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Come lavorare e studiare contemporaneamente: la guida completa

Sei alla ricerca di consigli su come lavorare e studiare contemporaneamente? Beh, riuscire a coniugare studio e lavoro non è una missione impossibile: con la giusta dose di organizzazione, potrai coltivare la tua carriera senza rinunciare al tuo percorso accademico.

Se, fino a qualche anno fa, pensare di frequentare le lezioni e lavorare era assai complesso, oggi grazie alle nuove tecnologie, è una possibilità più che concreta.

Ad esempio, studiare e frequentare l’Università è possibile anche attraverso la metodologia e-learning: questo ti permette di seguire le lezioni online e organizzare liberamente il tuo tempo.

Ma vediamo ora quali sono i migliori consigli da seguire per riuscire a lavorare e studiare contemporaneamente.

Ecco i segreti per coniugare studio e lavoro

È possibile lavorare a tempo pieno e studiare a tempo pieno? Sembra difficile ma, con l’approccio giusto, potrai riuscire non solo ad eccellere in entrambi gli ambiti, ma anche a goderti un po’ di tempo libero.

Ecco i migliori consigli scelti dall’Università Niccolò Cusano dedicati a tutti gli studenti-lavoratori (o aspiranti tali).

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#1 – Rimani sempre motivato

Il primo consiglio che vogliamo darti ti sembrerà banale, ma in realtà è alla base di tutto: mantieni alto il tuo livello di motivazione e non dimenticare mai le ragioni profonde che ti spingono a portare avanti questo impegno.

Quando studi e lavori a tempo pieno, potrebbero capitare dei momenti in cui ti senti completamente in balia delle cose e arrivi a domandarti perché hai scelto di fare entrambe le cose contemporaneamente. Potresti anche ritrovarti a voler lasciare il tuo lavoro, l’università o entrambi.

Beh, i momenti di sconforto capitano a tutti e dipendono da molti fattori: non mettere in dubbio te stesso ogni volta che succede.

Metti invece al centro il tuo perché: perché hai scelto di lavorare e studiare contemporaneamente? Qual è la tua motivazione? Mantieni alti i livelli di motivazione e ricordala anche quando trascorri momenti difficili. Quando ti senti sopraffatto, fai una pausa, respira profondamente e pensa a tutte le cose che stai costruendo e per le quali dovresti ringraziare te stesso.

#2 – Organizza al meglio la giornata

L’organizzazione è la chiave del successo. Studiare e lavorare contemporaneamente richiede una grande fase di pianificazione.

Organizza ogni giornata facendo una pianificazione di natura oraria: in base agli orari di lavoro, scegli la fascia oraria da dedicare al tuo studio.

Quando la data dell’esame si avvicina, se possibile, prenditi un giorno libero dal lavoro per esaminare tutto il materiale che verrà trattato nel test. Se non puoi prendere un giorno libero dal lavoro, usa il sabato o la domenica per ripassare.

#3 – Prenditi delle pause

Anche se può sembrare difficile, inserisci nella tua pianificazione dei momenti di pausa. Prenderti del tempo per te ti aiuterà ad abbattere i livelli di stress e ad essere più performante.

Prenditi delle pause di 10 minuti l’ora mentre studi o, magari, segui la tecnica del pomodoro per rimanere concentrato. Ritagliati sempre dei momenti per uscire a fare due passi o prendere un caffè con un amico.

#4 – Sfrutta i tempi (apparentemente) morti

A meno che non lavori da casa, probabilmente dovrai spostarti per raggiungere il tuo luogo di lavoro.

Il tuo tragitto da casa a lavoro e viceversa potrebbe durare anche più di mezz’ora a tratta. Il tuo tempo di viaggio è perfetto per studiare.

Ecco come fare:

  • Scarica versioni audio dei tuoi libri di testo e ascoltali mentre guidi. Se stai studiando un argomento molto complesso, registra te stesso e ascolta la tua voce;
  • Se viaggi in autobus, utilizza il tuo smartphone per accedere al materiale di studio
  • Prepara degli schemi e delle mappe concettuali e consultale durante il tuo viaggio in autobus o metro.

Non sprecare il tuo tragitto giornaliero e sfruttalo per trasformarlo in un momento produttivo e utile al tuo studio. Questo ti permetterà di goderti un po’ più di tempo libero dopo il lavoro.

#5 – Semplifica il materiale di studio

Quando abbiamo parlato dell’importanza dell’organizzazione per lavorare e studiare contemporaneamente, ti abbiamo consigliato di pianificare con attenzione la tua giornata pensando già alle ore di studio da dedicargli.

Una delle maggiori sfide del lavoro e dello studio a tempo pieno è la gestione del pesante carico di studio.

Proprio per questa ragione, è importante pianificare attentamente quando e come studierai.

Uno dei metodi migliori sta nella semplificazione del materiale di studio, “scomponendolo” in piccole parti. Ad esempio, se hai 200 pagine da leggere in due settimane, calcola quante ore di studio avrai a disposizione nelle prossime due settimane. Se hai dieci ore disponibili, dovrai leggere almeno 20 pagine all’ora per completare il tuo incarico.

Se non riesci a leggerlo velocemente, dovrai pianificare un budget più lungo per lo studio nel tuo programma.

Semplificando il materiale, raggiungere gli obiettivi giornalieri sarà più facile.

Università Online: ecco come può permetterti di studiare e lavorare

Ora che abbiamo visto i 5 consigli utili da seguire per coniugare studio e lavoro, vogliamo parlarti di una preziosa opportunità per chi sogna di laurearsi senza rinunciare alla sua carriera: l’Università Telematica.

L’Università Online è un istituto riconosciuto dal MIUR, che ha la possibilità di erogare corsi di laurea attraverso un’innovativa modalità di fruizione: la modalità telematica.

Come funziona? Semplicissimo:

  • Diventando uno studente dell’Università Telematica, avrai diritto ad un accesso riservato per seguire le tue lezioni online
  • Collegandoti ad una piattaforma di e-learning potrai seguire le tue lezioni in ogni momento della giornata. La piattaforma, infatti, è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7
  • Potrai rivedere le lezioni tutte le volte che lo desideri, accedere a slide e materiale didattico e fare dei test di autovalutazione per misurare il tuo livello di conoscenze

I benefici di questa modalità di studio sono moltissimi per chi lavora:

  • Potrai organizzare la giornata nel modo migliore: la piattaforma è sempre attiva e ti basterà connetterti da qualunque dispositivo per vedere le lezioni quando lo desideri, senza limiti di tempo. In questo modo sarà più semplice conciliare l’orario di lavoro con quello di studio;
  • Potrai assistere alle lezioni e rivederle tutte le volte che vuoi, senza rinunce
  • Avrai la possibilità di avere un tutor dedicato che ti assisterà in tutte le fasi della tua vita da studente. Il tutor sarà il tuo riferimento per la formazione, per illustrarti tutto quello che devi sapere sulla piattaforma e darti supporto morale allo studio
  • Potrai seguire le lezioni anche in mobilità: tutto ciò di cui hai bisogno è un device e una connessione internet. Se il tuo lavoro prevede molti spostamenti, questa è un’opportunità molto interessante.

L’offerta formativa online dell’Università Niccolò Cusano

L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo una serie di Corsi di laurea, Master e Corsi di specializzazione. In base alle tue necessità e alle tue aspirazioni, potrai scegliere il piano formativo migliore per te e iniziare, finalmente, a coniugare efficacemente studio e lavoro.

Per conoscere nel dettaglio l’offerta formativa, visita il sito Unicusano.it.

Per diventare uno studente Unicusano e lavorare concretamente sulla tua formazione e sulla tua crescita, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come si diventa insegnanti: studi e opportunità

Ti stai chiedendo come si diventa insegnanti? Beh, questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra gli studenti che sentono questa vocazione all’insegnamento e vorrebbero intraprendere una carriera in questo campo.

La carriera scolastica è una delle più ambite in Italia; tuttavia, si tratta di un percorso lungo ed impegnativo, da non sottovalutare in nessuna parte di questo iter. Molto spesso il settore viene coinvolto da nuove normative e, per questo, è importante rimanere sempre aggiornato su ogni aspetto di questo percorso.

Vediamo ora come diventare insegnante e quali sono le parti che compongono questo percorso, dagli studi da fare al concorso pubblico per insegnanti.

Ecco come diventare insegnante

Se sogni di intraprendere una carriera nell’insegnamento, la prima cosa da sapere è che le regole cambiano a seconda di diversi parametri, che vanno dalle materie che si intendono insegnare al grado della scuola prescelta (elementare, media o superiore).

Ci sono, in generale, delle linee guida da conoscere per diventare insegnanti: ti sveleremo quali sono nel corso dei prossimi paragrafi.

LEGGI ANCHE >> Scienze della formazione a Bologna: quello che devi sapere

L’abilitazione all’insegnamento

La prima cosa da fare per poter insegnare è avere l’abilitazione all’insegnamento.

Se intendi insegnare presso scuola dell’infanzia e la scuola primaria l’abilitazione si ottiene già completando il percorso accademico: la laurea magistrale in scienze della formazione primaria, infatti, è già di per sé abilitante.

Per quanto riguarda gli altri gradi di formazione, fino al 2018, era obbligatorio il cosiddetto Tirocinio Formativo Attivo, un percorso annuale con accesso a numero programmato, istituito presso le Università al quale si poteva accedere solo dopo il conseguimento della laurea magistrale.

Con la Legge di bilancio 2019, però, è stata introdotta una novità determinante: il Tirocinio è stato abolito e rimpiazzato da un concorso abilitante che farà accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova.

Il concorso

Secondo il regolamento attualmente vigente, si può diventare insegnante per la scuola secondaria di primo e secondo grado dopo aver superato un concorso pubblico (il concorso a cattedre).

Questo concorso è bandito ogni due anni solo nelle regioni e per le classi di concorso con posti vuoti. La partecipazione a questo concorso è riservata a chi ha già l’abilitazione. Tuttavia, se in presenza di alcuni requisiti, possono partecipare anche coloro che non hanno l’abilitazione. I requisiti sono, nello specifico:

  • Possesso di una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con le classi di concorso per cui si concorre. Per classi di concorso si intendono quei requisiti accademici utili per poter accedere all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado. Per verificare a quali classi di concorso dà accesso il proprio titolo di studio, visita il sito del MIUR
  • Aver conseguito 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Le prove del concorso: argomenti e struttura

Il concorso è composto da tre prove, due scritte e una orale.

Il primo scritto ha come fine quello di esaminare il livello di conoscenze dei candidati su una specifica area disciplinare, scelta in relazione a quelle previste nelle classi di concorso. Nel caso delle classi di concorso riguardanti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta.

Il secondo scritto, invece, ha come fine quello di valutare la conoscenza dei candidati sulla discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche.

Infine, la prova orale obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato in tutte le discipline che hanno che fare con la classe di concorso, in particolare con quelle che il candidato non ha trattato nello scritto. Completano il quadro la verifica delle conoscenze di una lingua straniera e il possesso di abilità informatiche di base.

Le conoscenze dell’insegnante

Abbiamo visto come si diventa insegnanti seguendo il percorso stabilito dalla legge. Ma quali sono le competenze necessarie per superare il concorso e per essere insegnanti perfetti? Sicuramente è bene dedicarsi allo studio approfondito delle discipline antropo-psico-pedagogiche, presenti nelle prove del concorso.

In particolare, dovrai dedicarti allo studio di:

  • Fondamenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia dell’apprendimento scolastico e della psicologia dell’educazione
  • Strumenti legati alla metodologia didattica da applicare e alla valutazione degli alunni
  • Progettazione curriculare della disciplina

I corsi di laurea Unicusano dell’area formazione

Se stai pensando di diventare insegnante e non sai da quale formazione iniziare, eccoti accontentato: i corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano afferenti all’area formazione sono l’ideale per lanciarti in questa professione.

In particolare, i corsi di laurea previsti dalla nostra offerta formativa sono:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

I primi due corsi di laurea sono di durata triennale, mentre i secondi sono di durata biennale e costituiscono la magistrale di specializzazione.

Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, curriculum cognitivo funzionale, è perfetto per sviluppare le conoscenze, le abilità e le competenze per la valutazione delle capacità cognitive e funzionali, oltre che dei giovani disabili, anche di soggetti di ogni età, sedentari, attivi e di soggetti affetti da patologie croniche.

In particolare, sono progettate attività per sviluppare le conoscenze e le strategie operative per intervenire, sia in condizioni di disagio psicosociale, nelle loro varie connotazioni, sia nella prevenzione e recupero, di funzioni fisiche e di funzioni cognitive migliorando i relativi deficit che inficiano i risultati del percorso riabilitativo psicosociale.

Gli sbocchi occupazionali sono molteplici, concentrati nel settore dell’insegnamento e della formazione professionale, così come nel reinserimento e nell’integrazione sociale.

Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, curriculum pedagogico sociale, si concentra nell’acquisizione di competenze come:

  • Programmare, progettare, attuare, gestire e valutare le azioni educative e formative dei servizi pubblici e privati e del terzo settore;
  • Operare nella prevenzione delle situazioni di disagio e di emarginazione sociale di singole persone, nuclei familiari e particolari categorie di soggetti (minori, adolescenti, anziani, tossicodipendenti, disabili, immigrati).

A seconda delle tue inclinazioni e dei tuoi obiettivi, potrai proseguire il tuo percorso di studi con una specialistica ad indirizzo socio-giuridico o psico-educativo.

La didattica Unicusano, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata secondo la metodologia telematica. Potrai seguire le lezioni in qualunque momento, comodamente dalla tua città, collegandoti ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Se il tuo sogno è quello di diventare insegnante, inizia a realizzarlo investendo su una formazione di valore. Iscriviti ai nostri corsi di laurea e disegna il tuo futuro: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare diritto commerciale: i consigli da seguire

Sei uno studente di giurisprudenza e ti stai chiedendo come studiare diritto commerciale? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come approcciarti a questa branca del diritto e come fare per studiare con profitto e raggiungere i tuoi obiettivi.

Prendere 30 in diritto commerciale è il sogno di tutti gli studenti universitari: preparando schemi efficaci, pianificando il lavoro e impegnandoti a rispettare la tabella di marcia, concretizzare questo sogno sarà possibile per te.

Vediamo ora come fare per organizzare il programma e studiare diritto in modo facile e veloce.

Ecco come studiare diritto commerciale passo dopo passo

L’esame di diritto commerciale è, per molti, una prova impegnativa da superare. Lo è sia per gli studenti di giurisprudenza, sia per quelli di economia che si approcciano a questa disciplina così ricca di particolari.

Il diritto commerciale è assai importante sia per chi studia giurisprudenza, sia per chi studia economia; proprio in virtù di questo, è bene prepararsi al meglio. Vediamo ora quali sono gli accorgimenti da seguire per studiare diritto commerciale e superare con successo l’esame.

Che cos’è il diritto commerciale? Una definizione

Prima di spiegarti come si studia diritto commerciale, facciamo un passo indietro e cerchiamo di dare una definizione a questa disciplina.

Il diritto commerciale è una branca del diritto privato che regola i rapporti attinenti alla produzione e allo scambio della ricchezza. Più in particolare, regola ed ha per oggetto i contratti conclusi tra operatori economici e tra essi ed i loro clienti privati (persone fisiche), nonché gli atti e le attività delle società.

Le macrotematiche affrontate da questa branca del diritto sono:

  • L’imprenditore
  • L’azienda
  • La società
  • Il mercato
  • Il contratto
  • La procedura concorsuale

Come puoi vedere, si tratta di tutte tematiche molto importanti sia per chi studia giurisprudenza, sia per chi studia economia. Proprio per la centralità di questi argomenti, è bene assimilare al meglio le nozioni e studiare con metodo.

Il metodo di studio per diritto: ecco da dove cominciare

Come per tutte le discipline, anche il diritto commerciale richiede un metodo di studio e un approccio per affrontare al meglio l’esame. Cosa intendiamo per metodo di studio? Semplicemente quel complesso di azioni che guidano il processo di apprendimento, dagli appunti presi durante le lezioni allo svolgimento della prova d’esame.

Per superare con successo uno degli esami più temuti, dovrai sicuramente impegnarti molto e, soprattutto, seguire una serie di accorgimenti. Ti consigliamo, anzitutto, di dare poco peso alle voci di corridoio su professori, assistenti e modalità d’esame: questo ti porterebbe solamente a vivere la preparazione con un’ansia controproducente.

Ciò che dovrai fare, per iniziare, è procurarti il materiale di studio. Vediamo nel prossimo paragrafo come organizzarlo al meglio.

Come organizzare lo studio

La prima cosa da fare se vuoi capire come studiare diritto commerciale è l’organizzazione del materiale. Avere a disposizione tutto ciò che ti serve per studiare è fondamentale per creare un ordine mentale e attivare il processo di apprendimento.

Una volta seguite le lezioni (il nostro Ateneo offre anche la modalità telematica, per seguire le lezioni comodamente online), prendi tutti gli appunti di cui hai bisogno e associali a ciascun capitolo del libro. Creare questa mappa ti aiuterà a generare connessioni tra gli argomenti.

Prenditi poi il tempo necessario per leggere con attenzione ogni singolo capitolo alla ricerca delle parole e dei concetti chiave. Potresti poi inserire i concetti chiave in una mappa concettuale, per organizzare meglio le informazioni e guidarti nello studio dei vari capitoli.

Non aver paura di rileggere i concetti che non comprendi subito: spesso una rilettura può chiarire tutti i dubbi.

Oltre al materiale di studio per l’esame, ti consigliamo di avere a portata di mano anche il libro di Diritto Privato e Costituzionale, perché potrebbe esserti utile per verificare qualche norma studiata in precedenza.

I 3 consigli per studiare efficacemente per l’esame di diritto commerciale

Vediamo ora tre consigli per orientarti nello studio di questa disciplina.

#1 – Non imparare a memoria: resisti alla tentazione di studiare imparando le nozioni a memoria. Il processo diventerebbe estremamente faticoso e non porterebbe ai risultati sperati. Leggere più volte, invece, ti aiuta a fissare le informazioni e a fare i giusti collegamenti

#2 – Crea applicazioni pratiche: Una volta che avrai capito ogni aspetto delle norme, sarai in grado di utilizzarle per risolvere una controversia pratica. Riuscirai quindi a formulare considerazioni del tipo: “nel caso in esame la s.r.l. può deliberare l’aumento di capitale senza opzione, dove la s.n.c. diventa socia della s.r.l. e vi conferisce un’azienda; altrimenti la s.n.c. può deliberare una scissione parziale a beneficio della s.r.l., ed allora i soci della s.n.c. si troveranno ad essere soci della s.r.l. …” Ricordate che applicare le norme ad esempi pratici vi aiuterà a memorizzarle e a comprenderle meglio.

#3 – Ripeti ad alta voce: la ripetizione è fondamentale perché ti aiuta ad ascoltarti e a capire se hai davvero padronanza dell’argomento.

Ricapitolando:

  • Inutile imparare le norme a memoria se non le hai capite fino in fondo. Meglio rileggere e capire l’argomento, magari aiutandoti con le mappe concettuali. Tieni sotto mano un vocabolario per le parole che non conosci e anche un libro di diritto privato e costituzionale
  • Prova ad applicare praticamente ciò che stai studiando e rapportalo a casi reali. Attraverso l’esperienza, riuscirai a memorizzare meglio tutti gli argomenti studiati
  • Ripeti ad alta voce per fissare i concetti e acquisire il linguaggio giuridico.

Studiare diritto commerciale all’Università: Corsi di Laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come studiare diritto commerciale e prepararsi al meglio per l’esame, ti spieghiamo il percorso di studi ideale per approcciarti a questa disciplina e approfondire tutti gli elementi che la caratterizzano.

Se sei un appassionato di diritto, il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione ideale per te

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Come vestirsi alla discussione della tesi di laurea? Idee per outfit per laureandi e invitati

Come vestirsi alla discussione della tesi di laurea?

Questa è una domanda molto frequente sia tra i laureandi, sia tra coloro che devono assistere ad una sessione di laurea e non sanno cosa indossare. La discussione dell’elaborato finale è il momento più importante nella vita di uno studente: si tratta, infatti, del coronamento di un percorso di studio lungo e impegnativo, fatto di soddisfazioni e sacrifici. Presentarsi al meglio è fondamentale, così come scegliere degli abiti in grado di rispecchiare la propria personalità e la propria indole.

Che tu sia un laureando o un invitato, in questa guida dell’Università Niccolò Cusano troverai una serie di consigli per scegliere l’outfit per la tesi di laurea perfetto per le tue esigenze. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come scegliere l’outfit per la discussione della tesi

Ci siamo: finalmente il fatidico giorno è alle porte e non vedi l’ora di celebrare l’inizio della tua nuova vita e l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma hai già scelto cosa indossare il giorno della tua laurea? Ecco una serie di spunti utili per vestirti durante la discussione. Se sei un invitato, non temere, abbiamo pensato anche a te: troverai tanti consigli nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Cosa indossare alla laurea (versione femminile)

Se sei una laureanda, sicuramente ti sarai chiesta come vestirti per la tesi di laurea. Ebbene, eccoti accontentata: vediamo qualche spunto utile per scegliere l’outfit adatto. Come sai, la discussione della tesi è un momento piuttosto formale, che richiede una certa tipologia di abbigliamento. Non c’è un dress code prestabilito, ma ci sono sicuramente delle cose da evitare assolutamente e delle cose molto adatte.

Tra gli outfit che potresti indossare:

  • I tailleur sono molto gettonati per la sessione di laurea: una giacca e una gonna con un taglio classico sono perfetti per l’occasione. Se ami i pantaloni, vanno benissimo anche quelli in sostituzione della gonna. Potresti optare per colori neutri e dettagli non troppo vistosi;
  • Anche un abito potrebbe essere perfetto per la discussione della tesi, a patto che sia lungo almeno fino al ginocchio. Se lo desideri, potresti indossare un collant velato;
  • Per le scarpe, scegli qualcosa di classico ed elegante. Una scarpa color nude è l’ideale; un tacco medio è comodo e perfetto per l’occasione;
  • Scegli accessori sobri, come borse e gioielli. Si ai colori pastello, no ai gioielli troppo vistosi. Una collana di perle, una catenina delicata o un fermaglio per i capelli danno un tocco di eleganza e classe in più.

A prescindere dalle idee che ti abbiamo appena dato, scegli qualcosa con cui ti senti a tuo agio e che rispecchi la tua personalità.

Ci sono degli errori di stile da non fare? Ecco cosa NON INDOSSARE alla laurea:

  • Vestiti troppo corti e succinti, arricchiti con pailettes e decorazioni vistose;
  • Gioielli eccessivi come, ad esempio, braccialetti di pelle e borchie;
  • Abbigliamento di tutti i giorni, come una t-shirt e un paio di jeans strappati;
  • Tacchi troppo alti o a spillo;
  • Make-up eccessivo.

Come vestirsi per la discussione della tesi (versione maschile)

Ora che abbiamo visto come vestirsi per la discussione della tesi di laurea per una ragazza, vediamo ora la versione maschile dei possibili outfit da sfoggiare. Anche in questo caso, ci sono degli spunti utili da considerare quando si sceglie l’abbigliamento per l tesi di laurea. Ecco qualche consiglio:

  • Il classico tailleur maschile con giacca, cravatta e pantaloni abbinati è un must per la sessione di laurea: si tratta, senza dubbio, dell’outfit più utilizzato per celebrare questo momento;
  • In alternativa, va anche bene indossare solo la camicia e la cravatta o, alternativamente, solo la giacca e la camicia senza la cravatta.

Anche in questo caso, ciò che è importante è trasmettere alla commissione esaminatrice serietà, maturità e rispetto. Anche per gli uomini, ci sono degli errori di stile da non fare. Ecco qualche esempio:

  • Scarpe da ginnastica e look troppo sportivi come felpa e jeans strappati;
  • Barba e capelli in disordine;
  • Accessori troppo vistosi.

Cosa indossare per la discussione della tesi se sei un invitato

Ora che abbiamo visto come vestirsi alla discussione della tesi di laurea versione laureandi, vediamo cosa indossare per la tesi se sei un invitato.

Come vestirsi alla laurea della fidanzata

Che vestito scegliere per la laurea della fidanzata? Beh, la prima cosa da chiarire è che, se sei un invitato, non è richiesta la stessa formalità prevista per il laureando. In questo caso ci sono molti meno accorgimenti da seguire e il look per assistere alla discussione è molto più libero.

Va bene sia un look più formale, come camicia, giacca e pantaloni, sia un look decisamente più informale come uno spezzato o, addirittura, un jeans e una camicia. Valuta anche la possibilità di scegliere un look versatile, adatto anche per la successiva festa di laurea.

Come vestirsi alla laurea del fidanzato

Come abbiamo detto per gli uomini, anche per le donne non ci sono particolari “regole” da seguire. Se stai assistendo alla laurea del tuo fidanzato, puoi optare per un abito semplice ed elegante oppure per un tailleur. Se vuoi un look più semplice, ti basterà indossare un paio di pantaloni o una gonna al ginocchio, abbinati ad una blusa. Luce verde anche per le tute intere.

Come vestirsi alla laurea di un amico

Se devi scegliere un outfit per assistere alla laurea di un amico, opta per qualcosa che ti faccia sentire a tuo agio. Ecco qualche spunto da uomo:

  • Pantaloni blu e camicia bianca, senza cravatta
  • Polo e jeans scuro
  • T-shirt e pantaloni chiari, soprattutto se è estate
  • Jeans e camicia fantasia
  • Spezzato con jeans, camicia e giacca, se vuoi essere più elegante

Per le donne:

  • Abito fantasia floreale lunghezza al ginocchio, abbinato ad un tacco medio
  • Abito tinte pastello e décolleté color nude
  • Gonna blu e camicia bianca in raso
  • Giacca, camicia e jeans
  • Pantaloni taglio a palazzo e blusa
  • Jumpsuite tinta unita

Come vestirsi alla laurea di un figlio

Chiudiamo questa guida su come vestirsi alla discussione di una tesi di laurea con qualche consiglio per scegliere l’outfit giusto per assistere alla laurea del proprio figlio.

Anche in questo caso, valgono i consigli che abbiamo dato per gli invitati. Preferisci sempre colori neutri, come il fango, il beige, il grigio perla o in alternativa le tonalità scure: nero, blu, verde bottiglia, rosso cupo. Se sei una donna, puoi indossare un abito non troppo aderente con giacca della stessa stoffa, abbinandolo a décolleté dal tacco medio. Se la sessione di laurea è invernale, puoi abbinare anche un cappotto.

Se sei un uomo, via libera al completo o ad uno spezzato elegante, anche senza cravatta.

Su cosa indossare per la laurea abbiamo detto proprio tutto per oggi: non ci resta che farti le nostre congratulazioni per il raggiungimento di questo importante traguardo.

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Come scrivere una tesi di laurea in psicologia? Tutti i passi da seguire

Se sei uno studente universitario in procinto di terminare il tuo percorso di studi, sicuramente starai pensando alla scrittura della tua tesi di laurea. In particolare, se sei iscritto ai nostri Corsi di Laurea dell’area psicologica, ti sarà di certo utile capire come scrivere una tesi di laurea in psicologia.

In questo caso, abbiamo una soluzione per te: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna ti spiegheremo come si scrive una tesi passo dopo passo, dalla scelta dell’argomento alla selezione delle fonti.

La tesi è il momento più importante nella vita di uno studente: questo rappresenta il raggiungimento di un traguardo fondamentale, quello che ti introdurrà al futuro professionale che hai sempre sognato. Per questa ragione è bene capire in che modo costruire un elaborato finale perfetto, che metta in luce tutto ciò che hai appreso in questi anni di studio.

Vediamo ora quali sono i passi da fare per scrivere la tua tesi in psicologia.

Tutto quello che devi sapere su come si scrive una tesi in psicologia

Ci siamo: gli esami del tuo corso di laurea sono quasi giunti al termine ed è arrivato per te il momento di pensare al tuo elaborato finale. Ma da dove partire per la scrittura del tuo lavoro? Siediti e mettiti comodo: ti spiegheremo tutti i passaggi da fare nei prossimi paragrafi di questa guida.

LEGGI ANCHECome iniziare la tesi: consigli per l’introduzione perfetta

Che cos’è la tesi?

Iniziamo la nostra guida con qualche informazione di base, da assimilare per scegliere la tipologia di tesi da sviluppare e impostare correttamente il tuo lavoro.

La tesi di laurea è un manoscritto originale prodotto dallo studente sotto la guida del docente titolare della materia (relatore) e dei suoi collaboratori. Lo studente sceglie un argomento da trattare, in accordo con il docente, e sviluppa uno studio in grado di mettere in luce un particolare aspetto di quel tema.

Generalmente, le tesi di laurea in psicologia sono di due tipi:

  • Tesi empirica, in cui vengono raccolti dati da analizzare e discutere;
  • Tesi compilativa, in cui viene discusso un argomento riportando i dati raccolti da altri

Nonostante la struttura di queste due tipologie di tesi differisca in alcuni aspetti, le linee guida generali sono comuni e applicabili ad entrambi i modelli. Vediamo ora qual è la struttura di una tesi in psicologia.

Struttura della tesi

La tesi di laurea è un documento molto particolare, che segue una struttura ben definita composta da alcuni elementi:

  • Titolo e sottotitolo
  • Prefazione
  • Abstract
  • Indice dei contenuti
  • Introduzione
  • Corpo del testo suddiviso in capitoli
  • Conclusione
  • Ringraziamenti
  • Bibliografia e sitografia

Vediamo ora in che modo sviluppare questi elementi per scrivere la tua tesi in psicologia.

Scrittura della tua tesi passo dopo passo

Per sapere come scrivere una tesi di laurea in psicologia, è importante capire come procedere step by step. Te lo spieghiamo nei prossimi paragrafi.

La scelta dell’argomento

Scegliere l’argomento della tesi di laurea è un primo fondamentale passaggio per lo sviluppo del tuo lavoro. Per la scelta dell’argomento, puoi iniziare individuando le tue passioni, considerando anche le tue aspirazioni professionali. Il docente che hai scelto come relatore può davvero aiutarti ad individuare un tema interessante per le tue aspettative.

Una volta scelto l’argomento, procedi con una mappa concettuale per capire come sviluppare il lavoro, quali sono i suoi obiettivi e intercettando una bibliografia sommaria da cui partire. Avere una rosa di libri e di autori di partenza su un determinato argomento ti aiuterà a gettare nuova luce sul tema che stai trattando e a capire in che modo dare un contributo utile con il tuo lavoro.

Titolo e sottotitolo

Ogni tesi di laurea si compone di un titolo e, molto frequentemente, di un sottotitolo. Il titolo deve essere rappresentativo di tutta la tua opera. Proprio per assicurarti che questo rispecchi al meglio la tua tesi, ti consigliamo di concentrarti nella scelta del titolo al termine del tuo lavoro. Solo in questo modo potrai avere una visione globale delle sfumature del tuo elaborato finale.

Il sottotitolo, in genere, ha come funzione quello di ampliare il campo semantico del titolo. Si tratta di un mezzo utile per aggiungere qualcosa a ciò che non abbiamo detto, dando al lettore delle informazioni in più su ciò che può trovate nella tesi. Facciamo un esempio concreto applicato ad una tesi in psicologia.

  • Titolo: I disturbi dello spettro autistico
  • Sottotitolo: Aspetti psicologici e ambiti d’intervento nella prima età

Prefazione

In alcune tesi di laurea è presente anche una prefazione, che consiste in una nota personale riguardate la tua tesi triennale o magistrale. Nella prefazione puoi offrire al lettore una serie di informazioni circa le origini e il contesto della tua tesi.

Abstract

L’abstract è una sorta di “riassunto” della tua tesi. Questo ha la funzione di fornire al lettore una panoramica molto generale sul tuo lavoro. Dovrai inserire, ad esempio, qualche cenno sull’argomento scelto e sulla metodologia utilizzata.

Si tratta proprio di una “fotografia” della tesi, utile per guidare il lettore all’interno delle varie sezioni della tesi, chiarendo cosa deve aspettarsi dal tuo lavoro.

Indice dei contenuti

L’indice di una tesi è una delle parti fondamentali, utile per dare un ordine ad ogni parte del tuo lavoro. Qui dovrai elencare i capitoli della tua tesi triennale o magistrale con il relativo numero di pagina. L’indice della tesi dà al lettore una panoramica generale e il numero di pagina di inizio di ogni capitolo, facilitando la lettura.

Introduzione

Un’altra parte importante della tua tesi di laurea in psicologia è l’introduzione. In questa parte di apertura dovrai introdurre l’argomento oggetto della tua tesi, illustrando la struttura del tuo lavoro, la metodologia applicata, le tematiche affrontate.

Corpo della tesi

Questo è il “cuore” del tuo lavoro; si tratta della tesi vera e propria, composta da diversi capitoli. Ogni capitolo può trattare un aspetto in particolare del tuo argomento.

Conclusione

Nella conclusione puoi dare al lettore una panoramica sui risultati che hai ottenuto attraverso la tua tesi. Qui potrai fornire a chi legge le risposte a tutti i dubbi, offrendo il tuo punto di vista e la tua particolare prospettiva futura.

Ringraziamenti

In questa parte della tua tesi potrai ringraziare liberamente tutte le persone che hanno contribuito positivamente al tuo lavoro di ricerca. Possono essere, ad esempio, i tuoi genitori, il tuo relatore, i tuoi colleghi di corso.

Bibliografia e sitografia

Fondamentale nelle tesi di laurea in psicologia sono bibliografia e sitografia. La bibliografia di una tesi consiste nell’elenco ordinato di tutte le fonti scritte consultate per il tuo elaborato. La sitografia, invece, comprende tutte le risorse web e digitali consultate per costruire il tuo lavoro.

La bibliografia è la parte più importante di una tesi: avere buone fonti facilita molto il tuo lavoro e ti offre spunti notevoli per arricchirlo. All’inizio la tua bibliografia di base sarà piuttosto scarna; man mano che avanzerai nella scrittura, avrai sicuramente modo di inserire altri elementi. Per costruire la tua bibliografia, inizia facendo una ricerca in rete e leggendo la bibliografia di altri lavori affini per argomento a quello che intendi sviluppare tu.

Su come scrivere una tesi di laurea in psicologia abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che cimentarti nella stesura del tuo elaborato e goderti il tuo successo.

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Difficoltà di concentrazione nello studio? Ecco come superarla

Ti capita di avere difficoltà di concentrazione nello studio? Beh, sicuramente è una condizione che, almeno una volta, avrai sperimentato nella tua carriera da studente.

Riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione non è semplice: ci sono dei momenti in cui la determinazione è poca, così come la voglia di studiare. Studiare è un processo che richiede impegno e attenzione: concentrarsi, infatti, implica rimanere focalizzati su una sola attività e, per apprendere al meglio, è importante far sì che questa concentrazione rimanga sempre al massimo.

Studiare con la massima concentrazione porta a fare un lavoro utile e produttivo, massimizzando l’apprendimento ed eliminando le interferenze. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo proprio come combattere la mancanza di concentrazione e studiare al massimo delle tue possibilità. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere per migliorare la concentrazione nello studio

A tutti noi può capitare di perdere la concentrazione a volte. Ci sono momenti in cui la tua mente vaga da un pensiero all’altro, le tue preoccupazioni ti distraggono e la distrazione assorbe le tue energie prima ancora che tu te ne accorga. Come fare?

Siediti e continua nella lettura: ti spiegheremo come far diventare la difficoltà di concentrazione nello studio un lontano ricordo.

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Da cosa dipendono i problemi di concentrazione?

La prima cosa da affrontare in questa guida riguarda proprio la definizione di concentrazione, che ci è utile per individuare le possibili cause e le manifestazioni della mancanza di attenzione.

Quando parliamo di concentrazione facciamo riferimento alla nostra capacità di focalizzare efficacemente l’attenzione sui compiti che stiamo svolgendo. Quando siamo concentrati, riusciamo a bloccare le distrazioni e inibire le azioni che potrebbero farci perdere l’attenzione, come pensieri o suoni irrilevanti.

Quando la concentrazione è massima, noterai il tuo studio sembrerà migliore, più facile e più veloce.

I problemi di concentrazione diventano un vero ostacolo quando l’incapacità di concentrarsi ti limita nello studio e ti impedisce di apprendere. I livelli di concentrazione variano in base a diversi fattori, come:

  • Livello di dedizione al compito che stai svolgendo
  • Interesse per l’attività
  • Capacità di completare l’attività
  • Stato fisico ed emotivo
  • Un ambiente favorevole con poche distrazioni

Per capire come arginare le difficoltà a concentrarti nello studio, dovrai agire su questi fattori, perché sono proprio questi che influiscono maggiormente sulla tua abilità. Vediamo ora da dove iniziare per essere più concentrato e produttivo.

Cosa fare per essere più produttivo nello studio

Se essere produttivo nello studio è la tua ambizione, abbiamo la soluzione per te: ecco da dove cominciare per migliorare te stesso ed essere sempre concentrato.

Scegli il giusto ambiente

La prima cosa da fare quando si studia è trovare un ambiente privo di distrazioni. Se vuoi migliorare la tua attenzione allo studio, dovrai prendere alcune misure radicali.

Da dove cominciare? Inizia osservando attentamente il tuo ambiente di studio. In generale, non dovrebbe esserci nulla in grado di distrarti dallo studio. L’ideale è scegliere un ambiente silenzioso, con una scrivania, una sedia comoda e il materiale per studiare. Devi fare in modo di allontanare da te ogni tentazione e creare un ambiente completamente “sterile”: niente TV, niente giochi, niente social media.

Alcuni studenti preferiscono studiare in biblioteca proprio per questo: prendi in considerazione questa possibilità, se pensi che studiare a casa ti porti troppe distrazioni.

Libera la mente

Curare l’ambiente esterno non è l’unica attenzione da rivolgere per migliorare il tuo studio. Dovrai curare anche l’ambiente “interno” alla tua mente, ossia i tuoi pensieri.

Avere troppi pensieri interrompe il tuo flusso di concentrazione e porta la tua mente a vagare senza meta per ore, evitando di portare a termine i tuoi compiti. Per aiutarti a mantenere un più alto livello di concentrazione nello studio, potresti optare per diverse soluzioni, come ad esempio la meditazione.

La meditazione ti aiuta proprio ad “allenare” la tua capacità di attenzione nei confronti di un’attività. Questo tipo di attenzione è esattamente quella di cui hai bisogno mentre sei sui libri.

Ritagliati una breve sessione meditativa prima di iniziare a studiare: in questo modo potrai liberare la mente dai pensieri tossici e abbattere i livelli di stress. Prenditi un paio di minuti prima di ogni sessione di studio, chiudi gli occhi e cerca di eliminare ogni pensiero. Allo stesso tempo, impegnati a dedicare alla meditazione mezz’ora della tua giornata: con tanta pratica e dedizione, i risultati non tarderanno ad arrivare.

Ritrova la tua motivazione

Spesso la difficoltà di concentrazione nello studio è legata ad una carenza di motivazione. Ricordarti sempre perché ti stai impegnando così tanto nello studio è sicuramente una buona pratica da mettere in atto.

Ci sono diversi motivi per i quali potresti sentirti poco motivato:

  • Sei stanco e stressato
  • Hai cose migliori da fare in quel momento
  • Trovi la materia noiosa
  • Hai altri pensieri nella tua vita
  • Stai pensando al fallimento

Se pensi che almeno uno di questi motivi sia il tuo, inizia chiedendoti cosa fa salire la tua motivazione: un complimento da parte di un insegnante o un voto positivo possono fare miracoli sulla tua autostima.

Blocca le distrazioni

Allontana da te ogni possibile distrazione mentre studi. Blocca il telecomando della TV, del computer, dello smartphone, del lettore MP3 e di qualsiasi altra cosa che ti distragga. Assicurati di non avere accesso a questo tipo di distrazioni mentre studi.

La capacità di concentrarsi e di focalizzarsi adeguatamente dipende in gran parte dalla capacità di bloccare le distrazioni. Se sei molto distratto, il tuo livello di concentrazione diminuirà.

Quando senti che la tua attenzione sta calando notevolmente, meglio prenderti una pausa di 5 minuti: prendi un po’ d’aria, respira profondamente e ricomincia.

Inizia a studiare davvero

L’ostacolo maggiore quando si parla di studio è iniziare davvero a farlo: dovrai motivarti ad iniziare a studiare. La maggior parte degli studenti sa che questo è un grosso problema da affrontare. Non esitare: raccogli il materiale di studio e inizia a metterti sui libri. Prima lo farai, prima potrai raggiungere il tuo obiettivo.

La seconda difficoltà è quella di continuare a studiare dopo aver iniziato: allena la tua forza di volontà e concediti delle piccole ricompense ogni volta che raggiungi un obiettivo. Quando studi, meglio programmare le attività in un planning giornaliero e settimanale, in grado di fornirti una visione d’insieme sulle ore di studio della tua giornata. Pianificare è il modo migliore per evitare di procrastinare.

Cura te stesso

Costringerti a stare sui libri dieci ore al giorno senza essere produttivo rischia di essere una vera tortura. Uno dei migliori investimenti che puoi fare per migliorare le tue prestazioni cognitive è mantenere il tuo corpo sano. Mangia bene e dedicati ad un buon riposo. Datti il ​​tempo di rilassarti e goderti le attività che ti piacciono. Abbassare il livello di stress ti aiuterà ad essere più concentrato e attento sui libri.

Su come abbattere le difficoltà di concentrazione nello studio abbiamo detto tutto, per ora: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e raggiungere con successo i tuoi obiettivi.

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Come vincere la pigrizia: ecco i 5 consigli per essere attivo

Vorresti essere più produttivo e scoprire qualche consiglio utile su come vincere la pigrizia? Beh, che tu sia uno studente universitario o un lavoratore (o entrambe le cose), ti saranno sicuramente capitati dei momenti in cui la voglia di oziare era davvero irresistibile.

Non sempre, infatti, siamo predisposti ad essere produttivi: ci sono dei momenti in cui, per una serie di motivi, la nostra determinazione cala e la nostra voglia di darci da fare rimane ai minimi storici. Se pensi di essere pigro e vorresti capire come combattere la pigrizia, sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto i migliori consigli per lasciarsi la pigrizia alle spalle e rendere la nostra vita super attiva.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come combattere la pigrizia in poche semplici mosse

Per chiunque sia impegnato a raggiungere il massimo delle prestazioni, lo sviluppo personale, l’autorealizzazione e l’autocontrollo, la pigrizia può sembrare un nemico mortale da abbattere assolutamente. Ma da dove partire per eliminare la pigrizia mentale e tutte quelle resistenze che inibiscono la nostra crescita?

Quando parliamo di pigrizia, di solito intendiamo quel desiderio di essere oziosi, di non fare nulla e di resistere allo sforzo. Si tratta di un vero e proprio stato di passività, lontano dall’azione, che tende a lasciare le cose come sono.

A volte un po’ di pigrizia è del tutto giustificata, come ad esempio dopo una lunga giornata di studio o di lavoro. Tuttavia, se la voglia di non fare nulla capita troppo spesso e influisce negativamente sulla tua vita, significa che è proprio arrivato il momento di agire.

Per scoprire come vincere la pigrizia, continua a leggere questa guida: troverai una serie di consigli utili nei prossimi paragrafi.

LEGGI ANCHESmettere di procrastinare: tecniche e consigli per imparare ad agire subito

1 – Sei pigro o sopraffatto?

Capire come fare per vincere la pigrizia è importante, ma sei sicuro di essere davvero pigro?

Beh ci sono diverse persone in realtà attive e produttive che si identificano come “pigre” perché trascorrono il tempo libero a rilassarsi, o hanno progetti che vogliono portare avanti ma che non hanno finito.

In una società dinamica, che ci vuole perennemente “occupati”, dedicarti all’ozio o alle tue passioni può essere vissuto quasi come un peccato mortale. in questo caso, è facile convincerti che non sei concentrato, produttivo o abbastanza attivo.

Ti sei chiesto se la tua è una vera pigrizia, oppure solo necessità di ritagliarti qualche ora per te stesso? La prima cosa che dovresti fare è identificare il problema (ammesso che ci sia) e, in seconda battuta, capirne le cause scatenanti. Un eccessiva mole di lavoro rischia di sopraffarti e, in tal caso, la pigrizia e la voglia di oziare potrebbero essere una risposta fisiologica ad un carico di stress troppo elevato.

In realtà definirti come “pigro” non ti aiuta a centrare il nocciolo del problema; al contrario, rischia di diventare quasi un alibi che non ti spiega in che modo correggere certi problemi. Più che pigrizia, il tuo problema potrebbe essere:

  • Mancanza di autodisciplina: non sai rispettare un programma o portare a termine un progetto. Ti distrai spesso e non riesci a prendere un impegno serio con te stesso;
  • Aspettative poco realistiche: per capire se sei davvero poco produttivo, dovrai fissarti degli obiettivi e misurare le tue performance. Se il senso di inattività prosegue, è probabile che i tuoi obiettivi siano poco realistici e che tu sia troppo severo con te stesso;
  • Assenza di motivazione: ti sei chiesto perché ti prendi un determinato impegno? Qual è il motore che si cela dietro alle tue azioni? Se ti senti poco stimolato, potrebbe essere per una mancanza di motivazione.

Come vedi, la pigrizia spesso è solo un alibi che nasconde una questione più grande da gestire. Per contrastare questi meccanismi:

  • Fissati sempre degli obiettivi realistici e misurabili;
  • Imponiti una disciplina e fissa dei goals giornalieri da raggiungere assolutamente;
  • Datti delle ricompense quando raggiungi i tuoi obiettivi e concediti qualche sfizio per premiare la tua disciplina.

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2 – Scomponi le tue attività

Quando si parla di come vincere la pigrizia, un consiglio prezioso è quello di scomporre ogni attività da svolgere in piccoli obiettivi.

Spesso evitiamo di svolgere alcuni compiti perché li troviamo troppo grandi, troppo opprimenti, troppo stancanti o troppo bisognosi di tempo. Scomporre un compito in diversi compiti più piccoli può risolvere questo problema.

In questo modo, non avrai più scuse per portare a termine la tua attività, perché non la percepirai più come difficile o intimidatoria. Questo sistema ti aiuterà a vincere molte resistenze e migliorerà la tua produttività, nel lavoro ma anche nello studio. Facendo un esempio concreto, invece di importi lo studio di un intero manuale, scomponi questo materiale in brevi capitoli da studiare ogni giorno: sarà più facile per te affrontare questo compito e portarlo a termine brillantemente.

3 – Analizza le tue abitudini

Ci sono delle abitudini assai dannose per la nostra produttività, anche se in apparenza possono sembrare innocue. Se la prima cosa che fai quando torni a casa è buttare le chiavi sul tavolino, sdraiarti sul divano e accendere il televisore, ti stai preparando per una serata poco produttiva.

in che modo può disincentivarti tutto questo? Poniamo il caso che il tuo obiettivo sia quello di perdere qualche chilo. Vorresti riuscire a fare esercizio fisico, ma ti sei risposto che sei troppo pigro per dedicarti a questa attività. in realtà quello che ti serve è un cambio di abitudini: invece di tuffarti sul divano, quando arrivi a casa, mettiti in tuta e fatti una passeggiata o una corsa. Secondo gli studiosi, per creare un nuovo ciclo di abitudini ci vogliono circa 20 giorni: i primi tempi saranno duri, ma poi ti risulterà davvero naturale e raggiungere i tuoi obiettivi sarà sempre più semplice.

4 – Evita le vie di fuga

Quando hai davanti a te una giornata di studio o di lavoro e la pigrizia ti assale, probabilmente ricorri ad una via di fuga che ti distolga dall’impegno.

Proprio per questo, è importante rimuovere tutte quelle cose che di solito usi per procrastinare. La domanda che devi rivolgerti è: dove scappo di solito invece di fare il mio lavoro?

Le risposte potrebbero essere diverse: potresti dedicarti alle chiacchiere con gli amici, ai social media, ai videogiochi. Elimina queste vie di fuga e imponiti una disciplina: togliere da davanti a te gli elementi di distrazione ti aiuterà a rimanere concentrato.

5 – Impara dalle persone di successo

Per capire come vincere la pigrizia, non c’è modo migliore di studiare il comportamento e le abitudini delle persone di successo. Impara da loro: parla con persone che reputi di successo e chiedigli quali sono i loro segreti. Il superamento dell’abitudine alla pigrizia si ottiene attraverso una serie di azioni e attività quotidiane, quando si sceglie di agire, invece di rimanere passivi.

Ogni volta che superi la tua pigrizia diventi più forte e ti avvicini agli obiettivi da raggiungere. Lasciati “contaminare” da un ambiente positivo e da persone di successo. Leggi biografie di persone che hanno lasciato il segno e libri sulla produttività e sulla gestione del tempo. Vedrai che, applicando i nostri consigli, i risultati non tarderanno ad arrivare.

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I 10 film di Natale romantici da vedere assolutamente

I film di Natale romantici sono i protagonisti indiscussi del periodo delle festività invernali. Dopo un anno di studio intenso, le feste natalizie sono l’occasione migliore per rilassarsi in compagnia e dedicarsi al relax e ai momenti in famiglia o con gli amici.

Per rendere il tuo Natale ancora più speciale, ci sono tantissimi film che, in questi anni, hanno rappresentato e rappresentano ancora dei veri e propri must have per questa stagione. Dai grandi classici alle ultime uscite, sono davvero molti i film natalizi da vedere nelle fredde sere invernali.

Ecco le 10 commedie romantiche ispirate al Natale che dovresti proprio vedere.

Una top ten di commedie romantiche natalizie da non perdere

Il periodo natalizio è praticamente perfetto per una commedia romantica. Nei film che abbiamo scelto ci sono famiglie bizzarre da incontrare, auguri di Natale commoventi e tradizioni da mantenere. Ecco per te i 10 migliori film di Natale da vedere.

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1 – Love Actually

Apriamo la nostra top ten di classici film di Natale romantici con Love Actually. Questa commedia corale romantica del 2003 mette al centro della narrazione diversi aspetti dell’amore, dove i personaggi si mescolano nelle varie storie passando da protagonisti a figure secondarie.

Le vicende affrontate nel film sono diverse, dal padre vedovo che cerca di dare i giusti consigli amorosi al figlio fino a un viaggio in America per trovare il vero amore. Non ti sveliamo altro e ti lasciamo alla visione del film.

2 – Edward Mani di Forbice

Tra i film sentimentali da vedere nel periodo natalizio non possiamo non menzionare Edward Mani di Forbice, un classico del 1990 diretto da Tim Burton.

Il film non è solamente una storia d’amore, ma è un susseguirsi di scende ad alto impatto emotivo. Tutta la vicenda ruota attorno alla profonda e sofferta amicizia che prova a nascere tra il “ragazzo artificiale” Edward, interpretato da Johnny Depp e Kim, la ragazza dal cuore d’oro che diventa la sua protettrice, interpretata da Winona Ryder.

3 – La neve nel cuore

Proseguiamo la nostra top ten con La neve nel cuore, una commedia del 2005 che vanta un cast davvero interessante: tra i protagonisti, nomi del calibro di Diane Keaton, Craig T. Nelson, Dermot Mulroney, Sarah Jessica Parker e Luke Wilson.

Al centro della trama, le disavventure natalizie della famiglia Stone, nel cuore di una cittadina del New England. Tutto inizia quando il figlio maggiore porta a casa la sua fidanzata; l’accoglienza da parte della famiglia, però, non è delle migliori. Sopraffatta dall’accoglienza ostile, la fidanzata (interpretata da Sarah Jessica Parker) chiede supporto emotivo a sua sorella, peggiorando la già complessa situazione. Come finirà? Te lo lasciamo scoprire guardando il film.

4 – L’amore non va in vacanza

L’amore non va in vacanza è uno dei film commedia di Natale da vedere assolutamente se ami le storie romantiche e commoventi. Protagoniste della storia due giovani donne, Iris e Amanda, entrambe con qualche problema sentimentale.

Le vite delle due donne si intrecciano e le sorprese riservate da questa pellicola sono moltissime. Una curiosità sul film? Ha avuto un ottimo successo di critica, negli USA e in Europa. Ruthe Stein del San Francisco Chronicle ha dichiarato che il film era “il più romantico del momento rispetto a Love Actually”.

5 – Il Diario di Bridget Jones

Un vero cult da vedere durante le festività natalizie è Il diario di Bridget Jones, una commedia romantica britannica del 2001 diretta da Sharon Maguire e ispirata al romanzo omonimo di Helen Fielding.

Il film è ambientato nel periodo natalizio e vede come protagonista la giovane Bridget, impiegata nel mondo dell’editoria e del giornalismo interpretata da Renèe Zellweger. La storia si concentra sulla vita amorosa di Bridget, che inevitabilmente si incrocia anche con quella professionale: la ragazza, infatti, inizia una relazione con il suo capo, Daniel Cleaver. Allo stesso tempo, Bridget inizia a conoscere meglio anche Marc Darcy, avvocato ed ex compagno di università di Daniel.

Tra i due non corre buon sangue e Bridget dovrà scegliere uno dei due. Non ti sveliamo altro e ti lasciamo alla visione del film, che ha anche due sequel: Che pasticcio Bridget Jones Bridget Jones’s baby.

6 – The Family Man

Quando parliamo di film di Natale americani romantici, non possiamo non citare The Family Man, una pellicola del 2000 diretto da Brett Ratner e interpretato da Nicolas Cage e Téa Leoni.

La trama del film vede come protagonista Jack Campbell, affarista di successo di Wall Street. Proprio quando Jack sta lavorando ad una fusione da 130 miliardi di dollari, indice una riunione di emergenza il giorno di Natale per assicurarsi il successo dell’affare. Nel suo ufficio, la vigilia di Natale, viene a sapere che la sua ex fidanzata, Kate ha cercato di rintracciarlo dopo tredici anni.

La famiglia per Jack non ha mai avuto molto peso, ma si ritrova a vivere, in una sorta di universo alternativo, la vita che avrebbe potuto avere se avesse preso una decisione diversa 13 anni prima, proprio al fianco di Kate. Non ti anticipiamo altro e ti lasciamo scoprire gli sviluppi della storia guardando il film.

7 – Un amore tutto suo

Un amore tutto suo è un film del 1995 di Jon Turteltaub, interpretato da Sandra Bullock, Bill Pullman, Peter Boyle e Jack Warden.

In questa particolare storia d’amore,  la protagonista Lucy si ritrova, il giorno di Natale, a salvare la vita a Pete, l’uomo di cui è innamorata segretamente. Pete, però, è in coma e quando la sua famiglia lo va a trovare crede che Lucy sia la sua fidanzata. Lucy è subito benvoluta in famiglia e mantenere l’equilibrio tra bugie e fraintendimenti è difficile per la ragazza. Nel corso del tempo, però, Lucy si accorge di provare dei sentimenti per Jack, il fratello di Pete, proprio mentre quest’ultimo si sta risvegliando.

8 – A Christmas Kiss

Un Natale al bacio (A Christmas Kiss) è un film per la tv statunitense del 2011 diretto da John Stimpson.

Nel film, la giovane Wendy è un’aspirante designer di interni impiegata come segretaria di Priscilla Hall, un’arredatrice molto conosciuta, ma insensibile e severa. Una sera, prima di vedere le sue amiche, Wendy è costretta ad andare a casa di Priscilla per una commissione e incrocia, sull’ascensore, uno sconosciuto con il quale scambia un bacio impulsivo quando l’ascensore inizia a precipitare.

Il giorno dopo la ragazza scopre che si tratta di Adam, il ricco fidanzato di Priscilla. La situazione che viene a crearsi è davvero esilarante: ti lasciamo alla visione di questa commedia.

9 – Un principe per Natale

Tra le commedie romantiche di Natale distribuite su Netflix, citiamo un film del 2017 diretto da Alex Zamm: Un principe per Natale.

Il film si apre con la “missione” della giornalista Amber Moore, che si reca in Aldovia per presenziare ad una conferenza stampa sul principe ereditario Richard, pronto a salire al trono dopo la recente scomparsa del padre. Per una serie di motivi, la conferenza stampa viene annullata e, per non perdere il servizio, Amber si intrufola nel palazzo reale a fare delle foto, venendo scambiata per la nuova tutrice della giovane principessa Emily.

Una volta entrata a palazzo, Amber inizia a conoscere meglio la famiglia reale e…il resto lo lasciamo scoprire a te.

10 – Un amore sotto l’albero

Chiudiamo la nostra top ten di film di Natale romantici con Un amore sotto l’albero, una pellicola del 2004 diretto da Chazz Palminteri.

L’intera trama del film vede come protagonisti cinque sconosciuti che, per una serie di vicende, si ritrovano collegati fra loro proprio alla vigilia di Natale.

La nostra top ten si conclude qui, per ora: non ci resta che augurarti buona visione.

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I 7 film apocalittici e post apocalittici che dovresti assolutamente vedere

I film apocalittici sono uno degli aspetti più affascinanti per ogni amante del cinema. Tra catastrofi naturali, invasioni aliene e scenari desolanti, i film di fantascienza e le storie distopiche continuano ad attrarre milioni di spettatori, incollandoli al grande schermo.

Per staccare la spina dopo una giornata di studio, non c’è idea migliore che esplorare la cinematografia e dedicarsi ad un genere che va oltre la realtà. Se sei curioso di scoprire quali sono i migliori film apocalittici da vedere, in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna abbiamo raccolto per te 7 titoli da non perdere assolutamente.

Se sei pronto, iniziamo subito.

I migliori film di fantascienza che dovresti vedere

Non vedi l’ora di metterti sul divano con i tuoi amici e goderti un bel film in compagnia? Sei nel posto giusto: vediamo ora la nostra top seven di film da vedere sul genere apocalittico, dai grandi cult alle pellicole più recenti.

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Armageddon

Apriamo la nostra top seven di film apocalittici con Armageddon – Giudizio Finale, una pellicola del 1998 diretta da Michael Bay.

Nel film il direttore della NASA Dan Truman annuncia lo stato di allarme quando un’improvvisa pioggia di meteoriti distrugge lo Space Shuttle Atlantis in orbita attorno alla Terra, insieme al satellite che gli astronauti stavano riparando. In seguito delle meteore cadono su un’area che va dalla Finlandia alla costa orientale degli Stati Uniti, distruggendo anche una parte di New York.

Il pericolo, però, è tutt’altro che lontano: il gruppo di ricercatori scopre che un enorme asteroide, della grandezza dello Stato del Texas, si dirige verso la Terra e la colpirà entro 18 giorni con conseguenze catastrofiche. Per poter distruggere l’asteroide e evitare la fine della Terra, l’unica via  è trivellare l’asteroide e poi farlo saltare con una bomba nucleare collocata al suo interno.

Per compiere la missione, Truman invia nello spazio un gruppo di scienziati. Riusciranno a portare a termine l’incarico? Te lo lasciamo scoprire guardando il film.

The Road

Facciamo un salto in avanti e arriviamo ad una pellicola del 2009, The Road. Il film, diretto da John Hillcoat è ispirato al romanzo straziante di Cormac McCarthy con lo stesso nome, “The Road”, vincitore anche del Premio Pulitzer.

Il film narra la storia di un padre e un figlio alla fine del mondo. La coppia,  infatti, ha sopravvissuto ad un cataclisma di massa che ha decimato l’umanità. L’unica traccia di civiltà è la strada, da dove inizia il loro viaggio in cui si imbattono in cannibali, predoni e altri disperati sopravvissuti alla ricerca del mare, che vedono nella costa la loro unica speranza.

Un film davvero toccante, da vedere assolutamente se sei un amante del cinema.

I figli degli uomini

Veniamo ad uno dei film apocalittici più belli in assoluto: I figli degli uomini di Alfonso Cuaron. Si tratta di una pellicola di fantascienza distopica tratta dall’omonimo romanzo della scrittrice britannica P. D. James.

Nel film ci troviamo nel 2027, anno in cui l’intera umanità è impegnata in una brutale guerra mondiale. L’infertilità ha colpito il Pianeta e nessun bambino è nato dal 2009; la persona vivente più giovane del pianeta, diciottenne, è appena morta e tutti ne piangono la morte.

Il protagonista della storia scopre dell’esistenza di una giovane donna incinta di otto mesi. È consapevole del terribile caos che ne conseguirà se qualcuno la scopre e, dunque, si impegna per tenere al sicuro questo segreto. I temi trattati nel film sono davvero moltissimi, dalla lotta per l’immigrazione alle brutalità della guerra. Un film distopico che ti farà riflettere.

Snowpiercer

Un film abbastanza recente, che risale al 2013, è Snowpiercel, diretto da Bong Joon-ho, basato sulla serie a fumetti francese Le Transperceneige di fantascienza post apocalittica.

Il film è ambientato nel 2031, anno in cui, a causa di un errore scientifico, il mondo è stato completamente ibernato, vivendo una sorta di era glaciale.

Lo Snowpiercer è in realtà un treno in grado di tagliare il ghiaccio che ospita i sopravvissuti che hanno creato la propria economia e il modo di procurarsi il cibo. In ogni parte del treno vive una determinata classe sociale: la convivenza tra ricchi e poveri genera spesso contrasti, costringendo le classi meno agiate a subire i soprusi della classe abbiente.

Il film offre davvero tanti spunti di riflessione ed è avvincente in ogni sua scena: non ti sveliamo oltre e ti lasciamo alla sua visione.

The Hunger Games

Tra i film apocalittici più belli da vedere, possiamo menzionare Hunger Games, un film del 2012 diretto da Gary Ross. Il film è ispirato all’omonimo romanzo di fantascienza scritto da Suzanne Collins, con una storia ambientata in un futuro distopico post apocalittico.

Nell’universo del film, il mondo è diviso in 12 distretti sotto il governo Panem. Ogni anno si svolge una competizione televisiva e i partecipanti vengono selezionati attraverso una lotteria: Gli Hunger Games. Durante il gioco, i partecipanti devono combattere in un luogo detto “arena”, che viene controllata dagli Strateghi per mezzo di computer molto sofisticati, finché uno solo rimane vivo.

La protagonista del film ha intenzione di combattere con tutte le sue forze per fermare questa barbarie. Una trilogia distopica da considerare tra i migliori film post-apocalittici di tutti i tempi.

L’esercito delle 12 scimmie

Un film di fantascienza considerato come un capolavoro è L’esercito delle 12 scimmie, un film del 1995 diretto da Terry Gilliam, prodotto da Charles Roven e sceneggiato da David Webb e Janet Peoples.

La trama del film vede come protagonista il detenuto James Cole (interpretato da Bruce Willis) che viene inviato, con la promessa di una grazia, indietro nel tempo per scoprire una cura per la malattia che ha devastato l’umanità. Quando arriva nel passato, James dovrà  convincere tutti, incluso se stesso, di non aver perso il senno mentre cerca di mettere in atto un piano che cambierà il destino umano.

La trama fuori dal comune rende questo film uno dei più belli da vedere per gli amanti del genere.

Arrival

Passiamo ora ad un avvincente pellicola apocalittica con gli alieni, Arrival. Si tratta di un film del 2016 diretto da Denis Villeneuve, presentato in concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Al centro del film, l’episodio che vede l’approdare di dodici misteriose astronavi extraterrestri, soprannominate “gusci”. Non è chiaro il motivo per cui siano arrivate e la comunicazione con le creature aliene è impossibile. A questo punto, viene coinvolta nel progetto la linguista Louise Banks, che prende parte con una squadra di esperti ad una missione per tentare un punto di connessione con gli alieni.  La specializzazione della protagonista e la sua ostinazione potrebbero salvare l’intera umanità.

Con Arrival abbiamo concluso il nostro viaggio alla scoperta dei migliori film apocalittici: non ci resta che augurarti buona visione.

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Cosa sono le life skills e quali dovresti avere per ottenere risultati

Possedere una serie di abilità chiave nella vita è fondamentale per raggiungere qualunque obiettivo: queste abilità rientrano sotto il cappello delle cosiddette life skills, ossia quelle caratteristiche che ti permettono di ottenere il massimo dalla vita.

Queste abilità sono associate alla gestione e al miglioramento della qualità della vita, aiutandoci a realizzare le nostre ambizioni e a sviluppare appieno il nostro potenziale. Ma come fare per svilupparle e in che modo applicarle alla vita quotidiana?

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo cosa sono le life skills, quali sono e in che modo svilupparle per ottenere i risultati che desideri, siano essi nello studio o nel lavoro. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco le abilità chiave da sviluppare per avere successo nella vita

Quando si tratta di perfezionare le tue abilità e migliorare te stesso, le possibilità sono infinite. Se fai buon uso delle tue risorse, puoi imparare nuove abilità e svilupparne di nuove. Sviluppare la personalità può avere un effetto molto positivo sulla tua vita e carriera: vediamo ora cosa sono le competenze per la vita e come svilupparle.

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Competenze per la vita: una definizione

Volendo dare una definizione di life skills, o competenze per la vita, possiamo dire che facciamo riferimento ad un insieme di capacità umane acquisite tramite insegnamento o esperienza diretta che vengono usate per gestire problemi, situazioni e domande comunemente incontrate nella vita quotidiana.

Essendo altamente versatili, si tratta di abilità che puoi sfruttare in ogni ambito della tua vita e ti serviranno per portare a casa risultati in campi diversi, in quanto rientrano tra le cosiddette competenze trasversali.

Non esiste un elenco definitivo di abilità di vita. Alcune abilità possono essere più o meno rilevanti per te a seconda delle circostanze in cui ti trovi, della tua cultura, convinzioni, età, posizione geografica. Ciò che è importante capire è che ci sono una serie di abilità chiave che, se padroneggiate, possono aprirti a nuove opportunità.

Sono esempi di life skills:

  • Problem solving
  • Saper prendere decisioni
  • Creatività
  • Senso critico
  • Autoconsapevolezza
  • Capacità relazionali
  • Comunicazione efficace
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress
  • Empatia

Vediamo ora quali abilità sviluppare e in che modo.

Incontra nuove persone

Sforzati sempre di incontrare nuove persone. Coinvolgere le persone ti offre molta esperienza e puoi imparare così tanto da persone diverse. Incontrare nuove persone può esporti a nuove culture, idee, opinioni ed espandere la tua mente. Incontrare nuove persone ti rende più tollerante nei confronti degli altri, ampliando i tuoi orizzonti.

L’interazione e lo scambio aiutano a migliorare le capacità di ascolto attivo e lo sviluppo dell’empatia, una delle abilità più ambite nella vita e nel lavoro.

Impara ad ascoltare

Una delle life skills più importanti è la capacità di ascolto attivo. Cosa significa? Significa concentrarsi sulle necessità e sui bisogni del nostro interlocutore, rispettando la sua opinione. Essere un ascoltatore eccellente è un’abilità molto ambita: quando ascolti altre persone, dai loro importanza.

Per il principio di reciprocità, se ascolti le persone, queste presteranno maggiore attenzione alle tue parole. Sentirsi ascoltati permette alle persone di essere più aperte, condividendo facilmente qualsiasi informazione con te. Creare questo clima di fiducia è fondamentale: quando parli con qualcuno, non provare a prevaricarlo ma sforzati di ascoltare il suo punto di vista e di mettere in discussione le tue opinioni.

Leadership

La leadership è una delle life skills più utili, soprattutto se il tuo lavoro prevede la direzione e il coordinamento di altre persone. Spesso sentiamo dire che chi è leader ci nasce, ma non è del tutto vero. Se vuoi raggiungere il successo nella tua vita professionale, è importante che  cerchi di sviluppare e perfezionare le tue capacità di leadership.

Facciamo riferimento alla capacità di motivare gli altri e di porsi come punto di riferimento attraverso le tue scelte e le tue decisioni. Il leader sa ispirare gli altri e sa infondere motivazione anche nei momenti critici. Per sviluppare la leadership, inizia a dare il tuo supporto alle persone con cui lavori o studi: apriti all’ascolto degli altri, prenditi delle responsabilità e esprimi sempre la tua opinione in modo costruttivo.

Abilità di presentazione

Saperti presentare al meglio è un’abilità che vale in ogni ambito: dovrai presentarti ad un colloquio, ad un esame universitario, ad una platea se tieni un discorso in pubblico.

Se vuoi essere sicuro di poter trasmettere il tuo messaggio ad altre persone, devi avere capacità di presentazione efficaci. Queste competenze sono richieste in quasi tutti i campi. Presenta te stesso con assoluta semplicità: sii autentico e non aver paura di mostrare anche le tue debolezze, se il contesto lo permette. Enfatizza i tuoi punti di forza e mostrati sicuro di te per conquistare i tuoi interlocutori.

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Abilità comunicative

Non possiamo parlare di life skills senza menzionare le abilità comunicative, intese come capacità di intrattenere una conversazione. Quando conosci i tuoi interessi e ne sei esperto, avrai più fiducia nel parlarne. Avere più conoscenze significa che puoi contribuire maggiormente alla conversazione. Se vuoi che le persone ti ascoltino, è importante che tu sia un oratore eccellente.

Chiaramente non è possibile sapere sempre tutto di ogni argomento: la conversazione è uno scambio, quindi impara ad ascoltare gli altri per trarre un beneficio reale dal vostro scambio.

Problem solving

Le capacità di problem solving sono importanti in ogni settore. Non c’è attività che sia immune dal costante assalto di problemi: proprio per questo è importante imparare a gestire ogni possibile reazione sul lavoro e non solo.

Per essere bravi nel problem solving, è necessario avere forti capacità di osservazione. Il pensiero laterale e le capacità analitiche aiutano a valutare correttamente cosa sta succedendo e a individuare la causa principale del problema. Mentre esplori le potenziali soluzioni al problema, devi dimostrare la tua tenacia: trovare il giusto approccio al problema non sarà facile, ma lavorare con strumenti come le mappe mentali ti guiderà alla risoluzione.

Acquisire le competenze trasversali: il Master Unicusano

Abbiamo detto che le life skills sono fondamentali per poter avere successo sia nella vita privata che nel lavoro. Ma come fare per lavorare sulle abilità trasversali?

Nella società globalizzata ci sono alcune competenze trasversali che riguardano tutti i cittadini nel loro stare insieme in una comunità. Riguardano l’attività professionale come quella relazionale, due sfere sempre più interconnesse, spesso sovrapposte. Maggiore è l’efficacia della comunicazione, maggiore è il livello d’attenzione dei destinatari del messaggio, con il conseguente aumento del coinvolgimento emotivo, dell’interazione, dell’adesione.

Per sviluppare il pensiero creativo e acquisire le competenze trasversali utili alla tua crescita personale, l’Università Niccolò Cusano propone il Master I Livello in Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili. Possono iscriversi al Master coloro che hanno uno di questi titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M. 270/2004.

Il Master ha come obiettivo quello di fornirti competenze per sviluppare il pensiero creativo a tutto campo, attraverso la scrittura, la parola, l’interpretazione, il viaggio, la visione. Un’esperienza formativa unica che ti consente di sviluppare il tuo potenziale creativo attraverso 10 abilità irrinunciabili.

Se vuoi sviluppare le tue life skills, iscriviti al nostro Master: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. 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