui vogliamo rispondere è: Cos’è il burnout? Questa sindrome da esaurimento emotivo comune nel termine inglese burnout, si avvicina al termine “surriscaldamento”. Perché in effetti, accade proprio questo: come se il cervello si surriscaldasse e andasse in corto circuito, necessitando così delle cure per ristabilirsi.

Ma cosa provoca questo surriscaldamento? Una condizione di stress, non necessariamente esagerata, ma costante nel tempo tanto da divenire, a lungo andare, intollerabile. Questo stress avviene in determinati contesti lavorativi. L’esaurimento emotivo è la malattia che colpisce specialmente i lavoratori che ricoprono posizioni sanitarie e assistenziali, anche se in realtà, è ora associata a qualsiasi professione, specie se il lavoratore ricopre una posizione di responsabilità.

Sintomi del burnout

I sintomi del burnout possono riguardare diverse sfere della nostra vita. Per semplicità, possiamo dividerli in comportamentali, fisici e psichici. È una patologia subdola che spesso non si conosce e non è riconosciuta nel giusto modo. Per questo motivo, tali sintomi tendono ad arrivare agli estremi prima di capire che qualcosa non va. Vediamoli insieme.

SINTOMI COMPORTAMENTALI

  • Assenza dal lavoro, poiché la persona è priva di voglia e motivazione
  • Isolamento sia sul lavoro che nella vita sociale
  • Stanchezza e nervosismo tutto il giorno, con evidente affaticamento dopo il lavoro
  • Guardare frequentemente l’orologio
  • Fuga dalle relazioni
  • Difficoltà a scherzare sul lavoro, talvolta anche solo sorridere
  • Perdita dell’autocontrollo
  • Conflitti coniugali e famigliari
  • Predisposizione o sviluppo di una dipendenza (tabagismo, uso di farmaci e/o sostanze psico-attive, alcol)

SINTOMI FISICI

  • Spossatezza
  • Dolori a parti del corpo (specialmente alla schiena, viscerali, al petto, cefalea)
  • Diarrea
  • Mancanza di appetito e nausea
  • Vertigini
  • Alterazioni dei cicli veglia-sonno (voglia costante di dormire o insonnia)
  • Fiato corto
  • Crisi di pianto incontrollabili

SINTOMI PSICHICI 

  • Continua tensione e irritabilità
  • Cinismo e demoralizzazione
  • Depersonalizzazione (la sensazione ricorrente di scollegamento dal proprio corpo o pensieri, come se si stesse osservando la propria vita dall’esterno)
  • Frustrazione e fallimento
  • Poca produttività e interesse verso il proprio lavoro, con atteggiamento apatico verso tutto
  • Reazioni negative verso familiari e colleghi, distacco emotivo

Nei casi più gravi si incontra anche la depressione.

Cause del burnout

Le cause del burnout non sono uguali per tutti e sono una combinazione di vari fattori che, a lungo andare, deteriorano la persona. Le cause possono essere a livello individuale sia a livello organizzativo.

Queste sono le cause del burnout più frequenti:

  • Sovraccarico di lavoro
  • Assenza di controllo
  • Gratificazioni insufficienti
  • Mancanza di imparzialità e di merito nell’ambiente lavorativo
  • Valori contrastanti con l’organizzazione
  • Scarsa remunerazione
  • Eccessivo bisogno di affermazione lavorativa
  • Lavoro monotono e ripetitivo
  • Conflitti con colleghi e/o superiori

Burnout: come uscirne

L’esaurimento emotivo è un problema da non sottovalutare: di questo te ne sarai fatto un’idea. È nocivo per la persona malata ma anche per chi le sta attorno. Dunque, la domanda è: come guarire dal burnout? Esiste un trattamento specifico?

Spesso chi è afflitto da sindrome da burnout non se ne rende conto o meglio, non sa dare un nome a questa patologia e non capisce che si tratta di un vero e proprio disturbo. Il primo passo pertanto è creare una consapevolezza del problema. Chi ne soffre, deve riconoscere ciò che ha provocato l’esaurimento emotivo, dunque le cause del burnout.

Non solo: occorre capire anche quali siano le relazioni tra il proprio comportamento e la propria esperienza, le dinamiche nella vita privata e lavorativa. Solo così si avrà un quadro completo del problema. In seguito, ciò che sarà necessario fare è modificare questi comportamenti con l’aiuto di uno psicoterapeuta. L’obiettivo della terapia è aiutare la persona a gestire i vari sintomi, esaminando la realtà, capendo il proprio ruolo, ripristino di un equilibrio. A seconda della gravità del caso, si prolungherà la terapia e cambierà il metodo.

Conoscere il Burnout: Master Unicusano

Se svolgi una professione educativa o socio-assistenziale, è estremamente importante conoscere a fondo le dinamiche relazionali e la gestione del burnout. Per questo l’Università Niccolò Cusano propone il Master I Livello in Didattiche e Strumenti Innovativi – Dinamiche relazionali e Gestione del Burnout, rivolto a tutti coloro che si occupano di relazioni e di aiuto: educatori, psicologi, assistenti sociali.

Iscrivendoti al Master potrai potenziare la consapevolezza e la comprensione delle tue emozioni, accrescendo la conoscenza delle difficoltà e dei disagi inerenti il tuo contesto lavorativo al fine di accrescere la capacità di contenimento nella relazione educativa, il benessere, la qualità deli processi educativi e dei servizi erogati.

Durata e organizzazione

Il Master ha durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu. Il Master si svolgerà in modalità aula / e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24. Potrai dunque accedere alle lezioni sulla nostra piattaforma online, scaricando il materiale didattico di supporto allo studio e visionando le videolezioni.

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti.

Tematiche affrontate

Il Master affronta diverse tematiche, tra cui:

  • Le emozioni nel gruppo lavoro (intelligenza emotiva, natura delle emozioni, empatia)
  • Lo sviluppo sociale
  • Il disagio nel contesto scolastico/lavorativo
  • La gestione del disagio emozionale nel gruppo di pari
  • Competenza e relazione di aiuto

Saranno inoltre parte del programma anche workshop e seminari.

Per iscriverti, compila il form per essere ricontattato.

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Come smettere di procrastinare nello studio: 5 consigli da seguire

La procrastinazione fa la sua entrata in scena con una semplice frase: farò domani.

Il rimandare sempre nello studio è un comportamento che, almeno una volta, affligge ogni studente. Per uno studente è essenziale sapere come smettere di procrastinare nello studio, poiché il continuo rinviare dei propri impegni di studio influenzerà il rendimento, ovviamente. Esiste una sottile linea che divide il prendersi delle pause dai propri impegni e il procrastinare in continuazione. È molto importante infatti “staccare la spina”. Le pause servono a sentire meno la stanchezza e trovare un equilibrio tra studio e vita privata.

La procrastinazione è ben diversa: è l’assenza di costanza nello studio, rimandare gli impegni per mancanza di motivazione o ragioni poco rilevanti, per investire poi il proprio tempo in attività poco proficue. In questa guida ti spiegheremo come smettere di procrastinare nello studio una volta per tutte con 5 semplici mosse. Iniziamo.

Come smettere di rimandare sempre lo studio a domani

Come smettere di procrastinare e rimandare sempre nello studio? Abbiamo per te una guida basata su 5 semplici passi:

  1. Definire i propri obiettivi
  2. Pianificare lo studio
  3. Iniziare dalle cose difficili
  4. Premiarsi
  5. Portare a termine ciò che inizi

Vediamo insieme come mettere in pratica questi step (e come possono cambiare radicalmente il tuo rapporto con i libri).

Perché si procrastina

Prima di entrare nel vivo della nostra guida, facciamo una piccola introduzione alle motivazioni che ci spingono a rimandare sempre. Questo è importante perché, per risolvere un problema, è importante agire direttamente sulle cause che non ci motivano ad andare avanti. Qualunque strategia, per funzionare, ha bisogno del giusto “perimetro” in cui trovare accoglimento: per questo crediamo che individuare le cause sia la priorità in questo processo.

Tendiamo a procrastinare perché:

  • Siamo pigri. Se non hai voglia di studiare, un ottimo esercizio è nel ritrovare la tua motivazione. Ripensa ai motivi per cui ti sei iscritto all’Università e tieni sempre a mente i tuoi obiettivi
  • Abbiamo paura di non essere all’altezza. La paura di “fallire” può distrarci dai nostri obiettivi. Allena la tua autostima e segui le istruzioni del punto #1 di questa guida per definire obiettivi realistici che ti aiuteranno a definire la direzione
  • Siamo perfezionisti. Se tendi a non affrontare un compito perché temi di non farlo perfettamente, è il momento di liberarti da questa convinzione e di…buttarti!

1 – Definisci i tuoi obiettivi

Il primo passo da compiere per smettere di procrastinare nello studio è porsi degli obiettivi. No, non parliamo di obiettivi qualunque: non basta dire “da oggi mi impegnerò nello studio con più costanza”.

Questi devono essere:

  • Specifici
  • Realistici
  • Definiti
  • Temporizzabili

In altre parole, puoi tenere a mente questi accorgimenti:

  • Focalizza la tua attenzione su un compito specifico da portare a termine. Questo può essere, ad esempio, quello di studiare uno specifico manuale
  • Ricordati che l’obiettivo deve essere realistico, concreto, altrimenti non lo porterai mai a termine. Accetta pertanto anche i tuoi limiti. Se sai che durante una giornata non riesci a studiare più di due capitoli, non pianificare di studiarne quattro! Ti mancherà la voglia anche solo di iniziare e finirai per rimandare sempre nello studio.
  • Datti sempre un tempo di studio, dividendo i tuoi obiettivi in micro e macro. Ad esempio, l’obiettivo macro può essere quello di studiare il tuo manuale in 30 giorni. Gli obiettivi micro possono essere quelli di studiare 3 capitoli al giorno per 20 giorni + 10 giorni di ripasso

#2 – Pianifica lo studio in un calendario

Pianificare lo studio dovrebbe essere fatto giornalmente, settimanalmente e mensilmente, così da individuare e distribuire il carico di studio da affrontare. Per prima cosa fissa le date degli esami in anticipo e segnatele. Creati ora uno schema con la mole di studio suddivisa a seconda degli esami, giorno per giorno:

ORARI COSE DA FARE
8:30 – 10:30 Studia primo capitolo per il primo esame
10:30 – 10:45 Pausa
10:45 – 12:30 Studia primo capitolo per il secondo esame
12:30 – 13:30 Pranzo
13:30 – 14:30 Ripasso dei capitoli studiati la mattina
14:30 – 16:30 Studiare primo capitolo del terzo esame
16:30 – 17:00 Pausa
17:00 – 18:00 Studiare secondo capitolo del terzo esame

Continua con questo ciclo e progredisci con i capitoli da studiare di volta in volta, così da mantenere costanza nello studio. Ovviamente, dovrai pianificare in base al carico di studio, ma per smettere di procrastinare non dovrai ridurti all’ultimo per farlo, altrimenti ti sentirai sopraffatto. Assicurati di definire un piano realistico, senza strafare. Come ti abbiamo detto, gli obiettivi devono essere specifici e realistici per essere portati a termini o anche solo essere presi in considerazione.

#3 – Fai prima le cose “difficili”

Come smettere di procrastinare? Agendo subito: tutte le cose che in genere tendiamo a rimandare, vanno fatte il prima possibile. Facci caso: tutto ciò che in genere rimandi, sono cose che per te sono più difficili, o più noiose, o che ritieni meno importanti. Lasciare queste per ultime, significa che non le farai mai. Anche in ambito accademico, per smettere di procrastinare nello studio, dovrai individuare ciò che di solito rimandi e farlo subito, tutto il resto troverà tempo.

Un sistema efficace per fare questo è quello di identificare, nella tua programmazione, la cosa che più ti “pesa” fare e metterla in cima alle tue priorità. Organizzare i compiti per priorità ti aiuta a sgombrare la mente e a sapere esattamente cosa devi fare in un determinato momento della giornata.

#4 – Premia il tuo impegno

Il cervello umano, alla base, funziona come quello di ogni altro animale. Se veniamo premiati per un’azione precisa, saremo più motivati a rifarla.

Ecco perché è importante premiarsi ogni qualvolta che porti a termine un task o rispetti il programma che ti eri fissato. Riconosci il tuo impegno dandoti delle ricompense. Ogni cosa può andare bene, purché sia qualcosa di speciale che riconosci come premio. Ad esempio, delle uscite extra, un po’ di shopping, un pasto che ti piace, o qualsiasi cosa che di norma non faresti e che ti rende felice.

#5 – Porta a termine tutto ciò che inizi

Se di solito non porti a termine un compito, è per tre motivi:

  • Non avevi pianificato nulla e hai agito a caso;
  • Hai pianificato, ma o l’hai fatto male e non era un piano realistico (rileggi il punto #1) o non hai dato l’importanza dovuta;
  • Era superfluo e non sei abbastanza motivato: non sei nemmeno sicuro del perché hai iniziato

È essenziale non lasciare le cose a metà e portare a termine tutto ciò che si inizia. Tutto tranne ciò che si può eliminare senza problemi. Lasciare le cose in sospeso ti farà sentire autorizzato rimandare a oltranza. Ricorda che niente si fa da solo! Prendi le redini, pianifica, elimina le distrazioni, agisci e la procrastinazione non sarà più un problema.

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Come dormire meglio: 7 consigli da seguire

Una delle cose più importanti in assoluto per uno studente è la qualità del sonno. Dormire bene è fondamentale per essere produttivo sui libri, tanto quanto un regolare esercizio fisico e una dieta sana ed equilibrata.

Secondo diversi studi, avere un sonno “disturbato” ha effetti negativi sugli ormoni e sulla funzionalità cerebrale; ne consegue che, se vuoi davvero puntare all’efficienza, prenderti cura anche della qualità del sonno dovrà diventare una tua priorità.

In linea generale, negli ultimi anni sia la qualità del sonno che la quantità sono diminuite. Gli stili di vita frenetici e la tendenza a trascorrere molto tempo davanti agli schermi riduce ancora di più le possibilità di riposare con serenità. Ecco i sette consigli che da seguire per garantirti un sonno ristoratore.

Come migliorare la qualità del sonno (e studiare meglio)

Se pensi a come potenziare il tuo cervello, probabilmente non prendi mai in considerazione aspetti come la qualità del sonno. In realtà, il tuo riposo è uno dei fattori che più influenzano la qualità delle tue performance e anche della tua vita. Se ti capita spesso di dormire male, ti sentirai irritato, nervoso, distratto. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto i migliori consigli per un sonno di qualità: iniziamo subito.

Limita la caffeina

Se passi molto tempo sui libri, probabilmente sei un amante della caffeina. Sì, la caffeina ha notevoli benefici: bere un caffè può migliorare la concentrazione, l’energia e le prestazioni sportive. Tuttavia, se consumata a fine giornata o se tendi ad abusarne, la caffeina rischia di stimolare troppo il tuo sistema nervoso impedendoti di rilassarti.

Secondo alcuni studi, assumere caffeina 6 ore prima di andare a dormire peggiora la qualità del sonno. Questo perché la caffeina circola nel tuo sangue per un periodo di tempo che varia mediamente dalle 6 alle 8 ore;  bere grandi quantità di caffè dopo le 3–4 del pomeriggio non è raccomandato, specialmente se sei sensibile alla caffeina o hai problemi a dormire.

La soluzione, in questo caso, potrebbe essere quella di assumere un decaffeinato dopo una certa ora del giorno e limitare l’assunzione (non abuso) del caffè alle prime ore della giornata.

Trascorri tempo all’aria aperta

La connessione con la natura è un vero toccasana. Devi sapere che il nostro corpo ha una sorta di orologio biologico naturale, noto come ritmo circadiano, che ha un potere sul cervello, il corpo e gli ormoni, aiutandoti a rimanere sveglio e comunicando al tuo corpo quando è il momento di dormire.

Trascorrere tempo all’aperto, restando sotto i raggi del sole, ti aiuta a mantenere sano il ritmo circadiano e ad essere più energico durante il giorno e a riposare meglio durante la notte. Se vuoi migliorare il tuo sonno, inizia con una passeggiata.

Cura sport e alimentazione

Fare movimento durante il giorno migliora i sintomi dell’insonnia e dell’apnea notturna, aumentando la durata delle fasi di sonno profondo. Non è necessario fare sport particolarmente pesanti: può bastare anche camminare un po’ all’aperto. Allo stesso tempo, anche una sana alimentazione è importante per dormire bene: i pasti troppo grassi e pesanti rischiano di disturbare il tuo sonno, per via del tempo impiegato per la digestione.

Rendi il pranzo il tuo pasto principale e opta per una cena più leggera.

Vai a dormire e svegliati alla stessa ora

Abbiamo già detto che il tuo corpo ha una sorta di orologio interno. Ebbene, il ritmo circadiano del tuo corpo funziona su un ciclo fisso, allineandosi all’alba e al tramonto. Alternare i momenti di sonno e i tempi di veglia può aiutare a migliorare notevolmente la qualità del sonno sul lungo periodo.

Avere un ritmo sonno-veglia molto irregolare può agire negativamente sul tuo ritmo circadiano e alterare i livelli di melatonina, un ormone che è in grado di “segnalare” al cervello quando giunge il momento di andare a dormire. Se fai fatica a dormire, cerca di prendere l’abitudine di svegliarti e andare a letto più o meno alla stessa ora. Sì, sarebbe utile acquisire lo stesso ritmo anche nel weekend.

Impara a conoscere la melatonina

La melatonina è un ormone, prodotto naturalmente dal nostro corpo, che ha un compito fondamentale: inviare dei segnali al nostro cervello quando è il momento di rilassarsi e di andare a dormire. Per dormire meglio, potrebbe essere utile valutare con il giusto supporto medico degli integratori di melatonina.

Spesso usata per curare l’insonnia, la melatonina può essere uno dei modi più semplici per addormentarsi più velocemente. Gli integratori di melatonina trovano largo impiego in tutte quelle persone che hanno difficoltà a dormire bene e ad addormentarsi velocemente. In realtà si assume melatonina anche per affrontare un lungo viaggio e quando, ad esempio, ci si trova davanti ad un nuovo fuso orario a cui adattarsi.

Ci sono anche altre sostanze che possono aiutarti a dormire meglio. Il tuo medico può sicuramente consigliarti la scelta migliore per te. In generale, sostanze come il Ginkgo biloba e il magnesio possono essere un validissimo supporto. Il Ginkgo biloba è un’erba naturale in grado di favorire il rilassamento e la riduzione dello stress e di conseguenza, migliorare la qualità del sonno. Il magnesio è utile per rilassarsi e migliorare la qualità del sonno.

Evita di dormire durante il giorno

Uno degli “errori” più comuni che vengono commessi è dormire troppo durante il giorno. Se studi molto, può capitare di sentirti particolarmente stanco e di avere bisogno di dormire anche nel pomeriggio. Se, da una parte, un riposo di breve durata può essere utile per recuperare i giusti livelli di energia, un sonno troppo prolungato può avere un peso non indifferente sulla qualità del tuo sonno generale.

Questo perché dormire “fuori orario” può alterare il tuo ritmo circadiano e farti avere qualche difficoltà a prendere sonno la sera.

Elimina gli schermi

Abbiamo detto che trascorrere del tempo alla luce naturale durante il giorno aiuta a migliorare la qualità del sonno. Se vuoi capire come dormire bene, però, c’è un aspetto fondamentale che riguarda le “luci notturne”, quelle che derivano dagli schermi come tv, tablet, pc e smartphone.

Il consiglio è quello di limitare la luce blu degli schermi prima di andare a dormire perché, anche questa volta, possono agire sul ritmo circadiano, che, “confuso” dall’esposizione alla luce notturna induce il cervello a pensare che sia ancora giorno. In questo modo la melatonina avrà difficoltà a dare al cervello i giusti segnali e dormire bene sarà più complicato.

Ora abbiamo visto sette consigli per migliorare il tuo sonno: non ti resta che metterli in pratica e godere di tutti i loro benefici.

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Come potenziare il cervello? Le 8 attività da fare

“Allenare” il cervello è davvero possibile?

Nella vita quotidiana, di fatto, esistono diverse situazioni in cui una maggiore attenzione e una migliore funzione cognitiva si dimostrerebbero utili. Parliamo sicuramente dello studio, ma anche di tante altre situazioni in cui una mente “lucida” può aprirti a nuove opportunità.

Potenziare le tue funzionalità della tua mente può aiutarti ad ottenere risultati migliori con uno sforzo inferiore, sfruttando le risorse “nascoste” del tuo cervello. Ci sono diversi modi per migliorare la potenza del tuo cervello, specialmente se sei disposto a seguire alcuni suggerimenti in modo costante per un determinato periodo di tempo. Vediamo insieme qualche strategia per migliorare la tua concentrazione e allenare la mente.

Potenziare il cervello: 8 strategie da seguire

Che tu sia uno studente di scienze della formazione a Bologna, scienze politiche, economia o qualunque altra facoltà Unicusano, ciò che potrebbe aiutarti a studiare meglio è aumentare i tuoi livelli di concentrazione per studiare in modo efficiente. Ecco tutto quello che dovresti sapere sul tema.

1. Punta sullo sport

Fare attività fisica è fondamentale sia per il tuo corpo che per la tua mente. Trascorriamo la maggior parte del tempo immersi nei nostri impegni quotidiani: non è sempre facile riuscire a trovare il tempo necessario. La soluzione? Spingi il tuo cervello a “pensare al contrario”: non puoi permetterti di non fare esercizio fisico se vuoi davvero vivere in una condizione di benessere.

I vantaggi del praticare esercizio fisico sono diversi: non solo ci guadagnerai in salute e capacità cognitive del cervello, ma riuscirai anche a migliorare la memoria. Insomma, il primo passo importante per prenderti cura della tua mente può iniziare da una passeggiata all’aria aperta, una corsa, un’iscrizione in palestra. Puoi scegliere tu ciò che ti fa stare meglio: l’importante è…muoversi!

2. Bevi caffè

Molte persone iniziano le loro giornate con una tazza di caffè, e, almeno secondo quanto riportato da numerosi studi scientifici, pare che tale abitudine possa effettivamente giovare alle funzioni cognitive a breve termine.

La caffeina è un acceleratore cognitivo: assumerne una quantità limitata aiuta a mantenere alta l’energia e il livello di attenzione. La caffeina è utile anche per rimanere concentrato su compiti ripetitivi e noiosi e favorendo i tempi di reazione e il ragionamento.

3. Passa del tempo all’aria aperta

Cosa c’è di meglio del contatto con la natura? Trascorrere tempo in mezzo al verde aiuta ad abbassare lo stress e a sentirti più felice. Inoltre, esporsi alla luce solare attiva la vitamina D, che aiuta ad ottenere performance migliori e rallentare l’invecchiamento del cervello.

Se non sai cosa fare durante il tuo tempo libero dallo studio, una buona idea potrebbe essere fare una lunga passeggiata in un parco, al mare o in qualunque luogo che ti consenta di riprendere il tuo contatto con la natura. Un consiglio in più: porta un “pezzo” di natura anche in casa tua o nell’ambiente in cui di solito studi. Una pianta verde mette il buonumore e migliora la qualità dell’aria.

4. Frequenta gli amici

Anche la socialità ha un ruolo fondamentale nel nostro lavoro di potenziamento delle funzioni cognitive.

Sentirsi soli può facilmente portare ad un declino psicologico e cognitivo, poiché questi sentimenti possono avere un impatto negativo sul sonno, aumentare la pressione sanguigna, contribuire alla depressione e persino ridurre il benessere generale.

La maggior parte delle persone che sfrutta le strategie per potenziare il cervello, sa come comunicare e costruire connessioni. Ecco qualche accortezza da seguire:

  • Stacca la spina. Spesso studiare per molte ore ti “allontana” dalla tua sfera sociale. Riprendi i contatti con gli amici nel tempo libero, subito dopo lo studio: basta anche un semplice messaggio per sentirvi più vicini
  • Esci spesso. Conoscere nuove persone aiuta a entrare in contatto con punti di vista diversi, che inevitabilmente arricchiranno le tue esperienze e amplieranno i tuoi orizzonti

5. Impara a meditare

Ora che la meditazione è anche “trendy”, non hai più scuse per rimandare. Imparare a meditare è un degli obiettivi più comuni tra chi sogna di potenziare le proprie capacità cognitive.  La meditazione ha tantissimi benefici: non solo riduce i livelli di stress, ma può anche prevenire disturbi legati all’età come l’Alzheimer o la demenza senile.

Per iniziare puoi anche dedicare pochi minuti della tua giornata per praticare la meditazione. Con il tempo, potrai aumentare i tempi e diventare sempre più efficiente.

6. Cura la qualità del sonno

Troppo spesso trascuriamo la qualità del nostro riposo. Dormire pochissime ore a notte, studiare fino a tardi e non avere un equilibrio in tal senso rischia davvero di mettere a repentaglio il tuo benessere.

Il motivo è semplice: il sonno è necessario per consolidare la memoria e l’apprendimento. Se dormi male, il volume della materia grigia nel tuo lobo frontale potrebbe iniziare a diminuire. Il lobo frontale supporta e controlla la memoria di lavoro e la funzione esecutiva, rendendolo un elemento particolarmente importante per migliorare le potenzialità del proprio cervello.

7. Cura la tua alimentazione

“Siamo quello che mangiamo”: se hai già sentito questa frase, è probabile che tu abbia già avuto modo di rifletterci e comprenderne l’essenza. La vita frenetica che tutti noi ci troviamo ad affrontare quotidianamente spesso non lascia abbastanza margine per una nutrizione bilanciata e sana.

Proprio per questo è importante fare uno sforzo in più per curare la nostra alimentazione. Antiossidanti e aminoacidi sono particolarmente importanti per le facoltà cognitive e per potenziare il cervello, così come la vitamina E e la Vitamina B.

Il vino rosso (se consumato con moderazione) può aiutarti migliorare la tua funzione cognitiva così come noci, mirtilli, cereali integrali e avocado. I cibi difficili da digerire (i cosiddetti “cibi spazzatura”) rischiano di appesantirti troppo e di minare al tuo benessere generale. Un consiglio in più? Bere molta acqua è fondamentale per il funzionamento del tuo corpo. Non trascurare questo aspetto: se tendi a bere poco, puoi scegliere un “supporto” tecnologico per tenere traccia dell’acqua che bevi, come l’app Hydro Coach.

8. Alimenta la tua curiosità

La curiosità è un potente stimolante per il tuo cervello: dedicarti a tutto ciò che è “nuovo” genera nuovi percorsi neurali e, per questo, ti aiuta ad affinare la tua mente.

Come fare? Non avere paura di uscire dalla tua “comfort zone”: basta anche solo cambiare strada per andare al lavoro, provare un nuovo sport, andare a cena in un ristorante particolare ed insolito, leggere un libro su un argomento che non conosci. L’importante è fare qualcosa di nuovo: il tuo cervello ti ringrazierà!

I nostri consigli su come potenziare il cervello sono terminati, per ora: non ti resta che dedicarti al tuo benessere.

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Cosa sono le prove INVALSI, a che servono e come si svolgono

Se hai intenzione di lavorare nel mondo dell’insegnamento, avrai sicuramente a che fare con le prove INVALSI.

Le prove INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) sono prove scritte che, ogni anno, vengono svolte da tutti gli studenti italiani delle classi previste dalla legge attualmente vigente.

L’obiettivo di queste prove è quello di valutare, in alcuni momenti chiave del ciclo scolastico, i livelli di apprendimento degli studenti su specifiche materie come Italiano, in Matematica e in Inglese. Esaminando i dati delle prove, sarà possibile ottenere metriche per la valutazione a livello di classe, di istituto, regionale e nazionale.

Se sei uno studente di scienze della formazione primaria a Bologna e vorresti saperne di più su come funzionano queste prove e in che modo coinvolgono le attività svolte nelle scuole, continua nella lettura: ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere sulle INVALSI.

Tutto sulle prove nazionali INVALSI

Da qualche anno a questa parte le prove INVALSI sono entrate nella vita degli studenti. Conoscerne il funzionamento è fondamentale per chi ambisce a lavorare all’interno del mondo dell’istruzione. Ecco una panoramica completa sull’argomento.

Le origini

Pur essendo di introduzione piuttosto recente, le prove INVALSI affondano le loro radici in proposte che hanno più di vent’anni. L’idea di istituire un Sistema Nazionale di Valutazione del sistema scolastico risale, per l’appunto, agli anni Novanta.

La necessità sempre crescente di introdurre un sistema efficace in tal senso ha spinto i decisori a sperimentare le prime prove INVALSI di Matematica e Italiano nell’anno scolastico 2005-2006. Da quel momento in poi, l’evoluzione delle prove è stata dettata in parte dalla normativa, in parte dal miglioramento delle modalità di valutazione e di somministrazione dei questionari.

Con il decreto legislativo 62/2017 sono state introdotte novità significative rispetto all’assetto originario. Possiamo riassumerle in questi punti fondamentali:

  • Nelle classi quinta primaria e in terza secondaria di primo grado, a partire dal 2018, è stata aggiunta alle prove di Matematica e Italiano una prova di Inglese, che consiste in un esame di lettura e uno di ascolto
  • Sempre a partire dal 2018, ad eccezione delle prove svolte nelle classi seconda e quinta primaria, per tutti gli altri gradi i test sono effettuati al computer – mediante Computer Based Testing – e i risultati vengono trasferiti direttamente all’INVALSI
  • I risultati delle prove del Grado 8 (terza secondaria di primo grado) vengono restituiti anche sotto forma di livelli di competenze, descrivendo ciò che lo studente sa fare negli ambiti circoscritti dalle prove

A cosa servono le prove

Come abbiamo accennato, le prove INVALSI servono per valutare le competenze acquisite dagli studenti su determinate tematiche in diversi momenti del loro percorso formativo. La normativa prevede che tutti gli studenti interessati svolgano una prova di italiano, di matematica e, in alcuni casi, anche di inglese.

I risultati ottenuti servono per definire i Quadri di Riferimento per la valutazione e conoscere le competenze degli studenti, per capire quali sono i punti di forza e di debolezza e le eventuali differenze tra istituti e tra località.

La valutazione non avviene in “voti”, ma in livelli che descrivono le capacità e le competenze raggiunte. Il fine ultimo prefissato dalle prove INVALSI può essere dunque riassunto nell’ottenere metriche valide per conoscere eccellenze e vulnerabilità del sistema scolastico, capire come migliorare la situazione e analizzare a fondo eventuali differenze emerse tra gli studenti.

Come si svolgono le prove

Le prove INVALSI si svolgono nei mesi primaverili; sono previste sia prove su carta, sia prove al computer.

Durante le prove su carta gli studenti avranno tutti le stesse domande a cui rispondere, anche se può variarne l’ordine all’interno dei fascicoli. Nelle prove al computer, invece, ogni studente affronta una prova diversa, ma tutte le prove hanno il medesimo livello di difficoltà.

Entrando nello specifico delle prove:

  • La prova di Italiano è utile per analizzare due tipologie di competenze; la prima misura la comprensione di documenti scritti tratti da letteratura o saggistica. La seconda riguarda, invece, la grammatica e l’utilizzo della lingua
  • La prova di Matematica indaga sulle capacità dello studente nella logica, nella costruzione di modelli e nell’interpretazione di elaborazioni numeriche
  • Infine, la prova di Inglese si basa sia sull’ascolto (listening) che sulla lettura (reading)

Per poter svolgere le prove, ogni alunno avrà un tempo di 90 minuti.

I risultati

Gli esiti delle prove vengono poi elaborati e posti in un’apposita scala di punteggi. Letti nella loro complessità, i dati delle prove restituiscono una fotografia del sistema scolastico italiano, che mette in evidenza differenze territoriali e una certa eterogeneità in ciascuna area coinvolta.

Lavorare nelle scuole: da dove cominciare

Abbiamo visto meglio cosa sono e a cosa servono le prove INVALSI all’interno delle scuole. Se ambisci a lavorare nel mondo dell’istruzione, uno dei primi passi da fare è iniziare una formazione completa nel campo della sociologia, della psicologia e della pedagogia.

I corsi di laurea Unicusano della facoltà di scienze della formazione rappresentano la giusta opportunità per acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno per operare nel settore. Attualmente l’offerta formativa del nostro Ateneo prevede corsi di laurea triennali e magistrali che sono, nello specifico:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Psico-Educativo e Sociale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Servizi per l’infanzia
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

I primi due percorsi di formazione, di durata triennale, offrono le basi in campo sociologico, pedagogico e psicologico. A seconda dell’indirizzo di specializzazione che sceglierai, avrai una formazione più orientata al servizio sociale o a quello per l’infanzia.

Le due magistrali invece, di durata biennale, offrono una preparazione specialistica nell’ambito delle scienze pedagogiche, sociali, psicologiche e giuridiche.

Laurearsi online con Unicusano

La vera innovazione del nostro Ateneo risiede nella metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai formarti “a distanza” guardando le lezioni in streaming in qualunque luogo e in qualunque momento. Accedendo alla tua Area Studente del nostro portale telematico, potrai vedere le lezioni, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

La flessibilità del nostro Ateneo è l’ideale per tutti coloro che desiderano coniugare al meglio studio e lavoro, organizzando in piena libertà il proprio tempo.

Per iscriverti all’Università Niccolò Cusano di Bologna, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Qual è la migliore musica per studiare matematica?

Molti studiosi concordano sul fatto che ascoltare musica aiuti ad aumentare la concentrazione e alleviare lo stress. Durante i tuoi pomeriggi di studio, ascoltare una musica in sottofondo potrebbe davvero aiutarti a fissare meglio i concetti e ritrovare la concentrazione di cui hai bisogno, soprattutto se affronti discipline come la matematica.

Tuttavia, c’è da dire che esistono, nell’ambito della comunità scientifica, posizioni discordanti sull’effetto che la musica può avere durante lo studio. Ciò che possiamo dire è che la musica può avere effetti sia positivi che negativi sullo studio, a seconda dello studente e del tipo di musica.

Se vuoi capirne di più sull’argomento e sapere qual è la migliore musica per studiare matematica, continua nella lettura di questa guida.

Musica e concentrazione nello studio: cosa devi sapere

Avere una routine di studio è fondamentale per massimizzare i risultati. Spesso una seduta di studio può durare molte ore e richiedere una grande dose di motivazione e di concentrazione: come fare per assicurarti tutto questo? Beh, potresti sperimentare le playlist per concentrarti e capire se hanno un buon effetto sulla tua mente. Ecco tutto quello che devi sapere sulla musica per studiare.

Musica durante lo studio: quali benefici?

Se hai davanti a te un esame di matematica da superare, ti starai sicuramente chiedendo se esista un aiuto per la tua concentrazione. Oltre ad un solido metodo di studio universitario, anche la musica potrebbe entrare a pieno titolo nella tua routine. Ma quali possono essere gli effetti benefici della musica sulla nostra mente?

Stando alle principali ricerche sul campo, è ormai noto il cosiddetto “Effetto Mozart“: secondo i promotori di questo approccio, l’ascolto della musica del compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart renderebbe le persone più intelligenti e attente. Volendoci basare su questo principio, i benefici della musica sullo studio possono essere:

  • Abbattimento dell’ansia e dello stress: avere una musica rilassante in sottofondo aiuterebbe ad alleviare le tensioni e a sgombrare la mente dalle preoccupazioni
  • Più concentrazione:  la musica fornisce la giusta motivazione, con conseguente miglioramento dell’umore
  • Più resistenza: per alcuni studenti, la musica può rafforzare la memoria, aiutando a fissare meglio i concetti.

Quali svantaggi?

Se, da una parte, gruppi di scienziati sostengono l’effetto Mozart, dall’altra c’è anche chi dice che la musica non aiuterebbe affatto a studiare meglio. Secondo altre ricerche, la musica porterebbe gli studenti a distrarsi dall’obiettivo di studio preposto, generando svantaggi come:

  • Minore efficienza durante la lettura e la scrittura: gli studenti che ascoltano musica immagazzinerebbero meno informazioni rispetto a quelli che studiano in silenzio
  • Meno comprensione del testo: la musica ad alto volume e i rumori di sottofondo avrebbero un impatto negativo sulla comprensione di ciò che leggi

Cosa fare?

Se, da una parte, c’è chi promuove l’impiego della musica durante lo studio, dall’altra ci sono anche gruppi di specialisti che ne sconsigliano l’ascolto. Cosa fare, quindi? La soluzione ideale è testare. Proprio come succede con i metodi di studio, anche le condizioni contestuali possono essere testate e sperimentate. Le migliori condizioni per lo studio possono variare da persona a persona: ecco perché è importante provare e capire se, effettivamente, la musica ti aiuta o ti distrae.

Ma vediamo ora qual è la migliore colonna sonora per il tuo studio.

Quale musica ascoltare? Guida alle playlist per lo studio della matematica

Se hai deciso di provare a studiare con un sottofondo musicale, ci sono alcuni aspetti che dovresti considerare. Anzitutto non tutta la musica va bene per studiare: ci sono alcuni generi preferibili e altri da evitare.

Ad esempio, sembrerebbe che i migliori benefici siano offerti dalla musica classica: oltre al già citato Mozart, potresti preparare una playlist con la musica di grandi compositori del passato (ad esempio Bach, Strauss, Beethowen), ma anche più attuale, magari inserendo pianisti come Allevi.

Anche i rumori della natura sono stimolanti durante lo studio: potresti sperimentare suoni come onde che si infrangono, rumore del vento tra gli alberi, suono dell’acqua delle cascate.

In generale, la musica adatta per studiare è:

  • Con un ritmo rilassante
  • Senza parole

Playlist da ascoltare

Ora è il momento di passare alle playlist da ascoltare per studiare matematica. Se il tuo obiettivo è aumentare la concentrazione e la memorizzazione, vediamo subito come costruire una playlist perfetta.

Playlist 1 – Mozart

  • Concerto per pianoforte n. 11 in fa magg. – K 413 di W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 12 in la magg. – K 414 – W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 13 in do magg. – K 415 – W.A. Mozart
  • Sonata per pianoforte n. 13 in Si bemolle maggiore K 333 – W.A. Mozart
  • Serenata in si bemolle mag K 361 (K 370ª) – W.A. Mozart
  • Serenata in Do min K 388 (K 384ª) – W.A. Mozart
  • Sonata per pianoforte n. 1 in Do maggiore (K 279) – W.A. Mozart

Playlist 2- Musica Classica

  • Notturno – Chopin
  • Sinfonia n.9 – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 7 in La maggiore, op. 92 (1812) – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 8 in Fa maggiore, op. 93 (1813) – L.V. Beethoven
  • Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125 “Corale” (1824) – L.V. Beethoven
  • Concerto per pianoforte n. 12 in la magg. – K 414 – W.A. Mozart
  • Concerto per pianoforte n. 13 in do magg. – K 415 – W.A. Mozart

Playlist 3 – Classica bis

  • Magic Flute Overture – W.A. Mozart
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – I. Allegro -A. Vivaldi
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – II. Adagio -A. Vivaldi
  • Violin Concerto in G minor, RV 315 ‘Summer’ – III. Presto -A. Vivaldi
  • Prelude no1 in C Major BWV 846 – Bach
  • Hungarian Rhapsody No. 4 in E-flat major – Liszt
  • The Nutcracker Suite – Act I, No.3. Dance of the Sugar Plum Fairy – Tchaikovsky

Studiare meglio con Unicusano: tre consigli extra

Ora che abbiamo visto qual è la musica migliore per studiare matematica, ecco alcuni consigli extra per concentrarti e dare il massimo di te durante la sessione di apprendimento.

  • Organizza il tuo studio: procedi con lo studio in modo organizzato. Non c’è niente di più efficace di un metodo di studio: in questo modo potrai pianificare al meglio gli esami, prepararti in tempo per sostenerli e capire qual è l’approccio migliore per te
  • Datti degli obiettivi: uno dei modi migliori per rimanere concentrato è darti degli obiettivi. Gli obiettivi possono essere giornalieri, settimanali e mensili. L’importante è che tu sappia esattamente cosa devi fare ogni giorno per poterti preparare al meglio per un esame. Per avere ancora più motivazione, concediti una ricompensa ogni volta che raggiungi un obiettivo
  • Integra delle pause: le pause sono importanti nello studio. Per questo ti consigliamo di prevedere sempre dei momenti di stop durante la giornata, a cui dedicarti a te stesso e ai tuoi affetti. Una passeggiata nel verde, un hobby da coltivare, un aperitivo: qualunque momento può essere fondamentale per staccare la spina e riprendere lo studio con più entusiasmo di prima

Ora non ti resta che sperimentare e capire se la musica ha effetti positivi sul tuo studio.

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Niccolò Machiavelli: vita, opere, visione

Niccolò Machiavelli viene considerato come uno dei personaggi più importanti e più influenti nel panorama storico-letterario italiano di tutti i tempi. Scrittore, storico, statista e filosofo italiano,  Machiavelli è riuscito, con la sua opera, a dare un contributo notevole soprattutto nell’ambito dell’organizzazione politica e giuridica offrendo una visione estremamente innovativa e originale per l’epoca.

Una delle sue opere più note, Il principe, è un trattato politico in cui l’autore si pone in netto contrasto con la visione “tipica” del governo di quegli anni, rivoluzionando completamente la concezione di concetti come guerra e pace, virtù e fortuna. Da questa sua opera, impossibile da relegare a nessun genere letterario in particolare, sono nati il sostantivo “machiavellismo” e l’aggettivo “machiavellico”.

Vediamo in questa guida alcuni elementi chiave del pensiero di Machiavelli e il suo ruolo nella filosofia politica passata e attuale.

Il pensiero di Machiavelli tra passato e presente

Comprendere il pensiero di Machiavelli è fondamentale per tutti coloro che si approcciano allo studio della dottrina politica, della storia e della filosofia. Ecco alcuni capisaldi del machiavellismo che dovresti conoscere.

Machiavelli: biografia breve

Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da un’antica ma decaduta famiglia. Si appassiono, fin dalla giovane età, alla lettura e allo studio dei classici. La sua ascesa in società iniziò nella repubblica fiorentina, alla caduta di Girolamo Savonarola.  Machiavelli venne dapprima eletto segretario della seconda cancelleria e poi segretario del consiglio dei Dieci.

Durante la sua carriera diplomatica, svolse diverse missioni alla corte di Francia, presso la Santa Sede e alla corte imperiale di Germania. Sono proprio le missioni diplomatiche a plasmare il pensiero di Machiavelli: lo scrittore conobbe, durante i suoi spostamenti in Italia, diversi Prìncipi, tra cui Cesare Borgia.

Machiavelli osservò molto da vicino decisioni, atteggiamenti e stili di governo dei vari Principi, dimostrando sempre più attenzione verso la dottrina politica. Questa attenzione si concretizzò poi nella scrittura dei suoi trattati come “Il Principe”, un’opera critica dell’atteggiamento dei governanti, in netta contrapposizione con le visioni del tempo.

Il pensiero di Machiavelli

Secondo Machiavelli, la verità si fonda sull’esperienza e sulla ciclicità della storia: per questo è un gran sostenitore dello studio dei Classici. La storia è l’unica fonte in grado di fornire i dati oggettivi su cui basarsi, i modelli da imitare, ma indica anche le strade da non ripercorrere. Proprio attraverso il Principe, l’autore rompe radicalmente con i dogmi fino ad allora conosciuti: l‘autorità divina del Principe, il distaccamento dai principi morali e laici. Per Machiavelli la politica è autonoma e lontana dalla moralità laica e religiosa: nell’opera l’autore definisce proprio le caratteristiche che un buon Principe dovrebbe possedere, dando vita ad un trattato unico nel suo genere e completamente rivoluzionario per i tempi.

La visione di Machiavelli dello Stato è come quella di un corpo organico: nasce, si sviluppa, decade, muore. Per contrastare la decadenza, si possono prendere a modello i governi repubblicani dell’antica Roma e ricostruire, in momenti di crisi, la visione valoriale e di intenti che caratterizza le Istituzioni.

Per Machiavelli, “il fine giustifica i mezzi”: non propone al Principe ideale strumenti morali, ma risorse per poter governare a lungo, mantenendo lo Stato come fine ultimo. Altra tematica affrontata da Machiavelli è legata al concetto di virtù: il Principe  deve saper resistere alla “fortuna”e contare sulla sua “virtù”, intesa come complesso di doti e abilità.  politica di Macchiavelli non ha nulla a che vedere con la “virtù” in senso cristiano ed è intesa come abilità, doti del principe.

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