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Trasformazione digitale: in che modo può favorire l’ingresso nel mondo del lavoro?

È un dato di fatto: oggi, tutti sfruttiamo il potere della digitalizzazione, in qualsiasi ambito della vita. Talvolta, lo si fa senza pensarci, poiché le azioni che si compiono con maggiore frequenza si sono trasformate in veri e propri automatismi. Il lavoro, poi, e le possibilità che ne derivano non sono da meno.

Infatti, ci troviamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione in ambito culturale che non si limita semplicemente all’introduzione e al conseguente sfruttamento dei dispositivi high-tech di uso comune. Sulla base di questa realtà, il modo di concepire l’attività lavorativa non poteva restare esente dalla trasformazione che il tessuto sociale ha subito e continua a subire nel tempo. Per questo motivo, acquisire le conoscenze necessarie in ambito digitale può rappresentare una svolta, facilitando l’ingresso al mondo del lavoro. In che modo? Facciamo il punto della situazione.

Perché il digitale apre le porte del mondo del lavoro

Siamo onesti, il concetto di digitalizzazione non si limita alla presenza di un computer e di una connessione internet entro le mura del proprio ufficio. Tutt’altro. L’obiettivo, infatti, è quello di imparare a manipolare il potenziale che ci viene offerto dall’innovazione tecnologica per migliorare il processo lavorativo in senso lato. Ma quali competenze bisogna avere e quali sono i benefici del digitale?

Quali sono i benefici indotti dal digitale

Sul fronte benefici, è chiaro che con l’introduzione del digitale non solo va a migliorare la produttività ma incrementa la soddisfazione dei clienti e degli stessi lavoratori, che vengono aiutati nelle attività. I vantaggi più evidenti sono:

  • Ottimizzazione dei tempi utili per portare a termine un lavoro;
  • Miglioramento dell’assistenza ai clienti;
  • Aumento dello scambio di idee tra colleghi fisicamente distanti;
  • Riduzione dello stress percepito dai lavoratori;

L’importanza delle digital skills

Nello specifico, le digital skills – conoscenze digitali – seguono gli sviluppi e l’evoluzione tecnologica che hanno investito il mondo del lavoro, trasformandone profondamente le dinamiche. Tra gli aspetti che hanno risentito di più di questa trasformazione, non ci si può esimere dal citare la comunicazione e gli strumenti che vengono utilizzati per renderla possibile.

Ne deriva che, affinché sia possibile approvvigionarsi dei vantaggi che ne derivano, occorrerà riuscire a muoversi correttamente all’interno degli ambienti virtuali in cui si opera.

Ragion per cui, nel momento in cui si parla di digital skills, non si fa riferimento solo ed esclusivamente a quelle competenze avanzate, necessarie alla formazione di figure professionali del settore. Al contrario, si include quella destrezza e abilità attraverso cui è possibile districarsi nell’utilizzo dei mezzi tecnologici, non solo sul lavoro ma nella vita d tutti i giorni.

La prima distinzione sarà quindi quella tra digital soft skills e digital hard skills.

Quali sono le digital skills di base

Le digital skills di base hanno un range che va dall’utilizzo del computer alla creazione di software. A conti fatti, nella considerazione che la tecnologia si evolva facilmente, anche le competenze di base seguono il flusso e possono mutare piuttosto rapidamente.

Inoltre, le digital soft skills includono le capacità atte a sapersi muovere senza difficoltà affrontando i vari aggiornamenti in uscita appannaggio dei nuovi prodotti tecnologici, capendone quindi il funzionamento.

In sintesi, sono quattro le categorie di digital soft skills individuate:

  • Knowledge Networking, coinvolge le capacità necessarie a gestire il flusso di dati e informazioni relativi ai contenuti digitali: navigazione sul web, condivisione sui social network ecc;
  • Virtual Communication, fa riferimento alla capacità di riuscire a curare la comunicazione attraverso le tecnologie digitale apposite;
  • Digital Awareness, sempre in ambito comunicativo – per essere sicuri di veicolare al meglio i contenuti adeguati – occorre rispettare alcune regole che vigono in rete, relative alla privacy e alle maniere corrette per esprimersi;
  • Self Empowerment, come suggerisce il significato stesso dell’espressione, intende la crescita dell’individuo, sia nel contesto lavorativo che a livello personale. Vale a dire che, al netto che la conoscenza tecnologica non sia un valore che si arresta ma è in continua evoluzione, è necessario avere consapevolezza delle proprie conoscenze – inclusi i limiti – per poter continuare a crescere.

Quali sono le digital hard skills

A seguire, le digital hard skills sono quelle competenze più avanzate che possono essere acquisite grazie a percorsi di studi mirati o, in alternativa, tramite corsi specifici all’interno dell’ambito lavorativo.

Per fare in modo che i dipendenti possano perfezionare la propria figura professionale aumentando le competenze a loro carico, molte aziende decidono di investire su corsi di formazione ad hoc, per dare la possibilità ai propri collaboratori di migliorare: un risvolto utile sia per una questione di mera crescita personale, per il dipendente, che per un aumento della produttività da parte della stessa azienda.

Queste competenze riguardano perlopiù il settore del web marketing che sfrutta le modalità corrette per promuovere la comunicazione pubblicitaria dell’azienda che ne ha bisogno. Così, grazie ad un tipo di formazione improntata su questo linguaggio, si riuscirà ad interagire in tempo reale e con l’approccio corretto sia con i clienti effettivi che con quelli potenziali, aumentando esponenzialmente il bacino d’utenza.

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Perché lo studio in autonomia dopo la lezione facilita l’apprendimento?

Il proverbio “meglio soli che male accompagnati” non è impossibile da applicare in tutti i contesti. Tutt’altro. Spesso, in alcuni ambiti, risulta addirittura essenziale e permette alla persona che riesce ad applicarlo con saggezza di raggiungere prima i risultati che si è prefissato.

Se sei uno studente che sta provvedendo alla sua formazione, può rivelarsi utile riuscire a ritagliarsi del tempo per acquisire determinate conoscenze in autonomia, facendo in modo che tutte le ingerenze esterne – anche le distrazioni – possano rimanere fuori in quei determinati momenti.

Si tratta di riuscire ad incentivare un tipo di formazione che possa responsabilizzare lo studente nel suo percorso di assimilazione e non solo. Il discorso in realtà è molto più ampio e punta all’idea che si riesca a dare all’autonomia l’importanza che merita, sia nella vita che nello studio.

Se sei alla ricerca di tutti i buoni motivi che mettano in evidenza l’importanza dello studio in autonomia e il suo potere nel facilitare l’apprendimento, sei atterrato nel posto giusto. Ecco qui di seguito tutti i benefici e gli aspetti positivi di uno studio autonomo per apprendere al meglio tutto quello che hai da studiare per il prossimo esame.

I benefici dello studio in autonomia

Studiare da soli  è un’opportunità irrinunciabile per imparare a gestire sia i tempi che gli spazi che si hanno a disposizione. In questo modo, potrai individuare i temi sui quali dovrai spendere più energie per acquisirli, bypassando quelli sui quali invece non avanzi nessun dubbio. Una cosa che non potresti fare se invece studiassi in gruppo. Ecco in rassegna tutti gli altri benefici che forse ti sfuggono o a cui non hai mai dato troppo peso.

Maggiore concentrazione

Quando si pensa allo studio in autonomia, il primo vantaggio a cui viene spontaneo appellarsi è la concentrazione. Questo perché, dal momento in cui ci si riserva il privilegio di restare soli con sé stessi, i rischi di distrarsi si riducono in maniera piuttosto drastica.

Se invece ci si trova a condividere l’impresa con altre persone, ognuna delle quali presenta i suoi ritmi e la sua personalità, basta una sola parola per mandare all’aria tutti i buoni propositi che ti se prefissato di raggiungere nei limiti di quel ritaglio di tempo.

Gestione del tempo a disposizione

Come abbiamo già avuto modo di accennare, studio in autonomia significa miglioramento della gestione del tempo a disposizione. Soprattutto, non ci si deve assoggettare alle esigenze degli altri componenti del gruppo, ci si basa solo sulle proprie in relazione agli impegni previsti.

In questo modo, tramite magari l’ausilio di un calendario organizzativo, si può seguire l’iter necessario a mettere un segno di spunta a tutti gli obiettivi del giorno, modificando il programma in caso di imprevisti.

Attraverso questo sistema, sarà possibile riuscire a stabilire in autonomia quante ore saranno destinate allo studio di un esame specifico, avendo sotto controllo i giorni che ti separano dall’obiettivo.

Flessibilità organizzativa

Dar vita ad una scaletta, durante lo studio individuale, è molto utile, altrettanto lo è riuscire a ritagliarsi del tempo per sé stessi. Anche nei periodi di ripasso più intenso, quando l’esame è alle porte, avere il tempo per riposarsi e staccare la spina non dovrebbe mai mancare.

A ragione di questo, gestire uno studio autonomo ti permette anche di avere una flessibilità organizzativa tale per cui riuscirai a seguire un programma ben definito che includa inevitabilmente il riposo e gli hobby a cui non dovresti rinunciare.

Trovare il metodo di studio più adatto

In quanto studente, per essere certo di riuscire ad affrontare le prove che si paleseranno davanti a te durante il percorso che hai intrapreso, dovrai per forza trovare il metodo di studio più adatto a te.

Con il concetto di metodo di studio si intende quell’insieme di regole in grado di guidarti nel processo di elaborazione e memorizzazione dei concetti necessari al tuo apprendimento.
Non esiste un metodo di studio universale, in grado di andar bene per chiunque, è soggettivo e per questo motivo se imparerai a cogliere i vantaggi dello studio individuale riuscirai a scorgere prima quello che fa al caso tuo.

Tutti quelli che ti abbiamo indicato qui sopra sono assoluti benefici e PRO che puoi trovare in uno studio autonomo, rispetto a studiare in compagnia con maggiori distrazioni e qualche CONTRO, non vogliamo intendere che lo studio in autonomia è sempre preferenziale, ma senza dubbio in alcuni casi è molto più utile studiare per conto proprio piuttosto che provare a studiare con compagni di corso e non ottenere i risultati sperati. Ricorda, l’importante è sempre arrivare a un esame preparati e studiare nel migliore dei modi per te stesso, comprendendo tutto quello che dovrai affrontare.

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Le 5 cose da sapere prima di accettare un lavoro da remoto

Negli ultimi anni, complice l’introduzione del digitale, il mondo del lavoro ha subito una profonda trasformazione. Questo cambiamento è il frutto di un approccio al lavoro profondamente mutato, che vede sempre più professionisti lavorare al di fuori del contesto “classico” di lavoro. L’idea di ufficio non è più una priorità per molte aziende, che cercano spesso professionisti dislocati in ogni parte del mondo.

Ma cosa c’è da sapere prima di accettare un lavoro da remoto?

Partiamo dal presupposto che oggi, per chi vuole provare questa alternativa, è diventato piuttosto semplice trovare opportunità che permettono di verificarlo. Infatti, sono molteplici le aziende che hanno deciso di offrire ai loro dipendenti una modalità di lavoro a distanza che – per molti versi – rappresenta un vantaggio per entrambe le parti.

In questa guida ti mostreremo le 5 caratteristiche che delineano la fisionomia del lavoro da remoto; magari, anche per te, sarà giunto il momento di dare una svolta alla tua vita, imparando a gestire il tempo che hai a disposizione.

Lavoro da remoto: in cosa consiste

La prima cosa da chiarire riguarda le definizioni: che cosa significa lavorare da remoto? Come da definizione, si tratta della possibilità di svolgere il proprio mestiere da qualsiasi luogo dotato di connessione internet. Si tratta di solito di lavori che non richiedono di base il contatto con il pubblico o con i colleghi.

Le uniche costanti devono essere: un computer e una connessione internet stabile. Ecco allora 5 cose da sapere prima di accettare un lavoro da remoto.

La flessibilità degli orari di lavoro

Quando Internet ancora non era diventato una certezza, le persone dovevano compiere inevitabilmente delle scelte a discapito di altre, soprattutto i neo genitori. Questi, infatti, spesso dovevano rinunciare a trascorrere del tempo con i loro figli a causa di lavori a tempo pieno che li impegnavano un’intera giornata.

Oggi, al contrario, chi sceglie di lavorare da remoto può assaporare l’opportunità di gestire il proprio tempo da casa, riuscendo anche a vivere di più i propri affetti. Anche chi vive da solo può trarre beneficio dalla scelta di lavorare da remoto, decidendo se concentrare le sue energie sul lavoro nella fascia oraria che ritiene più valida e adeguata alle proprie esigenze.

Attenzione però: il rischio è quello di non riuscire a creare una linea di demarcazione tra lavoro e vita privata, perdendo di vista quindi l’obiettivo di mantenere le cose separate, com’è giusto che sia. Per questo, se sceglierai il remote working, la prima cosa da fare è stabilire delle regole con te stesso, definendo gli orari in cui lavori e quelli in cui smetterai di farlo.

Si può lavorare da qualsiasi luogo

Quando si lavora da remoto, l’obbligo di recarsi in ufficio salta, così si può scegliere di svolgere le proprie mansioni direttamente da casa propria, o da qualsiasi altro luogo si decidesse di farlo.

Non sono rare le persone che, grazie a questa possibilità, decidano di lavorare viaggiando, anche dall’altra parte del mondo. In questo modo, si unisce l’utile al dilettevole e si può creare una routine fondata sull’alternanza tra lavoro e vacanze, in qualsiasi periodo dell’anno.

Così facendo, si potrà decidere in autonomia la meta da visitare, decidendo quando andare senza chiedere un periodo di ferie obbligato. Grazie alla flessibilità del lavoro da remoto, non si dovrà necessariamente scegliere di partire nel mese d’agosto, alta stagione per antonomasia, e dare fondo a tutti i propri risparmi.

Non richiede un dress code

Tra i vantaggi più esclusivi, soprattutto per chi proprio detesta subire il dress code da ufficio, si distingue quello di poter essere liberi di vestire come si vuole.

Una libertà che viene meno solo ed esclusivamente quando si ha un incontro, in videoconferenza, con un cliente o con il proprio datore di lavoro.

Risparmio su benzina e mezzi di trasporto

Una delle spese più imponenti per chi lavora in una sede fisica è relativa alla benzina e ai mezzi di trasporto usati per recarsi sul posto di lavoro.

Quando si lavora da remoto, invece, si può risparmiare almeno su questo fronte. In più, anche in termini di tempo, le ore perse in coda nel traffico, oppure quelle impiegate sulle metro, gli autobus e i tram, diventano spesso motivo di stress.

Problematiche che svaniscono, al contrario, se si opta per il lavoro da remoto e si sceglie di rimanere a casa.

Interazioni scelte

In questo caso, più che un vantaggio è una caratteristica: la possibilità di limitare le interazioni e di “selezionare” le persone con cui trascorrere più tempo. Spesso capita che sul posto di lavoro non si riesca ad avere un bel rapporto con i propri colleghi e la convivenza – durante quelle ore – non è proprio gradevole. In fondo, almeno all’inizio, si ha a che fare con dei perfetti sconosciuti.

Il lavoro da remoto, in questo caso, diminuisce di gran lunga le interazioni sociali.

Il rovescio della medaglia, però, esiste. Il solo fatto di scambiare due parole durante la pausa pranzo, incontrare nuove persone arricchendo la cerchia di conoscenze, potrebbe rappresentare un modo come un altro per uscire dalla routine.

Nonostante, anche da remoto, l’interazione coi clienti continui ad essere necessaria anche a distanza, magari al telefono o in videochiamata, non è comunque la stessa cosa dell’incontrarsi dal vivo. Il rischio dell’isolamento, con tutte le conseguenze negative del caso, non è un vantaggio per tutti. Per questo possono essere utili delle “vie di mezzo”, con un parziale lavoro da remoto, oppure scegliendo di lavorare in un coworking.

Il vantaggio di lavorare da remoto studiando

Se stai pensando di abbracciare il lavoro da remoto e vuoi, per qualunque motivo, riprendere in mano i tuoi studi accademici, proseguendo o iniziando un nuovo percorso, sappi che è possibile. Come? Con la didattica online. Unicusano è l’Università Telematica che ti permette di laurearti seguendo le lezioni online, in qualunque luogo e in qualunque orario. Grazie ad un’area studenti digitale, potrai seguire le lezioni, scaricare il materiale didattico e interagire con docenti e colleghi di corso. La flessibilità offerta da Unicusano ti permette di coniugare lo studio con i tuoi impegni professionali, organizzando in piena libertà la tua giornata.

Per iscriverti e per saperne di più, compila il form.

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Come scrivere una tesi di laurea in economia e gestione delle imprese?

Dopo anni di studio, hai dato finalmente l’ultimo esame del tuo corso di laurea in economia, concludendo il tuo ciclo di studi. Ora il primo pensiero legittimo che ti stai ponendo sarà sicuramente relativo a come scrivere una tesi di laurea in economia e gestione delle imprese.

Innanzitutto, è piuttosto intuibile ma mai troppo scontato ricordare a chiunque si stia approcciando ad un lavoro di tesi che il primo focus deve essere il linguaggio: lineare, chiaro e dritto al punto. Da evitare un’esposizione prolissa, troppo tecnica e metodica che potrebbe inficiare il lavoro di comprensione finale da parte della commissione d’esame.

Ma come ci si muove per scrivere una tesi, dall’introduzione alle conclusioni finali?

E per quanto riguarda gli argomenti, su quale orientarsi? Quale potrebbe essere una tematica utile da trattare? Ecco i suggerimenti dell’Università di Bologna Unicusano.

Tesi di laurea in economia e gestione delle imprese: come procedere

Dal momento in cui ci si approccia ad una tesi di economia, in genere si affronta questo processo impostando un’indagine che non può essere propriamente rapida e superficiale. Di solito si tratta di un lavoro che ha bisogno di tempo e della messa in atto di tutte quelle competenze che si sono apprese durante il percorso di studi.

Per questo motivo, è buona norma scegliere il prima possibile il relatore, accordandosi con lui/lei senza ridursi all’ultimo momento. Ciò vuol dire scegliere il relatore durante l’ultimo anno di studi e non a ridosso del termine degli esami.

Di seguito, le fasi da seguire per organizzare al meglio la tesi.

Quali sono i temi a cui ispirarsi

In primo luogo, se la difficoltà d’esordio riguarda i temi a cui ispirarsi per scrivere la tesi, un suggerimento utile è dare un’occhiata agli argomenti più attuali e diffusi.

Tra questi si possono annoverare:

  • L’unicità del Made in Italy e i motivi sottesi a questa realtà;
  • Le caratteristiche dell’Atto Amministrativo;
  • Il profilo del lavoratore: la Privacy, il Monitoraggio e il Rapporto di Lavoro;
  • Analisi e Sviluppo, con riferimenti a Internet, Big Data e Open Data;
  • Performance finanziaria dell’impresa e relazione con CSR;
  • Studio delle performance aziendali con relativa analisi di bilancio e strumenti per poterla migliorare;
  • Ruolo Della Bce in economia e crisi del Debito Sovrano.

Non è poi inusuale che molti studenti decidano di far vertere le proprie indagini su casi di aziende italiane o internazionali che possono essere dei validi oggetti di studio e osservazione, al fine di poter creare uno spunto per delle valutazioni finali.

Come gestire le fonti

Per scrivere una tesi, curarla e svilupparla in ogni sua sfumatura, è necessario fare appello a delle fonti per procedere con la ricerca. Le fonti e il loro ruolo rappresentano dei punti imprescindibili per portare a termine il lavoro di tesi, influenzandone l’esito finale.

Quindi, le fonti svolgono la funzione di ispirare lo studente per procedere nel suo lavoro di ricerca, sviluppando gli argomenti da trattare. Tutti i testi che sono serviti nell’elaborazione, che sono stati consultati e sfruttati come riferimento, dovranno essere poi riportati nella bibliografia da inserire nella tesi.

Successivamente, si potrà aggiungere al testo della tesi una serie di citazioni autorevoli per arricchire il lavoro svolto. Ognuna di queste sarà munita di una nota a piè di pagina che ne riporterà l’autore e il testo da cui è stata presa.

Ricorda che il lavoro di tesi, se in parte è personale, dall’altro si basa su un lavoro oggettivo di analisi; per questa ragione, non può essere affrontato in maniera troppo “creativa” e individuale, poiché deve essere il risultato di un processo di analisi e di uno studio ben consolidato.

La scaletta da seguire

La scaletta è un’operazione preliminare importantissima che dà la possibilità al lettore di orientarsi e allo studente di facilitarsi il lavoro durante l’elaborazione della tesi.

Dopo aver scelto l’argomento, la struttura della scaletta vedrà la partecipazione dello studente e del relatore, che dovranno concordarsi sui punti necessari.

Un esempio può essere il seguente:

  • Introduzione
  • Analisi dei dati in possesso
  • Gli obiettivi della ricerca
  • Metodologia di indagine adottata
  • Fasi dello sviluppo della ricerca
  • Analisi dei risultati
  • Conclusione

L’importanza dell’introduzione

L’introduzione della tesi ha un ruolo fondamentale, a prescindere dal corso di laurea di riferimento. Nel caso di economia e gestione delle imprese, l’elenco degli obiettivi illustrati al suo interno diventano essenziali perché danno un’idea dei punti che verranno affrontati progressivamente dal laureando.

Ragion per cui, anche in questo caso non deve venire meno la regola generale dell’utilizzo di un linguaggio chiaro e sintetico.

Infine, per tutti questi motivi, si consiglia di scrivere l’introduzione dopo aver svolto il lavoro di tesi, così da avere una panoramica d’insieme di tutti gli argomenti trattati.

Come strutturare le conclusioni

Le conclusioni della tesi, a dispetto di quel che si crede, non sono un semplice riassunto buttato a caso su quello che è stato detto nel corso dell’elaborato.

Si tratta più che altro di uno spazio in cui vengono riportati il metodo seguito, la struttura argomentativa e i vari risultati a cui si è giunti.

Per tutti questi motivi, consigliamo di scrivere le conclusioni a distanza di qualche giorno dalla fine della tesi, così da semplificarne la scrittura definitiva.

Su come scrivere una tesi in economia e gestione delle imprese abbiamo detto tutto: non ti resta che metterti a lavoro e concludere con successo il tuo ciclo di studi.

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Le 5 serie TV ispirate dai libri che dovresti vedere

Sei alla ricerca di serie TV ispirate dai libri? Noi ne abbiamo individuate 5 che non puoi perderti!

Qualsiasi sia il tuo genere preferito, sicuramente c’è la serie tv ispirata da libri adatta a te. L’importante è partire da un presupposto: non tutte le serie si attengono alla storia del libro da cui sono tratte. Per motivi di lunghezza, budget, dinamiche, e scelte del regista, non è semplice trasporre in sceneggiatura un libro senza modificarne un po’ la storia.

In alcune serie, la storia viene completamente stravolta, mantenendo i personaggi. Quindi, se già hai letto i libri e desideri guardare la versione cinematografica, parti già con poche aspettative e preparati piuttosto a vivere un’esperienza diversa. Noi pensiamo ne valga davvero la pena.

Ci sono serie tv che sono diventati veri e propri pilastri, dei cult immancabili. Quindi ti porteremo ora in questo viaggio tra serie tv tratte da libri di successo.

Ecco 5 serie tv ispirate da libri che non puoi perderti!

Quali sono le 5 serie tv ispirate da libri che devi assolutamente vedere? Qui sotto troverai quelle che più ci hanno colpito (non solo noi, ma anche e soprattutto gli amanti del cinema).

Sono di vario genere, dal fantasy allo storico, dal thriller al dramma cupo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti davvero. Di certo, tutti questi meritano un’opportunità da non perdere.

#1 Il trono di spade (The game of thrones)

De “Il Trono di Spade”, in inglese, The game of Thrones, difficilmente non hai sentito parlare. Da quando è uscita questa serie, in poco tempo è diventata pietra miliare amata da moltissimi spettatori.

Cosa si cela dietro la fama di questa serie? Qual è il suo segreto? Gli esperti ci dicono che è stata sapientemente scritta. I personaggi, più che la vera e propria storia in sé, sono ben fatti, ci appaiono veri, proprio perché ricchi di mille sfumature, con caratteri complessi. Ecco che allo spettatore appaiono più veri che mai, e non costruiti.

La storia è un vero fantasy: se ti piace Il Signore degli Anelli, questa serie è perfetta per te!

#2 22.11.63

Pronto per un viaggio nel tempo? Nell’avvincente 22.11.63, i protagonisti si ritrovano a viaggiare nel tempo e tornare anni prima dell’assassinio del presidente John Kennedy, per scovare l’assassino e impedire che si verifichi la storia che già conosciamo. Tratto da un romanzo del maestro del thriller Stephen King.

#3 Sherlock

Anche il seguito di Sherlock non è indifferente. Proprio come Il trono di spade, ha avuto grande successo fin da subito, diventando una serie molto fortunata.

Sherlock Holmes è l’investigatore più famoso al mondo, ed ha anche più di cent’anni.

Sir Arthur Conan Doyle, nel 1887 scrisse il romanzo Uno studio rosso, dove appariva appunto tale personaggio misterioso e astuto. Da lì, Sherlock Holmes appare in altri romanzi e racconti, e raggiunse la fama che ha ora grazie ai numerosi film, romanzi gialli e anche una serie tv.

Nella serie Sherlock, di tratto dal libro di Doyle, c’è solo questo famoso investigatore londinese dalla mente acuta, la profonda amicizia con il dottor John Watson reduce dalla guerra in Afghanistan, e l’antagonista, il Professor Jim Moriarty. A parte questo, il signor Holmes è un giovane che vive nella nostra epoca e usa tutti gli strumenti dell’età contemporanea per risolvere i misteri.

#4 The 100

Tratta dagli omonimi romanzi di Kass Morgan, The 100 è ambientata in un’ambientazione post apocalittico dove la razza umana si è salvata grazie alla creazione di una base spaziale.

Svariati anni dopo, le risorse finiscono e vengono inviati sulla Terra 100 giovani, tutti colpevoli di piccoli reati, per riferire la possibilità di fare ritorno.

#5 The Witcher

The Witcher è tratto dai libri mitologici di Andrzej Sapkowski, la cui storia narra la vita di tre personaggi alla ricerca di un loro posto all’interno di un mondo cruento e ostile.

La storia è molto intrigante e chi ha letto i libri si dice molto soddisfatto della trasposizione cinematografica.

Hai già visto queste serie TV tratte dai libri? Quali sono le tue preferite?

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I 5 errori che gli studenti universitari compiono durante l’ultimo anno

Quali sono i 5 errori più frequenti che gli studenti universitari compiono durante l’ultimo anno?

Purtroppo l’ultimo anno è vissuto con molti “estremi”, in un senso o in un altro: c’è chi si abbandona alla procrastinazione e chi si affanna per concluderlo il più velocemente possibile.

Gli estremi, non vanno mai bene ovviamente ed è giusto trovare un equilibrio che permetta di ottenere ottimi risultati senza però vivere con l’ansia da prestazione.

Ci sono diversi “errori” che possono portarti a vivere male questa esperienza; si tratta di comportamenti che possono alimentare ansie e preoccupazioni, rischiando di allontanarti dal risultato finale.

Gli errori più comuni degli studenti che frequentano l’ultimo anno di università sono 5:

  • Tendono a procrastinare gli esami più difficili, arrivando però stremati e con poche energie
  • Non si organizzano al meglio, perciò si ritrovano a fare tutto di fretta
  • Rimangono indietro con la preparazione della tesi
  • Studiano meno sperando che la media rimanga la stessa, anche con voti leggermente più bassi
  • Si dedicano solo ed esclusivamente allo studio, senza dare abbastanza importanza ad altre aree

Conoscere questi errori è fondamentale, poiché solo così eviterai di ripeterli anche tu. Vediamo insieme come evitarli.

5 errori da evitare durante l’ultimo anno di università

Hai davanti a te l’ultimo anno di università? Tra la tesi di laurea da preparare e gli ultimi esami, è facile scivolare in qualche distrazione. Ecco come riconoscere gli errori più frequenti e come tenertene alla larga.

#1 Procrastinare gli esami più difficili

Uno degli errori più gravi che gli studenti universitari compiono durante l’ultimo anno è quello di procrastinare gli esami più difficili, affrontando prima quelli semplici.

La cosa migliore sarebbe invece fare proprio il contrario: iniziare l’anno universitario preparando gli esami più difficili per rimanere alla fine con quelli più semplici.

Perché questa strategia? Perché all’inizio dell’anno avrai sicuramente più energia e più voglia di metterti a studiare anziché alla fine dell’anno. In più, alla fine dovrai già pensare alla tesi, già di per sé un lavoro complicato. Se hai davanti a te anche esami difficili, la situazione potrebbe diventare decisamente complessa da gestire.

#2 Mancanza di organizzazione

L’organizzazione è tutto: pianificare al meglio la tua tabella di marcia ti permette di rimanere al passo con gli esami e tutti i tuoi impegni senza sforare. Essere poco organizzati può avere un impatto negativo durante il tuo ultimo anno (ma, in generale, durante tutto il periodo universitario). Organizzazione significa:

  • Darsi dei tempi per studiare e seguire le lezioni, costruendo una vera e propria tabella di marcia
  • Fissare degli obiettivi giornalieri, settimanali e mensili
  • Determinare l’ordine degli esami da sostenere (e rispettarlo)

#3 Rimanere indietro con la tesi

Se rimani indietro con la tesi, finirai con il procrastinare a oltranza. Cerca di lavorarci fin da subito, cercando un relatore e creandola poco alla volta. Solo così riuscirai a rimanere nei tempi previsti per il termine del tuo percorso di studi. L’ideale sarebbe iniziare a pensare alla tesi verso la fine del penultimo anno, così da iniziare a comprendere meglio l’argomento da affrontare e discuterne con il docente che avrai scelto come relatore.

#4 Dedicare scarsa attenzione allo studio

Molti studenti, arrivati alla fine, cercano di “vivere di rendita”. Cosa significa vivere di rendita? Significa lasciarsi andare, non dedicare troppo tempo allo studio e non partecipare a corsi esterni per ottenere crediti, solo perché gli anni passati hai sempre dato il massimo.

Se hai dato il massimo gli anni passati è sicuramente un vantaggio, ma non mollare proprio ora.

Sei arrivato fino a qui con le tue forze, dacci dentro l’ultimo anno e tutti gli sforzi verranno ripagati.

#5 Dedicarsi solo ed esclusivamente allo studio

Dall’altra parte invece, c’è chi si concentra solo ed esclusivamente sullo studio, tralasciando tutto il resto.

Dare il massimo l’ultimo anno di università è fondamentale, certamente. Ma ricordati anche di continuare a coltivare le tue passioni, prendere tempo per te stesso, per rigenerarti, per fare pause, per ascoltare il tuo corpo, per svagarti in compagnia di buoni amici.

L’università è una parte della tua vita, non la tua vita. Nutri anche le altre aree per ottenere il meglio da te.

Inoltre, non focalizzarti solo sul rendimento universitario ma tieni d’occhio anche i crediti e non solo. Fai corsi esterni, prova cose nuove, confrontati, sperimenta, fai stage, esperienze di volontariato, partecipa a convegni e seminari.

Tutto aiuta alla tua formazione accademica, ma anche personale.

Su come affrontare l’ultimo anno all’università abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che rilassarti e concentrarti per questo ultimo sprint che ti separa dalla laurea.

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Portare un CV di persona è davvero una buona idea?

Ti stai chiedendo se sia una buona idea portare un cv di persona o se sia meglio inviare la propria candidatura online?

Consegnare il proprio cv a mano può essere un perfetto modo per farsi conoscere e iniziare con il piede giusto. Stringere la mano al tuo potenziale datore di lavoro e presentarti può fare la differenza rispetto all’invio di una “semplice” email. Ci sono dei settori e dei contesti in cui questo gesto è non solo possibile, ma anche incoraggiato.

Ovviamente, se hai scelto questa strada, dovrai farlo nella maniera adeguata. Non sai da che parte cominciare? Niente paura! Presto ti spiegheremo tutti i segreti per portare il tuo cv in azienda e dare la giusta impressione.

Come valorizzare la tua candidatura portando il CV di persona

Portare il CV di persona in azienda è un ottimo modo per farti vedere e lasciare il segno fin da subito.

In questo articolo ti spieghiamo meglio perché, ma anche come farlo nel modo adeguato. Così facendo eviterai di cadere in errori che potrebbero rovinare il tuo intento.

LEGGI ANCHE >> Quanto tempo serve per trovare lavoro?

Assicurati cosa richiede l’azienda nell’offerta di lavoro

Prima di portare la tua candidatura di persona in ufficio, assicurati di leggere attentamente l’offerta di lavoro. Alcune aziende, nel proprio annuncio di offerta di lavoro, specificano le modalità con cui inviare il proprio curriculum di candidatura.

Ci sono luoghi di lavoro che richiedono di mandare la candidatura ad un indirizzo email, oppure tramite LinkedIn o altri portali, o ancora, presso la sede fisica.

Insomma, ogni azienda ha un metodo di reclutamento a sé, che consigliamo comunque di rispettare.

Portare il cv in sede di lavoro può essere spesso una buona idea e una tecnica vincente, ma sempre dopo essersi assicurati che l’azienda possa accettare di buon grado.

Ti consigliamo, se vuoi avere maggior sicurezza, di chiamare ad un numero di segreteria ad esempio e chiedere se è possibile passare per portare la propria candidatura, fissando una sorta di appuntamento.

È la tua occasione per fare una buona prima impressione

Come vedremo, l’atto di lasciare il proprio cv in azienda dura pressoché pochi minuti. Ma utilizzare questo momento per lasciare il segno e dare la giusta impressione può renderti il candidato più appetibile di altri. Questo perché portare un CV di persona dimostra, ad esempio, di essere intraprendenti e sicuri di sé. Non solo: mostrarsi in azienda significa anche far vedere che a quel lavoro ci tieni particolarmente, tanto da dedicare un incontro di persona e non una semplice mail di pochi minuti.

Presentarsi in azienda va bene…ma nel giusto modo: alcuni consigli

Come abbiamo detto, una buona idea può essere chiamare in ufficio e avvisare del proprio passaggio: in questo modo si è sicuri che l’azienda accoglie i curriculum portati a mano.

A prescindere dalla tua chiamata, è sempre bene ricordarti due regole molto semplici:

  1. Riponi il tuo curriculum vitae all’interno di una busta;
  2. Non “rubare” troppo tempo alla persona a cui consegni il tuo cv.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, ti consigliamo infatti di non iniziare una lunga chiacchierata, poiché non si tratta di un colloquio.

Ciò che devi fare è presentarti e dire che avendo visto l’annuncio di lavoro, hai portato il tuo curriculum vitae di persona.

Chiaramente, se si tratta di una candidatura spontanea basterà che ti presenti brevemente e che hai con te il tuo cv da lasciare.

Nota bene: se non hai preso appuntamento, la cosa migliore da dire è qualcosa come: “Buongiorno, sono xxx. Ho visto che la vostra azienda sta cercando un NOMERUOLO e ho pensato di candidarmi. Vorrei lasciarvi il mio curriculum e una breve lettera di presentazione”

Un altro piccolo consiglio è di non chiedere se puoi lasciare il tuo cv. Fare questa richiesta è inutile, poiché se si porta il proprio cv non è solo per lasciare un documento che di per sé, dice ben poco sulla tua persona, ma per mostrare la propria volontà a farsi conoscere.

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Come studiare 100 pagine in un giorno?

Studiare 100 pagine in un giorno? Ci sono diversi modi per migliorare le proprie prestazioni nello studio. Ci sono studenti e studentesse che riescono a studiare molte ore al giorno ed essere molto produttivi; al contrario, ce ne sono altri che, per mancanza di tempo, riescono a dedicare a questa attività meno ore.

Il principio di partenza è che non necessariamente il tempo trascorso davanti ai libri equivale ad una maggiore qualità dell’apprendimento. La capacità di concentrazione e un metodo di studio efficace sono determinanti nell’apprendimento. Ci sono però delle strategie per velocizzare lo studio, migliorando le tue performance.

In questa guida ti riveleremo 5 trucchi per riuscire a concentrarti meglio, gestire il tuo tempo e ascoltare i tuoi bisogni.

Cominciamo!

Come migliorare la tua produttività per studiare più velocemente

Studiare 100 pagine in un giorno richiede grande sforzo e forza di volontà, ma non per questo è impossibile.

Prova a seguire i nostri suggerimenti per vedere un concreto cambiamento e miglioramento delle tue performance!

#1 Allontana tutte le distrazioni per rimanere focalizzato sul tuo obiettivo

Eliminare tutto ciò che ti può distrarre è una delle prime regole se vuoi studiare 100 pagine in un giorno.

Per questo, ti consigliamo di iniziare applicando questi consigli:

  • Togli tutto ciò che è superfluo dalla tua scrivania
  • Cerca di liberare la mente dai pensieri che non ti servono in quel momento. Non sempre può essere semplice: per questo dovrai allenarti a mantenere la concentrazione sullo studio e limitare lo svago solamente ai momenti di pausa
  • Disattiva le notifiche dal PC
  • Imposta la modalità aereo dal cellulare, così da non cadere nella tentazione dei social media

#2 Evita il multitasking: dedicati a una cosa per volta

Multitasking significa fare più cose allo stesso tempo. Molte persone vogliono dedicarsi a più attività complesse nello stesso momento: purtroppo, questo è impossibile. Si possono fare più cose semplici contemporaneamente, ma le attività complesse, come lo studio, hanno bisogno di essere fatte singolarmente se si vuole ottenere buoni risultati come studiare 100 pagine in un giorno.

Maggiore sarà la tua concentrazione, maggiori saranno le possibilità di studiare più pagine in un giorno.

#3 Fai delle pause regolarmente

Quando la tua mente inizia a divagare, a perdersi nei pensieri e distrarsi, significa che hai bisogno di fare una pausa. Se studi per lungo tempo, in media più di un’ora consecutiva, la mente comincia ad affaticarsi e richiedere una pausa.

Un modo per gestire le pause può essere quello di impostare una sorta di “tabella di marcia“, definendo i momenti di studio e i momenti di pausa.

#4 Premiati per riconoscere i tuoi successi e incentivarti

Molte persone sottovalutano l’importanza di riconoscere i propri successi e premiarsi per i risultati ottenuti.

Concediti dei primi ogni tanto, quando riesci a raggiungere i tuoi obiettivi. Ad esempio un’uscita extra, una determinata esperienza, una cena in un posto che ti piace ma che non hai l’occasione di frequentare spesso.

#5 Mens sana in corpore sano

Hai presente il detto “mens sana in corpore sano”? Avere un corpo in salute significa avere anche una mente che funziona bene.

Non significa fare i salti mortali, ma semplicemente fare il possibile per avere uno stile di vita sano.

Per poter avere uno stile di vita sano, occorre lavorare sulle proprie abitudini, su ci che si fa ogni giorno. Quali sono queste abitudini? Eccole:

  1. Dormi almeno 7-8 ore a notte (ogni persona ha bisogno di un determinato quantitativo di ore di sonno a notte, quindi diminuisci o aumenta a seconda di quanto ti senti riposato, l’importante è non ignorare il sonno!)
  2. Bevi attorno ai 2 litri di acqua al giorno
  3. Non fare le ore piccole, addormentati presto e svegliati presto il mattino, in modo da essere anche più produttivo
  4. Segui una dieta bilanciata, equilibrata, contenente tutti i macro e micro nutrienti. Evita il cibo spazzatura o pasti precotti, e limitare il cibo da asporto
  5. Fai ogni giorno attività fisica, moderata e intensa, alternando ad esempio delle camminate veloci da 30 minuti con una pedalata o una corsa. Anche delle partite al tuo sport preferito con degli amici aiutano a staccare la spina e farti ritrovare la concentrazione

I nostri consigli su come studiare 100 pagine in un giorno sono terminati: hai già avuto modo di sperimentarli?

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Dove studiare all’aperto a Bologna e dintorni?

Sei alla ricerca di luoghi dove studiare all’aperto a Bologna e dintorni? Sai quali sono i benefici di stare all’aria aperta durante le sessioni di studio?

Devi sapere che passare le ore di studio all’aperto, anziché in casa o in aule studio, ha enormi benefici. Negli anni sono stati effettuati diversi studi sull’argomento, portati avanti da diverse facoltà prestigiose. La conclusione a cui sono arrivate è che studiare (ma anche lavorare!) in un ambiente aperto, naturale, favorisce l’apprendimento, incentivandolo. La nostra attenzione è maggiore e il benessere generale, sia fisico che mentale, aumenta notevolmente.

Proprio per questo motivo, è sempre consigliato passare qualche ora all’aperto. Se ne hai la possibilità, sfruttala: anziché passare l’intera giornata in casa, in biblioteca o nelle aule studio, vai in un parco e goditi della natura mentre studi.

Tuttavia, non tutti i luoghi sono i più adatti. Ecco perché occorre trovare i luoghi che fanno al caso tuo, permettendoti di raggiungere i tuoi obiettivi.

In questa guida ti illustreremo alcuni luoghi adatti a studiare all’aperto a Bologna e dintorni.

Ecco i luoghi migliori dove studiare all’aperto a Bologna e dintorni

Vorresti studiare all’aperto ma non conosci i luoghi adatti per questa attività?

Allora questa guida farà sicuramente al caso tuo: ti illustreremo i posti migliori per studiare all’aperto nella città di Bologna, ti daremo le indicazioni per arrivarci, e altre informazioni che potrebbero esserti utili.

Puoi studiare rimanendo per terra, portandoti una coperta da pic nic o un telo mare, ad esempio. Altrimenti scegli jn parco attrezzato con tavoli e panchine. Insomma, a tuo gusto!

Puoi andare in solitaria, oppure in compagnia, e non preoccuparti se volete fare pause un po’ chiassose rimanendo nel solito posto.

Ma vediamo ora quali sono i luoghi a Bologna e dintorni dove studiare all’aperto!

Studiare all’aperto ai Giardini Margherita

I Giardini Margherita è tra i più bei parchi urbani della città di Bologna.

Immersi nel verde dei grandi prati, degli alberi e con addirittura la presenza di un laghetto, i giardini sono un ottimo posto per passare delle ore a studiare soli o in compagnia.

Quando hai bisogno di una pausa, ti basterà fare una passeggiata nel parco, prendere qualcosa da bere o da mangiare ai chioschi o bar limitrofi, e goderti la natura per risanare un po’ la mente affaticata.

I Giardini Margherita si trovano nella zona residenziale Murri, appena fuori il centro. Se si arriva dal centro città, per arrivarci bisogna passare la Porta Castiglione.

Il parco è aperto 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana.

Giardino San Leonardo

Il Giardino San Leonardo è un’area verde situata nell’area universitaria, vicino alla Porta San Vitale.

Questo piccolo parco è perfetto per iniziare a studiare dopo le lezioni e godersi così un po’ di verde, prendendo dell’aria fresca.

Inoltre, si trovano un sacco di bar e ristoranti da asporto, così potrai spezzare le tue ore di studio mangiando e bevendo qualcosa.

Giardino del Guasto

Il giardino del Guasto non differisce molto dal giardino San Leonardo.

Anch’esso infatti, si trova nella zona universitaria. Vicino troverai anche una biblioteca e tanti bar.

Il giardino del Guasto è quindi un luogo perfetto per studiare all’aperto a Bologna e dintorni!

Lo troverai aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle ore 11 alle ore 20.

Conclusioni

Studiare all’aria aperta a Bologna e dintorni è molto comodo e sicuramente rilassante.

Si può godere di tutte le agiatezze che questa città offre e le aree verdi permettono di godersi qualche ora alla natura. In più, con la modalità di studio Unicusano, puoi godere della massima libertà: i nostri Corsi di Laurea sono fruibili online, grazie alla metodologia telematica. Ti basterà un device e una connessione Internet per seguire le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto e interagire con docenti e colleghi di corso. Con questo approccio, potrai studiare facilmente all’aperto e godere di una maggiore flessibilità organizzativa.

Per iscriverti ai nostri Corsi di laurea online e per saperne di più, contattaci ora.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Cosa pensano gli studenti di Unicusano?

Ogni anno ci impegniamo a ascoltare commenti e feedback dai nostri studenti e lavoratori per migliorare sempre di più la qualità dei nostri corsi e l’efficienza dei servizi dell’Ateneo. Siamo convinti che l’Università sia il punto di inizio di una carriera professionale e, proprio per questo, deve essere un luogo di crescita e di sviluppo.

Ecco cosa pensano gli studenti del nostro Ateneo.

Quali sono i punti di forza di Unicusano?

Unicusano vanta diversi punti di forza, che lo contraddistinguono da altri Atenei. Ci sono degli aspetti che vengono particolarmente apprezzati dai nostri studenti e che possiamo riassumere in questi punti:

  • La possibilità di seguire le lezioni online, attraverso la metodologia telematica
  • Autonomia e flessibilità organizzativa, che consente anche agli studenti lavoratori di seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento
  • La disponibilità dello staff e l’assistenza didattica sempre disponibile di docenti e tutor
  • Le numerose alternative e specializzazioni offerte dall’Ateneo
  • La possibilità di accedere a stage e tirocini, usufruendo anche del Career Service, un valido aiuto per entrare nel mondo del lavoro

La proposta didattica Unicusano: opinioni degli studenti

L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo circa trenta diversi corsi di laurea on line, tra corsi di laurea triennale corsi di laurea magistrale. Tutti i corsi sono riconosciuti a livello nazionale.

La facoltà di Giurisprudenza ha all’attivo un solo corso di laurea ambito giuridico di durata quinquennale. La Facoltà di Economia, invece, prevede un corso di laurea triennale in economia aziendale e management e un corso magistrale in scienze economiche, con diversi indirizzi di specializzazione.

La facoltà di ingegneria prevede diverse specializzazioni. Iscrivendoti, infatti, potrai accedere a:

  • Laurea magistrale in ingegneria meccanica
  • Laurea magistrale in ingegneria elettronica
  • Laurea in ingegneria industriale
  • Laurea in ingegneria civile
  • Laurea in ingegneria informatica

Non solo discipline scientifiche: in Unicusano è attivo anche il corso in scienze della formazione che offre agli studenti e alle studentesse la possibilità di iscriversi ad un corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche, con curriculum:

  • Socio-giuridico oppure psico-educativo
  • Corso di laurea in scienze dell’educazione e della formazione con curriculum educatore dei servizi per l’infanzia
  • Corso di laurea in scienze dell’educazione e della formazione con curriculum educatore psico-educativo e sociale

Allo stesso tempo, è presente una facoltà di psicologia, che propone:

  • Corso di laurea magistrale in psicologia con curriculum psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  • Corso di laurea magistrale in psicologia con curriculum psicologia clinica e della riabilitazione
  • Corso di laurea triennale in psicologia, scienze e tecniche psicologiche.

La Facoltà di Scienze Politiche, invece, si articola in:

  • Corso di laurea triennale in Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di laurea magistrale in Relazioni internazionali (LM-52

Ci sono poi i Corsi di Laurea del Percorso Eccellenza, una nuova modalità didattica che prevede l’assistenza costante di un mentore e la possibilità di dilazionare gli esami finali sotto forma di esoneri. Sono attivi corsi di laurea in comunicazione, sociologia, ingegneria informatica, lettere moderne e scienze motorie.

La qualità della didattica: le recensioni su Unicusano

Uno dei punti di forza Unicusano è rappresentato dalla qualità della didattica. Ecco uno stralcio della recensione che Vito ha lasciato su Trustpilot:

“Personalmente mi sono trovato benissimo, una segreteria efficace e disponibile, capisco e comprendo la mole di mail che ricevono da noi studenti, un po’ presi da ansie e incomprensioni, ho trovato professori che dal punto di vista della professionalità e preparazione si sono dimostrati davvero efficienti, tutor disponibili, ho intrapreso anche un percorso d’eccellenza dove ho avuto la fortuna di incontrare una prof. veramente fantastica”

Ma non solo. La qualità della didattica si unisce anche ad un’attenzione costante da parte dei tutor, che facilitano l’organizzazione e la pianificazione dello studio. Lo vediamo leggendo l’opinione di Giovanna, laureata in Giurisprudenza:

“La mia opinione dell’Unicusano? Più che positiva. Venivo da una esperienza in un’altra università, ero molto sfiduciata, ma qui esame dopo esame, con il sostegno dei tutor e dei professori, sono riuscita a ritrovare la voglia di studiare e ad arrivare, finalmente, alla discussione della Tesi. Il pregio di questo ateneo? Ce ne sono tanti. La cosa per me più importante è che ti seguono. Non ti lasciano mai sola. Da altre parti sei solo un numero di matricola. Qui no. E questo fondamentale”.

Cosa ne pensano i lavoratori?

Con la metodologia telematica, Unicusano è sicuramente la scelta ideale per chi ha degli impegni professionali. Questo perché la possibilità di seguire le lezioni online permette agli studenti di organizzare lo studio con assoluta flessibilità e autonomia.

Ecco una recensione di Saveria, che su Trustpilot scrive:

Avevo molte perplessità in merito a questa tipologia di università. Mi sono iscritta solo perché lavorando tutto il giorno non potevo fare altrimenti e mi sono dovuta davvero ricredere. Ottima qualità del servizio reso, competenza e disponibilità di insegnanti e tutor e soprattutto un modo di lavorare estremamente serio. Esperienza che consiglio vivamente per chi vuole laurearsi nella consapevolezza di poter essere assistiti durante tutto il percorso ma senza percorsi facilitati che comunque non servono a nessuno. Ottima università telematica

Se vuoi iscriverti al nostro Ateneo e iniziare un percorso di formazione, compila il form.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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