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Quali sono gli stili di citazione: una panoramica

Stai scrivendo la tua tesi di laurea e vuoi sapere quali sono i vari stili di citazione?

In questa guida troverai tutte le informazioni riguardo gli stili di citazione, quali sono i più adatti e come riportarli in modo adeguato.

Ma prima di tutto, sai cos’è uno stile di citazione? Con questo termine si intende un insieme di regole che ci guidano alla corretta citazione delle fonti e delle referenze bibliografiche di cui ci siamo avvalsi durante la stesura del testo accademico.

Infatti, quando si utilizzano le idee o le teorie elaborate da qualcun altro, o si trascrivono (o si fa la parafrasi) qualsiasi fonte esterna (sia essa libro, sito web, rivista ecc) bisogna anche citare l’autore di tale fonte. Non farlo significherebbe appropriarsi di un’idea altrui e quindi commettere un plagio punibile per legge.

Perché esistono tanti modi per redigere la bibliografia?

Ogni tipologia segue istruzioni precise stabilite da associazioni scientifiche e case editrici in base all’ambito disciplinare di riferimento.

Tutti gli stili di citazione per imparare a scrivere nel modo giusto la bibliografia

Scrivere la bibliografia è obbligatorio se non vuoi rischiare il plagio: farlo nel modo corretto è altrettanto fondamentale. Esistono vari modi per citare le fonti nella tua tesi di laurea, e come abbiamo detto, si sceglie il metodo corretto a seconda della facoltà che si frequenta.

Scopriamo i vari stili di citazione e come si riportano correttamente.

Stile APA: discipline psicologiche-sociali

Lo stile di citazione APA viene utilizzato soprattutto nelle discipline di scienze sociali e psicologiche.

APA è l’acronimo di American Psychological Association, l’associazione che lo ideò. Nel testo la fonte è citata in forma abbreviata, mentre nei riferimenti bibliografici in forma completa.

Pertanto, nel testo sarà:

citazione (Nome Cognome, anno).

Nei riferimenti bibliografici invece:

Cognome, N. (anno). Titolo. Sottotitolo. Luogo: Casa editrice.

Stile di citazione Harvard: discipline economiche

Lo stile Harvard è usato soprattutto in ambito economico. In questo caso, nel testo sono citati autore e data di pubblicazione.

Il nome e la data vanno messi tra parentesi (fa eccezione nel caso in cui si menziona il cognome dell’autore nel testo).

Poi, la citazione deve essere trascritta per esteso e messa alla fine in elenco della bibliografia in ordine alfabetico.

Se l’autore non è specificato, basta fare riferimento alla prima parola dell’opera. In caso di più opere scritte dal medesimo autore, si citano in ordine cronologico di pubblicazione.

La struttura sarebbe questa:

NOME COGNOME (anno) – Titolo opera, casa editrice, luogo di pubblicazione, n° delle pagine totali.

Stile di citazione Vancouver: discipline biomediche

Risalente agli anni ‘70, lo stile Vancouver è utilizzato in ambito medico e si basa sul sistema numerico. Ciò significa che la fonte non viene citata nel testo, ma solo ed esclusivamente in una nota bibliografica.

Pertanto, lo stile Vancouver risulterà in questa maniera:

Nel testo, accanto alla citazione, compare un numero, che riporta alla nota bibliografica scritta in questo modo:

Cognome E lettera iniziale del Nome. Nome Opera. Luogo di pubblicazione: casa editrice; data di pubblicazione.

Bibliografia con stile Chicago: discipline umanistiche e ingegneristiche

Lo stile Chicago, che deve il suo nome al The Chicago Manual of Style ed è utilizzato per le discipline umanistiche, ma anche nell’ambito informatico e nell’ingegneria elettronica.

Questo stile ha un sistema di notazione con due varianti, A (per il settore umanistico) e B (per il settore tecnico scientifico):

  • Chicago A: la fonte completa viene indicata in una nota a piè di pagina e in bibliografia. Nella nota a piè di pagina scriverai Nome Cognome, Titolo (Città: Casa Editrice, anno), Pagina/e citate. Nella bibliografia invece Cognome, Nome. Titolo. Città: Casa Editrice, anno.
  • Chicago B: la fonte viene indicata in forma abbreviata nel testo e poi completa nella bibliografia. Dunque, nel testo: (Cognome autore/i anno, pagina della citazione). Nella bibliografia: Cognome, Nome. Anno. Titolo. Città: casa editrice.

Riferimenti bibliografici con lo IEEE: discipline ingegneristiche

Anche lo stile IEEE è utilizzato per le discipline tecniche come il Chicago B.

Questo stile di cilazione è stato ideato dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers e ora vediamo come viene strutturato.

Nel testo, dopo la citazione, andrà messo un numero progressivo: es. [1]

Nella bibliografia, le note saranno elencate in ordine di apparizione:

[1] Nome Cognome, nome dell’opera, luogo di pubblicazione: casa editrice, anno di pubblicazione.

Stile Oscola: discipline giuridiche

Lo stile OSCOLA, acronimo di Oxford University Standard for Citation of Legal Authorities, è quello usato in ambito giuridico. Se sei iscritto alla facoltà di giurisprudenza a Bologna e stai preparando la tesi, dunque, tieni a mente questo stile di citazione.

Nelle note a piè di pagina:

1 Nome Cognome, nome dell’opera (casa editrice, anno) numero di pagina.

Nella bibliografia:

Nome Cognome, nome dell’opera (casa editrice, anno).

Stile di citazione MLA: discipline linguistiche

Lo stile di citazione MLA, acronimo di Modern Language Association, si utilizza in ambito linguistico.

Nelle note, occorre citare in questa maniera:

(Cognome autore pagina-e)

Mentre nella bibliografia:

Cognome, Nome. Titolo dell’opera. Luogo di pubblicazione: casa editrice, anno di pubblicazione. Formato del documento

Sugli stili di citazione abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti in bocca al lupo per la tua tesi di laurea.

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Come studiare durante le vacanze invernali? 5 consigli per non perdere la concentrazione

Si avvicinano le ferie e la domanda che accomuna ogni studente è “Come posso studiare durante le vacanze invernali?”

Il clima di festa di certo non viene in nostro aiuto, anzi ci rende generalmente meno produttivi. Riuscire a studiare mantenendo i ritmi di una normale giornata, con visite ai parenti, pranzi (e meritato svago e riposo) diventa una vera e propria impresa.

Come studiare durante le vacanze, dunque? In due parole: buona volontà.

Buona volontà di programmare il tuo studio e gestire bene il tempo, buona volontà nell’allontanare le distrazioni e mettere in pratica strategie per aumentare la produttività, ma anche di permetterti di riposare e non pretendere di stare h24 piegato/a sui libri.

Come fare tutto questo? Noi abbiamo alcuni consigli per attuare tutto questo.

Ti aiuteremo a trovare tattiche per riuscire a ottimizzare i tempi e impegnarti sul serio. Iniziamo.

Consigli e strategie se non sai come studiare durante le vacanze e devi prepararti per la sessione

Come abbiamo detto, la buona volontà è alla base di tutto. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo il fare, dice il proverbio. Per studiare con successo durante le vacanze e prepararti per la sessione invernale, puoi seguire qualche dritta che ti permetterà di rimanere produttivo durante le vacanze senza però sacrificare le tue giornate di riposo. Vediamole ora.

#1 Pianifica la mole di studio e i tuoi obiettivi in modo accurato

Per riuscire a studiare durante le vacanze sono fondamentali 4 cose:

  1. utilizzare un metodo di studio adeguato (ma questo già dovresti saperlo)
  2. organizzare il tempo a disposizione
  3. individuare e cercare di raggiungere degli obbiettivi realistici
  4. NON PROCRASTINARE

Organizzare il proprio tempo e lo studio, individuando gli obiettivi e rispettare la tabella di marcia sono cose fondamentali per poter coniugare tempo di studio e quello di svago.

Delinea le ore di studio e quelle di svago e definisci in anticipo i momenti da dedicare alle tue pause. Suddividi i vari capitoli e le materie per le varie giornate, attinendoti al programma e senza procrastinare. Se senti la tentazione di procrastinare, fermati un attimo, riposati e cerca di motivarti ricordandoti perché ti stai impegnando nello studio e quali sono gli obiettivi importanti che ti sei posto davanti a te.

#2 Elimina le distrazioni

Eliminare le distrazioni è ovviamente una parte essenziale se vuoi mantenere la concentrazione e riuscire a studiare durante le vacanze.

L’ambiente che ti circonda influenza la tua produttività: te ne sarai accorto che continui rumori o una cerca illuminazione o determinato ordine influisce su di te, umore compreso.

I nostri consigli sono:

  • assicurati che il luogo di studio illuminato, da luce naturale se è possibile (altrimenti evita lampade a luce calda e abat-jour ma preferisci luci fredde);
  • rendi la tua stanza e la scrivania pulita e organizzata
  • cerca un luogo silenzioso e avverti i familiari di non disturbarti mentre stai studiando

#3 Aumenta la tua produttività

Cadiamo nella tentazione di fare più cose contemporaneamente, pensando così di essere più produttivi.

Tuttavia questo apparente “multitasking” non ci rende per nulla efficienti, anzi, ci rende ancora più lenti.

Ti consigliamo la tecnica del pomodoro, che da anni aiuta studenti e lavoratori a mantenere la concentrazione. Esistono app apposite per lo smartphone se lo desideri, altrimenti puoi optare per il cronometro da cucina!

Consiste nel lavorare o studiare senza distrazione per 15 minuti, per poi fare una pausa di 5 minuti. Dopo aver completato i 4 quadranti dell’orologio, puoi fare una pausa lunga di 15 minuti.

Questa tecnica è diffusa a livello mondiale e riconosciuta da molti come la migliore per aumentare la produttività, rimanendo concentrati su ciò che si sta facendo.

#4 Parla con compagni di corso per aiutarvi a vicenda

Il confronto è una cosa molto importante, specialmente per aiutarvi nello studio. Molti studenti e studentesse trovano utile fare videochiamate per interrogarsi a vicenda, risolvere dubbi, farsi rispiegare meglio e condividere appunti.

L’importante è non distrarsi a vicenda! Pertanto scegli accuratamente i tuoi compagni per non ritrovarti a perdere tempo. Puoi organizzare dei piccoli gruppi e stabilire un giorno e un orario precisi per dedicarvi a questo confronto.

#5 Non strafare: le vacanze sono anche un momento di svago

Non ci stuferemo mai di dirlo e ricordarlo: le pause sono sacre. Sono tanto importanti quanto le ore di studio intensivo.

La nostra concentrazione è vigile per circa 20 minuti, poi, comincerai a distrarti sempre di più. Proprio per questo motivo occorre fare delle pause frequenti. Concentrati su una cosa per mezz’ora e su nient’altro. Poi stacca per 5 minuti bevendo un the, facendo un po’ di stretching e poi riprendi con lo stesso ritmo.

Vedrai che riuscirai in quella mezz’ora a non distrarti, proprio perché permetti alla mente di riposare ed elaborare, cosa che non accade con ore di studio ininterrotto, poiché tenderai a distrarti di frequente e non ritrovare la volontà di ricominciare.

Già ti abbiamo consigliato la tecnica del pomodoro per adottare questa strategia.

Inoltre, ricordati che sempre di vacanze si tratta! Cerca di ritagliarti ogni giorno delle ore di riposo totale e evita di studiare nei giorni festivi e passali con le persone a te care.

Perciò stabilisci anche delle intere giornate di riposo totale, ad esempio nei giorni festivi come il giorno di Natale e Capodanno. In questo modo sarai pronto per ripartire con slancio nella prossima sessione.

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Come diventare educatore in asilo nido: studi e possibilità

Senti una predisposizione per il contatto con bambini piccoli? Pensi che il lavoro come educatore in asilo nido possa essere per te, ma sei alla ricerca di maggiori informazioni su questa professione?

In questa guida allora, scoprirai tutti i dettagli su come diventare educatore in asilo nido e soprattutto cosa significa ricoprire questo importante ruolo.

L’educatrice/educatore di asilo nido ha infatti l’importante ruolo di favorire la spinta evolutiva di neonati e bambini fino ai 3 anni di età, attraverso una serie di attività volte a elaborare la propria autonomia, al sapersi organizzare, sviluppare competenze cognitive, affettive, fisiche e motorie. Non solo: dovrà anche fare un’attenta attività di monitoraggio, per salvaguardare la salute del bimbo e capire i suoi bisogni, dai più semplici ai più complessi.

Se vuoi scoprire nel dettaglio questa professione, ecco cosa cosa ti serve per diventare un educatore con tutte le carte in regola.

Come si diventa educatori in asilo nido: il percorso formativo e i dettagli sulla professione

Vorresti sapere come si diventa educatori in asilo nido? In questa breve ma esaustiva guida ti spiegheremo tutti i dettagli su questa gratificante professione a contatto con i bambini.

Vedremo i requisiti e i percorso di studi che bisogna sostenere per lavorare in asilo nido pubblico o privato e quali saranno le mansioni che dovrai svolgere. Cominciamo!

Chi è e cosa fa l’educatore

Prima di sapere come diventare educatore in asilo nido, sai esattamente di cosa si occupa?

L’educatore per l’infanzia è una figura professionale qualificata che lavora in strutture dedicate alla cura e all’educazione dei bambini dai 3 mesi ai 3 anni.

Non si sostituisce al genitore, ma assieme a loro diventa una figura chiave nell’evoluzione del bambini. Assieme alle famiglie, collabora nella costruzione dell’identità del bambino, nel saper stare in gruppo, nel creare un ambiente stimolante volto allo sviluppo sensoriale, motorio, affettivo e cognitivo.

Il lavoro viene svolto in equipe, in collaborazione con gli altri educatori, ausiliari e cuochi, affinché si possa creare un ambiente sicuro, stimolante e di fiducia per bambini e famiglie.

Mansioni

Le mansioni che spettano ad un educatore in un asilo nido, sono:

  • Accoglienza di bambini e bambine
  • Realizzazione attività educative e di socializzazione, giochi, attività ricreative e di intrattenimento
  • Cura, assistenza e vigilanza, del bambino/a
  • Prestare attenzione alla salute e al comportamento dei bambini/e
  • Organizzare e adeguare gli spazi per le diverse attività
  • Presa in carico della comunicazione giornaliera con le famiglie

Requisiti attitudinali e soft skills per lavorare affianco ai bambini

Per diventare educatore in asilo nido e lavorare accanto ai bambini hai bisogno sicuramente di approfondite conoscenze che apprenderai durante il tuo percorso formativo. Ma le sole conoscenze non bastano: occorrono una serie di requisiti attitudinali e soft skills che ti permetteranno di svolgere il tuo lavoro al meglio. Vediamoli nel dettaglio.

Tra i principali requisiti attitudinali, riconosciamo sicuramente:

  • amore per i bambini e predisposizione al contatto con loro
  • predisposizione al lavoro in team
  • flessibilità
  • alto livello di empatia verso bimbi, colleghi/e e genitori
  • fantasia e creatività

Tra le soft skills più apprezzate, menzioniamo:

  • Capacità di organizzazione, per poter organizzare al meglio i momenti delle attività per i bambini
  • Capacità di progettazione, utile quando dovrai progettare un piano educativo
  • Capacità di leadership
  • buone doti comunicative
  • Capacità gestionali e di multitasking
  • Buona resistenza alle situazioni di stress

Percorso formativo per diventare educatori ed educatrici in asilo nido

Veniamo al dunque: come diventare educatore in asilo nido? Quale percorso di studi perseguire?

Esiste una normativa sugli asili nido che determina con precisione il percorso formativo ed i titoli di studio necessari per chi vuole lavorare come educatore/educatrice negli asili nido.

I due titoli di studio per poter lavorare negli asili e nei nidi d’infanzia sono una laurea in Scienze dell’Educazione o in Scienze della Formazione Primaria. Con questo percorso riceverai una formazione adeguata per riuscire ad accompagnare il bambino nella crescita e garantire il suo benessere.

Le materie formanti di queste facoltà sono:

  • pedagogia
  • psicologia dell’età infantile
  • sociologia
  • igiene
  • principi di nutrizione e alimentazione nell’infanzia
  • elementi di etica professionale

La formazione dell’educatore per l’infanzia non si basa solo sui libri: sono previste infatti, ore di pratica e tirocini, così da poter fare esperienza nell’accudire e intrattenere i bambini, potendo mettere in pratica quanto imparato durante lo studio e organizzare giochi, attività motorie ed espressive, e molto altro ancora.

Lavorare in un asilo nido pubblico o privato però, cambia. Mentre nel secondo si viene assunti con regolare contratto datore di lavoro-dipendente, per lavorare negli asili pubblici occorre accedere tramite concorso.

La laurea in Scienze della formazione Unicusano

Per poter intraprendere questo percorso professionale, i corsi di laurea dell’area formazione dell’Università Niccolò Cusano rappresentano il punto di partenza ideale per acquisire le conoscenze di cui hai bisogno. La nostra offerta formativa prevede due corsi di laurea triennali e due magistrali:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Psico-Educativo e Sociale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Servizi per l’infanzia
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

La formazione Unicusano si caratterizza per il suo approccio job oriented: tutti i nostri corsi di laurea sono costruiti in sinergia con le imprese, proprio per colmare il tradizionale gap che c’è tra mondo accademico e mondo professionale.

Questa visione pratica si sostanzia anche nella vasta offerta di stage e tirocini associata ai percorsi formativi, oltre che al nostro Career Service. Il career service mette a disposizione dei neolaureati professionisti in grado di connetterli con le aziende che cercano professionisti con le loro skills, per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.

In più, il nostro Ateneo investe su una metodologia didattica innovativa: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nessun vincolo di giorno o di orario: sarai tu a decidere quando seguire le lezioni. All’interno della tua area studente potrai inoltre confrontarti con i docenti e scaricare il materiale didattico di supporto allo studio.

Questa è la nostra guida su come diventare educatore in asilo nido, sia pubblico che privato. Come avrai visto, il solo amore per i bambini non basta, ma occorre un certo interesse verso tutto ciò che riguarda il mondo del bambino. Speriamo di averti chiarito le idee e…in bocca al lupo!

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I 5 migliori metodi per prendere appunti (con esempi concreti)

Avere un buon metodo di studio basta? Sono molti gli studenti che si chiedono se studiare con dedizione, costanza e concentrazione sia abbastanza per superare gli esami con profitto e ottenere una formazione davvero profonda e strutturata. Sì, l’approccio che hai allo studio è senza dubbio determinante per vivere con successo l’Università. Quello che molti non sanno è che un buon metodo di studio passa attraverso diverse fasi, che contemplano delle azioni specifiche che possono ridurre i tempi di apprendimento e facilitare la tua formazione.

In particolare, stiamo parlando degli appunti. Sapevi che esistono vari metodi per prendere appunti in modo efficace e che possono influire molto sul tuo rendimento?

Prendere appunti è fondamentale per un metodo di studio efficace, ma esistono metodi per prendere appunti più efficaci di altri, ovviamente. Le prerogative di un buon metodo è che gli appunti risultino chiari, ordinati, leggibili ed esaustivi.

Se non appaiono ben organizzati, se non ti risultano di facile comprensione anche dopo giorni che vai a rileggerli, allora non stai utilizzando il metodo giusto. Per tua fortuna, ce ne sono diversi e puoi sperimentarli per trovare il metodo che funziona meglio per te.

Ecco che abbiamo deciso di spiegarti con esempi concreti i 5 migliori metodi per prendere appunti.

I 5 metodi per prendere appunti infallibili

Prendere appunti durante la lezione in velocità ma allo stesso tempo organizzati: è possibile?

Noi crediamo di sì, se prendi dimestichezza con questi metodi per prendere appunti che ti proponiamo. Potrai in questo modo seguire le lezioni e annotare con facilità tutto l’essenziale che dovrai ricordare.

Ci sono molti motivi per cui dovresti assolutamente considerare l’idea di prendere appunti:

  • Puoi iniziare a fissare i concetti più importanti già durante la lezione. Seguire le lezioni in modo attivo è fondamentale per ottenere risultati migliori nello studio. Limitarsi ad ascoltare può non bastare: fare domande al docente e scrivere mentre ascolti può aiutarti a fare uno studio preliminare, alleggerendo il lavoro successivo
  • Puoi integrarli facilmente con le informazioni dei libri. I libri sono un supporto fondamentale allo studio; quanto scritto al loro interno può essere integrato e sintetizzato con gli appunti delle lezioni. Sarà più semplice anche comprendere quanto riportato nei libri di testo, perché avrai già una traccia da seguire
  • Puoi capire se hai davvero assimilato un concetto. Molti metodi per appunti richiedono uno sforzo nel “destrutturare” le informazioni, per renderle più immediate e fruibili. Questa operazione ti farà capire se sai davvero ripetere un concetto con parole tue o se, magari, hai bisogno di ulteriori chiarimenti

Ora che abbiamo detto perché dovresti prendere appunti, vediamo come fare.

#1 Metodo Cornell

Il metodo per prendere appunti Cornell è sicuramente il più famoso e utilizzato dagli studenti.

Metterlo in atto è abbastanza semplice. Procurati un foglio e una penna. Per prima cosa dovrai dividere il tuo foglio in tre parti. Fai una linea verticale a ¼ del foglio. Poi in basso, fanne una orizzontale della grandezza leggermente più grande della prima parte in verticale. Ti ritroverai 3 quadranti

  1. il primo è per le parole chiave;
  2. Il secondo, il quadrante più grande, è per gli appunti;
  3. il terzo in basso, servirà per il riassunto e note.

Nell’area per appunti scriverai tutto quanto ciò che è importante, utilizzando frasi brevi, frecce, per scrivere in maniera concisa.

Non scrivere tutto attaccato, lascia spazio tra una frase e l’altra, poiché potrebbe capitare che aggiungerai altri dettagli.

Nell’area per le parole chiave dovrai trascrivere, finita la lezione, solo le parole chiave dei concetti che hai scritto.

Nella parte del riassunto e note, potrai scrivere le domande da fare al/alla docente, info utili, note per approfondimenti e un piccolo riassunto dei tuoi appunti.

Questo metodo, nonostante sia tra i più utilizzati, spesso è poco amato per il fatto che può apparire un po’ confusionario. Il consiglio è provarlo e vedere in che modo la tua mente reagisce a questa visualizzazione delle informazioni. Sicuramente puoi personalizzare un po’ lo schema per renderlo più vicino alle tue esigenze.

#2 Metodo Mapping

Il metodo mapping è esattamente ciò che sembra: una mappa dei concetti chiave.

Consigliamo questo metodo se devi semplificare il contenuto di una lezione che ti risulta pesante e un po’ ostica da studiare. Con il Mapping infatti, creerai una vera e propria mappa mentale dei concetti chiave.

Inizia con lo scrivere in alto al centro l’argomento. Poi, man mano che le cose importanti che vuoi appuntare vengono dette, scrivile sotto aiutandoti con le frecce. Quello che dovrà venire fuori è un vero e proprio diagramma gerarchico.

#3 Metodo Outline

Il metodo Outline consiste nel creare una struttura ordinata ad elenco puntato. Ad ogni punto viene indicato un argomento diverso, per poi sviluppare tramite altri punti i relativi sottoargomenti.

  • argomento 1
    • sottoargomento
  • argomento 2
    • sottoargomento
    • sottoargomento
      • sviluppo
    • argomento 3

Questo metodo è particolarmente indicato per lezioni non troppo difficili e chiare, poiché sarà più facile applicare tale metodo così schematico.

#4 Metodo Charting

Il metodo charting è molto semplice, ben strutturato e di facile comprensione. Ma soprattutto, è semplice prendere appunto con questo metodo.

Dovrai suddividere il foglio in tre colonne della stessa grandezza e ad ogni colonna sarà assegnato un argomento diverso.

Poi dovrai elencare le parole chiave, i concetti, sempre in modo sintetico.

Se gli argomenti sono più di 3, ti consigliamo di utilizzare più fogli anziché uno solo, o rischierai di fare colonne troppo striminzite e trovare il tutto troppo confusionario.

#5 Metodo Sentence

Il metodo sentence è un metodo per prendere appunti in modo chiaro durante lezioni ricche di contenuti.

Tutto ciò che dovrai fare è avere a disposizione vari fogli. Ad ogni foglio assegnerai un argomento diverso, che suddividerai per sottotitoli in modo da organizzarlo al meglio.

In pratica il metodo sentence consiste nello scrivere vere e proprie “sentence”, ovvero frasi, che racchiudono la parola chiave

Cioè, anziché isolare la parola chiave, dovrai trascrivere i vari concetti per ogni argomento, numerandoli sotto forma di elenco puntato o come mappa concettuale.

La differenza da altri simili sostanzialmente sta nel dare maggior contesto e nel separare meglio gli argomenti.

 

Questi erano i 5 metodi per prendere appunti più utilizzati ed efficaci. Come puoi vedere, tutti puntano al voler schematizzare il più possibile i concetti più importanti, per poi svilupparli brevemente. Lo scopo è infatti richiamare solo le cose essenziali in modo ordinato e intuitivo, per facilitarti l’approfondimento dei vari argomenti durante lo studio.

Non ci resta che augurarti buona fortuna con i tuoi esami!

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Gli 8 migliori film sulle emozioni che dovresti vedere

Riesci a comprendere le tue emozioni e quelle altri? Sai sfruttarle al meglio per arrivare ad una maggiore crescita personale?

I film sulle emozioni sono perfetti per crescere davvero e riscoprire alcuni aspetti di noi stessi a cui diamo scarsa importanza.

Spesso tralasciamo l’educazione emotiva, ovvero quella formazione che ci permette maggior consapevolezza di ciò che sentiamo dentro di noi, di ciò che percepiamo in base agli eventi. Eppure, sono le emozioni che guidano la vostra vita e ci permettono di interagire con gli altri. Imparare a convivere con loro e capire la loro importanza è fondamentale.

Abbiamo individuato gli 8 migliori film sulle emozioni che dovresti assolutamente vedere: ecco il nostro elenco.

I film sulle emozioni che devi vedere assolutamente

Accanto ai libri, anche il cinema ha dato il suo contributo quando si parla di emozioni. I film sulle emozioni sono molto interessanti, poiché ci permettono anche di riflettere sulle nostre emozioni e sulla loro importanza.

Noi ne abbiamo scelti 8. Cominciamo!

LEGGI ANCHE >> I 7 film apocalittici e post apocalittici che dovresti assolutamente vedere

La ricerca della felicità

La felicità è uno stato d’animo che si raggiunge quando ci si sente appagati di tutti i desideri. Non si può dire che il protagonista di questo film, lo sia: non ha un lavoro, è separato e deve affrontare 6 mesi di corsi per riuscire, forse, ad essere assunto in una compagnia in cui sarà broker.

Come se non bastasse, deve portare con sé il figlio piccolo, che nonostante la vita difficile, ripone molta fiducia nel padre.

In un’altalena di emozioni in cui il protagonista cerca di rendere la vita del figlio gradevole nonostante tutto, capiamo che la felicità è sì l’appagamento dei desideri, ma anche del saper godere del poco che si ha. A rendere tutto ancora più bello, la toccante e magistrale interpretazione di Will Smith. Assolutamente da vedere.

Wonder

Il protagonista è un bambino che, a causa di una malformazione al viso, è sempre stato protetto dalla famiglia dai giudizi esterni. Il bambino però, deve andare a scuola per la prima volta e venire a contatto con persone che altro non fanno che giudicare dall’aspetto.

Per il bambino inizia un turbinio di stati d’animo nuovi: paura e tristezza. Ma sarà con queste difficili emozioni che dovrà accettare se stesso e acquisire maggior consapevolezza e, di conseguenza l’autostima necessaria per riuscire ad essere molto di più che un ragazzino dal viso deforme.

Inside Out

Film d’animazione nato dalla collaborazione tra Pixar e Disney, Inside Out è stato acclamato tanto da vincere l’Oscar.

Questo film sulle emozioni vede queste ultime proprio come protagoniste.

In un’avventura dinamica, le emozioni devono cercare di formare la personalità di una bambina, con non poche difficoltà.

Perché te lo consigliamo? Perché uno dei personaggi principali, la Tristezza, non capisce bene, a differenza delle altre emozioni, quale sia il suo ruolo, venendo un po’ marginalizzata. In effetti, a cosa serve la tristezza? Durante la narrazione, capirà il suo ruolo ed è un grande spunto di riflessione per tutti noi, che spesso non accettiamo uno stato d’animo che riteniamo esclusivamente negativo.

Birdman o Le imprevedibili virtù dell’ignoranza

Anche questo film premiato agli Oscar, tratta della storia di un attore famoso per aver interpretato un supereroe, dovrà affrontare il suo ego e i suoi problemi, per riuscire finalmente a dare una svolta alla sua carriera.

Questo processo di crescita esteriore è però anche occasione di crescita interiore: il protagonista dovrà capire le proprie emozioni e cercare di esprimerle.

L’uomo bicentenario

Cosa succederebbe se un robot iniziasse a provare emozioni?

Un argomento spesso affrontato dallo scrittore di fantascienza più famoso, Asimov, questo film un po’ si ispira ai suoi libri.

L’uomo bicentenario è un robot che, a causa di un “difetto” di produzione, non è come tutti gli altri robot. Prova emozioni e man mano che il tempo passa, prova sensazioni sempre più vaste e profonde. Per sua fortuna, la famiglia che l’ha acquistato come semplice elettrodomestico, riconosce la diversità del robot e lo incita a emanciparsi sempre di più.  Essere macchine con emozioni umane però, non è affatto facile.

Di questo film è interessante vedere l’evoluzione dei sentimenti e della presa di coscienza delle emozioni che il protagonista prova e che non riesce a gestire. Anche noi esseri umani talvolta non riusciamo a gestire le emozioni che proviamo, nonostante siano ciò che ci caratterizza in quanto umani.

La forma della Voce

Film d’animazione giapponese, racconta la storia di un’amicizia travagliata. Il protagonista, che bullizzava una compagna sordomuta, si ritrova ad essere egli stesso bullizzato, finendo in una spirale di solitudine.

Quando da adolescente ritrova la compagna sordomuta, decide di rimediare agli sbagli del passato, avvicinandosi a lei. Riconoscere le proprie emozioni e sentirsi libero dal senso di colpa che lo attanaglia però, è un processo lento, che lo porterà infine a riappacificarsi anche con sé stesso.

Equals

Questo film distopico parla di una società in cui le persone sono incapaci di provare sentimenti, cosa che permette un equilibrio di convivenza perfetto.

Quando un virus però risveglia le emozioni, le persone non sono capaci di gestirle, tanto meno di conviverci. Nel film dunque, viene approfondita la tematica della difficoltà della gestione delle emozioni. Un approccio alternativo alla comprensione delle emozioni, che sembra irreale, ma solo a tratti.

Equilibrium

Altro film distopico, in cui stavolta il genere umano viene privato di emozioni negative, per eliminare guerre e violenze. Una pellicola davvero particolare, che vede come protagonista un popolo costretto ad assumere una sorta di droga quotidiana per “eliminare” gli impulsi guerrafondai e violenti. Tuttavia, ad un certo punto le cose cambieranno: sta a te capire come guardando il film.

Ti consigliamo questo film perché spesso vorremmo fare a meno delle emozioni negative, ma nel film si rende chiaro che sono importanti tanto quelle positive.

Sui film sulle emozioni ti abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti una buona pausa dallo studio e di goderti i film che preferisci.

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Come lavorare negli uffici per l’impiego: studi e possibilità

Come lavorare in un centro per l’impiego?

Il Centro per l’Impiego è una struttura presente in ogni provincia, che ha lo scopo di fornire servizi e proporre interventi adatti alla singola persona, con il fine di dare sostegno della ricerca di un’occupazione all’interno del territorio di competenza.

Tutti i vari servizi sono volti dunque a fornire alle persone presenti sul territorio un aiuto concreto nella ricerca di un lavoro, e al contempo aiutare i datori di lavoro che sono alla ricerca del personale adatto.

Tutto ciò viene fatto per rinforzare dunque, anche l’economia locale, oltre a promuovere e a sostenere le iniziative che mirano al garantire occupazione a tutte le persone.

In questo articolo ti illustreremo appunto come lavorare negli uffici per l’impiego: dal percorso di studi, a come accedere a questa posizione. Inoltre, ti spiegheremo in modo chiaro in cosa consiste questo lavoro molto importante per il territorio.

Vediamo dunque in che modo è possibile entrare in questo contesto lavorativo.

Come lavorare negli uffici per l’impiego: tutto quello che devi sapere

Vorresti lavorare negli uffici per l’impiego e non sai come fare? In questa guida ti spiegheremo come puoi accedere a questa posizione lavorativa e quale percorso di studi intraprendere per dare il massimo.

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Mansioni e responsabilità dell’operatore dei centri per l’impiego

Il servizio offerto dagli uffici dell’impiego non è solo quello di essere un punto di incontro tra domanda e offerta, ma anche di rafforzare la professionalità delle persone che sono in cerca di un’occupazione.

In altre parole, per rendere le persone allettanti alle aziende, vengono istituiti progetti e corsi per aiutare l’inserimento lavorativo di chi, per i motivi più svariati, si trova in una posizione di “svantaggio”.

Ecco che ogni persona riceve un aiuto attraverso piani personalizzati volti al miglioramento del suo “curriculum”, possiamo dire. Le persone che hanno maggiormente aiuto sono:

  • donne in reinserimento lavorativo
  • immigrati con scarsa conoscenza della lingua italiana
  • lavoratori espulsi dai cicli produttivi
  • persone con disabilità
  • persone giovani in età di obbligo formativo
  • persone che possiedono un titolo di studio che di solito dalle aziende viene considerato non “all’altezza”

Come abbiamo già detto all’inizio, un centro per l’impiego è come un ponte che permette a chi offre lavoro di trovare chi invece ne cerca.

Perciò i vari operatori presenti negli uffici per l’impiego, concorrono insieme per le seguenti mansioni:

  • Collocamento dei lavoratori in cerca di una posizione lavorativa all’interno del settore privato;
  • Collocamento chiamato “obbligatorio” di tutti quei lavoratori appartenenti alle Categorie Protette (ai sensi della Legge 68/1999);
  • Preparazione al lavoro dei vincitori dei concorsi pubblici, fuorché per le Amministrazioni statali centrali;
  • Fornitura di un servizio di orientamento al lavoro e mediazione tra domanda di lavoro e offerta;
  • Attività di promozione di iniziative di inclusione per risolvere eventuali divari a livello occupazionale (contro le disparità di genere per esempio);
  • Attività di programmazione e gestione dei progetti di avviamento al lavoro (come i tirocini, gli stage ecc.).

Percorso di studi

Non esiste un percorso di studi specifico per poter lavorare all’interno degli uffici per l’impiego.

Per poter diventare operatori dei centri per il lavoro infatti, si entra attraverso concorso, che valuta l’idoneità o meno del candidato.

Questi bandi di concorso in genere si dividono per:

  • persone diplomate alla scuola superiore di secondo grado e hanno il titolo della maturità, dunque che hanno completato fino alla quinta superiore;
  • persone che hanno conseguito il titolo accademico di Laurea, anche triennale, di qualsiasi facoltà.

Dunque, non ha importanza con quale titolo ci si è diplomati o laureati.

Tuttavia, se hai la possibilità di frequentare un corso di laurea, ti consigliamo una Facoltà come Scienze Politiche, che fornisce una preparazione fortemente interdisciplinare, utile per lavorare in un contesto come questo.

In particolare, questo percorso di studi è molto utile quando si lavora in enti pubblici e fornisce un’adeguata preparazione per i concorsi. Il corso di laurea in Scienze Politiche Unicusano può offrirti diversi benefici, primo fra tutti una formazione di qualità in campo, politologico, economico e giuridico. Attualmente la proposta Unicusano include un percorso triennale e uno magistrale a completamento:

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

I percorsi di studio Unicusano hanno la peculiarità di venire erogati completamente online.

Grazie alla metodologia telematica, potrai laurearti seguendo le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma telematica attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Dovrai recarti nel learning center di Bologna solamente per sostenere gli esami. Sarai affiancato da un tutor didattico a tua disposizione in ogni momento, per aiutarti a organizzare il piano di studi e trovare il metodo di apprendimento migliore per te. Inoltre, al termine del percorso di studi, potrai contare sul lavoro del nostro Career Service, che ti aiuterà a collocarti nel mondo professionale.

Come lavorare nei centri per l’impiego

Come ti abbiamo già anticipato nel paragrafo precedente, per poter diventare operatori negli uffici per l’impiego occorre sostenere un concorso.

Questi bandi di concorso sono indetti da ogni regione e provincia, perciò quello che ti consigliamo è di consultare i loro siti spesso e applicarti non appena vedi un bando aperto.

Questo perché si tratta di un lavoro pubblico, in ente statale, perciò non si può inviare il curriculum e avere un colloquio come per le posizioni lavorative nel settore privato come può essere una qualsiasi azienda, per esempio.

Una volta che avrai inviato la tua candidatura e seguito le istruzioni lasciate all’interno del sito (ogni regione e provincia gestiscono questo processo in modalità differenti, dunque non è semplice fare un discorso unico che valga per tutti), potrai partecipare al concorso e, se lo passi ed entri in graduatoria, verrai richiamato.

Ci auguriamo di aver risposto in modo esauriente a ogni dubbio e che ora tu abbia le idee più chiare su come lavorare negli uffici per l’impiego. In bocca al lupo!

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Le 6 verità incontestabili sulla facoltà di Ingegneria

Stai pensando di intraprendere i tuoi studi nella facoltà di ingegneria e vorresti sapere un po’ cosa ti aspetta?

Questa facoltà, che in realtà si suddivide in diverse aree spesso molto diverse tra loro, è ritenuta tra le più complesse da affrontare. Ma sarà davvero così?

Iniziamo dal principio: la facoltà di ingegneria fornisce agli studenti e alle studentesse una serie di nozioni teoriche e pratiche con lo scopo di dare risposte concrete ai bisogni delle singole persone e della società.

Questa facoltà dunque prepara persone che avranno un ruolo fondamentale in futuro, poiché daranno vita a invenzioni che miglioreranno la nostra qualità di vita, in qualsiasi ambito si tratti.

Studiare ingegneria significa, dunque, intraprendere una strada impegnativa, ma ricca di soddisfazioni. Se vuoi sapere come affrontare la tua vita da matricola, ecco le 6 incontestabili verità sulla facoltà di ingegneria!

Le 6 verità sulla facoltà di ingegneria

Se sei curioso di sapere cosa ti attende nel tuo corso di studi di ingegneria, questa mini guida per scoprire una delle facoltà più affascinanti ti sarà sicuramente utile.

Farsi delle aspettative è normale, per questo ti sveleremo le verità sulla facoltà di ingegneria a Bologna, per prepararti quando inizierai! Partiamo.

#1 – Studiare con dedizione è fondamentale

Studiare con impegno è una delle verità sulla facoltà di ingegneria più importanti. Molti concetti non saranno immediati da imparare e richiederanno massima concentrazione. Proprio per questo è essenziale non perdersi d’animo, rimanere motivati e sapersi organizzare.

Sai come puoi essere più produttivo durante lo studio? Ecco alcuni consigli:

  • Studia in un ambiente rilassante per la tua mente. Non devono esserci distrazioni o cose superflue sulla tua scrivania, procurati solo il necessario;
  • Lascia da parte il telefono e disattiva le notifiche al computer: messaggi, email e quant’altro ti distoglieranno dall’attenzione;
  • Chiedi a chi vive con te di non disturbarti durante le ore di studio: porre dei limiti a parenti o coinquilini è importante, poiché essere interrotti in pieno studio renderà difficile poi riprendere;
  • Riposa quando senti la stanchezza: studiare con dedizione non significa rimanere ore sui libri. Fare pause e riposare è fondamentale per uno studio efficace. Prenditi sempre del tempo per te!
  • Adotta il metodo di studio adeguato: studiare in maniera adeguata è fondamentale per riuscire a capire a fondo la materia e ricordarla. Ti spieghiamo meglio come fare al punto #5!

#2 – È una facoltà che richiede energia

Il fatto che ingegneria richieda molte energie è risaputo.

La costante dedizione e il carico di studi rischia di rendere moltissimi studenti nervosi e stressati. Questo si potrebbe dire di un po’ tutte le facoltà ovviamente, e dipende anche molto dal carattere di ognuno di noi.

Proprio per questo è importante ottimizzare i tempi e saper riconoscere quando è tempo di staccare un po’ per dedicarsi ad altro. In questo caso, vale il consiglio precedente: tutto si può prevenire con una buona organizzazione dello studio, gestendo al meglio gli impegni e alternando le ore sui libri a quelle da dedicare allo svago e alle tue passioni.

#3 – Sarà una continua sfida

Una cosa positiva o negativa? Dipende da come la vedi! La facoltà di ingegneria sarà una continua sfida che farai con te stesso.

Dovrai metterti alla prova in svariate situazioni, e non sempre andrà bene al primo colpo. Non perderti d’animo se hai qualche intoppo, una bocciatura o altre difficoltà. Non vedere questi ostacoli necessariamente come dei fallimenti: sono l’opportunità per fare di meglio la prossima volta.

Impara dai tuoi errori analizzando cosa è andato storto e cosa puoi fare invece per migliorare. Solo così riuscirai a vincere ogni sfida.

#4 – È fatta per persone curiose

Si è portati a pensare sia fatta per persone portate per la matematica e i numeri…non è sempre così! Il “non sono portato” rischia di farti cadere in una trappola pericolosa: in realtà, basta avere un metodo di studio efficace e la passione giusta per ottenere risultati. Certo, ti devono piacere le materie scientifiche, ma la verità sulla facoltà di ingegneria è che devi essere curioso.

La curiosità di capire come funziona una cosa ti aiuterà ad affrontare gli studi.

#5 Ti serve un buon metodo di studio

Esiste un metodo di studio più efficace di altri? Certo, e si chiama proprio metodo di studio universitario.

La verità sulla facoltà di ingegneria è che il carico di studio può essere complesso: per poter capire a fondo avrai bisogno di un metodo che ti permette di tenere a mente tutte le nozioni. Ecco come fare:

  1. Segui le lezioni e prendi appunti: a fine giornata, rileggi gli appunti e sistemali;
  2. Approfondisci sui libri e leggi ad alta voce, sottolineando i concetti chiave;
  3. Ripeti a parole tue ciò che hai letto finché non avrai più intoppi

Solo così imparerai davvero senza studiare a memoria.

#6 – Seguire le lezioni con attenzione è fondamentale

Un po’ in tutte le facoltà in realtà, vale questa regola. In ingegneria però, è ancora più fondamentale.

Seguire le lezioni con estrema attenzione, infatti, porta a 3 vantaggi:

  1. Puoi interagire sia con il professore che con i tuoi compagni di corso
  2. Puoi comprendere meglio gli argomenti e in caso di difficoltà, puoi chiedere di rispiegare o fare chiarimenti
  3. Seguendo le lezioni e capendo meglio gli argomenti trattati, avrai minor bisogno di studiare dopo, poiché hai già assimilato parte delle nozioni

Seguire le lezioni però, non significa solo ed esclusivamente ascoltare. Dovrai seguirle attivamente, ovvero prendendo appunti. A lezioni finite, rileggiti gli appunti per organizzarli meglio: in questo modo darai una rispolverata a ciò che hai ascoltato in aula e avrai modo di consolidare i concetti chiave. Iscrivendoti alla facoltà di ingegneria Unicusano puoi avere anche dei benefici in più.

Il vantaggio dello studio Unicusano risiede nella modalità didattica adottata: la metodologia telematica. Potrai seguire le lezioni comodamente da casa tua, connettendoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Accedendo al portale, potrai anche scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti.

Studiare Ingegneria con Unicusano

Se stai pensando di iscriverti alla facoltà di ingegneria di Bologna, Unicusano è la soluzione ideale per te. La nostra offerta formativa prevede corsi di laurea triennali e magistrali, oltre ad una vasta selezione di Master pensati per perfezionare la tua preparazione.

Oltre alla metodologia telematica, che ti consente di laurearti seguendo le lezioni a distanza, Unicusano offre agli studenti diversi benefici interessanti, tra cui:

  • Un servizio di tutorship. Avrai un tutor dedicato che ti aiuterà ad organizzare il piano di studi e a trovare il metodo di apprendimento migliore per te
  • Il career service. Al termine del percorso di studi, verrai coinvolto in career day e incontri con le aziende, per favorire il tuo inserimento nel mondo del lavoro

Per iscriverti ora ai corsi di laurea in ingegneria Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Cosa indossare per un colloquio di stage? Il dress code adatto

Spesso sentiamo dire, specie negli ultimi tempi, “l’abito non fa il monaco”. Questo è in parte corretto, ma è anche vero che il proprio modo di vestire rispecchia sia chi siamo sia la considerazione dei contesti che frequentiamo. È importante infatti chiedersi cosa indossare per un colloquio di stage (o di lavoro).

L’Italia è uno di quei paesi dove il dress code è molto sentito ed è parte integrante della nostra cultura. Spesso avviene che ci interroghiamo come vestirci a seconda della situazione e se siamo opportuni.

Non ha importanza l’età, il genere, l’azienda, in ogni caso, capire come vestirsi per un colloquio di stage significa mostrare che si da una certa importanza a quella opportunità. L’importante però, è anche saper mostrare la propria personalità.

Andiamo a vedere, dunque, i consigli su cosa indossare ad un colloquio di stage per fare buona impressione fin da subito.

Ecco come vestirsi per un colloquio di lavoro

Ad un colloquio di stage è importante interrogarsi quale sia il dress code più adatto, e non differisce molto da un normale colloquio di lavoro.

Ci sono alcune regole da rispettare, sia nel vestirsi che nel modo di comportarsi, per trasmettere sia la propria personalità ma anche la considerazione che hai di quel momento e luogo (oltre alla persone che hai davanti). Ecco alcuni consigli per dare il meglio.

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Valuta il contesto dell’azienda

Non tutti i luoghi di lavoro sono uguali. È importante quindi capire come vestirsi a seconda del luogo e circostanza, per non sentirsi fuori posto.

Quello che può aiutare è fare ricerche sull’azienda: esistono molti siti in cui è possibile vedere i pareri di ex dipendenti, ma anche visitare il sito dell’azienda stessa, osservando le varie foto.

In questo modo possiamo farci un’idea in che tipo di contesto stiamo per entrare.

Come linee guida, puoi seguire questi consigli:

  • STAGE IN LAVORI CREATIVI: in genere, per questo tipo di posizione c’è molta più libertà nell’indossare ciò che più ci rappresenta. Sappiamo bene che camicia bianca ben abbottonata, pantaloni neri e scarpe lucide possono non appartenere alla personalità di tutti. Negli ambienti creativi c’è in genere molta più flessibilità, più spazio alla creatività appunto. In questo contesto, non dimenticare però di mostrarti formale. Puoi però spezzare il tuo look con qualcosa di particolare che trasmette in tutto e per tutto chi sei davvero;
  • STAGE IN LAVORI D’UFFICIO: in questi casi si preferisce un dress code decisamente formale. Opta per colori classici e sobri, senza esplosioni di colori. Questi ambienti comunicano professionalità e sicurezza, e tu dovresti comunicare altrettanto con i tuoi vestiti;
  • STAGE IN LAVORI PROFESSIONALI/TECNICI: una via di mezzo tra il dress code d’ufficio e del creativo, in questi tipi di stage cerca di comunicare formalità ma in un look in cui ti senti a tuo agio. Non devi per forza portare un completo, poiché potrebbe risultare troppo formale.

L’importanza di comunicare se stessi vestendoci

Da cosa è determinata la prima impressione che le altre persone si fanno di noi? Da molti fattori: il modo di parlare (tono della voce, lessico, velocità, ecc), di muoverci, come entriamo dalla porta, come salutiamo, come siamo vestiti, come stiamo seduti, dalla stretta di mano. Questi e tantissimi altri fattori, in realtà.

In poco tempo, cerchiamo subito di inquadrare una persona, e spesso, se la prima impressione non è buona, sarà difficile far ricredere chi abbiamo davanti. Le seconde opportunità, insomma, molto spesso non sono in programma.

Il modo in cui vestiamo esprime chi siamo. Le persone non si vestono trasandate, se sono maniache della cura e viceversa. Se una mattina ci si sveglia di pessimo umore, non viene voglia di vestirsi con colori sgargianti.

Per un colloquio sarebbe sempre meglio mostrarsi in modo consono all’ambiente, ma anche mostrare chi siamo, per far capire alla persona che abbiamo di fronte cosa si può aspettare da noi.

Cosa indossare per un colloquio di stage dunque, senza però nascondere se stessi?

Come abbiamo detto prima, il completo o il tailleur non è per tutti quanti. Non esagerare con l’eleganza se sei una persona che preferisce il casual. La situazione è già ansiogena di per sé, non cercare di strafare, potresti solo aumentare il tuo disagio.

Come NON vestirsi ad un colloquio

Ora che abbiamo visto qualche consiglio su come vestirsi per un colloquio di stage, ecco cosa invece dovresti assolutamente evitare di indossare. Questo perché, a prescindere dal formalismo più o meno marcato del contesto, ti trovi comunque in una situazione professionale ed è dunque opportuno rispettare alcune “regole”. Dovresti evitare:

  • Sandali da spiaggia e infradito. Non sono eleganti e comunicano sciatteria e poca cura del contesto
  • Pantaloni a vita troppo bassa e biancheria in vista
  • Capi molto vistosi e da sera, con pailettes o elementi luminosi
  • Accessori e make-up eccessivi e look “da discoteca”

Alcuni consigli su come porsi ad un colloquio di stage

Ecco alcune dritte su come comportarsi ad un colloquio. Infatti, cosa indossare per un colloquio di stage, non è tutto: molto importante è tirare fuori la tua personalità e dimostrare che tu puoi fare la differenza in azienda, crescendo e facendo crescere gli altri

  1. Mostrati interessato per l’opportunità: fai ricerche prima per capire l’ambiente, il lavoro, le mansioni. Preparati anche delle domande intelligenti da porre
  2. Rispondi sempre educatamente e fatti cogliere preparato in caso di domande
  3. Mostra tutto quello che potrebbe farti guadagnare punti agli occhi del selezionatore. Se hai già avuto esperienze in altri stage, fallo presente ed esalta il tuo contributo negli altri contesti. In alternativa, può essere utile anche parlare di progetti universitari o di esperienze di volontariato
  4. Siediti in maniera composta e non incrociare le braccia sul petto: sederti in punta della sedia ad esempio denota che non vedi l’ora di andartene, le braccia incrociate invece esprimono totale chiusura

Su come vestirsi per un colloquio di stage ti abbiamo detto tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona fortuna!

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Le 5 cose che (forse) non sai della facoltà di ingegneria

Siamo sicuri che ci siano cose che non sai su ingegneria. O meglio, forse non ne conosci qualcuna. Perché un po’ tutti (forse) sanno che occorre un buon metodo di studio efficace. Ma sapevi che per diventare ingegnere serve molto di più?

Per diventare ingegnere occorre sicuramente autodisciplina nello studio e buone strategie. Su questo non ci piove. Ma anche il tuo mindset, ovvero la tua mentalità, il tuo approccio mentale verso questa facoltà, fa la differenza.

Questo, vale un po’ per tutto ovviamente. Non bisogna trascurare la propria vita sociale e la crescita personale: sono queste due cose che manterranno alto l’umore e ricaricheranno l’energia!

Fatta questa premessa, in questa guida vogliamo raccontarti le cinque cose che spesso le matricole sottovalutano della facoltà di ingegneria. Conoscere alcuni aspetti ti darà un vantaggio una volta iscritto all’Università e ti permetterà di pensare proprio con quel mindset di cui abbiamo parlato poco fa. Iniziamo subito.

Cosa devi sapere prima di iscriverti a ingegneria

Per diventare ingegnere, rimanere sui libri 24 ore su 24, non è la cosa ottimale. Così come per tutte le altre facoltà, anche quella di ingegneria richiede un giusto equilibrio tra studio e vita privata, una buona organizzazione e motivazione e soprattutto, un efficace metodo di studio. Ecco le cose che non sai ingegneria (a cui ti consigliamo di familiarizzare).

#1 – Punta su un metodo di studio efficace

Uno dei fattori FONDAMENTALI per approcciare ad ingegneria nel modo giusto è il metodo di studio. Si tratta del complesso di attività che metti in atto per apprendere meglio, dall’ascolto attivo della lezione fino allo svolgimento dell’esame. Se ti sei appena iscritto, una delle cose che potresti non sapere è che l’approccio allo studio è molto diverso rispetto a quello che avevi al liceo.

L’organizzazione della mole di lavoro, il funzionamento degli esami e la frequenza delle lezioni necessitano da parte tua una certa revisione del tuo metodo. Il metodo di studio ingegneria si basa su poche regole fondamentali:

  • Seguire le lezioni in modo proattivo e prendere appunti
  • Organizzare il carico di studi, pianificando la giornata
  • Fare pause
  • Ripassare

Inoltre, ti consigliamo di seguire questi step mentre studi:

  1. Leggi ad alta voce il primo paragrafo e individua le cose importanti, senza andare troppo nei dettagli.
  2. Rielabora ciò che hai appena letto, scrivendo e ripetendo (impara a schematizzare)
  3. Passa al prossimo paragrafo e ripeti.

Questo processo dovrai ripeterlo finché non ricorderai sempre più particolari. Sappiamo bene che ognuno ha il suo, e sei libero di sperimentare. Ma ricordati che il metodo di studio che avevi al liceo è ben diverso da quello universitario, ben più complesso e dalla maggior quantità.

#2 – Non trascurare la tua vita sociale

Anche gli (aspiranti)n ingegneri hanno una vita sociale. Probabilmente ti aspettavi di rimanere ore e ore sui libri, senza staccare mai. Sì, ci sono momenti in cui è richiesta la massima presenza, ma non possono non essere alternati a momenti di svago.

Spesso e volentieri, il modo migliore per preparare un esame è proprio…chiudere i libri e uscire! Rimanere chini a studiare per lungo tempo non significa per forza che passerai l’esame. Anzi, privandoti di una vita sociale e trascurando le tue passioni, finirai per essere più stanco, meno motivato e spesso irritabile. Ricordati di staccare la spina, fai pause ogni tot e distrai un po’ la mente. Prenditi del tempo libero per uscire con gli amici e svagarti. Tornerai sui libri riposato e più motivato!

#3- Gli esami più difficili? Non tenerli per ultimi

Se sei vittima della procrastinazione, probabilmente sei una di quelle persone che tiene gli esami più difficili per ultimi. Invece, la cosa più efficace è affrontarli all’inizio. Questo perché all’inizio hai ancora la motivazione e la voglia di studiare. Man mano che il tempo passa, sarai più stanco e meno propenso a studiare cose più difficili e che richiederanno più impegno.

Come si dice: via il dente, via il dolore.

#4 – Lavora sulla tua crescita personale

La formazione deve essere vista come crescita personale per poter essere mantenuta nel tempo. Se pensi che la facoltà di ingegneria sia in primo luogo un modo per crescere, e come secondo un modo un lavoro da fare in futuro per poter guadagnare, il gioco è fatto. Se ami ciò che studi, perché è un arricchimento per la tua persona, studierai per te stesso in questo momento, senza pensare al futuro. Inoltre, oltre all’ingegneria, coltiva altri interessi.

Tra le cose che non sai su ingegneria è che…l’ingegneria non è tutto! Lo studio occuperà molto del tuo tempo, ma come ti abbiamo detto, un buon equilibrio tra l’università e la tua vita privata. Questo significa che devi coltivare le tue passioni e anche interessi extra universitari.

#5 – Non pensare di “non essere portato”

La cosa peggiore che potresti fare è auto sabotarti buttando giù la tua morale e aizzando pensieri negativi. Per quanto sia una facoltà impegnativa e con materie comunemente “ostiche” come la matematica, non bisogna pensare che chi intraprende un percorso di questo tipo, è solo ed esclusivamente bravo in matematica.

La matematica non è una garanzia, non ruota tutto attorno a quella. La curiosità è invece il vero motore. Se si è persone curiose, con voglia di imparare, di scoprire come funzionano le cose e come la propria mente riesce ad elaborare il tutto, che darà una spinta in più!

Piuttosto di pensare di non essere portato, pensa a cosa puoi migliorare, giorno dopo giorno. Impegnati ogni giorno ad imparare qualcosa di nuovo superando i tuoi limiti. Se pensi di avere un “blocco” su particolari discipline, vale il discorso che abbiamo fatto prima per gli esami più difficili: affrontalo subito. Potrai scoprire una parte di te che davvero non conoscevi.

Studiare ingegneria con Unicusano

La facoltà di ingegneria è tra le più ambite in assoluto tra gli studenti. Se vuoi intraprendere questa via, l’Università Niccolò Cusano ha all’attivo Corsi di laurea triennale, magistrale e Master di I e II livello. Da ingegneria meccanica a ingegneria gestionale a Bologna, potrai scegliere tra diversi indirizzi di studio e formarti con una metodologia davvero innovativa: la metodologia telematica.

Potrai studiare a Bologna e dintorni comodamente online, connettendoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sarai tu a decidere quanto tempo dedicare allo studio ogni giorno e come bilanciare la tua vita da studente con gli impegni personali e professionali.

Per iscriverti o per scoprire la nostra offerta formativa, compila il form e sarai ricontattato.

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Sindrome da burnout: cos’è, chi colpisce

La sindrome da burnout, o anche solo burnout, è conosciuta anche come sindrome di “esaurimento emotivo”, spesso associata a determinate persone che ricoprono una posizione lavorativa a forte carico di stress.

Si tratta di un vero e proprio deterioramento psicofisico, portando a conseguenze molto gravi se non trattato per tempo. Questa malattia è sempre più diffusa nei paesi occidentali e occidentalizzati. Molto spesso viviamo situazioni in cui lo stress lavorativo è alto e veniamo spronati a dare il massimo sempre, anche in situazioni non adeguate e per lungo tempo. Quando questo accade per periodi di tempo prolungati, la mente a poco a poco comincia a lanciare piccoli segnali di allarme, per farci capire il limite.

Quando il posto di lavoro e/o il modo in cui si lavora presenta delle caratteristiche potenzialmente nocive, occorre fare molta attenzione, poiché il rischio di “esaurimento” potrebbe essere molto alto.

Se sei uno studente di psicologia o, semplicemente, sei interessato a queste tematiche in quanto operatore del settore, sarai sicuramente interessato a saperne di più sul burnout, su come si manifesta, su chi colpisce e su come avere una formazione dedicata sul tema. Vediamo la sindrome da burnout nel dettaglio.

Tutto quello che devi sapere sul burnout

Ma cos’è il burnout nello specifico? Quali sono le cause, i sintomi, come si cura ed eventualmente provenire questa sindrome data da esaurimento emotivo? Risponderemo a tutte queste domande, così da capire come riconoscerlo e come curarlo.

Burnout: che cos’è

La prima domanda a cui vogliamo rispondere è: Cos’è il burnout? Questa sindrome da esaurimento emotivo comune nel termine inglese burnout, si avvicina al termine “surriscaldamento”. Perché in effetti, accade proprio questo: come se il cervello si surriscaldasse e andasse in corto circuito, necessitando così delle cure per ristabilirsi.

Ma cosa provoca questo surriscaldamento? Una condizione di stress, non necessariamente esagerata, ma costante nel tempo tanto da divenire, a lungo andare, intollerabile. Questo stress avviene in determinati contesti lavorativi. L’esaurimento emotivo è la malattia che colpisce specialmente i lavoratori che ricoprono posizioni sanitarie e assistenziali, anche se in realtà, è ora associata a qualsiasi professione, specie se il lavoratore ricopre una posizione di responsabilità.

Sintomi del burnout

I sintomi del burnout possono riguardare diverse sfere della nostra vita. Per semplicità, possiamo dividerli in comportamentali, fisici e psichici. È una patologia subdola che spesso non si conosce e non è riconosciuta nel giusto modo. Per questo motivo, tali sintomi tendono ad arrivare agli estremi prima di capire che qualcosa non va. Vediamoli insieme.

SINTOMI COMPORTAMENTALI

  • Assenza dal lavoro, poiché la persona è priva di voglia e motivazione
  • Isolamento sia sul lavoro che nella vita sociale
  • Stanchezza e nervosismo tutto il giorno, con evidente affaticamento dopo il lavoro
  • Guardare frequentemente l’orologio
  • Fuga dalle relazioni
  • Difficoltà a scherzare sul lavoro, talvolta anche solo sorridere
  • Perdita dell’autocontrollo
  • Conflitti coniugali e famigliari
  • Predisposizione o sviluppo di una dipendenza (tabagismo, uso di farmaci e/o sostanze psico-attive, alcol)

SINTOMI FISICI

  • Spossatezza
  • Dolori a parti del corpo (specialmente alla schiena, viscerali, al petto, cefalea)
  • Diarrea
  • Mancanza di appetito e nausea
  • Vertigini
  • Alterazioni dei cicli veglia-sonno (voglia costante di dormire o insonnia)
  • Fiato corto
  • Crisi di pianto incontrollabili

SINTOMI PSICHICI 

  • Continua tensione e irritabilità
  • Cinismo e demoralizzazione
  • Depersonalizzazione (la sensazione ricorrente di scollegamento dal proprio corpo o pensieri, come se si stesse osservando la propria vita dall’esterno)
  • Frustrazione e fallimento
  • Poca produttività e interesse verso il proprio lavoro, con atteggiamento apatico verso tutto
  • Reazioni negative verso familiari e colleghi, distacco emotivo

Nei casi più gravi si incontra anche la depressione.

Cause del burnout

Le cause del burnout non sono uguali per tutti e sono una combinazione di vari fattori che, a lungo andare, deteriorano la persona. Le cause possono essere a livello individuale sia a livello organizzativo.

Queste sono le cause del burnout più frequenti:

  • Sovraccarico di lavoro
  • Assenza di controllo
  • Gratificazioni insufficienti
  • Mancanza di imparzialità e di merito nell’ambiente lavorativo
  • Valori contrastanti con l’organizzazione
  • Scarsa remunerazione
  • Eccessivo bisogno di affermazione lavorativa
  • Lavoro monotono e ripetitivo
  • Conflitti con colleghi e/o superiori

Burnout: come uscirne

L’esaurimento emotivo è un problema da non sottovalutare: di questo te ne sarai fatto un’idea. È nocivo per la persona malata ma anche per chi le sta attorno. Dunque, la domanda è: come guarire dal burnout? Esiste un trattamento specifico?

Spesso chi è afflitto da sindrome da burnout non se ne rende conto o meglio, non sa dare un nome a questa patologia e non capisce che si tratta di un vero e proprio disturbo. Il primo passo pertanto è creare una consapevolezza del problema. Chi ne soffre, deve riconoscere ciò che ha provocato l’esaurimento emotivo, dunque le cause del burnout.

Non solo: occorre capire anche quali siano le relazioni tra il proprio comportamento e la propria esperienza, le dinamiche nella vita privata e lavorativa. Solo così si avrà un quadro completo del problema. In seguito, ciò che sarà necessario fare è modificare questi comportamenti con l’aiuto di uno psicoterapeuta. L’obiettivo della terapia è aiutare la persona a gestire i vari sintomi, esaminando la realtà, capendo il proprio ruolo, ripristino di un equilibrio. A seconda della gravità del caso, si prolungherà la terapia e cambierà il metodo.

Conoscere il Burnout: Master Unicusano

Se svolgi una professione educativa o socio-assistenziale, è estremamente importante conoscere a fondo le dinamiche relazionali e la gestione del burnout. Per questo l’Università Niccolò Cusano propone il Master I Livello in Didattiche e Strumenti Innovativi – Dinamiche relazionali e Gestione del Burnout, rivolto a tutti coloro che si occupano di relazioni e di aiuto: educatori, psicologi, assistenti sociali.

Iscrivendoti al Master potrai potenziare la consapevolezza e la comprensione delle tue emozioni, accrescendo la conoscenza delle difficoltà e dei disagi inerenti il tuo contesto lavorativo al fine di accrescere la capacità di contenimento nella relazione educativa, il benessere, la qualità deli processi educativi e dei servizi erogati.

Durata e organizzazione

Il Master ha durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu. Il Master si svolgerà in modalità aula / e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24. Potrai dunque accedere alle lezioni sulla nostra piattaforma online, scaricando il materiale didattico di supporto allo studio e visionando le videolezioni.

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti.

Tematiche affrontate

Il Master affronta diverse tematiche, tra cui:

  • Le emozioni nel gruppo lavoro (intelligenza emotiva, natura delle emozioni, empatia)
  • Lo sviluppo sociale
  • Il disagio nel contesto scolastico/lavorativo
  • La gestione del disagio emozionale nel gruppo di pari
  • Competenza e relazione di aiuto

Saranno inoltre parte del programma anche workshop e seminari.

Per iscriverti, compila il form per essere ricontattato.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali