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Come diventare bibliotecario: studi e possibilità

Ti stai chiedendo come diventare bibliotecario?

Se sei un amante dei libri e vorresti farne una professione, sei nel posto giusto: in questa guida troverai tutte le informazioni per diventare bibliotecario, dal percorso di studi ai requisiti migliori per accedere alla professione.

Lavorare in biblioteca è l’ambizione di molti giovani studenti: se hai una passione per l’archivistica e ami stare in mezzo a centinaia di volumi, sicuramente quella del bibliotecario è la professione ideale per te. Ma come fare per intraprendere questa strada? Scopriamolo subito nei prossimi paragrafi della nostra guida.

Ecco come lavorare in biblioteca

Il lavoro nelle biblioteche è ricercatissimo da chi ama la lettura e vorrebbe intraprendere una professione immerso nei libri. Ecco tutto quello che devi sapere su come diventare bibliotecario.

Chi è il bibliotecario e cosa fa?

Amare i libri e poter fare di questa passione una professione è un sogno che può diventare realtà.

Il bibliotecario è colui che, come dice la parola stessa, lavora all’interno di una biblioteca. Il suo ruolo consiste nel trattare e catalogare quotidianamente dei testi. L’attività di archiviazione, che cambia a seconda della biblioteca, ha un metodo e delle caratteristiche che contraddistinguono l’approccio alla professione, soprattutto nel mondo odierno ricco di tecnologia.

Infatti, la catalogazione oggi avviene tramite database online, così come la ricerca dei libri, non solo stampati ma anche in rete. La tipologia e l’età sono le basi principali per una catalogazione. Il bibliotecario ha a che fare anche con libri antichi, manuali tecnici, libri di narrativa o di viaggio, di attualità o biografici, storici, artistici o letterari.

Esistono inoltre dei testi unici, rari o molto antichi che devono essere trattati in maniera speciale e particolare.

La bellezza del lavoro del bibliotecario è anche quella di avere a che fare con una parte di mondo libri non accessibile al pubblico. Testi che non possono, per svariate ragioni, essere esposti e che devono rimanere in archivio. Alcuni, invece, sono predisposti solo alla consultazione e non al prestito.

Quando arrivano testi nuovi è cura del bibliotecario registrarli e dargli la giusta collocazione. Non solo: spesso sono richieste organizzazioni di mostre ed eventi, poi consulenze e collaborazioni con studiosi o altri professionisti del settore.

Competenze e abilità del bibliotecario

Se vuoi lavorare nelle biblioteche comunali, devi quindi formarti e acquisire competenze specifiche nel campo.

Il ruolo del bibliotecario presuppone l’attività di una persona istruita e attiva, con voglia di aiutare chi cerca libri, riviste, articoli e risorse in internet.

Ci sono diversi concorsi pubblici che riguardano questa professione, ognuno dei quali ha dei requisiti specifici per l’accesso.

In generale, i concorsi riguardano l’occupazione in Enti locali, università e scuole. Fra i più prestigiosi c’è il concorso come bibliotecario nel Ministero per i beni e le attività culturali, a cui possono partecipare coloro che sono in possesso di un diploma di laurea specialistica in Lettere, Filosofia, Materie letterarie, Storia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Conservazione dei beni culturali, Storia.

Non solo preparazione teorica: per svolgere bene il mestiere ti occorrono anche forti abilità di programmazione e attitudine alla comunicazione, perché avrai sempre a che fare con il pubblico. Lo studio ti aiuta nell’apprendere questi elementi e ad esercitarti per migliorare le tue abilità.

Quanto guadagna un bibliotecario

Ora che abbiamo visto come diventare bibliotecario, cerchiamo di capir quanto può guadagnare un professionista che lavora con i libri.

Come abbiamo detto, per lavorare come bibliotecario puoi scegliere se tentare la strada dei concorsi pubblici o rivolgerti ad enti privati. Lo stipendio dipende, come tutti i lavori, da diversi fattori quali il tipo di contratto, l’inquadramento e se appunto si tratta di pubblico o privato.

In molte strutture c’è la possibilità di crescere professionalmente, quindi i guadagni possono aumentare. Se hai doti organizzative, se sei propositivo e intraprendente, se ci metti impegno e capacità, se sei informato e aggiornato sulle ultime novità tanto da consentire sempre un’alta qualità del lavoro sei sulla buona strada. Sono tutti fattori che aiutano a fare carriera.

I concorsi pubblici per diventare bibliotecario

Abbiamo detto che per diventare bibliotecario ci sono periodicamente dei concorsi pubblici, oltre all’occupazione negli enti privati.

Parlando dei concorsi pubblici, anche per aderire a quelli per bibliotecario bisogna anzitutto aspettare che venga pubblicato il relativo bando di concorso.

All’interno del bando di concorso troverai tutte le informazioni più importanti, dai requisiti per l’accesso alla materie di studio fino ai tempi e ai metodo di valutazione della commissione d’esame. All’interno dello stesso, inoltre, verrà anche specificato l’inquadramento retributivo.

Generalmente, per quanto riguarda il titolo di studio richiesto come requisito concorsuale, possono partecipare coloro che hanno un diploma di laurea specialistica in Lettere, Filosofia, Materie letterarie, Storia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Conservazione dei beni culturali, Storia.

I corsi di laurea Unicusano per lavorare con i libri

Se lavorare con i libri ti piace e hai in mente di partecipare ad un concorso pubblico, i corsi di laurea Unicusano afferenti all’area giuridica o a quella politologica rappresentano la soluzione ideale.

Il corso di laurea in giurisprudenza, di durata quinquennale, ti permette di:

  • Acquisire una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base nazionale, internazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione e alla valutazione di principi e istituti del diritto positivo;
  • Attuare un approfondimento di conoscenze storico-filosofiche che consentano di valutare gli istituti del diritto positivo anche nella prospettiva teoretica e dell’evoluzione diacronica degli stessi;
  • Acquisire capacità di progettazione e stesura di atti giuridici (negoziali, processuali, normativi) adeguatamente argomentati, prodotti anche con l’uso di strumenti informatici;
  • Acquisire capacità critiche e autonomia di giudizio, di analisi casistica, di qualificazione giuridica, di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi e applicativi del diritto positivo, anche in ambito economico.

I corsi di laurea afferenti all’area politologica sono:

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

Il Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali ha lo scopo di offrire allo studente nuove conoscenze e reali competenze in campo, politologico, economico e giuridico. La vocazione interdisciplinare di questo corso è dimostrata dall’attivazione di cattedre relative a diversi settori disciplinari, ad esempio in ambito storico (M-STO/04), storico-politico (SPS/02, SPS/06), sociologico (SPS/04, SPS/07), filosofico (SPS/01), giuridico (IUS/01, IUS/09, IUS/13, IUS/21), economico-sociale (SECS-P/01, SECS-S/01, MGGR/02).

A seguito del titolo triennale, potrai continuare i tuoi studi con il Corso di laurea magistrale in Relazioni internazionale e proseguire la tua specializzazione.

La metodologia telematica è la vera innovazione dei nostri corsi di laurea: potrai fruire delle lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore 24, 7 giorni su 7.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea e diventare uno studente Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare per un esame orale: 5 dritte da seguire

Cerchi una guida pratica su come studiare per un esame orale?

Sei nel posto giusto: nelle prossime righe ti sveleremo come prepararsi per un esame orale e ti daremo una serie di consigli pratici per prepararlo in maniera efficace.

Se stai frequentando l’università e ti preoccupa il momento fatidico della prova espositiva, oppure non sai come affrontare con metodo l’intero percorso didattico, non ti preoccupare: avere qualche dubbio è del tutto normale.

Per alcuni, approcciare agli esami universitari può essere un dramma, specie se non vengono affrontati con una certa struttura e con la giusta carica emotiva. Spesso bisogna memorizzare tante informazioni e avere abilità nel riuscire a saltare ostacoli e difficoltà concettuali e/o espositive.

Studiare all’università può anche sembrare semplice perché ogni prova si presenta schematizzata, ovvero con degli obiettivi prestabiliti e senza tempistiche improvvise. Infatti, sai quando hai la data d’appello e cosa devi studiare; generalmente il risultato è immediato ed hai una scala di valutazione abbastanza ampia che va dal 18 al 30, che può coronarsi in una lode.

Tuttavia, senza un metodo di studio efficace e un approccio positivo allo studio, ogni sforzo potrebbe diventare vano. Il ciclo scolastico che inizia dopo la maturità è invece un impegno costante, costellato da tante preoccupazioni e sforzi, ansie e timori. Tra lezioni da seguire, tirocini, molti libri e dispense da studiare, avere il giusto mindset è fondamentale per ottenere risultati.

Se vuoi che la tua carriera universitaria scorra nella maniera più fluida e piacevole possibile, segui queste dritte, utili ed efficaci, per prepararti al tuo esame orale. Iniziamo subito.

Ecco come preparare un esame orale

La prima cosa da fare per superare un esame orale (e prepararlo al meglio) è organizzarti ed avere un metodo, così da razionalizzare i tempi e raggiungere i risultati. Tenere sempre allenata la tua esposizione, è fondamentale, perché ripetere ad alta voce aiuta anche a memorizzare i contenuti, prepararti con cura per superare tensioni e stress e arrivare il giorno dell’esame orale sereno e rilassato.

Vediamo insieme i 5 consigli da tenere a mente per preparare un esame orale al meglio.

LEGGI ANCHE >> Metodo di studio per chi lavora: 5 consigli per organizzarsi

1 – Punta sul tuo metodo di studio

Per superare un esame universitario al meglio, è fondamentale crearsi un proprio metodo di studio.

Seguire sempre le lezioni con attenzione ti facilita lo studio: grazie alla metodologia telematica dell’Università Niccolò Cusano, potrai seguire le lezioni direttamente da casa accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Prendi appunti quando serve, perché ti aiuta a focalizzare l’attenzione e segnarti dettagli importanti. Poi, dopo la lezione, rileggili, ti entreranno così facilmente in mente.

Segui gli esami orali di altre persone: è un modo molto utile per capire come può svolgersi la tua prova. Puoi farti un’idea del tipo di domande richieste, degli argomenti trattati e come vengono sviscerati ed anche la durata l’esame. In base a queste informazioni puoi organizzare il materiale necessario a studiare e stilare un piano strategico su come suddividere l’intero programma. Una volta che acquisisci un meccanismo, sarà molto più semplice studiare per gli esami successivi.

2 – Pianifica e organizza lo studio

Quando hai le date e tutto il materiale necessario, puoi pianificare il lavoro.

Prima regola: mai studiare tutto insieme, giorno e notte, o magari solo la sera prima. È disastroso, per il corpo e per la mente. Sarai stanco, stressato, non riuscirai ad immagazzinare i concetti.

Stabilisci quante ore vuoi dedicare giornalmente allo studio e suddividi il materiale in micro argomenti. Pianifica dettagliatamente lo studio adeguando il tuo calendario alle ore giornaliere che puoi dedicare a questa attività.

Quando hai raggiunto il tuo obiettivo puoi uscire con gli amici, vedere un film o una serie tv, bere un aperitivo, andare in palestra, fare una passeggiata o shopping.

Se devi studiare due materie contemporaneamente sarebbe bene dedicarti alla materia più difficile la mattina, quando sei più fresco e in forze, e lasciare l’altra per il pomeriggio. Pianifica di studiare anche poche ore, l’importante è che ci sia costanza: resta concentrato, senza distrazioni come il telefono, la musica, la televisione e altro.

Cerca di terminare il programma qualche giorno prima della data del tuo esame, così avrai tempo di dedicarti solo al ripasso. Concediti dei piccoli premi quando raggiungi un obiettivo: servono a gratificare il tuo impegno e sarai più fiero di te stesso, e quindi più forte.

3 – Ripeti ad alta voce

Leggi pagina per pagina tutto il libro o le dispense che possiedi.

Sottolinea le parti più importanti e fai dei riassunti, in piccole didascalie, schemi o testi argomentativi. La scrittura aiuta a memorizzare i concetti più significativi. Dopo aver preparato i tuoi schemi, esponi sempre ad alta voce.

Ripetere a voce alta ti aiuta a capire se hai delle lacune nella preparazione e nel caso, affinare tutti i passaggi dove ti senti più debole. Inizia prima con il libro aperto davanti e poi chiudilo le volte successive. Cerca sempre di esprimerti con un linguaggio tecnico e specifico doveroso quando necessario, ma con parole tue. Più volte ripeti, più l’esposizione sarà fluida, più acquisisci sicurezza, migliore sarà la performance.

Il consiglio in più? Puoi chiedere a un amico o un parente se può ascoltarti, può diventare una prova generale d’esame e, se sei timido, è un ottimo metodo per sconfiggere le tue inibizioni.

4 – Prepara il tuo discorso e fatti delle domande

Se vuoi capire come studiare per un esame orale, immaginare le domande che il professore potrebbe fare è un’ottima strategia.

Per ogni capitolo che studi, pensa a delle domande che potrebbero avere a che fare con quell’argomento. Prova a ripassare con i quesiti che ti sei trascritto, scorrendo tutti i contenuti della materia e soffermandoti su quelli più complessi. Serve a concentrarti sull’esame coinvolgendo diverse aree del cervello.

Oltre a questo, rispondere agli interrogativi ti aiuta anche ad articolare discorsi più complessi. Ovviamente questo non fa che aumentare le tue capacità oratorie durante la prova finale, avvantaggiandone la riuscita e il risultato finale.

5 – Supera l’emotività

Uno dei fattori che influisce maggiormente sul buon esito di un esame orale è il controllo dell’emotività.

Una regola aurea è quella di non fare tardi la sera prima: cerca di dormire e riposare bene. La mattina mangia qualcosa di sostanzioso ma senza appesantirti, perché il tuo fisico e il tuo cervello hanno bisogno del giusto nutrimento.

Se ti senti demotivato e ansioso cerca di controllare le tue emozioni. Bevi acqua e evita di consumare troppi caffè. Stai lontano da chi si lamenta o ti mette in stato di agitazione e poi presentati davanti al professore sorridente e sicuro di te, calmo e rilassato. Respira e presta attenzione alle domande. In maniera pacata rispondi con un linguaggio semplice e chiaro.

Ora non ti resta che applicare questi utili consigli e vedrai la differenza già al prossimo esame orale. Ti sentirai più forte e sicuro e il successo sarà assicurato.

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Firma elettronica e digitale: cosa sono, a cosa servono

Da qualche anno a questa parte si sente spesso parlare di firma elettronica e di firma digitale. Si tratta, in realtà, di due concetti differenti, spesso utilizzati come sinonimi, che hanno radici normative e funzionalità diverse.

Le nuove tecnologie hanno permesso di sviluppare nuove tipologie di firma, basate su procedure informatiche che certificano la loro validità e conformità davanti alla legge. Queste firme possono essere utilizzate sia nella Pubblica Amministrazione, sia nel privato, con modalità e funzioni diverse.

In questa guida ti spiegheremo che cosa sono le firme elettroniche e digitali, quali sono le differenze tra loro e a cosa servono. Iniziamo subito.

Firma elettronica e firma digitale: quello che devi sapere

Se ti stai chiedendo che cosa si intenda per firma elettronica o firma digitale, sei nel posto giusto: continua nella lettura di questa guida e troverai tutte le risposte che cerchi nei prossimi paragrafi.

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Differenza tra firma digitale e elettronica

Nonostante spesso vengano utilizzate come sinonimi, la firma digitale e la firma elettronica non sono la stessa cosa. La prima cosa che vogliamo chiarire in questa guida risiede proprio nelle differenze tra queste due tipologie di firma.

Quando parliamo di firma elettronica facciamo riferimento ad un principio giuridico generale, costruito su un sistema di dati connessi ad altri dati utilizzati per firmare, per esempio una mail tradizionale (considerata in giudizio firma elettronica), il bancomat e la firma per un pacco di un corriere.

La firma digitale è un particolare tipo di firma elettronica qualificata, basata su una coppia di chiavi crittografiche di tipo asimmetrico (una pubblica e l’altra privata, sotto il controllo esclusivo del sottoscrittore) della firma elettronica qualificata. Il suo utilizzo è estremamente vasto e va dal contesto privato a quello pubblico. Può essere utilizzata in tutti gli scenari di sottoscrizione con il necessario valore probatorio.

Definizione di firma elettronica

Ricapitolando, facciamo ordine nella definizione e nella funzione della firma elettronica.

La firma elettronica è una semplice forma di sottoscrizione informatica, disciplinata dal regolamento europeo 910/2014 (eIDAS) al numero 10 dell’articolo 3.

Un esempio della sua applicazione è in calce ad una mail o ad una sottoscrizione elettronica.

Definizione di firma digitale

Ben più complesso è il concetto di firma digitale, con cui facciamo riferimento ad una forma di firma elettronica che garantisce i principi di autenticità, integrativa, affidabilità e validità legale ai documenti.

Perché è importante la firma digitale? Semplice: perché questa dà validità legale ai documenti, basandosi su tre principi fondamentali. Questi principi sono:

  • Autenticità, che garantisce la responsabilità di chi ha firmato nei confronti del documento
  • Integrità
  • Mancato ripudio, perché la firma digitale non può essere disconosciuta

Per avere la firma digitale, ci si basa su strumenti crittografici, dove ciascun titolare ha una coppia di chiavi che gli vengono assegnate da un ente qualificato. Per ottenere una firma digitale, è necessario rivolgersi ai certificatori ufficialmente riconosciuti dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

La chiave fornita è installata in un ambiente sicuro (nella smart card il microchip) e può essere utilizzata solamente tramite una password di sblocco che è nota come PIN.

In generale, il kit per la firma digitale è composto da una tesserina magnetica con chip, simile a un bancomat o alla tessera sanitaria, un lettore da collegare al computer e un programma necessario alla gestione della procedura.

Per apporre la firma digitale su un documento, una volta ottenuta, dovrai seguire pochi semplicissimi step:

  • Se serve, converti il documento scritto con un formato modificabile (ad esempio Word) in un dormato non modificabile (ad esempio PDF)
  • Apri il software per la firma digitale che hai scaricato a seconda dell’Ente certificatore e carica al suo interno il documento su cui vuoi apporre la firma
  • Seleziona il comando “firma del documento”;
  • Digita la password o il PIN del dispositivo in cui è caricata la tua firma digitale

In questo modo il tuo documento avrà valore legale.

Pubblica Amministrazione e firma digitale: Master Unicusano

Come abbiamo detto, la firma digitale ha valore legale ed è apposta anche nelle comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.

Dalla parte di chi lavora (o vorrebbe lavorare) nella Pubblica Amministrazione, la conoscenza di questi strumenti e la padronanza della trasformazione digitale è necessaria per operare nel modo giusto.

A tal proposito, se sei impiegato nella PA o vorresti intraprendere una professione nel campo votata all’innovazione, il Master II Livello in Digital leadership in Government & Public Sector dell’Università Niccolò Cusano rappresenta la soluzione ideale per te.

L’obiettivo del Master è duplice: da una parte, favorire la semplificazione della vita del cittadino; dall’altra, agevolare il funzionario della PA nell’assolvimento delle proprie mansioni.

Proprio in virtù di questo, Il master vuole trasmettere ed implementare conoscenze ed abilità oggi imprescindibili nell’attuale fase di ammodernamento della Pubblica Amministrazione.

Il corso tocca una serie di tematiche, dalle principali riforme del nuovo processo che riguarda la digitalizzazione della PA e che va dalla formazione, alla conservazione e la pubblicità del documento amministrativo informatico, chiarendo i nuovi contenuti dei manuali di processo e del manuale di protocollo, con particolare riferimento a ruoli e responsabilità delle figure coinvolte in relazione ai nuovi obblighi di tutela della privacy.

La didattica del Master prevede un percorso formativo d’eccellenza, curato dai massimi esperti del settore. La durata è annuale e si sostanzia in 1500 ore. La metodologia formativa, estremamente innovativa, è digitale: le lezioni vengono erogate grazie ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Grazie alla metodologia telematica, potrai seguire le lezioni da casa tua in qualunque momento, conciliando anche studio e lavoro.

Tra le tematiche affrontate nel Master:

  • L’amministrazione digitale: codice dell’amministrazione digitale – D.lgs. 82/2005; I modelli di gestione e la governance dell’ente; L’organizzazione dei sistemi documentali informatici; Il management nei sistemi di gestione informativa e documentale; Il sistema pubblico di identità digitale (SPID); I dati aperti nella PA (Open Data);
  • Il documento informatico e la gestione dei flussi documentali: Il documento informatico ed il suo valore probatorio; La normativa sulla documentazione amministrativa informatica; Le regole tecniche sulla gestione dei documenti informatici; Gli strumenti di trasmissione dei documenti informatici;
  • La Conservazione dei documenti informatici: La conservazione sostitutiva; Cosa non è conservazione; Gli scopi della conservazione; Il sistema di conservazione; Il ciclo di vita della conservazione; L’utilizzo di firme e marche temporali nella conservazione; Gli oggetti conservati; I metadati; Le figure della conservazione e le relative responsabilità Il manuale della conservazione
  • Lo sviluppo delle infrastrutture informatiche e gli strumenti digitali: Gestione e sicurezza delle informazioni; Cybersecurity e modelli di governance internazionali; Modelli di gestione organizzata delle informazioni e dei loro flussi; L’importanza dell’Analisi del rischio per la determinazione delle misure di sicurezza; L’autenticazione informatica; Le firme elettroniche; I prestatori di servizi fiduciari di certificazione
  • I principi generali del corretto trattamento dei dati nella PA: Evoluzione del diritto alla protezione dei dati personali; I principi generali in materia di trattamento dei dati personali; Le principali novità introdotte dal Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali n. 2016/679; Le diverse tipologie di dati personali; Le regole generali per il trattamento dei dati personali; L’informativa ed il consenso al trattamento; I diritti degli interessati e gli strumenti di tutela; I codici di condotta e le certificazioni; Profili sanzionatori; Il ruolo dell’autorità di controllo Il rapporto tra principio di trasparenza amministrativa e protezione dei dati personali
  • La fatturazione elettronica: La fattura elettronica Oggetti della fattura elettronica SDI – Sistema di interscambio Regole sulla fatturazione obbligatoria nei rapporti con le P.A. Gli attori della fatturazione elettronica I canali per la gestione della Fattura elettronica Il formato della fattura
  • Government 4.0, gestire l’innovazione della PA: Le competenze digitali per innovare la PA; Concetti di base e regole di funzionamento della Blockchain; L’importanza della Blockchain e le sue applicazioni nella PA; Fondamenti di Cloud Computing; Il Cloud nella PA: opportunità e stato dell’arte; La rivoluzione dei Big Data; Big Data e Government: come la PA può sfruttare le informazioni sui dati; L’intelligenza artificiale e machine learning nella PA

Per iscriverti al nostro Master, compila subito il form e richiedici informazioni.

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Come lavorare e studiare contemporaneamente: la guida completa

Sei alla ricerca di consigli su come lavorare e studiare contemporaneamente? Beh, riuscire a coniugare studio e lavoro non è una missione impossibile: con la giusta dose di organizzazione, potrai coltivare la tua carriera senza rinunciare al tuo percorso accademico.

Se, fino a qualche anno fa, pensare di frequentare le lezioni e lavorare era assai complesso, oggi grazie alle nuove tecnologie, è una possibilità più che concreta.

Ad esempio, studiare e frequentare l’Università è possibile anche attraverso la metodologia e-learning: questo ti permette di seguire le lezioni online e organizzare liberamente il tuo tempo.

Ma vediamo ora quali sono i migliori consigli da seguire per riuscire a lavorare e studiare contemporaneamente.

Ecco i segreti per coniugare studio e lavoro

È possibile lavorare a tempo pieno e studiare a tempo pieno? Sembra difficile ma, con l’approccio giusto, potrai riuscire non solo ad eccellere in entrambi gli ambiti, ma anche a goderti un po’ di tempo libero.

Ecco i migliori consigli scelti dall’Università Niccolò Cusano dedicati a tutti gli studenti-lavoratori (o aspiranti tali).

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#1 – Rimani sempre motivato

Il primo consiglio che vogliamo darti ti sembrerà banale, ma in realtà è alla base di tutto: mantieni alto il tuo livello di motivazione e non dimenticare mai le ragioni profonde che ti spingono a portare avanti questo impegno.

Quando studi e lavori a tempo pieno, potrebbero capitare dei momenti in cui ti senti completamente in balia delle cose e arrivi a domandarti perché hai scelto di fare entrambe le cose contemporaneamente. Potresti anche ritrovarti a voler lasciare il tuo lavoro, l’università o entrambi.

Beh, i momenti di sconforto capitano a tutti e dipendono da molti fattori: non mettere in dubbio te stesso ogni volta che succede.

Metti invece al centro il tuo perché: perché hai scelto di lavorare e studiare contemporaneamente? Qual è la tua motivazione? Mantieni alti i livelli di motivazione e ricordala anche quando trascorri momenti difficili. Quando ti senti sopraffatto, fai una pausa, respira profondamente e pensa a tutte le cose che stai costruendo e per le quali dovresti ringraziare te stesso.

#2 – Organizza al meglio la giornata

L’organizzazione è la chiave del successo. Studiare e lavorare contemporaneamente richiede una grande fase di pianificazione.

Organizza ogni giornata facendo una pianificazione di natura oraria: in base agli orari di lavoro, scegli la fascia oraria da dedicare al tuo studio.

Quando la data dell’esame si avvicina, se possibile, prenditi un giorno libero dal lavoro per esaminare tutto il materiale che verrà trattato nel test. Se non puoi prendere un giorno libero dal lavoro, usa il sabato o la domenica per ripassare.

#3 – Prenditi delle pause

Anche se può sembrare difficile, inserisci nella tua pianificazione dei momenti di pausa. Prenderti del tempo per te ti aiuterà ad abbattere i livelli di stress e ad essere più performante.

Prenditi delle pause di 10 minuti l’ora mentre studi o, magari, segui la tecnica del pomodoro per rimanere concentrato. Ritagliati sempre dei momenti per uscire a fare due passi o prendere un caffè con un amico.

#4 – Sfrutta i tempi (apparentemente) morti

A meno che non lavori da casa, probabilmente dovrai spostarti per raggiungere il tuo luogo di lavoro.

Il tuo tragitto da casa a lavoro e viceversa potrebbe durare anche più di mezz’ora a tratta. Il tuo tempo di viaggio è perfetto per studiare.

Ecco come fare:

  • Scarica versioni audio dei tuoi libri di testo e ascoltali mentre guidi. Se stai studiando un argomento molto complesso, registra te stesso e ascolta la tua voce;
  • Se viaggi in autobus, utilizza il tuo smartphone per accedere al materiale di studio
  • Prepara degli schemi e delle mappe concettuali e consultale durante il tuo viaggio in autobus o metro.

Non sprecare il tuo tragitto giornaliero e sfruttalo per trasformarlo in un momento produttivo e utile al tuo studio. Questo ti permetterà di goderti un po’ più di tempo libero dopo il lavoro.

#5 – Semplifica il materiale di studio

Quando abbiamo parlato dell’importanza dell’organizzazione per lavorare e studiare contemporaneamente, ti abbiamo consigliato di pianificare con attenzione la tua giornata pensando già alle ore di studio da dedicargli.

Una delle maggiori sfide del lavoro e dello studio a tempo pieno è la gestione del pesante carico di studio.

Proprio per questa ragione, è importante pianificare attentamente quando e come studierai.

Uno dei metodi migliori sta nella semplificazione del materiale di studio, “scomponendolo” in piccole parti. Ad esempio, se hai 200 pagine da leggere in due settimane, calcola quante ore di studio avrai a disposizione nelle prossime due settimane. Se hai dieci ore disponibili, dovrai leggere almeno 20 pagine all’ora per completare il tuo incarico.

Se non riesci a leggerlo velocemente, dovrai pianificare un budget più lungo per lo studio nel tuo programma.

Semplificando il materiale, raggiungere gli obiettivi giornalieri sarà più facile.

Università Online: ecco come può permetterti di studiare e lavorare

Ora che abbiamo visto i 5 consigli utili da seguire per coniugare studio e lavoro, vogliamo parlarti di una preziosa opportunità per chi sogna di laurearsi senza rinunciare alla sua carriera: l’Università Telematica.

L’Università Online è un istituto riconosciuto dal MIUR, che ha la possibilità di erogare corsi di laurea attraverso un’innovativa modalità di fruizione: la modalità telematica.

Come funziona? Semplicissimo:

  • Diventando uno studente dell’Università Telematica, avrai diritto ad un accesso riservato per seguire le tue lezioni online
  • Collegandoti ad una piattaforma di e-learning potrai seguire le tue lezioni in ogni momento della giornata. La piattaforma, infatti, è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7
  • Potrai rivedere le lezioni tutte le volte che lo desideri, accedere a slide e materiale didattico e fare dei test di autovalutazione per misurare il tuo livello di conoscenze

I benefici di questa modalità di studio sono moltissimi per chi lavora:

  • Potrai organizzare la giornata nel modo migliore: la piattaforma è sempre attiva e ti basterà connetterti da qualunque dispositivo per vedere le lezioni quando lo desideri, senza limiti di tempo. In questo modo sarà più semplice conciliare l’orario di lavoro con quello di studio;
  • Potrai assistere alle lezioni e rivederle tutte le volte che vuoi, senza rinunce
  • Avrai la possibilità di avere un tutor dedicato che ti assisterà in tutte le fasi della tua vita da studente. Il tutor sarà il tuo riferimento per la formazione, per illustrarti tutto quello che devi sapere sulla piattaforma e darti supporto morale allo studio
  • Potrai seguire le lezioni anche in mobilità: tutto ciò di cui hai bisogno è un device e una connessione internet. Se il tuo lavoro prevede molti spostamenti, questa è un’opportunità molto interessante.

L’offerta formativa online dell’Università Niccolò Cusano

L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo una serie di Corsi di laurea, Master e Corsi di specializzazione. In base alle tue necessità e alle tue aspirazioni, potrai scegliere il piano formativo migliore per te e iniziare, finalmente, a coniugare efficacemente studio e lavoro.

Per conoscere nel dettaglio l’offerta formativa, visita il sito Unicusano.it.

Per diventare uno studente Unicusano e lavorare concretamente sulla tua formazione e sulla tua crescita, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come si diventa insegnanti: studi e opportunità

Ti stai chiedendo come si diventa insegnanti? Beh, questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra gli studenti che sentono questa vocazione all’insegnamento e vorrebbero intraprendere una carriera in questo campo.

La carriera scolastica è una delle più ambite in Italia; tuttavia, si tratta di un percorso lungo ed impegnativo, da non sottovalutare in nessuna parte di questo iter. Molto spesso il settore viene coinvolto da nuove normative e, per questo, è importante rimanere sempre aggiornato su ogni aspetto di questo percorso.

Vediamo ora come diventare insegnante e quali sono le parti che compongono questo percorso, dagli studi da fare al concorso pubblico per insegnanti.

Ecco come diventare insegnante

Se sogni di intraprendere una carriera nell’insegnamento, la prima cosa da sapere è che le regole cambiano a seconda di diversi parametri, che vanno dalle materie che si intendono insegnare al grado della scuola prescelta (elementare, media o superiore).

Ci sono, in generale, delle linee guida da conoscere per diventare insegnanti: ti sveleremo quali sono nel corso dei prossimi paragrafi.

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L’abilitazione all’insegnamento

La prima cosa da fare per poter insegnare è avere l’abilitazione all’insegnamento.

Se intendi insegnare presso scuola dell’infanzia e la scuola primaria l’abilitazione si ottiene già completando il percorso accademico: la laurea magistrale in scienze della formazione primaria, infatti, è già di per sé abilitante.

Per quanto riguarda gli altri gradi di formazione, fino al 2018, era obbligatorio il cosiddetto Tirocinio Formativo Attivo, un percorso annuale con accesso a numero programmato, istituito presso le Università al quale si poteva accedere solo dopo il conseguimento della laurea magistrale.

Con la Legge di bilancio 2019, però, è stata introdotta una novità determinante: il Tirocinio è stato abolito e rimpiazzato da un concorso abilitante che farà accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova.

Il concorso

Secondo il regolamento attualmente vigente, si può diventare insegnante per la scuola secondaria di primo e secondo grado dopo aver superato un concorso pubblico (il concorso a cattedre).

Questo concorso è bandito ogni due anni solo nelle regioni e per le classi di concorso con posti vuoti. La partecipazione a questo concorso è riservata a chi ha già l’abilitazione. Tuttavia, se in presenza di alcuni requisiti, possono partecipare anche coloro che non hanno l’abilitazione. I requisiti sono, nello specifico:

  • Possesso di una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con le classi di concorso per cui si concorre. Per classi di concorso si intendono quei requisiti accademici utili per poter accedere all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado. Per verificare a quali classi di concorso dà accesso il proprio titolo di studio, visita il sito del MIUR
  • Aver conseguito 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Le prove del concorso: argomenti e struttura

Il concorso è composto da tre prove, due scritte e una orale.

Il primo scritto ha come fine quello di esaminare il livello di conoscenze dei candidati su una specifica area disciplinare, scelta in relazione a quelle previste nelle classi di concorso. Nel caso delle classi di concorso riguardanti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta.

Il secondo scritto, invece, ha come fine quello di valutare la conoscenza dei candidati sulla discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche.

Infine, la prova orale obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato in tutte le discipline che hanno che fare con la classe di concorso, in particolare con quelle che il candidato non ha trattato nello scritto. Completano il quadro la verifica delle conoscenze di una lingua straniera e il possesso di abilità informatiche di base.

Le conoscenze dell’insegnante

Abbiamo visto come si diventa insegnanti seguendo il percorso stabilito dalla legge. Ma quali sono le competenze necessarie per superare il concorso e per essere insegnanti perfetti? Sicuramente è bene dedicarsi allo studio approfondito delle discipline antropo-psico-pedagogiche, presenti nelle prove del concorso.

In particolare, dovrai dedicarti allo studio di:

  • Fondamenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia dell’apprendimento scolastico e della psicologia dell’educazione
  • Strumenti legati alla metodologia didattica da applicare e alla valutazione degli alunni
  • Progettazione curriculare della disciplina

I corsi di laurea Unicusano dell’area formazione

Se stai pensando di diventare insegnante e non sai da quale formazione iniziare, eccoti accontentato: i corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano afferenti all’area formazione sono l’ideale per lanciarti in questa professione.

In particolare, i corsi di laurea previsti dalla nostra offerta formativa sono:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

I primi due corsi di laurea sono di durata triennale, mentre i secondi sono di durata biennale e costituiscono la magistrale di specializzazione.

Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, curriculum cognitivo funzionale, è perfetto per sviluppare le conoscenze, le abilità e le competenze per la valutazione delle capacità cognitive e funzionali, oltre che dei giovani disabili, anche di soggetti di ogni età, sedentari, attivi e di soggetti affetti da patologie croniche.

In particolare, sono progettate attività per sviluppare le conoscenze e le strategie operative per intervenire, sia in condizioni di disagio psicosociale, nelle loro varie connotazioni, sia nella prevenzione e recupero, di funzioni fisiche e di funzioni cognitive migliorando i relativi deficit che inficiano i risultati del percorso riabilitativo psicosociale.

Gli sbocchi occupazionali sono molteplici, concentrati nel settore dell’insegnamento e della formazione professionale, così come nel reinserimento e nell’integrazione sociale.

Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, curriculum pedagogico sociale, si concentra nell’acquisizione di competenze come:

  • Programmare, progettare, attuare, gestire e valutare le azioni educative e formative dei servizi pubblici e privati e del terzo settore;
  • Operare nella prevenzione delle situazioni di disagio e di emarginazione sociale di singole persone, nuclei familiari e particolari categorie di soggetti (minori, adolescenti, anziani, tossicodipendenti, disabili, immigrati).

A seconda delle tue inclinazioni e dei tuoi obiettivi, potrai proseguire il tuo percorso di studi con una specialistica ad indirizzo socio-giuridico o psico-educativo.

La didattica Unicusano, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata secondo la metodologia telematica. Potrai seguire le lezioni in qualunque momento, comodamente dalla tua città, collegandoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Se il tuo sogno è quello di diventare insegnante, inizia a realizzarlo investendo su una formazione di valore. Iscriviti ai nostri corsi di laurea e disegna il tuo futuro: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare diritto commerciale: i consigli da seguire

Sei uno studente di giurisprudenza e ti stai chiedendo come studiare diritto commerciale? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come approcciarti a questa branca del diritto e come fare per studiare con profitto e raggiungere i tuoi obiettivi.

Prendere 30 in diritto commerciale è il sogno di tutti gli studenti universitari: preparando schemi efficaci, pianificando il lavoro e impegnandoti a rispettare la tabella di marcia, concretizzare questo sogno sarà possibile per te.

Vediamo ora come fare per organizzare il programma e studiare diritto in modo facile e veloce.

Ecco come studiare diritto commerciale passo dopo passo

L’esame di diritto commerciale è, per molti, una prova impegnativa da superare. Lo è sia per gli studenti di giurisprudenza, sia per quelli di economia che si approcciano a questa disciplina così ricca di particolari.

Il diritto commerciale è assai importante sia per chi studia giurisprudenza, sia per chi studia economia; proprio in virtù di questo, è bene prepararsi al meglio. Vediamo ora quali sono gli accorgimenti da seguire per studiare diritto commerciale e superare con successo l’esame.

Che cos’è il diritto commerciale? Una definizione

Prima di spiegarti come si studia diritto commerciale, facciamo un passo indietro e cerchiamo di dare una definizione a questa disciplina.

Il diritto commerciale è una branca del diritto privato che regola i rapporti attinenti alla produzione e allo scambio della ricchezza. Più in particolare, regola ed ha per oggetto i contratti conclusi tra operatori economici e tra essi ed i loro clienti privati (persone fisiche), nonché gli atti e le attività delle società.

Le macrotematiche affrontate da questa branca del diritto sono:

  • L’imprenditore
  • L’azienda
  • La società
  • Il mercato
  • Il contratto
  • La procedura concorsuale

Come puoi vedere, si tratta di tutte tematiche molto importanti sia per chi studia giurisprudenza, sia per chi studia economia. Proprio per la centralità di questi argomenti, è bene assimilare al meglio le nozioni e studiare con metodo.

Il metodo di studio per diritto: ecco da dove cominciare

Come per tutte le discipline, anche il diritto commerciale richiede un metodo di studio e un approccio per affrontare al meglio l’esame. Cosa intendiamo per metodo di studio? Semplicemente quel complesso di azioni che guidano il processo di apprendimento, dagli appunti presi durante le lezioni allo svolgimento della prova d’esame.

Per superare con successo uno degli esami più temuti, dovrai sicuramente impegnarti molto e, soprattutto, seguire una serie di accorgimenti. Ti consigliamo, anzitutto, di dare poco peso alle voci di corridoio su professori, assistenti e modalità d’esame: questo ti porterebbe solamente a vivere la preparazione con un’ansia controproducente.

Ciò che dovrai fare, per iniziare, è procurarti il materiale di studio. Vediamo nel prossimo paragrafo come organizzarlo al meglio.

Come organizzare lo studio

La prima cosa da fare se vuoi capire come studiare diritto commerciale è l’organizzazione del materiale. Avere a disposizione tutto ciò che ti serve per studiare è fondamentale per creare un ordine mentale e attivare il processo di apprendimento.

Una volta seguite le lezioni (il nostro Ateneo offre anche la modalità telematica, per seguire le lezioni comodamente online), prendi tutti gli appunti di cui hai bisogno e associali a ciascun capitolo del libro. Creare questa mappa ti aiuterà a generare connessioni tra gli argomenti.

Prenditi poi il tempo necessario per leggere con attenzione ogni singolo capitolo alla ricerca delle parole e dei concetti chiave. Potresti poi inserire i concetti chiave in una mappa concettuale, per organizzare meglio le informazioni e guidarti nello studio dei vari capitoli.

Non aver paura di rileggere i concetti che non comprendi subito: spesso una rilettura può chiarire tutti i dubbi.

Oltre al materiale di studio per l’esame, ti consigliamo di avere a portata di mano anche il libro di Diritto Privato e Costituzionale, perché potrebbe esserti utile per verificare qualche norma studiata in precedenza.

I 3 consigli per studiare efficacemente per l’esame di diritto commerciale

Vediamo ora tre consigli per orientarti nello studio di questa disciplina.

#1 – Non imparare a memoria: resisti alla tentazione di studiare imparando le nozioni a memoria. Il processo diventerebbe estremamente faticoso e non porterebbe ai risultati sperati. Leggere più volte, invece, ti aiuta a fissare le informazioni e a fare i giusti collegamenti

#2 – Crea applicazioni pratiche: Una volta che avrai capito ogni aspetto delle norme, sarai in grado di utilizzarle per risolvere una controversia pratica. Riuscirai quindi a formulare considerazioni del tipo: “nel caso in esame la s.r.l. può deliberare l’aumento di capitale senza opzione, dove la s.n.c. diventa socia della s.r.l. e vi conferisce un’azienda; altrimenti la s.n.c. può deliberare una scissione parziale a beneficio della s.r.l., ed allora i soci della s.n.c. si troveranno ad essere soci della s.r.l. …” Ricordate che applicare le norme ad esempi pratici vi aiuterà a memorizzarle e a comprenderle meglio.

#3 – Ripeti ad alta voce: la ripetizione è fondamentale perché ti aiuta ad ascoltarti e a capire se hai davvero padronanza dell’argomento.

Ricapitolando:

  • Inutile imparare le norme a memoria se non le hai capite fino in fondo. Meglio rileggere e capire l’argomento, magari aiutandoti con le mappe concettuali. Tieni sotto mano un vocabolario per le parole che non conosci e anche un libro di diritto privato e costituzionale
  • Prova ad applicare praticamente ciò che stai studiando e rapportalo a casi reali. Attraverso l’esperienza, riuscirai a memorizzare meglio tutti gli argomenti studiati
  • Ripeti ad alta voce per fissare i concetti e acquisire il linguaggio giuridico.

Studiare diritto commerciale all’Università: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come studiare diritto commerciale e prepararsi al meglio per l’esame, ti spieghiamo il percorso di studi ideale per approcciarti a questa disciplina e approfondire tutti gli elementi che la caratterizzano.

Se sei un appassionato di diritto, il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione ideale per te

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Come vestirsi alla discussione della tesi di laurea? Idee per outfit per laureandi e invitati

Come vestirsi alla discussione della tesi di laurea?

Questa è una domanda molto frequente sia tra i laureandi, sia tra coloro che devono assistere ad una sessione di laurea e non sanno cosa indossare. La discussione dell’elaborato finale è il momento più importante nella vita di uno studente: si tratta, infatti, del coronamento di un percorso di studio lungo e impegnativo, fatto di soddisfazioni e sacrifici. Presentarsi al meglio è fondamentale, così come scegliere degli abiti in grado di rispecchiare la propria personalità e la propria indole.

Che tu sia un laureando o un invitato, in questa guida dell’Università Niccolò Cusano troverai una serie di consigli per scegliere l’outfit per la tesi di laurea perfetto per le tue esigenze. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come scegliere l’outfit per la discussione della tesi

Ci siamo: finalmente il fatidico giorno è alle porte e non vedi l’ora di celebrare l’inizio della tua nuova vita e l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma hai già scelto cosa indossare il giorno della tua laurea? Ecco una serie di spunti utili per vestirti durante la discussione. Se sei un invitato, non temere, abbiamo pensato anche a te: troverai tanti consigli nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Cosa indossare alla laurea (versione femminile)

Se sei una laureanda, sicuramente ti sarai chiesta come vestirti per la tesi di laurea. Ebbene, eccoti accontentata: vediamo qualche spunto utile per scegliere l’outfit adatto. Come sai, la discussione della tesi è un momento piuttosto formale, che richiede una certa tipologia di abbigliamento. Non c’è un dress code prestabilito, ma ci sono sicuramente delle cose da evitare assolutamente e delle cose molto adatte.

Tra gli outfit che potresti indossare:

  • I tailleur sono molto gettonati per la sessione di laurea: una giacca e una gonna con un taglio classico sono perfetti per l’occasione. Se ami i pantaloni, vanno benissimo anche quelli in sostituzione della gonna. Potresti optare per colori neutri e dettagli non troppo vistosi;
  • Anche un abito potrebbe essere perfetto per la discussione della tesi, a patto che sia lungo almeno fino al ginocchio. Se lo desideri, potresti indossare un collant velato;
  • Per le scarpe, scegli qualcosa di classico ed elegante. Una scarpa color nude è l’ideale; un tacco medio è comodo e perfetto per l’occasione;
  • Scegli accessori sobri, come borse e gioielli. Si ai colori pastello, no ai gioielli troppo vistosi. Una collana di perle, una catenina delicata o un fermaglio per i capelli danno un tocco di eleganza e classe in più.

A prescindere dalle idee che ti abbiamo appena dato, scegli qualcosa con cui ti senti a tuo agio e che rispecchi la tua personalità.

Ci sono degli errori di stile da non fare? Ecco cosa NON INDOSSARE alla laurea:

  • Vestiti troppo corti e succinti, arricchiti con pailettes e decorazioni vistose;
  • Gioielli eccessivi come, ad esempio, braccialetti di pelle e borchie;
  • Abbigliamento di tutti i giorni, come una t-shirt e un paio di jeans strappati;
  • Tacchi troppo alti o a spillo;
  • Make-up eccessivo.

Come vestirsi per la discussione della tesi (versione maschile)

Ora che abbiamo visto come vestirsi per la discussione della tesi di laurea per una ragazza, vediamo ora la versione maschile dei possibili outfit da sfoggiare. Anche in questo caso, ci sono degli spunti utili da considerare quando si sceglie l’abbigliamento per l tesi di laurea. Ecco qualche consiglio:

  • Il classico tailleur maschile con giacca, cravatta e pantaloni abbinati è un must per la sessione di laurea: si tratta, senza dubbio, dell’outfit più utilizzato per celebrare questo momento;
  • In alternativa, va anche bene indossare solo la camicia e la cravatta o, alternativamente, solo la giacca e la camicia senza la cravatta.

Anche in questo caso, ciò che è importante è trasmettere alla commissione esaminatrice serietà, maturità e rispetto. Anche per gli uomini, ci sono degli errori di stile da non fare. Ecco qualche esempio:

  • Scarpe da ginnastica e look troppo sportivi come felpa e jeans strappati;
  • Barba e capelli in disordine;
  • Accessori troppo vistosi.

Cosa indossare per la discussione della tesi se sei un invitato

Ora che abbiamo visto come vestirsi alla discussione della tesi di laurea versione laureandi, vediamo cosa indossare per la tesi se sei un invitato.

Come vestirsi alla laurea della fidanzata

Che vestito scegliere per la laurea della fidanzata? Beh, la prima cosa da chiarire è che, se sei un invitato, non è richiesta la stessa formalità prevista per il laureando. In questo caso ci sono molti meno accorgimenti da seguire e il look per assistere alla discussione è molto più libero.

Va bene sia un look più formale, come camicia, giacca e pantaloni, sia un look decisamente più informale come uno spezzato o, addirittura, un jeans e una camicia. Valuta anche la possibilità di scegliere un look versatile, adatto anche per la successiva festa di laurea.

Come vestirsi alla laurea del fidanzato

Come abbiamo detto per gli uomini, anche per le donne non ci sono particolari “regole” da seguire. Se stai assistendo alla laurea del tuo fidanzato, puoi optare per un abito semplice ed elegante oppure per un tailleur. Se vuoi un look più semplice, ti basterà indossare un paio di pantaloni o una gonna al ginocchio, abbinati ad una blusa. Luce verde anche per le tute intere.

Come vestirsi alla laurea di un amico

Se devi scegliere un outfit per assistere alla laurea di un amico, opta per qualcosa che ti faccia sentire a tuo agio. Ecco qualche spunto da uomo:

  • Pantaloni blu e camicia bianca, senza cravatta
  • Polo e jeans scuro
  • T-shirt e pantaloni chiari, soprattutto se è estate
  • Jeans e camicia fantasia
  • Spezzato con jeans, camicia e giacca, se vuoi essere più elegante

Per le donne:

  • Abito fantasia floreale lunghezza al ginocchio, abbinato ad un tacco medio
  • Abito tinte pastello e décolleté color nude
  • Gonna blu e camicia bianca in raso
  • Giacca, camicia e jeans
  • Pantaloni taglio a palazzo e blusa
  • Jumpsuite tinta unita

Come vestirsi alla laurea di un figlio

Chiudiamo questa guida su come vestirsi alla discussione di una tesi di laurea con qualche consiglio per scegliere l’outfit giusto per assistere alla laurea del proprio figlio.

Anche in questo caso, valgono i consigli che abbiamo dato per gli invitati. Preferisci sempre colori neutri, come il fango, il beige, il grigio perla o in alternativa le tonalità scure: nero, blu, verde bottiglia, rosso cupo. Se sei una donna, puoi indossare un abito non troppo aderente con giacca della stessa stoffa, abbinandolo a décolleté dal tacco medio. Se la sessione di laurea è invernale, puoi abbinare anche un cappotto.

Se sei un uomo, via libera al completo o ad uno spezzato elegante, anche senza cravatta.

Su cosa indossare per la laurea abbiamo detto proprio tutto per oggi: non ci resta che farti le nostre congratulazioni per il raggiungimento di questo importante traguardo.

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Come scrivere una tesi di laurea in psicologia? Tutti i passi da seguire

Se sei uno studente universitario in procinto di terminare il tuo percorso di studi, sicuramente starai pensando alla scrittura della tua tesi di laurea. In particolare, se sei iscritto ai nostri Corsi di Laurea dell’area psicologica, ti sarà di certo utile capire come scrivere una tesi di laurea in psicologia.

In questo caso, abbiamo una soluzione per te: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna ti spiegheremo come si scrive una tesi passo dopo passo, dalla scelta dell’argomento alla selezione delle fonti.

La tesi è il momento più importante nella vita di uno studente: questo rappresenta il raggiungimento di un traguardo fondamentale, quello che ti introdurrà al futuro professionale che hai sempre sognato. Per questa ragione è bene capire in che modo costruire un elaborato finale perfetto, che metta in luce tutto ciò che hai appreso in questi anni di studio.

Vediamo ora quali sono i passi da fare per scrivere la tua tesi in psicologia.

Tutto quello che devi sapere su come si scrive una tesi in psicologia

Ci siamo: gli esami del tuo corso di laurea sono quasi giunti al termine ed è arrivato per te il momento di pensare al tuo elaborato finale. Ma da dove partire per la scrittura del tuo lavoro? Siediti e mettiti comodo: ti spiegheremo tutti i passaggi da fare nei prossimi paragrafi di questa guida.

LEGGI ANCHECome iniziare la tesi: consigli per l’introduzione perfetta

Che cos’è la tesi?

Iniziamo la nostra guida con qualche informazione di base, da assimilare per scegliere la tipologia di tesi da sviluppare e impostare correttamente il tuo lavoro.

La tesi di laurea è un manoscritto originale prodotto dallo studente sotto la guida del docente titolare della materia (relatore) e dei suoi collaboratori. Lo studente sceglie un argomento da trattare, in accordo con il docente, e sviluppa uno studio in grado di mettere in luce un particolare aspetto di quel tema.

Generalmente, le tesi di laurea in psicologia sono di due tipi:

  • Tesi empirica, in cui vengono raccolti dati da analizzare e discutere;
  • Tesi compilativa, in cui viene discusso un argomento riportando i dati raccolti da altri

Nonostante la struttura di queste due tipologie di tesi differisca in alcuni aspetti, le linee guida generali sono comuni e applicabili ad entrambi i modelli. Vediamo ora qual è la struttura di una tesi in psicologia.

Struttura della tesi

La tesi di laurea è un documento molto particolare, che segue una struttura ben definita composta da alcuni elementi:

  • Titolo e sottotitolo
  • Prefazione
  • Abstract
  • Indice dei contenuti
  • Introduzione
  • Corpo del testo suddiviso in capitoli
  • Conclusione
  • Ringraziamenti
  • Bibliografia e sitografia

Vediamo ora in che modo sviluppare questi elementi per scrivere la tua tesi in psicologia.

Scrittura della tua tesi passo dopo passo

Per sapere come scrivere una tesi di laurea in psicologia, è importante capire come procedere step by step. Te lo spieghiamo nei prossimi paragrafi.

La scelta dell’argomento

Scegliere l’argomento della tesi di laurea è un primo fondamentale passaggio per lo sviluppo del tuo lavoro. Per la scelta dell’argomento, puoi iniziare individuando le tue passioni, considerando anche le tue aspirazioni professionali. Il docente che hai scelto come relatore può davvero aiutarti ad individuare un tema interessante per le tue aspettative.

Una volta scelto l’argomento, procedi con una mappa concettuale per capire come sviluppare il lavoro, quali sono i suoi obiettivi e intercettando una bibliografia sommaria da cui partire. Avere una rosa di libri e di autori di partenza su un determinato argomento ti aiuterà a gettare nuova luce sul tema che stai trattando e a capire in che modo dare un contributo utile con il tuo lavoro.

Titolo e sottotitolo

Ogni tesi di laurea si compone di un titolo e, molto frequentemente, di un sottotitolo. Il titolo deve essere rappresentativo di tutta la tua opera. Proprio per assicurarti che questo rispecchi al meglio la tua tesi, ti consigliamo di concentrarti nella scelta del titolo al termine del tuo lavoro. Solo in questo modo potrai avere una visione globale delle sfumature del tuo elaborato finale.

Il sottotitolo, in genere, ha come funzione quello di ampliare il campo semantico del titolo. Si tratta di un mezzo utile per aggiungere qualcosa a ciò che non abbiamo detto, dando al lettore delle informazioni in più su ciò che può trovate nella tesi. Facciamo un esempio concreto applicato ad una tesi in psicologia.

  • Titolo: I disturbi dello spettro autistico
  • Sottotitolo: Aspetti psicologici e ambiti d’intervento nella prima età

Prefazione

In alcune tesi di laurea è presente anche una prefazione, che consiste in una nota personale riguardate la tua tesi triennale o magistrale. Nella prefazione puoi offrire al lettore una serie di informazioni circa le origini e il contesto della tua tesi.

Abstract

L’abstract è una sorta di “riassunto” della tua tesi. Questo ha la funzione di fornire al lettore una panoramica molto generale sul tuo lavoro. Dovrai inserire, ad esempio, qualche cenno sull’argomento scelto e sulla metodologia utilizzata.

Si tratta proprio di una “fotografia” della tesi, utile per guidare il lettore all’interno delle varie sezioni della tesi, chiarendo cosa deve aspettarsi dal tuo lavoro.

Indice dei contenuti

L’indice di una tesi è una delle parti fondamentali, utile per dare un ordine ad ogni parte del tuo lavoro. Qui dovrai elencare i capitoli della tua tesi triennale o magistrale con il relativo numero di pagina. L’indice della tesi dà al lettore una panoramica generale e il numero di pagina di inizio di ogni capitolo, facilitando la lettura.

Introduzione

Un’altra parte importante della tua tesi di laurea in psicologia è l’introduzione. In questa parte di apertura dovrai introdurre l’argomento oggetto della tua tesi, illustrando la struttura del tuo lavoro, la metodologia applicata, le tematiche affrontate.

Corpo della tesi

Questo è il “cuore” del tuo lavoro; si tratta della tesi vera e propria, composta da diversi capitoli. Ogni capitolo può trattare un aspetto in particolare del tuo argomento.

Conclusione

Nella conclusione puoi dare al lettore una panoramica sui risultati che hai ottenuto attraverso la tua tesi. Qui potrai fornire a chi legge le risposte a tutti i dubbi, offrendo il tuo punto di vista e la tua particolare prospettiva futura.

Ringraziamenti

In questa parte della tua tesi potrai ringraziare liberamente tutte le persone che hanno contribuito positivamente al tuo lavoro di ricerca. Possono essere, ad esempio, i tuoi genitori, il tuo relatore, i tuoi colleghi di corso.

Bibliografia e sitografia

Fondamentale nelle tesi di laurea in psicologia sono bibliografia e sitografia. La bibliografia di una tesi consiste nell’elenco ordinato di tutte le fonti scritte consultate per il tuo elaborato. La sitografia, invece, comprende tutte le risorse web e digitali consultate per costruire il tuo lavoro.

La bibliografia è la parte più importante di una tesi: avere buone fonti facilita molto il tuo lavoro e ti offre spunti notevoli per arricchirlo. All’inizio la tua bibliografia di base sarà piuttosto scarna; man mano che avanzerai nella scrittura, avrai sicuramente modo di inserire altri elementi. Per costruire la tua bibliografia, inizia facendo una ricerca in rete e leggendo la bibliografia di altri lavori affini per argomento a quello che intendi sviluppare tu.

Su come scrivere una tesi di laurea in psicologia abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella stesura del tuo elaborato e goderti il tuo successo.

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Difficoltà di concentrazione nello studio? Ecco come superarla

Ti capita di avere difficoltà di concentrazione nello studio? Beh, sicuramente è una condizione che, almeno una volta, avrai sperimentato nella tua carriera da studente.

Riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione non è semplice: ci sono dei momenti in cui la determinazione è poca, così come la voglia di studiare. Studiare è un processo che richiede impegno e attenzione: concentrarsi, infatti, implica rimanere focalizzati su una sola attività e, per apprendere al meglio, è importante far sì che questa concentrazione rimanga sempre al massimo.

Studiare con la massima concentrazione porta a fare un lavoro utile e produttivo, massimizzando l’apprendimento ed eliminando le interferenze. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo proprio come combattere la mancanza di concentrazione e studiare al massimo delle tue possibilità. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere per migliorare la concentrazione nello studio

A tutti noi può capitare di perdere la concentrazione a volte. Ci sono momenti in cui la tua mente vaga da un pensiero all’altro, le tue preoccupazioni ti distraggono e la distrazione assorbe le tue energie prima ancora che tu te ne accorga. Come fare?

Siediti e continua nella lettura: ti spiegheremo come far diventare la difficoltà di concentrazione nello studio un lontano ricordo.

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Da cosa dipendono i problemi di concentrazione?

La prima cosa da affrontare in questa guida riguarda proprio la definizione di concentrazione, che ci è utile per individuare le possibili cause e le manifestazioni della mancanza di attenzione.

Quando parliamo di concentrazione facciamo riferimento alla nostra capacità di focalizzare efficacemente l’attenzione sui compiti che stiamo svolgendo. Quando siamo concentrati, riusciamo a bloccare le distrazioni e inibire le azioni che potrebbero farci perdere l’attenzione, come pensieri o suoni irrilevanti.

Quando la concentrazione è massima, noterai il tuo studio sembrerà migliore, più facile e più veloce.

I problemi di concentrazione diventano un vero ostacolo quando l’incapacità di concentrarsi ti limita nello studio e ti impedisce di apprendere. I livelli di concentrazione variano in base a diversi fattori, come:

  • Livello di dedizione al compito che stai svolgendo
  • Interesse per l’attività
  • Capacità di completare l’attività
  • Stato fisico ed emotivo
  • Un ambiente favorevole con poche distrazioni

Per capire come arginare le difficoltà a concentrarti nello studio, dovrai agire su questi fattori, perché sono proprio questi che influiscono maggiormente sulla tua abilità. Vediamo ora da dove iniziare per essere più concentrato e produttivo.

Cosa fare per essere più produttivo nello studio

Se essere produttivo nello studio è la tua ambizione, abbiamo la soluzione per te: ecco da dove cominciare per migliorare te stesso ed essere sempre concentrato.

Scegli il giusto ambiente

La prima cosa da fare quando si studia è trovare un ambiente privo di distrazioni. Se vuoi migliorare la tua attenzione allo studio, dovrai prendere alcune misure radicali.

Da dove cominciare? Inizia osservando attentamente il tuo ambiente di studio. In generale, non dovrebbe esserci nulla in grado di distrarti dallo studio. L’ideale è scegliere un ambiente silenzioso, con una scrivania, una sedia comoda e il materiale per studiare. Devi fare in modo di allontanare da te ogni tentazione e creare un ambiente completamente “sterile”: niente TV, niente giochi, niente social media.

Alcuni studenti preferiscono studiare in biblioteca proprio per questo: prendi in considerazione questa possibilità, se pensi che studiare a casa ti porti troppe distrazioni.

Libera la mente

Curare l’ambiente esterno non è l’unica attenzione da rivolgere per migliorare il tuo studio. Dovrai curare anche l’ambiente “interno” alla tua mente, ossia i tuoi pensieri.

Avere troppi pensieri interrompe il tuo flusso di concentrazione e porta la tua mente a vagare senza meta per ore, evitando di portare a termine i tuoi compiti. Per aiutarti a mantenere un più alto livello di concentrazione nello studio, potresti optare per diverse soluzioni, come ad esempio la meditazione.

La meditazione ti aiuta proprio ad “allenare” la tua capacità di attenzione nei confronti di un’attività. Questo tipo di attenzione è esattamente quella di cui hai bisogno mentre sei sui libri.

Ritagliati una breve sessione meditativa prima di iniziare a studiare: in questo modo potrai liberare la mente dai pensieri tossici e abbattere i livelli di stress. Prenditi un paio di minuti prima di ogni sessione di studio, chiudi gli occhi e cerca di eliminare ogni pensiero. Allo stesso tempo, impegnati a dedicare alla meditazione mezz’ora della tua giornata: con tanta pratica e dedizione, i risultati non tarderanno ad arrivare.

Ritrova la tua motivazione

Spesso la difficoltà di concentrazione nello studio è legata ad una carenza di motivazione. Ricordarti sempre perché ti stai impegnando così tanto nello studio è sicuramente una buona pratica da mettere in atto.

Ci sono diversi motivi per i quali potresti sentirti poco motivato:

  • Sei stanco e stressato
  • Hai cose migliori da fare in quel momento
  • Trovi la materia noiosa
  • Hai altri pensieri nella tua vita
  • Stai pensando al fallimento

Se pensi che almeno uno di questi motivi sia il tuo, inizia chiedendoti cosa fa salire la tua motivazione: un complimento da parte di un insegnante o un voto positivo possono fare miracoli sulla tua autostima.

Blocca le distrazioni

Allontana da te ogni possibile distrazione mentre studi. Blocca il telecomando della TV, del computer, dello smartphone, del lettore MP3 e di qualsiasi altra cosa che ti distragga. Assicurati di non avere accesso a questo tipo di distrazioni mentre studi.

La capacità di concentrarsi e di focalizzarsi adeguatamente dipende in gran parte dalla capacità di bloccare le distrazioni. Se sei molto distratto, il tuo livello di concentrazione diminuirà.

Quando senti che la tua attenzione sta calando notevolmente, meglio prenderti una pausa di 5 minuti: prendi un po’ d’aria, respira profondamente e ricomincia.

Inizia a studiare davvero

L’ostacolo maggiore quando si parla di studio è iniziare davvero a farlo: dovrai motivarti ad iniziare a studiare. La maggior parte degli studenti sa che questo è un grosso problema da affrontare. Non esitare: raccogli il materiale di studio e inizia a metterti sui libri. Prima lo farai, prima potrai raggiungere il tuo obiettivo.

La seconda difficoltà è quella di continuare a studiare dopo aver iniziato: allena la tua forza di volontà e concediti delle piccole ricompense ogni volta che raggiungi un obiettivo. Quando studi, meglio programmare le attività in un planning giornaliero e settimanale, in grado di fornirti una visione d’insieme sulle ore di studio della tua giornata. Pianificare è il modo migliore per evitare di procrastinare.

Cura te stesso

Costringerti a stare sui libri dieci ore al giorno senza essere produttivo rischia di essere una vera tortura. Uno dei migliori investimenti che puoi fare per migliorare le tue prestazioni cognitive è mantenere il tuo corpo sano. Mangia bene e dedicati ad un buon riposo. Datti il ​​tempo di rilassarti e goderti le attività che ti piacciono. Abbassare il livello di stress ti aiuterà ad essere più concentrato e attento sui libri.

Su come abbattere le difficoltà di concentrazione nello studio abbiamo detto tutto, per ora: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e raggiungere con successo i tuoi obiettivi.

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Come vincere la pigrizia: ecco i 5 consigli per essere attivo

Vorresti essere più produttivo e scoprire qualche consiglio utile su come vincere la pigrizia? Beh, che tu sia uno studente universitario o un lavoratore (o entrambe le cose), ti saranno sicuramente capitati dei momenti in cui la voglia di oziare era davvero irresistibile.

Non sempre, infatti, siamo predisposti ad essere produttivi: ci sono dei momenti in cui, per una serie di motivi, la nostra determinazione cala e la nostra voglia di darci da fare rimane ai minimi storici. Se pensi di essere pigro e vorresti capire come combattere la pigrizia, sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto i migliori consigli per lasciarsi la pigrizia alle spalle e rendere la nostra vita super attiva.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come combattere la pigrizia in poche semplici mosse

Per chiunque sia impegnato a raggiungere il massimo delle prestazioni, lo sviluppo personale, l’autorealizzazione e l’autocontrollo, la pigrizia può sembrare un nemico mortale da abbattere assolutamente. Ma da dove partire per eliminare la pigrizia mentale e tutte quelle resistenze che inibiscono la nostra crescita?

Quando parliamo di pigrizia, di solito intendiamo quel desiderio di essere oziosi, di non fare nulla e di resistere allo sforzo. Si tratta di un vero e proprio stato di passività, lontano dall’azione, che tende a lasciare le cose come sono.

A volte un po’ di pigrizia è del tutto giustificata, come ad esempio dopo una lunga giornata di studio o di lavoro. Tuttavia, se la voglia di non fare nulla capita troppo spesso e influisce negativamente sulla tua vita, significa che è proprio arrivato il momento di agire.

Per scoprire come vincere la pigrizia, continua a leggere questa guida: troverai una serie di consigli utili nei prossimi paragrafi.

LEGGI ANCHESmettere di procrastinare: tecniche e consigli per imparare ad agire subito

1 – Sei pigro o sopraffatto?

Capire come fare per vincere la pigrizia è importante, ma sei sicuro di essere davvero pigro?

Beh ci sono diverse persone in realtà attive e produttive che si identificano come “pigre” perché trascorrono il tempo libero a rilassarsi, o hanno progetti che vogliono portare avanti ma che non hanno finito.

In una società dinamica, che ci vuole perennemente “occupati”, dedicarti all’ozio o alle tue passioni può essere vissuto quasi come un peccato mortale. in questo caso, è facile convincerti che non sei concentrato, produttivo o abbastanza attivo.

Ti sei chiesto se la tua è una vera pigrizia, oppure solo necessità di ritagliarti qualche ora per te stesso? La prima cosa che dovresti fare è identificare il problema (ammesso che ci sia) e, in seconda battuta, capirne le cause scatenanti. Un eccessiva mole di lavoro rischia di sopraffarti e, in tal caso, la pigrizia e la voglia di oziare potrebbero essere una risposta fisiologica ad un carico di stress troppo elevato.

In realtà definirti come “pigro” non ti aiuta a centrare il nocciolo del problema; al contrario, rischia di diventare quasi un alibi che non ti spiega in che modo correggere certi problemi. Più che pigrizia, il tuo problema potrebbe essere:

  • Mancanza di autodisciplina: non sai rispettare un programma o portare a termine un progetto. Ti distrai spesso e non riesci a prendere un impegno serio con te stesso;
  • Aspettative poco realistiche: per capire se sei davvero poco produttivo, dovrai fissarti degli obiettivi e misurare le tue performance. Se il senso di inattività prosegue, è probabile che i tuoi obiettivi siano poco realistici e che tu sia troppo severo con te stesso;
  • Assenza di motivazione: ti sei chiesto perché ti prendi un determinato impegno? Qual è il motore che si cela dietro alle tue azioni? Se ti senti poco stimolato, potrebbe essere per una mancanza di motivazione.

Come vedi, la pigrizia spesso è solo un alibi che nasconde una questione più grande da gestire. Per contrastare questi meccanismi:

  • Fissati sempre degli obiettivi realistici e misurabili;
  • Imponiti una disciplina e fissa dei goals giornalieri da raggiungere assolutamente;
  • Datti delle ricompense quando raggiungi i tuoi obiettivi e concediti qualche sfizio per premiare la tua disciplina.

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2 – Scomponi le tue attività

Quando si parla di come vincere la pigrizia, un consiglio prezioso è quello di scomporre ogni attività da svolgere in piccoli obiettivi.

Spesso evitiamo di svolgere alcuni compiti perché li troviamo troppo grandi, troppo opprimenti, troppo stancanti o troppo bisognosi di tempo. Scomporre un compito in diversi compiti più piccoli può risolvere questo problema.

In questo modo, non avrai più scuse per portare a termine la tua attività, perché non la percepirai più come difficile o intimidatoria. Questo sistema ti aiuterà a vincere molte resistenze e migliorerà la tua produttività, nel lavoro ma anche nello studio. Facendo un esempio concreto, invece di importi lo studio di un intero manuale, scomponi questo materiale in brevi capitoli da studiare ogni giorno: sarà più facile per te affrontare questo compito e portarlo a termine brillantemente.

3 – Analizza le tue abitudini

Ci sono delle abitudini assai dannose per la nostra produttività, anche se in apparenza possono sembrare innocue. Se la prima cosa che fai quando torni a casa è buttare le chiavi sul tavolino, sdraiarti sul divano e accendere il televisore, ti stai preparando per una serata poco produttiva.

in che modo può disincentivarti tutto questo? Poniamo il caso che il tuo obiettivo sia quello di perdere qualche chilo. Vorresti riuscire a fare esercizio fisico, ma ti sei risposto che sei troppo pigro per dedicarti a questa attività. in realtà quello che ti serve è un cambio di abitudini: invece di tuffarti sul divano, quando arrivi a casa, mettiti in tuta e fatti una passeggiata o una corsa. Secondo gli studiosi, per creare un nuovo ciclo di abitudini ci vogliono circa 20 giorni: i primi tempi saranno duri, ma poi ti risulterà davvero naturale e raggiungere i tuoi obiettivi sarà sempre più semplice.

4 – Evita le vie di fuga

Quando hai davanti a te una giornata di studio o di lavoro e la pigrizia ti assale, probabilmente ricorri ad una via di fuga che ti distolga dall’impegno.

Proprio per questo, è importante rimuovere tutte quelle cose che di solito usi per procrastinare. La domanda che devi rivolgerti è: dove scappo di solito invece di fare il mio lavoro?

Le risposte potrebbero essere diverse: potresti dedicarti alle chiacchiere con gli amici, ai social media, ai videogiochi. Elimina queste vie di fuga e imponiti una disciplina: togliere da davanti a te gli elementi di distrazione ti aiuterà a rimanere concentrato.

5 – Impara dalle persone di successo

Per capire come vincere la pigrizia, non c’è modo migliore di studiare il comportamento e le abitudini delle persone di successo. Impara da loro: parla con persone che reputi di successo e chiedigli quali sono i loro segreti. Il superamento dell’abitudine alla pigrizia si ottiene attraverso una serie di azioni e attività quotidiane, quando si sceglie di agire, invece di rimanere passivi.

Ogni volta che superi la tua pigrizia diventi più forte e ti avvicini agli obiettivi da raggiungere. Lasciati “contaminare” da un ambiente positivo e da persone di successo. Leggi biografie di persone che hanno lasciato il segno e libri sulla produttività e sulla gestione del tempo. Vedrai che, applicando i nostri consigli, i risultati non tarderanno ad arrivare.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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