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Sindrome dell’impostore: che cos’è e come superarla

Curioso di scoprire che cos’è la sindrome dell’impostore? 

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo proprio di questa particolare distorsione cognitiva, diffusa paradossalmente nelle persone di successo.

“Sindrome dell’impostore” è un termine coniato nel 1978 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes per indicare l’incapacità di interiorizzare i propri successi e il terrore persistente di essere esposti in quanto “impostori”.

Nonostante le evidenze delle proprie competenze, chi è affetto da questa sindrome è convinto di non meritare il successo ottenuto. Vediamo ora quali sono le caratteristiche di questa condizione, le cause e gli aspetti da tenere in considerazione.

Paura di non essere all’altezza: ecco la sindrome dell’impostore

Ti capita spesso di raggiungere grandi traguardi e di continuare a sminuire il tuo successo? Se questo atteggiamento si ripete costantemente, potresti essere incappato nella “impostor syndrome“, nota in italiano come sindrome dell’impostore. Ecco la guida dell’Università Niccolò Cusano su questa particolare distorsione cognitiva.

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Definizione

Come abbiamo accennato, con il termine “sindrome dell’impostore” indichiamo una condizione psicologica caratterizzata dall’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal costante timore di affrontare situazioni che possono svelarti al prossimo per quello che credi di essere, ossia una persona senza particolari abilità, dunque un impostore.

A soffrire di questa sindrome sono le persone di successo, soprattutto le donne. Chi ne soffre percepisce un costante senso di inadeguatezza, legata in un certo senso ad una mancanza di fiducia in se stessi.

Tra le frasi e i pensieri più diffusi tra chi pensa di essere un impostore figurano:

  • “Non credo di meritarmi questo“: per chi soffre della sindrome dell’impostore, il merito del suo successo non è mai il suo, ma è da attribuire a fattori come ad esempio la fortuna o l’aiuto di qualcun altro;
  • “Se ci sono riuscito io, allora può riuscirci chiunque“: questa frase indica una svalutazione delle proprie capacità, perché assume che, a parità di condizioni, chiunque potrebbe riuscire ad ottenere quel successo;
  • “Mi stai sopravvalutando”: per “l’impostore” qualunque complimento equivale ad una sopravvalutazione. Questa condizione è del tutto speculare ad un’altra distorsione cognitiva nota come effetto Dunning-Kruger, che indica la costante sopravvalutazione da parte di individui inesperti, che rifiutano di accettare la propria incompetenza.

Secondo una ricerca degli psicologi Pauline Rose Clance, PhD. E Suzanne Imes, PhD., esistono diversi “tipi di competenza” – o regole interne che le persone che combattono con fiducia generalmente seguono. Questa lettura può essere davvero utile per identificare cattive abitudini o schemi che potrebbero inibire il tuo pieno potenziale.

Vediamo quali sono gli atteggiamenti che potrebbero richiamare la sindrome dell’impostore e le caratteristiche ad essi collegate.

1 – Superdonna (o superuomo)

L’atteggiamento da superdonna (o da superuomo) potrebbe predisporre alla sindrome dell’impostore. Dal momento che le persone che vivono questo fenomeno sono convinte di essere degli impostori rispetto ai colleghi, spesso si spingono a lavorare sempre più duramente per mettersi alla prova e misurarsi.

Per capire se assumi questo atteggiamento, rispondi a queste domande:

  • Ti fermi sempre in ufficio fino a tardi, anche se hai già completato il lavoro necessario quel giorno?
  • Trovi i tempi di inattività completamente inutili?
  • Hai sacrificato le tue passioni per il lavoro?
  • Ti senti come se non avessi veramente guadagnato la tua posizione e, per questo, senti di dover costantemente dimostrare qualcosa agli altri?

Se hai dato una risposta positiva a questi quesiti, fai attenzione a non sottovalutarti e cerca di ragionare in maniera oggettiva. Lavora sulla fiducia e sulla consapevolezza di ciò che sei e delle tue abilità. Non svalutarti e trova un giusto equilibrio tra vita professionale e vita personale.

2 – Perfezionista

La ricerca della perfezione va a braccetto con la sindrome dell’impostore.

Generalmente i perfezionisti fissano obiettivi eccessivamente alti per se stessi, e quando non riescono a raggiungerli si mettono costantemente in discussione, preoccupandosi delle proprie abilità.

Per capire se fai parte anche tu di questo gruppo, rispondi a queste domande:

  • Ti ossessiona la perfezione anche nelle piccole cose?
  • Hai grosse difficoltà a delegare?
  • Anche quando sei in grado di fare qualcosa, ti senti frustrato e deluso nei risultati?
  • Ti senti come se il tuo lavoro dovesse essere perfetto al 100%, il 100% delle volte?

Per questo tipo di persone, il successo raramente è soddisfacente perché ritengono che avrebbero potuto fare ancora meglio. Ma questo atteggiamento non è né produttivo né salutare.

Se pensi di appartenere  a questo gruppo, cerca di imparare a prendere i tuoi errori come una parte naturale del processo. Inoltre, spingiti ad agire prima che tu sia pronto. Sforzati di iniziare il progetto che hai pianificato per mesi. La verità è che non ci sarà mai il “tempo perfetto” e il tuo lavoro non sarà mai impeccabile al 100%. Prima riuscirai ad accettarlo, meglio sarà per la tua salute mentale e il tuo equilibrio.

L’esperto

Le persone che rientrano nel gruppo degli “esperti” sono convinte del fatto che non meritino l’assunzione da parte del loro datore di lavoro. Temono profondamente di essere esposti come inesperti o ignoranti.

Se pensi di appartenere a questo gruppo, rispondi a queste domande:

  • Non ti candidi per le offerte di lavoro a meno che non soddisfi ogni singolo requisito?
  • Cerchi costantemente corsi di formazione o certificazioni perché pensi di aver bisogno di migliorare le tue capacità per avere successo?
  • Anche se ricopri un determinato ruolo da anni, ti senti come se ancora non ne sapessi “abbastanza?”
  • Rabbrividisci quando qualcuno dice che sei un esperto?

In questo caso, la sindrome dell’impostore potrebbe manifestarsi per un eccesso di umiltà. Chiaramente, sforzarsi di aumentare il tuo bagaglio di abilità può certamente aiutarti a fare passi da gigante in modo professionale e mantenerti competitivo sul mercato del lavoro.

Cerca di capire che chiedere aiuto quando ne hai bisogno non è una vergogna. Se non sai come fare qualcosa, chiedi a un collega. Se non riesci a capire come risolvere un problema, chiedi consiglio a un supervisore.

Assistere i colleghi junior o fare volontariato può essere un ottimo modo per scoprire il tuo esperto interiore. Quando condividi ciò che sai, non solo aiuta gli altri, ma aiuta anche a guarire i tuoi sentimenti fraudolenti.

Studiare le distorsioni cognitive: corsi di laurea Unicusano

La sindrome dell’impostore non è attualmente riconosciuta tra i disturbi mentali descritti nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Ciò nonostante, è stata resa oggetto di studio da parte di diversi psicologi.

Se vorresti studiare le distorsioni cognitive e se pensi che studi di natura psicologica possano fare al caso tuo, i corsi di laurea dell’area psicologica dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per te.

I nostri corsi di laurea dell’area psicologica sono:

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche Psicologiche (triennale – classe L-24)
  • Corso di Laurea Magistrale Psicologia Clinica e della Riabilitazione (biennale- classe LM-51)
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (biennale- classe LM-51)

Gli sbocchi occupazionali dei nostri corsi sono molteplici, dal consulente allo psicologo. La didattica è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Per iscriverti ai nostri corsi, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Storia di Bologna: aneddoti e curiosità dalla nascita ad oggi

Sei curioso di scoprire qualche curiosità sulla storia di Bologna?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti racconteremo qualcosa in più sulla nascita di questa città e sulla sua evoluzione nel corso dei secoli, ripercorrendo le tappe più significative da conoscere.

Bologna è una città davvero affascinante: dai monumenti alla gastronomia, dall’arte all’innovazione, questa è in grado di offrire a chi la vive tantissime opportunità, soprattutto per i giovani.

Vediamo ora qualche aneddoto in più sulla storia di Bologna, sui suoi abitanti e sulle attrazioni simbolo della città.

Quello che devi sapere sulla storia di Bologna

Oggi il comune di Bologna conserva le tracce di antiche civiltà e mantiene intatto il suo fascino medievale. Ma vediamo tutte le tappe più importanti della nascita e dello sviluppo di questa meravigliosa città.

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Nascita di Bologna

L’origine della città di Bologna è avvolta nel mito. Esistono, infatti, diverse leggende sulla nascita di Bologna: per alcuni la fondazione della città è legata all’umbro Ocno, messo in fuga dall’Umbria dall’etrusco Auleste, che fondò un villaggio dove ora sorge Bologna, e successivamente ancora scacciato dagli etruschi.

Una delle storie più affascinanti è quella che narra del re etrusco Fero, originario di Ravenna e approdato nella pianura tra i torrenti Aposa e Ravone, il quale assieme ai suoi uomini cominciò ad insediarsi in quella terra sconosciuta ma fitta di vegetazione e in un’ottima posizione geografica.

Il villaggio costruito dal re Fero si sviluppò intorno al torrente Aposa. Un giorno, però, l’amante di Fero venne travolta da una piena del fiume mentre stava raggiungendo l’abitazione di Fero per vie nascoste. Da allora il torrente prese il nome della donna, Aposa. Il villaggio crebbe e Fero decise di proteggerlo con una cinta muraria e, benché anziano, lavorò lui stesso alla costruzione. Durante il lavoro, in una caldissima giornata estiva la figlia di Fero porse al padre un recipiente d’acqua a patto che Fero desse il suo nome alla città. Fero acconsentì e mantenne la promessa; da quel momento la città prese il nome della figlia, Felsina.

Bononia: l’antica colonia romana

Il senato della Repubblica romana votò nel 189 a.C. l’istituzione della colonia romana di Bononia. Nel periodo romano, Bologna fu una città fiorente, con oltre ventimila abitanti, imponenti costruzioni e grandi teatri.

Durante l’età augustea, Bononia si arricchì di una fitta rete di pavimentazione stradale e vennero costruite importani infrastrutture come le fognature e l’acquedotto che convogliava le acque dal torrente Setta nei pressi di Sasso Marconi e la portava, come avviene tuttora, alle porte della città passando per Casalecchio di Reno con una galleria di 18 chilometri.

Anche gli edifici pubblici trovarono ampio spazio nella città e si diffuse l’impiego di marmi e del mosaico.

Dal Medioevo al Rinascimento

Il massimo splendore di Bologna si raggiunse nel XIII secolo, non solo per il fatto che la città avesse una forte connotazione culturale, ma anche perché le milizie cittadine sconfissero l’esercito dell’Imperatore nel 1249, facendo prigioniero fino alla morte Re Enzo, figlio di Federico II di Svevia.

Tutto il secolo fu caratterizzato da grandi innovazioni dal punto di vista sociale: vennero approvate importanti riforme che contribuirono alla grande crescita della città. Bologna fu la prima città europea ad abolire la servitù della gleba e il suo sviluppo urbano dei tempi era pari a quello di Parigi.

La decadenza della città iniziò dal XVI secolo, quando iniziarono una serie di guerre civili e l’assoggettamento al potere papale. Nel corso di più di due secoli, la lotta per la supremazia all’interno della città venne giocata da grandi famiglie, come i Visconti, sotto l’influenza della Chiesa Romana.

Le dispute tra famiglie, tuttavia, portarono ad una crescita dello sviluppo architettonico e culturale della città: a livello artistico Bologna raggiunse una posizione di rilievo assoluto nella pittura coi Carracci, Guido Reni, il Guercino e le loro fiorenti scuole. Nacque anche una scuola di architetti e pittori scenografi che acquistò, col Ferdinando Bibiena ed il figlio Antonio, una fama di livello europeo.

Era napoleonica

Con l’arrivo di Napoleone, Bologna diventò la prima capitale della Repubblica Cispadana e il secondo centro della Repubblica Cisalpina.

Bologna fu parte attiva delle lotte risorgimentali e, con l’annessione al Regno di Piemonte, entrò a far parte del nuovo stato italiano nel 1859.

La città divenne un importantissimo nodo ferroviario italiano e di conseguenza un notevole centro di importazioni ed esportazioni commerciali.

Nel 1881 il comune redasse il piano di ampliamento della città che condizionò lo sviluppo di Bologna fin dopo la seconda guerra mondiale. Si realizzò via dell’Indipendenza, completata nel 1890, furono avviate le opere delle attuali via Farini e via Garibaldi.

Venne iniziata la sistemazione dei Giardini Margherita, fu costruita l’attuale sede del Teatro Duse, della Banca d’Italia e completata quella della Cassa di Risparmio.

L’ampliamento mutò notevolmente l’immagine della città e l’estensione oltre la cinta muraria contemplava l’abbattimento della stessa. Solo il protrarsi dei lavori fino al 1920 permisero di salvare quasi tutte le porte, fatta eccezione per Porta Sant’Isaia e Porta San Mamolo, che furono demolite.

Successivamente vennero restaurati il Palazzo del Comune, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai e Palazzo del Podestà oltre alla chiesa di Santa Maria dei Servi e alla Basilica di San Francesco.

Il Novecento

Parlando della storia di Bologna in epoca giolittiana, verso la fine dell’Ottocento i cattolici cominciarono la collaborazione coi liberali nella gestione della cosa pubblica.

Nel 1914 i socialisti vinsero le elezioni amministrative ed il 15 luglio entrò a Palazzo d’Accursio la prima amministrazione socialista, il sindaco fu Francesco Zanardi, che si caratterizzò per la tutela dei ceti popolari durante il primo conflitto mondiale.

I fascisti iniziarono ad insediare la città nel 1920. La resistenza verso i fascisti e l’ostilità nei confronti di Mussolini si palesò con un attentato rivolto proprio a lui, che però rimase illeso. Dopo questo attentato, nel 1926, terminò in Italia la libertà di stampa e vennero sciolti i partiti antifascisti.

Durante il secondo conflitto mondiale, Bologna si contraddistinse per la resistenza e l’attività dei gruppi partigiani. In quegli anni, la città subì sanguinosi bombardamenti, che si protrassero fino alla primavera del 1945, causando gravi distruzioni ed oltre tremila morti.

Dopo il conflitto, molte industrie erano gravemente danneggiate, come la rete ferroviaria e quelle stradali, idrica, elettrica, fognaria e del gas. Le amministrazioni successive si impegnarono per restaurare la città e restituirle il suo vecchio splendore.

Dal dopoguerra la città è stata quasi esclusivamente amministrata dalla sinistra, tanto che l’appellativo Bologna la Rossa, che originariamente derivava dal colore dei mattoni dei palazzi del centro storico, iniziò ad avere una connotazione politica.

Così come in tutta Italia, anche Bologna subì il peso degli anni di piombo, negli anni settanta. Proprio Bologna fu teatro del più grande attentato della storia d’Italia, passato tristemente alla storia come la strage di Bologna: un gruppo terroristico fece esplodere nella stazione della città una bomba che causò 85 morti e oltre 200 feriti.

Ad oggi Bologna è una dei centri urbani più sviluppati d’Italia, nota per la sua cucina, per la sua storia e la sua cultura.

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Diagramma di flusso: che cos’è, a cosa serve, come si realizza

Sei alla ricerca di informazioni sul diagramma di flusso e su come realizzarlo?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo che cosa sono i diagrammi di flusso, a cosa servono e come fare per costruirne uno sfruttando strumenti digitali.

I diagrammi di flusso sono uno strumento molto utile per rappresentare in maniera semplificata, sotto forma di schema, un concetto o un’idea più complessa. Si tratta, dunque, di una rappresentazione grafica utile per organizzare al meglio il lavoro e mettere le idee in ordine.

Come potrai immaginare, esistono diversi tipi di diagrammi di flusso e questi sono sempre composti da forme geometriche collegate in maniera multi-direzionale fra loro. Questi strumenti si prestano ad essere utilizzati in diversi contesti, da quello accademico a quello professionale.

Ma vediamo ora che cos’è un diagramma di flusso, da quali elementi è composto e come fare per crearne uno.

Quello che devi sapere sui diagrammi di flusso

Che cosa sono i diagrammi a blocchi? Che caratteristiche hanno? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

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Definizione

Il concetto di diagramma di flusso è da ricondurre al mondo dell’informatica; come abbiamo accennato, si tratta una rappresentazione grafica delle operazioni da eseguire per l’esecuzione di un programma. Ogni step è visualizzato tramite una serie di simboli standard.

Grazie ad un linguaggio di modellazione grafico, il diagramma visualizza:

  • Le operazioni da compiere, rappresentate attraverso sagome convenzionali (rettangoli, rombi, esagoni, parallelogrammi, rettangoli smussati…),ognuna con un preciso significato logico e all’interno delle quali un’indicazione testuale descrive l’attività da svolgere;
  • La sequenza nella quale devono essere compiute, rappresentata con frecce di collegamento.

Per via di queste sue caratteristiche, il diagramma di flusso può essere ricondotto alla macrocategoria del diagramma a blocchi, che rientra a sua volta nella categoria delle mappe concettuali.

Perché creare un diagramma

Sicuramente ti starai chiedendo perché i diagrammi possono esserti utili nello studio e possono costituire un valido aiuto per riordinare le idee. Ti rispondiamo subito: ci sono diversi motivi per i quali dovresti sfruttare diagrammi di flusso e mappe concettuali. Eccone alcuni:

  • Mettere nero su bianco le idee: per snocciolare le idee relative ad un tema in particolare, i diagrammi sono lo strumento ideale, soprattutto perché permettono di creare dei collegamenti logici tra blocchi;
  • Ripassare: i diagrammi sono utilissimi per un rapido colpo d’occhio dopo aver studiato;
  • Illustrare un progetto: se devi presentare un’idea o un progetto, sfrutta i diagrammi di flusso per connettere i tuoi concetti.

Il diagramma di flusso è parente stretto delle mappe concettuali, utilissime per massimizzare i risultati del tuo studio. Sono entrambi strumenti di studio veramente utili, che ti permettono – in maniera molto semplice e pratica – di schematizzare gli argomenti che devi studiare e, di conseguenza, di ricordarli meglio.

Cimentarsi nella schematizzazione grafica consente proprio di incamerare meglio le informazioni e ricordarle con più facilità.

Focus: mappe concettuali

Le mappe concettuali sono “parenti” del diagramma di flusso e, per questo, abbiamo pensato che saperle utilizzare ti sarebbe stato utile per prepararti al meglio.

Per creare una mappa concettuale dovrai:

  • Scegliere l’argomento che desideri schematizzare;
  • Scriverlo a caratteri maiuscoli al centro del tuo foglio di lavoro;
  • Dividerlo in concetti inferiori e, con l’ausilio di frecce e di ramificazioni, collegare il tutto con dei nessi logici.

In generale, ogni mappa concettuale può essere costituita da due diversi elementi:

  • I nodi concettuali, ossia i concetti che identificano l’argomento che stai studiando;
  • Le relazioni associative, ossia le frecce che collegano i diversi nodi concettuali e rappresentano i nessi logici che si instaurano tra i concetti. Possono essere accompagnati da una breve etichetta che ha il compito di chiarire che tipo di relazione intercorre tra i diversi nodi concettuali.

Come creare diagrammi di flusso

Veniamo ora alla parte più pratica della nostra guida, dove ti spiegheremo come creare un diagramma di flusso. Per dare vita ai tuoi diagrammi, puoi sfruttare una serie di risorse digitali, facili da utilizzare e perfette per tutte le esigenze. Vediamo quali sono le più importanti e che tipo di possibilità offrono.

Diagram Designer

Se vuoi scoprire come fare un diagramma di flusso, sicuramente Diagram Designer è un software da conoscere. Si tratta di un programma gratuito per Windows, molto leggero e adatto anche ai PC più vecchi.

Con questo strumento, puoi creare, importare e modificare diagrammi di flusso con estrema facilità, usando la tecnica del drag and drop.

Sicuramente Diagram Designer si distingue per la sua intuitività e semplicità di utilizzo, rendendolo perfetto anche per chi ha poca dimestichezza con questo tipo di strumenti.

Il software permette ampi margini di personalizzazione, anche dei testi all’interno dei vari blocchi. Per iniziare ad utilizzare questo strumento, scaricalo sul tuo PC, installalo e inizia ad esplorare il menù, disponibile anche in italiano.

Per creare il tuo diagramma ti basterà utilizzare la barra in alto dedicata alle forme geometriche e alle frecce disponibili.

Creately

Creately è un programma online che permette di creare diagrammi di flusso. Lo strumento ha delle funzionalità gratuite e consente di generare diagrammi di flusso in maniera semplice e veloce, permettendo anche la collaborazione tra gli utenti previo pagamento di un abbonamento mensile.

Per utilizzare questo programma:

  • Collegati al sito web;
  • Iscriviti gratuitamente inserendo i tuoi dati oppure accedendo attraverso i social media;
  • Vai alla homepage del sito e premi su Go To App per iniziare a creare i tuoi diagrammi;

All’interno della piattaforma puoi scegliere il tipo di diagramma che vuoi creare, optando per diverse forme geometriche e formattando i testi per font e grandezza.

Cacoo

Cacoo è un servizio Web collaborativo che permette di creare un diagramma di flusso direttamente su Internet, modificarlo e condividerlo con gli altri in maniera estremamente facile e veloce. Come per Creately, per accedere al servizio ti basterà iscriverti inserendo nome, email e password.

Una volta effettuata la registrazione gratuita, puoi creare il tuo grafico in modo semplice e immediato, sfruttando anche alcuni template a disposizione. Accedendo alla voce Flowchart potrai vedere i modelli più classici dei grafici a diagramma di flusso. Una volta fatto clic sul diagramma di flusso di base ti basterà premere il pulsante select. Avrai così automaticamente creato un modello di base di un diagramma di flusso che potrai modificare a tuo piacimento.

Anche in questo caso i modelli sono condivisibili con altri utenti.

Sul diagramma di flusso abbiamo detto proprio tutto: come avrai avuto modo di capire, si tratta di uno strumento validissimo per riordinare i concetti e semplificare lo studio e la memorizzazione. Grazie al diagramma sarai più veloce nel ricordare le nozioni, che vengono visualizzate graficamente nello schema.

Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a sfruttare al meglio questa risorsa e a raggiungere tutti i tuoi traguardi accademici.

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Cosa regalare ad una laurea: idee regalo per giovani neolaureati

Cosa regalare ad una laurea? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra gli studenti universitari, che si ripresenta puntuale all’avvicinarsi di ogni sessione.

La laurea è un momento importante della vita di uno studente: questa sancisce l’inizio di un nuovo percorso e l’ingresso nel mondo lavorativo, dopo anni di studio intenso e sacrificio per acquisire competenze solide e spendibili.

Se hai ricevuto un invito ad una cerimonia di laurea di un collega di corso, di un amico o della fidanzata e non sai cosa regalare, niente panico: abbiamo selezionato per te i migliori regali per laureandi, dai grandi classici alle idee più originali.

Scopriamoli subito.

Le migliori idee regalo per laurea

Regali per laureato: da dove iniziare per scegliere il pensiero perfetto per l’occasione? Ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per fare bella figura e optare per la soluzione più in linea con le tue esigenze.

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regali per laureandi

Regali tipici per laurea: cosa sapere prima di iniziare

Se ti stai chiedendo cosa regalare ad una laurea, la prima cosa da sapere è che non esistono regole ed etichette prestabilite: puoi scegliere il pensiero che preferisci, a seconda della persona che dovrà riceverlo.

Ma quali sono le domande che devi porti prima di scegliere il regalo? Sicuramente i punti da avere ben chiari fanno riferimento a:

  • Il tuo budget
  • I gusti e le preferenze del neolaureato
  • Il biglietto di auguri

Chiaramente è bene sapere qual è il budget che hai a disposizione. Quanto spendere per il regalo di laurea? Beh, sicuramente dipende molto dalla tua disponibilità e dal ricevente. Ci sono regali di laurea economici o anche più costosi: sta a te scegliere che budget destinare al tuo pensiero.

I gusti del neolaureato, così come le sue esigenze specifiche, sono fondamentali da conoscere. Ci sono diverse tipologie di regali, da quelli tecnologici a quelli più esperienziali come i viaggi. Il tutto accompagnato da un biglietto di auguri con una dedica speciale, studiata su misura per il destinatario.

Vediamo ora quali sono le idee regalo più gettonate per celebrare una laurea.

Regali classici

Per regali classici intendiamo quei regali senza tempo, che sono in grado di esercitare sempre un certo fascino in chi li riceve.

Rientrano in questa categoria, ad esempio:

  • Una penna stilografica: si tratta di uno strumento prezioso e utile, che può diventare il portafortuna d’eccellenza per i futuri colloqui di lavoro del tuo amico neolaureato;
  • Ventiquattrore: le classiche borse da lavoro sono perfette per iniziare una nuova vita professionale;
  • Orologio: altro grande classico dei regali per laureati. Che sia elegante o sportivo l’orologio non passa mai di moda, anche se prevede un investimento economico più elevato;
  • Libri: un ottimo pensiero low cost. Puoi regalare al neolaureato un libro che desidera da molto tempo, oppure un saggio legato al suo percorso accademico e alla sua (futura) professione.

Regali hi-tech

Gli strumenti tecnologici sono sempre ben accetti da un neolaureato. Ce ne sono di diversi tipi; vediamo qualche proposta:

  • Tablet: regalo mediamente costoso, ma assai utile per chi lo riceve. Se il neolaureato possiede giù un tablet, considera la possibilità di regalare un accessorio, come una nuova custodia;
  • Smartwatch: un regalo ideale per chi ama tenere tutto sotto controllo;
  • Macchina fotografica: un pensiero utile per immortalare ogni momento, anche se necessita di un budget elevato;
  • PC: regalo impegnativo ma sicuramente utile, soprattutto se chi lo riceve aveva già intenzione di acquistarne uno.

Vestiti e gioielli

Se ti stai chiedendo cosa regalare ad una laurea, abiti e accessori sono molto gettonati. Se vuoi optare per un dono del genere, ti consigliamo di:

  • Fare un giro per negozi con il neolaureato: in questo modo potrai sondare il terreno e capire cosa desidera;
  • Acquistare online, ma solo se conosci i gusti del festeggiato. Se conosci i siti web dove acquista di solito, puoi prendere un regalo online e farglielo recapitare direttamente a domicilio;
  • Prendere una gift card in uno store, se sai che il neolaureato acquista in quel negozio ma non vuoi rischiare di sbagliare regalo.

I gioielli e, più in generale, gli accessori, sono ottimi pensieri da destinare soprattutto alle ragazze. Se stai cercando il regalo di laurea per l’amica o un regalo di laurea per una ragazza da 30 euro, ecco qualche idea per te:

  • Orecchini;
  • Bracciale;
  • Collana.

Tieni in considerazione che il colore della laurea è il rosso, quindi cerca di ispirarti a questa nuance per il tuo regalo. Ci sono anche dei particolari simboli di buon auspicio che si regalano spesso per una laurea, magari sotto forma di ciondolo. Ad esempio:

  • Il gufo, che rappresenta la saggezza;
  • La coccinella rossa e nera, che porta fortuna;
  • Il ferro di cavallo, simbolo di protezione.

Esperienze

Veniamo ora alle esperienze da regalare per la laurea, come un viaggio o una giornata speciale. Sicuramente regalare un viaggio potrebbe essere impegnativo dal punto di vista economico: può andare bene nel caso di un regalo collettivo oppure se il ricevente è una persona particolarmente importante per te.

Tra le idee regalo per laurea di tipo esperienziale:

  • Weekend fuori porta: puoi regalare un weekend in una città d’arte oppure in un agriturismo, a seconda dei gusti del neolaureato. Se non li conosci, puoi optare per una gift box;
  • Biglietto aereo: se conosci le intenzioni di viaggio del neolaureato, regalargli un biglietto aereo (ma anche per il treno) potrebbe essere un pensiero gradito;
  • SPA: dopo la laurea, una giornata di relax è quello che ci vuole. Regalare una giornata in SPA potrebbe essere una mossa vincente;
  • Giro in auto di lusso: se devi fare un regalo di laurea al fidanzato appassionato di motori, un giro in un auto di lusso o in un circuito è la soluzione ideale.

Biglietto d’auguri

Ora che abbiamo visto cosa regalare ad una laurea, vediamo come preparare un biglietto di auguri con una dedica speciale per chi lo riceve.

Ci sono tantissimi aforismi motivazionali perfetti per augurare buona fortuna al neolaureato. Vediamone alcuni che potresti utilizzare nel tuo biglietto:

  • “La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi” – Danny Kaye
  • “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi” – Charlie Chaplin
  • “Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita” – Mark Twain
  • “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere” – Dalai Lama
  • “Tra venti anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto… ma da quelle che non avete fatto. Levate dunque l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite” – Mark Twain

Hai le idee più chiare su cosa regalare ad una laurea?

Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a trovare il regalo perfetto per festeggiare una ricorrenza unica e speciale.

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Ritrovare la voglia di studiare: ecco 5 consigli utili

Sei alla ricerca di consigli per ritrovare la voglia di studiare?

Niente paura: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo quali sono le cause della mancanza di interesse momentanea nei confronti dello studio e ti daremo tanti consigli utili per ritrovare le energie e la fiducia in te stesso necessari per ricominciare alla grande.

Nel corso della tua carriera accademica, possono esserci dei momenti in cui la voglia di applicarsi nello studio scarseggia: che sia per distrazione o per motivi legati alla sfera personale, il calo di motivazione può essere gestito mettendo in atto alcune accortezze.

Se “non ho voglia di studiare” è la frase che stai ripetendo più spesso, continua nella lettura e scopri come fare per ritrovare la giusta carica.

Ecco come avere voglia di studiare

Come fare per riuscire a ritrovare la motivazione necessaria per studiare all’università e preparare i tuoi esami? Vediamo subito le migliori dritte per combattere l’apatia e ricominciare a dedicare ai libri il gusto tempo.

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Non riesco più a studiare come prima: perché?

non riesco a studiare

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida su come ritrovare la voglia di studiare fa riferimento proprio alle cause che possono intervenire in questo meccanismo.

Cerchiamo dunque di rispondere al perché e di fare chiarezza sulle ragioni che ti hanno demotivato a studiare. Ecco alcuni dei possibili motivi:

  • Eventi traumatici: nella vita possono capitare imprevisti più o meno gravi che possono agire sulla tua motivazione e sulla tua concentrazione. Se, per esempio, hai avuto a che fare con un incidente, una separazione o un lutto, potresti non riuscire a dedicare allo studio il giusto tempo;
  • Risultati scarsi: se, pur ritenendo positivo il tuo impegno, continui a collezionare risultati poco soddisfacenti e votazioni poco in linea con le tue aspettative, potresti avere un crollo della motivazione che ti porta a studiare sempre meno;
  • Sei fuori corso: come nel caso della media bassa, anche l’essere fuori corso può portarti a procrastinare le ore da dedicare ai libri;
  • Hai cambiato idea sul tuo futuro: a volte può capitare di cambiare idea circa i tuoi desideri futuri. Poniamo il caso che tu stia studiando economia per diventare un commercialista; durante il tuo percorso di studi, ti sei però reso conto che questa strada non è adatta a te e vorresti frequentare un corso di laurea in giurisprudenza per diventare avvocato. Se senti di aver sbagliato strada, la tua voglia di studiare può risentirne;
  • Esami particolarmente ostici: sei arrivato in un momento del tuo percorso accademico in cui devi sostenere esami difficili o particolarmente ostici per te. Studiare qualcosa che non ti piace può sicuramente influire sulla tua voglia e sul rendimento.

Sicuramente, almeno uno di questi 5 motivi ha influito sul tuo desiderio di preparare gli esami con profitto. Come fare, dunque, per ritrovare la concentrazione?

Vediamo ora qualche consiglio utile.

1 – Crea un piano di studio

Uno dei consigli più utili che vogliamo darti per ritrovare la voglia di studiare è di creare un piano di studio. Ma di cosa si tratta esattamente?

Dovrai fare mente locale sugli esami da preparare, capire quali vorresti sostenere nella prima sessione utile e realizzare una tabella di marcia per lo studio, fondamentale per scandire i tempi e raggiungere obiettivi ben definiti.

Ma vediamo come procedere step by step:

  • Fai una lista di tutti gli esami da sostenere e delle sessioni a tua disposizione;
  • Suddividi gli esami in modo equo per tutte le sessioni disponibili;
  • Scegli gli esami da dare nella prima sessione utile;
  • Prendi il programma didattico relativo agli esami da sostenere;
  • Crea un piano di studio efficace e realistico, fissandoti degli obiettivi giornalieri e settimanali. Ad esempio, potresti stabilire di studiare 3 capitoli di un manuale in 4 ore e di dedicare alla preparazione di questo esame metà della tua giornata;
  • Cerca di fare un programma di studio che si sposa con le tue effettive esigenze e il tuo stile di vita, per non incappare in errori difficili da recuperare. Considera sempre che gli imprevisti possono essere dietro l’angolo.

Pianificare lo studio ti aiuterà a non procrastinare, ad avere degli obiettivi tangibili su cui lavorare per ricominciare a studiare con profitto.

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2 – Elimina le distrazioni

Non riesco a studiare, mi distraggo“: questa è un’altra delle tue frasi-tipo. La cosa migliore da fare è eliminare ogni forma di distrazione. Da dove iniziare?

  • Chiediti che cos’è che ti distrae più spesso: l’uso del cellulare, i social media, i rumori in sottofondo?
  • Una volta identificata la distrazione, isolala.

Mentre studi, tieni lontano da te il cellulare, disattiva le notifiche automatiche al computer e tutto ciò che può portarti a distogliere l’attenzione. Se cedi nella tentazione di visitare siti web in particolari, utilizza un sistema che sia in grado di bloccarne la navigazione temporaneamente.

Se, invece, tendi ad essere multitasking, cerca di liberarti da questa abitudine: affrontare una cosa per volta e fare i compiti che ti spettano singolarmente è il modo migliore per svolgerli al meglio.

3 – Rivedi il tuo ambiente

Per ritrovare la voglia di studiare l’ambiente in cui ti trovi è fondamentale.

La scelta di un ambiente di studio tranquillo è l’ideale per creare il giusto clima per concentrarsi. Scegli luoghi molto silenziosi e privi di distrazioni. Quando la voglia di studiare è al minimo, il più insignificante rumore può distrarti.

Organizza la tua scrivania: lascia solo l’indispensabile per studiare come libri, block notes, fogli per appunti, matite colorate ed evidenziatori.

Se studiare in casa ti sta stretto, prova a recarti in biblioteca o, se preferisci, all’aperto in un parco. Cambiare spesso ambiente può essere sicuramente un fattore stimolante per la tua preparazione.

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4 – Impara a gestire il tempo (e le pause)

Per uno studio davvero efficace è molto importante saper gestire bene i tempi e le pause. Le pause, infatti, aiutano a ritrovare la concentrazione e a non lasciarsi sopraffare dalla mole di compiti da svolgere.

Una tecnica efficace che può venirti in aiuto è la cosiddetta tecnica del pomodoro. Come funziona? Vediamolo subito:

  • Procurati un “pomodoro”, ossia un banale timer da cucina reperibile facilmente in qualsiasi ipermercato o negozio di casalinghi;
  • Suddividi le tue sessioni di studio in intervalli di 25 minuti;
  • Imposta il timer a 25 minuti e durante questo periodo di tempo non distrarti per nessun motivo. Se ti distrai, dovrai reimpostare il timer dall’inizio;
  • Dopo i 25 minuti di studio, concediti 5 minuti di pausa e poi ricomincia per altri 4 pomodori;
  • Dopo 4 pomodori, concediti una pausa di 10-20 minuti.

Una volta terminati tutti i “pomodori” della giornata, concediti una pausa da dedicare a ciò che ti piace di più: una corsa al parco, una partita a calcetto, un aperitivo con gli amici. Staccare completamente ti aiuta a sedimentare quanto appreso e a ricaricare le pile per la prossima sessione di studio.

5 – Chiarisci il tuo perché

Per arrivare dritto all’obiettivo, è bene ricordarti perché vuoi farlo. Cosa ti ha spinto ad iniziare il tuo percorso di studi?

Pensare alla tua motivazione e a ciò che ti spinge ad impegnarti è fondamentale per ritrovare la voglia di studiare e concentrarti per arrivare dove desideri.

Su questo tema abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a ritrovare concentrazione e motivazione e ripartire con grinta e tenacia verso il raggiungimento della meta.

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Riciclare oggetti: 10 idee creative da mettere in pratica

Riciclare oggetti è la soluzione ideale per dare nuova vita alle cose che non utilizzi più.

Dal vetro alla carta, sono tantissimi i materiali che possiamo recuperare e riadattare con l’arte del riciclaggio. Grazie al riuso creativo, infatti, abbiamo modo di non gettare via mai nulla, ma di dare sfogo alla fantasia per creare cose sempre nuove, risparmiando anche tanto denaro.

Ma da dove partire per riciclare tutto in casa e cimentarti in questa sfida? In questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano ti daremo tanti spunti per tirare fuori la tua creatività e realizzare oggetti semplici e innovativi, a costo zero o quasi.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Idee per il fai da te creativo

Non vedi l’ora di avere qualcosa di nuovo in casa senza spendere un patrimonio? Vediamo come l’arte del riciclo può venirci in aiuto e come realizzare oggetti nuovi sfruttando vecchi materiali.

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Perché il riciclo creativo?

Perché il riciclo creativo può aiutarti nella tua vita da studente? Ci sono diversi vantaggi, che vedremo nel dettaglio nei prossimi punti:

  • Stimola la creatività: il riuso degli oggetti vecchi ti aiuta a stimolare il tuo lato creativo e a staccare la spina, soprattutto quando sei stressato;
  • Ti fa risparmiare denaro: riciclando le cose che non usi eviterai di acquistarne altre e, quindi, avrai un vantaggio anche economico;
  • Ti permette di avere oggetti originali: le tue creazioni fai da te sono uniche. Nessuno può riprodurre lo stesso oggetto, rendendo il tutto ancora più esclusivo. Potresti anche pensare di confezionare dei regali per la laurea fatti su misura per chi li riceve.

Riciclare: ecco gli oggetti da non buttare mai

Apriamo la nostra guida su come riciclare oggetti da buttare con un elenco di cose che non dovresti mai gettare via in casa. Si tratta di oggetti che tutti noi abbiamo, ma può capitare di non avere ben chiaro il modo migliore per restituirgli nuova vita.

Vediamo subito quali sono:

  • Lampadine fulminate: uno degli oggetti più gettonati nel riciclo creativo è la lampadina. Le lampadine, infatti, possono essere riutilizzate in diversi modi, ad esempio in qualche composizione per centrotavola;
  • Scatole di cartone: il cartone è il materiale da riciclo per eccellenza. Si possono ricavare davvero tantissimi nuovi oggetti, dalle cornici per foto ai contenitori per piccoli monili;
  • Bottiglie in vetro: le bottiglie possono essere usate come portacandele o come speciali lampade da giardino. Le bottiglie in plastica, invece, possono essere impiegate in tanti modi, ad esempio come vasi;
  • Jeans: se vuoi riciclare i tuoi vecchi vestiti, i jeans sono il capo più versatile. Da questi si possono ricavare cuscini, toppe e anche delle pochette.

Vediamo ora qualche idea per riciclare oggetti in modo semplice e originale.

Riciclare e creare: 10 spunti

Se stai cercando idee riciclo per l’arredamento della tua casa da studente, ti accontentiamo subito: abbiamo selezionato 10 spunti che possono aiutarti a sviluppare la tua creatività.

riuso creativo

Copertoni delle auto

I vecchi copertoni delle auto possono essere davvero preziosi come complementi d’arredo per il giardino. L’idea? Utilizza i copertoni come aiuole in cui piantare erbe aromatiche e fiori, da utilizzare in veranda o in balcone.

Uno spunto in più: tagliando la gomma potresti realizzare altalene e giochi sospesi per i più piccoli, da appendere all’albero del giardino.

Bancali

I bancali sono utilizzatissimi nel mondo del riciclo. Essendo estremamente economici e facili da modificare, sono perfetti anche per chi è alle prime armi e non ha molta manualità.

I pallet possono essere utilizzati come divani, da utilizzare sia indoor che outdoor: basta abbellire il tutto con qualche cuscino colorato e materassi per rendere il tuo spazio davvero unico (e perfetto anche per i tuoi pomeriggi di studio).

Cassette per la frutta

Riciclare oggetti da buttare è un’arte, così come impreziosire oggetti davvero “poveri” e, in apparenza, poco funzionali. Tra questi, sicuramente le cassette della frutta in legno.

Come possono essere riutilizzate? Ad esempio, potresti pitturarle e utilizzarle come come oggetti per il salotto, dalla libreria al tavolino.

Lattine

Le lattine utilizzate per contenere pelati o legumi sono l’ideale per essere personalizzate e trasformate in oggetti d’arredo. Con un semplice restyling,  le lattine diventano barattoli dove raccogliere penne, matite o piantine.

Anche le lanterne possono essere facilmente realizzate a partire da una lattina: basta fare delle incisioni sulla superficie di metallo per creare effetti di luce davvero spettacolari.

Bottiglie in plastica

Quando si parla di riciclare oggetti, le bottiglie in plastica sono in pole position. Gli impieghi che possono avere sono tantissimi: aggiungendo all’interno qualche sassolino colorato, possono essere utilizzate come portapenne originali e creativi.

Non solo le bottiglie: anche i tappi possono essere sfruttati per delle creazioni sfiziose. Se parliamo di tappi di sughero, ad esempio, questi possono essere utilizzati per creare cornici o tappetini da mettere in qualche angolo della casa.

Valigia

Un’altra simpatica idea per personalizzare l’arredamento della tua casa è quella di utilizzare una valigia vintage come…tavolino. Ti basterà scegliere un supporto e posizionare sopra la tua valigia old style, dove appoggiare il tuo telefono o il computer.

CD

Anche i vecchi CD possono essere sfruttati per un riciclo creativo. Ad esempio, se li incolli fra loro e inserisci un supporto, i tuoi CD possono trasformarsi in un portacellulare da lasciare sulla tua scrivania.

Inoltre, potresti creare delle bellissime cornici per specchi o foto, da appendere alle pareti di casa.

Candele usate

Per riciclare dei mozziconi di candele, potresti fonderle e dare vita ad una candela nuova, da posizionare in un barattolo in vetro.

Se hai scelto cera di diversi colori, puoi fonderla e creare poi delle linee alternando le tinte. Chiaramente accertati sempre che lo strato sottostante si sia solidificato prima di passare al successivo altrimenti rischi di mescolare le tonalità con effetti non sempre desiderati.

Palline da tennis

Per riciclare le palline da tennis e creare nuovi oggetti, le opzioni sono davvero tantissime:

  • Salvadanaio: per trasformare la pallina da tennis in un salvadanaio, ti basta creare una fessura in superficie e creare un’apertura sul fondo, che sia richiudibile;
  • Portafoto: facendo una fessura più fina, puoi utilizzare la pallina come portafoto inserendo la tua immagine all’interno del taglio;
  • Cuccia per cani: un’idea originale, nata dal designer Hugh Hayden, è quella di incollare le palline da tennis e creare una cuccia per cani, da mettere sia in casa che in veranda.

Lampadine

Riciclare oggetti come le lampadine a incandescenza può essere estremamente semplice. Con un po’ di fantasia potresti realizzare:

  • Ampolle per fiori: prestando attenzione a non tagliarti, puoi ricavare il bulbo della lampadina e fissarlo su una base. All’interno puoi inserire dei fiori finti ornamentali e utilizzare la struttura come soprammobile per la tua scrivania o per la libreria;
  • Portaspezie: sempre ricavando il bulbo della lampadina, potresti inserire all’interno sale o spezie e chiudere il tutto con un tappo forato;
  • Decorazioni natalizie: non solo ampolle o portaspezie. Anche le decorazioni natalizie da attaccare all’albero possono essere un ottimo modo per restituire la vita a vecchie lampadine a incandescenza.

Sul riciclo ti abbiamo detto proprio tutto (per ora): ti auguriamo di trascorrere una piacevole pausa studio all’insegna della creatività e della fantasia.

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Diritto medievale: cenni storici ed evoluzione della disciplina

Diritto medievale: quante volte, nel tuo percorso di studi in giurisprudenza a Bologna, hai sentito parlare di questa disciplina?

In questa guida ti parleremo della storia del diritto medievale e moderno, dell’evoluzione di questa materia e dei suoi fondamenti.

Definiamo Medioevo quell’età storica che comprende il periodo dal V secolo al XV secolo. Segue la Caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 e precede l’Età moderna. Si tratta, dunque, di una delle quattro grandi età storiche (antica, medievale, moderna e contemporanea) in cui viene suddivisa la storia dell’Europa nell’odierna storiografia.

Ma quali sono i fondamenti del sistema giuridico nel Medioevo e quali sono gli aspetti da tenere in considerazione? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi della nostra guida.

Storia del diritto medievale e moderno

Cosa c’era prima del diritto moderno? Quali sono le fonti del diritto medievale? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso dei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna.

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Diritto nel Medioevo: una definizione

Apriamo questa guida con una definizione di diritto medievale, fondamentale per comprendere appieno tutti i concetti che affronteremo nelle prossime righe.

La disciplina fa riferimento all’evoluzione del diritto dalle ultime fasi del diritto romano, cioè dal periodo posteriore all’imperatore Costantino, abbracciando la caduta dell’Impero romano d’Occidente, le invasioni barbariche, l’affermarsi della Chiesa e i periodi ulteriormente successivi fino alla fine del Medioevo.

Abbiamo detto, infatti, che il Medioevo è quell’età storica che comprende il periodo dal V secolo al XV secolo.

Fonti e digressioni storiche

Parlando di fonti del diritto medievale, uno dei problemi maggiormente affrontato dai giuristi medievali fu quello della storicità del diritto, non come problema teorico, ma come confronto concreto fra sistemi giuridici vigenti per misurarne l’oggettiva validità ed attualità.

A questo punto, il giurista elaborò un sistema in grado di rendere coerenti le nuove norme e le nuove istituzioni che si andavano pian piano configurando. Ciò fu possibile grazie a:

  • Una rilettura dei testi del sistema giuridico giustinianeo;
  • Le norme che l’ordinamento della Chiesa veniva proprio allora producendo.

Mentre venivano riscoperti i testi romani, anche la Chiesa rinnovò il suo patrimonio normativo (in questo caso, si fa riferimento a quella branca del diritto nota come diritto canonico). Ne è una testimonianza la nascita, nel 1140, della Concordantia discordantium canonum, meglio nota con il semplice nome di Decretum Gratiani.

Anche le Litterae decretalis possono essere considerati come strumenti normativi del tempo: grazie a queste i Pontefici, rispondendo ad un quesito su una fattispecie dubbia, dettavano allo stesso tempo una norma generale.

Evoluzione

Uno degli eventi che segnò un punto di svolta in Europa fu la caduta dell’Impero Romano d’Occidente: dopo questo evento, ci fu un nuovo significativo apporto di culture ed identità diverse che, in parte si fusero, in parte si sovrapposero al diritto romano classico.

Anche i re germanici, consci del valore del sistema normativo romano, decisero di tenere in vita l’apparato burocratico esistente, consentendo anche ad alcune personalità romane di questo mondo di mantenere la carica al fine di garantire ordine.
Volendo fare un esempio, Teodorico, re degli Ostrogoti riconobbe, in Italia, al Senato, il diritto di approvare gli editti reali e nominò una commissione di esperti per ripartire delle terre fra Goti e Romani con la possibilità di ricorso al re in caso di controversia.

Tutto questo per dire che il sistema giuridico romano fu preziosissimo e che le leggi romane non furono cancellate. La ragione principale era da ricercare proprio nel fatto che le leggi germaniche, basate essenzialmente su consuetudini, erano poco adatte a garantire ordine e giustizia e, conseguenzialmente, a regolare la vita politica e sociale del mondo post Impero Romano.

Uno degli argomenti del diritto medievale è rappresentato dal principio della personalità del diritto: in base a questo principio, ciascun individuo doveva attenersi alla legge del popolo d’origine e in base a quella legge doveva essere giudicata.

Dalla summa di diritti così diversi, dal romano al barbarico, passando per il canonico, nasce quello comune.
L’opposizione tra legge imperiale e consuetudine segna lo studio della giurisprudenza e la riscoperta delle fonti classiche nel momento delle lotte tra il Barbarossa e i comuni: questi ultimi rivendicano la loro libertas, quello (l’imperatore) la sua auctoritas.

Come preparare l’esame

studiare diritto

Ora che abbiamo visto che cos’è il diritto medievale e quali sono i principali fondamenti, passiamo a qualche consiglio pratico per lo studio di questa disciplina.

Lo studio della legge non è semplice, soprattutto se non si ha un metodo. La prima cosa che devi fare, infatti, è proprio costruire il tuo metodo di studio universitario e applicarlo ad una disciplina come questa. Per apprendere tutti i concetti correlati a questa branca del diritto, ti consigliamo di:

  • Seguire con attenzione le lezioni: ciò significa che dovrai praticare l’ascolto attivo, prendendo appunti e segnando le domande che vorresti porre al docente. Non precluderti la possibilità di fare domande e di chiedere chiarimenti, anche se ti sembrano questioni banali: è importante studiare senza avere dubbi su ciò che si affronta;
  • Integrare gli appunti con il materiale didattico: in questa fase ti consigliamo di leggere con attenzione il contenuto dei libri e di appuntarti le cose più importanti, in modo da integrare i contenuti dei testi con le tue note prese durante la lezione;
  • Fare delle mappe concettuali: per organizzare le informazioni, puoi dedicarti alle mappe concettuali dove, a partire da un concetto chiave, puoi collegare una serie di concetti correlati;
  • Ripeti senza gli appunti sotto gli occhi: ripetere ad alta voce è consigliato, ma attenzione a ripetere quando si hanno gli appunti sotto gli occhi. Dovresti ripetere i concetti appresi senza gli appunti, in modo da capire se effettivamente hai appreso le nozioni di diritto medievale di cui hai bisogno sviluppando un tuo discorso;
  • Non imparare a memoria: anche se le informazioni sono tante, non cadere mai nella trappola dello studio mnemonico. Devi capire ciò che studi, essere in grado di fare dei collegamenti e di ragionare su ogni aspetto della disciplina.

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Studiare diritto del Medioevo: laurea Unicusano

Desideri conoscere la storia del diritto italiano, il diritto medievale e moderno e non solo? Se lo studio della legge è la tua vocazione, il corso di laurea quinquennale in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione migliore per te.

Il corso punta a fornire agli studenti conoscenze della cultura giuridica di base, nazionale e moderna, nonché l’acquisizione di conoscenze storiche e di analisi casistica.

La didattica del corso è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24 che ti consente di seguire le lezioni in qualunque momento e di pianificare il tuo studio.

Nell’offerta formativa sono previsti insegnamenti di diritto:

  • Pubblico
  • Privato
  • Romano (istituzioni)
  • Costituzionale
  • Amministrativo
  • Penale
  • Civile
  • Ecclesiastico
  • Medievale e moderno
  • Tributario
  • Dell’Unione Europea.

Sono previsti nel piano formativo anche insegnamenti di informatica e lo studio di una lingua straniera.

La laurea in giurisprudenza prepara all’esercizio di diverse professioni, come l’avvocato, il magistrato, il notaio, l’esperto legale in aziende o enti pubblici.

Per iscriverti al nostro corso di laurea in giurisprudenza, contattaci subito: scrivici o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Libri da leggere almeno una volta nella vita: ecco la nostra lista

Quali sono i libri da leggere almeno una volta nella vita? È questa la domanda che gli amanti della lettura si pongono più spesso e a cui cercheremo di rispondere in questa guida.

Leggere ha moltissimi benefici: oltre a stimolare la creatività, la lettura è un antidoto per il cattivo umore e aiuta a trovare la concentrazione. Un ottimo training per la mente, dunque, che ogni studente dei corsi di laurea o master dovrebbe praticare con regolarità.

Ma quali sono i migliori libri da leggere assolutamente? Dai grandi classici della letteratura a qualche “rivelazione”, ecco i libri che dovresti avere nella tua libreria.

12 (+12) romanzi da leggere assolutamente nella vita

Quali sono le storie più belle raccontate nella letteratura? Ecco i 12 libri bellissimi da leggere, uno per ogni mese dell’anno, durante le tue pause dallo studio. Alla fine della nostra guida troverai anche altri 12 titoli, per ampliare ancora di più i tuoi orizzonti.

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1984 – George Orwell

Apriamo la nostra raccolta dei 20 libri da leggere almeno una volta nella vita con un classico della letteratura: 1984 di George Orwell.

Il libro appartiene al cosiddetto genere distopico, molto diffuso negli anni ’50 del Novecento e caratterizzato da un un profondo pessimismo, sintomo di una crisi valoriale che mina la fiducia della borghesia e degli intellettuali nel positivismo e nelle ideologie da esso derivate.

Nel romanzo, la Terra è divisa in tre superpotenze e il protagonista si ritroverà a fronteggiare una serie di eventi, sotto l’occhio vigile del “Grande Fratello”, un misterioso e onnisciente dittatore.

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Cambiamo genere e continuiamo il nostro viaggio con uno dei grandi classici della letteratura inglese: Orgoglio e pregiudizio.

Protagonista della storia è la numerosa famiglia Bennett, dove la madre si preoccupa continuamente di trovare marito alle cinque figlie. Una delle figlie, Lizzie, si sente attratta dal cinico Signor Darcy, che si rivelerà poi ben diverso da come sembra. Da leggere se ami le storie romantiche con un lieto fine.

David Copperfield – Charles Dickens

libri da leggere assolutamente

Quando parliamo di libri da leggere almeno una volta nella vita non possiamo non includere un capolavoro di Dickens: David Copperfield.

Come quasi tutte le opere di Dickens, il romanzo è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello stesso scrittore, riscuotendo subito un enorme successo.

Per certi versi, questa industrial novel si ispira alla vita dell’autore, riportando episodi da lui vissuti in modo romanzato.

Harry Potter (saga) – J.K Rowling

Parlando di libri belli e, in particolare, di saghe, passiamo all’universo fantasy con Harry Potter, creato da J.K. Rowling.

La saga, composta da sette opere, narra le vicende del giovane mago Harry Potter, la cui famiglia è stata uccisa da Voldemort, un potente mago oscuro. Nel corso dei sette libri, Potter affronterà molte sfide, fronteggiando Voldemort e i suoi seguaci, i Mangiamorte.

Dalla saga sono stati tratti ben otto film di grande successo.

Cent’anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez

Cent’anni di solitudine è un vero capolavoro della letteratura del Novecento, scritto dal Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez.

Al centro della trama, le vicende di 7 generazioni della famiglia Buendía, nella cornice della città di Macondo. Lo stile narrativo unico e l’incalzare delle storie meritano sicuramente (almeno) una lettura.

I Malavoglia – Giovanni Verga

I Malavoglia è un romanzo del siciliano Giovanni Verga, che rientra nel Ciclo dei Vinti. Con questo progetto, l’autore voleva raccontare il progresso e la scalata sociale dal punto di vista degli “sconfitti”.

Il romanzo narra le vicende di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, un piccolo borgo nei pressi di Catania. I protagonisti sono diversi, ma uniti da un unico filo conduttore, che lasciamo però scoprire a te.

Il Commissario Maigret – George Simenon

Continuiamo la nostra raccolta di libri da leggere almeno una volta nella vita con un protagonista indiscusso del genere poliziesco: Il Commissario Maigret.

Questo personaggio, creato da George Simenon, è comparso in ben 75 romanzi, pubblicati tra il 1930 e il 1972. Dalle storie di Maigret è nata anche una serie televisiva.

Moby Dick – Herman Melville

Moby Dick è un vero capolavoro della letteratura americana.

La storia è quella della nave condannata ad essere affondata da una balena gigante: il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell’enorme balena bianca.

I temi affrontati nel romanzo sono molteplici, dalla speranza alla paura, dalla giustizia alla diversità. Da leggere assolutamente per osservare l’eterna lotta tra il Bene e il Male sotto un punto di vista alternativo.

Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

Nonostante venga spesso definito come un libro per ragazzi, Il Piccolo Principe è un simbolo per tutte le generazioni.

Il romanzo affronta diversi temi, come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia.

In ogni capitolo del libro è raccontato un incontro che il protagonista fa con diversi personaggi e su diversi pianeti: tutti questi personaggi lasceranno il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza dei “grandi”. Insomma, Il Piccolo Principe è una vera e propria poesia, con una morale e dei retroscena tutti da scoprire.

Il codice Da Vinci – Dan Brown

Dopo una grande raccolta di classici da leggere assolutamente, passiamo ad uno dei libri interessanti da leggere relativi alla contemporaneità: Il codice Da Vinci di Dan Brown.

Il romanzo, da cui è stato tratto anche un film, è ambientato a Parigi. Il curatore del Louvre, Jacques Saunière, viene ucciso da un monaco appartenente all’Opus Dei. Le indagini conducono la polizia a convocare lo studioso di simbologia Robert Langdon, ritenuto colpevole dell’omicidio. Per risolvere il mistero, Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso dovrà ripercorrere il percorso del Santo Graal attraverso la risoluzione di enigmi celati nelle opere di Leonardo Da Vinci.

Il barone rampante – Italo Calvino

Il barone rampante è uno dei romanzi più celebri di Italo Calvino.

Il libro racconta la storia del barone Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito di una famiglia nobile “momentaneamente” decaduta.

A seguito di una lite avvenuta tra Cosimo adolescente e suo padre, il giovane salirà sugli alberi del giardino di casa e prometterà di non scenderne mai più. Cosimo stringerà tante amicizie e incontrerà diversi personaggi nel corso della sua vita, trascorrendo le sue giornate senza mai toccare terra. Riuscirà a rimanere fedele alla sua promessa?

Odissea – Omero

Tra i libri da leggere almeno una volta nella vita dobbiamo includere uno dei classici della civiltà occidentale: l’Odissea. Nell’Odissea è raccontata la storia dell’eroe Ulisse e sono trattati diversi temi, legati a due aspetti fondamentali: il ritorno a casa e il viaggio.

12 libri da leggere consigliati

Ora che abbiamo visto titoli e caratteristiche dei 12 libri da leggere almeno una volta nella vita, ti diamo altri dodici spunti per allargare i tuoi orizzonti e leggere due libri al mese.

Ecco la nostra lista:

  1. I Miserabili – Victor Hugo
  2. Il Rosso e il Nero – Stendhal
  3. Il Signore degli Anelli – J.R.R Tolkien
  4. Il Conte di MonteCristo – Alexandre Dumas
  5. Sulla Strada – Jack Kerouac
  6. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
  7. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
  8. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
  9. Il Processo – Franz Kafka
  10. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
  11. Cime Tempestose – Emily Bronte
  12. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

Hai già scelto i libri che inserirai nella tua libreria? Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, troverai tanti spunti interessanti per trascorrere le tue pause dallo studio.

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Frasi romantiche per San Valentino: le più belle dediche per chi ami

La festa degli innamorati si avvicina: quale migliore occasione per sfoderare le più belle frasi romantiche per San Valentino?

In questa guida abbiamo raccolto i modi più belli per fare gli auguri di San Valentino, prendendo in prestito le parole più belle di scrittori, poeti e artisti.

La festa di San Valentino è una delle più attese dell’anno: il 14 febbraio tutte le coppie si organizzano per celebrare l’amore e per festeggiare con una cena romantica. Non solo innamorati: il 14 febbraio è la festa degli affetti e dell’amore, perciò via libera anche ai festeggiamenti con gli amici o con la famiglia.

Vediamo insieme le più belle e toccanti frasi di San Valentino da dedicare a chi ami.

La nostra raccolta di auguri di San Valentino

Vorresti dichiararti ma non sai quali parole utilizzare? Hai deciso di organizzare una festa con i tuoi amici o i tuoi parenti? Niente paura: ecco la guida dell’Università Niccolò Cusano che raccoglie le più belle citazioni per gli studenti da dedicare a San Valentino.

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Frasi famose sull’amore

Come abbiamo detto, il 14 febbraio non è solamente la festa degli innamorati, nel senso stretto del termine. In questa occasione si festeggia l’amore, ed è a questo sentimento che vogliamo rendere omaggio con le più belle frasi romantiche per San Valentino.

Apriamo la nostra raccolta con alcune frasi celebri sull’amore, pronunciate da grandi personalità:

  • “Io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride” – Albert Einstein
  • “L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare” – Herman Hesse
  • “Non capirà mai nessuno quanto amore ci mettevo anche solo per guardarti in faccia” – Erri De Luca
  • “Sarai stanco amore, perché è tutto il giorno che cammini nella mia testa” – William Shakespeare
  • “Non ha confini il coraggio che nasce dall’amore e per amore si realizza. Non tiene conto di alcun pericolo. Non ascolta nessuna forma di raziocinio. Pretende di muovere le montagne e spesso le muove” – Oriana Fallaci
  • “L’amore è la capacità e volontà di permettere alle persone a cui si vuole bene di essere ciò che vogliono essere, senza insistenza o pretesa alcuna che esse diano soddisfazione” – Wayne W. Dyer
  • “Quando l’amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ardue e ripide” – Khalil Gibran
  • “L’amore impedisce la morte. L’amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto” – Lev Tolstoj
  • “La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d’amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia” – Madre Teresa di Calcutta
  • “L’amore è libero, non è sottomesso mai al destino” – Guillaume Apollinaire

Auguri speciali per San Valentino (per lei)

auguri speciali san valentino

Dedichiamo questa sezione della nostra raccolta di frasi romantiche per San Valentino agli aforismi più belli da dedicare ad una ragazza:

  • “So che l’amore è come le dighe: se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere. E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente. Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto. E non importa più ciò che è possibile o impossibile, non importa se possiamo continuare ad avere la persona amata accanto a noi: amare significa perdere il controllo” – Paulo Coelho
  • “La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore” – Lao Tzu
  • “La sola cosa che si possiede è l’amore che si dà” – Isabel Allende
  • “L’amore è l’elemento in cui viviamo. Senza di esso vegetiamo appena” – L. Byron
  • “Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta” – A. De Saint-Exupéry

Frasi per San Valentino per lui

Cosa scrivere per San Valentino al mio ragazzo?“: è questa la domanda che ti stai facendo più spesso in questi giorni. Vediamo ora quali sono le frasi romantiche San Valentino per lui da scrivere in una dedica speciale:

  • “Prima di amare, io non ho mai vissuto pienamente” – Emily Dickinson
  • “La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti” – William Shakespeare
  • “Amor ogni cosa vince” – Leonardo da Vinci
  • “Coloro che vivono d’amore vivono d’eterno” – E. Verhaeren
  • “L’amore non tramonta mai” – S. Paolo

Frasi per San Valentino divertenti

Dopo tante frasi bellissime d’amore, veniamo ora al momento più goliardico di questa guida sugli frasi romantiche per San Valentino: quella dedicata agli aforismi divertenti.

Eccone alcuni:

  • – Festeggi San Valentino?
    – Sono atea.
    Emilia974, Twitter
  • – San Valentino? E’ la tipica festa consumistica delle multinazionali. L’amore si dimostra giorno per giorno.
    – Ti sei dimenticato di comprare il regalo?
    – Sì.
    HugoBonet, Twitter
  • A San Valentino potresti regalarmi dei Baci Perugina con, al posto del bigliettino romantico, un romantico assegno? – utoepia, Twitter
  • A San Valentino l’amore è nell’aria? Sbagliato. Azoto, ossigeno, argon e anidride carbonica sono nell’aria – Sheldon Cooper, The Big Bang Theory

Poeti romantici

Chiudiamo la nostra guida dedicata alle frasi romantiche per San Valentino con le parole più belle di grandi poeti che sono stati ispirati dal più nobile dei sentimenti.

Ecco quattro poeti (e quattro poesie) da leggere assolutamente il 14 febbraio:

  • Nazim Hikmet: l’autore è noto per i suoi bellissimi versi romantici, racchiusi anche in un libro ad hoc dedicato proprio alle poesie d’amore. Eccone una:

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto

  • Nizar Qabbani è stato uno dei più grandi poeti arabi contemporanei. Ha scritto moltissimi versi dedicati all’amore, tra cui questa splendida poesia:

La cosa più bella del nostro amore è che esso
non ha razionalità né logica
La cosa più bella del nostro amore è che esso
cammina sull’acqua e non affonda

  • Emily Dickinson è stata una delle più importanti poetesse statunitensi, che ha parlato molto d’amore nei suoi scritti. Ecco un suo componimento:

Che sia l’amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell’amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.

  • Jacques Prevert è stato uno dei poeti più amati in assoluto. I suoi versi hanno fatto sognare intere generazioni e il suo modo di vivere l’amore è davvero toccante. Ecco una sua poesia:

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia

Sulle frasi romantiche per San Valentino ti abbiamo detto proprio tutto. Non ci resta che augurarti buon San Valentino!

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Sbocchi lavorativi di scienze politiche: ecco quali sono

Sei alla ricerca di informazioni sugli sbocchi lavorativi di scienze politiche?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti illustreremo tutte le possibilità occupazionali che una laurea in scienze politiche può offrirti, dalle figure più tradizionali a quelle più innovative.

Se sei uno studente della facoltà di scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università Niccolò Cusano o vorresti diventarlo, sarai sicuramente interessato a conoscere le opportunità legate a questo percorso di studi.

Si tratta di corso di laurea tra i più interessanti, che affronta materie attuali, ma permette anche molti sbocchi lavorativi.

Vediamo ora che cosa intendiamo per scienze politiche, cosa si studia e quali sono gli sbocchi occupazionali che questa facoltà offre.

Possibilità occupazionali offerte dalla laurea in scienze politiche e relazioni internazionali

Sogni di diventare politico, diplomatico o ambasciatore? Niente paura: vediamo insieme tutti gli sbocchi lavorativi di scienze politiche, analizzando insieme le caratteristiche di ogni figura professionale.

Scienze politiche: cosa si studia?

Prima di vedere quali sono gli sbocchi lavorativi di una laurea in scienze politiche, cerchiamo di capire qual è il campo di applicazione di questo percorso accademico.

Nello specifico, i corsi di laurea Unicusano relativi all’area politologica sono due:

I corsi hanno l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze metodologiche, culturali e professionali, basate su una formazione interdisciplinare nei campi giuridici, economici, politologici, sociali e storici, che consentano loro di porsi appropriatamente di fronte a problemi ed a processi tipici della nostra società contemporanea.

Come abbiamo detto, si tratta di una formazione che prevede insegnamenti molto variegati e che, pertanto, permette l’acquisizione di diverse competenze, sfruttabili in tanti ambiti diversi.

Vediamo ora quali sono le figure professionali legate al conseguimento di una laurea in scienze politiche a Bologna.

Carriera diplomatica

Diventare ambasciatore o diplomatico è il sogno di tanti. Il percorso è molto lungo e probabilmente non il più semplice tra tutti. Secondo una statistica del Ministero degli Esteri, la maggior parte dei candidati che diventano diplomatici ogni anno, proviene da scienze politiche e relazioni internazionali.

La laurea in scienze politiche è quindi la più indicata per cimentarsi in una carriera diplomatica.

Per poter accedere a questo percorso è necessario avere determinati requisiti e superare un concorso articolato in 3 fasi:

  • prova attitudinale
  • valutazione dei titoli
  • prove d’esame scritte e orali, ed eventuali prove facoltative di lingua.

Le prove scritte sono cinque e, ovviamente, la conoscenza di lingue straniere è fondamentale per il superamento del concorso.

Se questa è la tua vocazione, però, le difficoltà non devono spaventarti: vedrai che con tanto studio e costanza riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi.

Carriera politica

Tra gli sbocchi lavorativi di scienze politiche più “naturali” figura senza dubbio la carriera politica, che vede un percorso completamente differente rispetto a quello di cui abbiamo parlato poco fa.

on esistono concorsi o esami per poter accedere alle funzioni pubbliche. Ciò non significa, ovviamente, che competenze e professionalità non siano alla base di questo lavoro.

Sicuramente il successo di questa strada dipende da vari fattori, primo fra tutti la possibilità/capacità di essere eletto.

Ti consigliamo di iniziare avvicinandoti ad un partito e/o movimento politico che più rappresenta le tue idee, così da farti conoscere e mettere in luce le tue doti.

Puoi iniziare candidandoti per le elezioni amministrative, ma il percorso poi può svilupparsi sino ad arrivare a cariche più importanti.

scienze politiche relazioni internazionali

Organizzazioni internazionali e terzo settore

Parlando di scienze politiche e sbocchi lavorativi, non possiamo non includere la possibilità di lavorare in organizzazioni internazionali o in grossi enti no profit.

Organizzazioni come ONU, FAO, od OCSE sono solo alcune tra quelle distribuite a livello internazionale. Spesso richiedono figure molto specializzate, ad esempio, in economia o finanza.

Nella maggioranza dei casi, il profilo richiesto corrisponde proprio alla formazione che la laurea in scienze politiche e relazioni internazionali Unicusano può dare.

La conoscenza delle lingue straniere, le doti comunicative e la flessibilità sono fondamentali per lavorare in questo campo.

Per poter entrare a lavorare in una di queste organizzazioni è necessario sostenere concorsi o colloqui. Tutte le informazioni sono sempre reperibili nei portali di ogni organizzazione. 

Funzionari e dirigenti pubblici

Lavorare nella Pubblica Amministrazione è una delle ambizioni più diffuse tra gli studenti di scienze politiche. Ad oggi, molti laureati in scienze politiche ricoprono ruoli dirigenziali in strutture pubbliche.

La formazione di questo corso di laurea, infatti, permette di conoscere ed approfondire le dinamiche e le regolamentazioni di questo settore.

Per poter diventare funzionario o dirigente è necessario sostenere un concorso pubblico. Le modalità di svolgimento del concorso ed i requisiti sono stabiliti di volta in volta dal Ministero competente.

LEGGI ANCHE – Team Working: cos’è e a cosa serve nel lavoro (e nello studio)

Giornalista

Tra gli sbocchi lavorativi di scienze politiche ad orientamento puramente comunicativo troviamo la figura del giornalista.

Interessante percorso professionale, quello del giornalista prevede, oltre la laurea anche l’obbligo di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.

Per potersi iscrivere è necessario sostenere un esame composto da tre prove scritte ed una orale. Una volta effettuata l’iscrizione sarà obbligatorio continuare con una formazione professionale continua secondo le modalità stabilite dall’ordine.

All’interno dell’ordine esistono due elenchi: i professionisti, ovvero coloro che svolgono la professione di giornalista continuativamente; ed i pubblicisti, ovvero coloro che invece svolgono contemporaneamente anche un’altra attività anche dipendente.

Si tratta di un lavoro riconosciuto dall’ordinamento Italiano come attività intellettuale. E tra tutti, forse quello che permette di più la libertà di creazione e espressione.

Il giornalista laureato in scienze politiche può scrivere di politica e attualità, ma anche di economia ed esteri. A te la scelta della specializzazione più vicina alle tue aspirazioni.

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Social Media Manager

Il Social Media Manager è una figura nuova nel panorama delle professioni. Si tratta di uno degli sbocchi lavorativi di scienze politiche più innovativi, legato all’avanzare della tecnologia.

Il Social Media Manager è quella figura professionale deputata alla gestione e alla cura dell’immagine di un brand sfruttando i social media. Non solo creatività però: si tratta di un lavoro molto analitico, che prevede l’elaborazione di strategie di comunicazione e la lettura di molti dati.

Non esistendo ancora dei corsi di laurea specifici di solito i candidati per questi ruoli provengono da facoltà come scienze politiche e relazioni internazionali. Questo perché comunicazione e relazioni interpersonali sono una delle basi di questo lavoro.

Ovviamente sempre positivo avere nel curriculum master e corsi di specializzazioni più focalizzati in questo ambito. Per specializzarti in Comunicazione 2.0, tieni d’occhio i nostri master dell’area umanistica. 

Formatori

Ho una laurea in scienze politiche: cosa posso insegnare?”: se questa domanda ti attanaglia, cerchiamo di fare ordine e introdurre una nuova figura professionale nella nostra guida: il formatore.

Questa figura professionale si sta sviluppando sempre più soprattutto nelle grandi realtà aziendali. Spesso sono assunti direttamente dall’azienda e a volte sono presi come collaboratori esterni.

Il loro compito è appunto quello di formare o aggiornare i dipendenti di ogni livello e grado, dal management aziendale all’impiegato.

Una buona capacità comunicativa e grande conoscenza della materia oggetto di formazione sono indispensabili per la buona riuscita del lavoro.

Hai le idee più chiare sugli sbocchi lavorativi di scienze politiche?

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea telematici dell’area politologica, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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