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I 10 film di Natale romantici da vedere assolutamente

I film di Natale romantici sono i protagonisti indiscussi del periodo delle festività invernali. Dopo un anno di studio intenso, le feste natalizie sono l’occasione migliore per rilassarsi in compagnia e dedicarsi al relax e ai momenti in famiglia o con gli amici.

Per rendere il tuo Natale ancora più speciale, ci sono tantissimi film che, in questi anni, hanno rappresentato e rappresentano ancora dei veri e propri must have per questa stagione. Dai grandi classici alle ultime uscite, sono davvero molti i film natalizi da vedere nelle fredde sere invernali.

Ecco le 10 commedie romantiche ispirate al Natale che dovresti proprio vedere.

Una top ten di commedie romantiche natalizie da non perdere

Il periodo natalizio è praticamente perfetto per una commedia romantica. Nei film che abbiamo scelto ci sono famiglie bizzarre da incontrare, auguri di Natale commoventi e tradizioni da mantenere. Ecco per te i 10 migliori film di Natale da vedere.

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1 – Love Actually

Apriamo la nostra top ten di classici film di Natale romantici con Love Actually. Questa commedia corale romantica del 2003 mette al centro della narrazione diversi aspetti dell’amore, dove i personaggi si mescolano nelle varie storie passando da protagonisti a figure secondarie.

Le vicende affrontate nel film sono diverse, dal padre vedovo che cerca di dare i giusti consigli amorosi al figlio fino a un viaggio in America per trovare il vero amore. Non ti sveliamo altro e ti lasciamo alla visione del film.

2 – Edward Mani di Forbice

Tra i film sentimentali da vedere nel periodo natalizio non possiamo non menzionare Edward Mani di Forbice, un classico del 1990 diretto da Tim Burton.

Il film non è solamente una storia d’amore, ma è un susseguirsi di scende ad alto impatto emotivo. Tutta la vicenda ruota attorno alla profonda e sofferta amicizia che prova a nascere tra il “ragazzo artificiale” Edward, interpretato da Johnny Depp e Kim, la ragazza dal cuore d’oro che diventa la sua protettrice, interpretata da Winona Ryder.

3 – La neve nel cuore

Proseguiamo la nostra top ten con La neve nel cuore, una commedia del 2005 che vanta un cast davvero interessante: tra i protagonisti, nomi del calibro di Diane Keaton, Craig T. Nelson, Dermot Mulroney, Sarah Jessica Parker e Luke Wilson.

Al centro della trama, le disavventure natalizie della famiglia Stone, nel cuore di una cittadina del New England. Tutto inizia quando il figlio maggiore porta a casa la sua fidanzata; l’accoglienza da parte della famiglia, però, non è delle migliori. Sopraffatta dall’accoglienza ostile, la fidanzata (interpretata da Sarah Jessica Parker) chiede supporto emotivo a sua sorella, peggiorando la già complessa situazione. Come finirà? Te lo lasciamo scoprire guardando il film.

4 – L’amore non va in vacanza

L’amore non va in vacanza è uno dei film commedia di Natale da vedere assolutamente se ami le storie romantiche e commoventi. Protagoniste della storia due giovani donne, Iris e Amanda, entrambe con qualche problema sentimentale.

Le vite delle due donne si intrecciano e le sorprese riservate da questa pellicola sono moltissime. Una curiosità sul film? Ha avuto un ottimo successo di critica, negli USA e in Europa. Ruthe Stein del San Francisco Chronicle ha dichiarato che il film era “il più romantico del momento rispetto a Love Actually”.

5 – Il Diario di Bridget Jones

Un vero cult da vedere durante le festività natalizie è Il diario di Bridget Jones, una commedia romantica britannica del 2001 diretta da Sharon Maguire e ispirata al romanzo omonimo di Helen Fielding.

Il film è ambientato nel periodo natalizio e vede come protagonista la giovane Bridget, impiegata nel mondo dell’editoria e del giornalismo interpretata da Renèe Zellweger. La storia si concentra sulla vita amorosa di Bridget, che inevitabilmente si incrocia anche con quella professionale: la ragazza, infatti, inizia una relazione con il suo capo, Daniel Cleaver. Allo stesso tempo, Bridget inizia a conoscere meglio anche Marc Darcy, avvocato ed ex compagno di università di Daniel.

Tra i due non corre buon sangue e Bridget dovrà scegliere uno dei due. Non ti sveliamo altro e ti lasciamo alla visione del film, che ha anche due sequel: Che pasticcio Bridget Jones Bridget Jones’s baby.

6 – The Family Man

Quando parliamo di film di Natale americani romantici, non possiamo non citare The Family Man, una pellicola del 2000 diretto da Brett Ratner e interpretato da Nicolas Cage e Téa Leoni.

La trama del film vede come protagonista Jack Campbell, affarista di successo di Wall Street. Proprio quando Jack sta lavorando ad una fusione da 130 miliardi di dollari, indice una riunione di emergenza il giorno di Natale per assicurarsi il successo dell’affare. Nel suo ufficio, la vigilia di Natale, viene a sapere che la sua ex fidanzata, Kate ha cercato di rintracciarlo dopo tredici anni.

La famiglia per Jack non ha mai avuto molto peso, ma si ritrova a vivere, in una sorta di universo alternativo, la vita che avrebbe potuto avere se avesse preso una decisione diversa 13 anni prima, proprio al fianco di Kate. Non ti anticipiamo altro e ti lasciamo scoprire gli sviluppi della storia guardando il film.

7 – Un amore tutto suo

Un amore tutto suo è un film del 1995 di Jon Turteltaub, interpretato da Sandra Bullock, Bill Pullman, Peter Boyle e Jack Warden.

In questa particolare storia d’amore,  la protagonista Lucy si ritrova, il giorno di Natale, a salvare la vita a Pete, l’uomo di cui è innamorata segretamente. Pete, però, è in coma e quando la sua famiglia lo va a trovare crede che Lucy sia la sua fidanzata. Lucy è subito benvoluta in famiglia e mantenere l’equilibrio tra bugie e fraintendimenti è difficile per la ragazza. Nel corso del tempo, però, Lucy si accorge di provare dei sentimenti per Jack, il fratello di Pete, proprio mentre quest’ultimo si sta risvegliando.

8 – A Christmas Kiss

Un Natale al bacio (A Christmas Kiss) è un film per la tv statunitense del 2011 diretto da John Stimpson.

Nel film, la giovane Wendy è un’aspirante designer di interni impiegata come segretaria di Priscilla Hall, un’arredatrice molto conosciuta, ma insensibile e severa. Una sera, prima di vedere le sue amiche, Wendy è costretta ad andare a casa di Priscilla per una commissione e incrocia, sull’ascensore, uno sconosciuto con il quale scambia un bacio impulsivo quando l’ascensore inizia a precipitare.

Il giorno dopo la ragazza scopre che si tratta di Adam, il ricco fidanzato di Priscilla. La situazione che viene a crearsi è davvero esilarante: ti lasciamo alla visione di questa commedia.

9 – Un principe per Natale

Tra le commedie romantiche di Natale distribuite su Netflix, citiamo un film del 2017 diretto da Alex Zamm: Un principe per Natale.

Il film si apre con la “missione” della giornalista Amber Moore, che si reca in Aldovia per presenziare ad una conferenza stampa sul principe ereditario Richard, pronto a salire al trono dopo la recente scomparsa del padre. Per una serie di motivi, la conferenza stampa viene annullata e, per non perdere il servizio, Amber si intrufola nel palazzo reale a fare delle foto, venendo scambiata per la nuova tutrice della giovane principessa Emily.

Una volta entrata a palazzo, Amber inizia a conoscere meglio la famiglia reale e…il resto lo lasciamo scoprire a te.

10 – Un amore sotto l’albero

Chiudiamo la nostra top ten di film di Natale romantici con Un amore sotto l’albero, una pellicola del 2004 diretto da Chazz Palminteri.

L’intera trama del film vede come protagonisti cinque sconosciuti che, per una serie di vicende, si ritrovano collegati fra loro proprio alla vigilia di Natale.

La nostra top ten si conclude qui, per ora: non ci resta che augurarti buona visione.

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I 7 film apocalittici e post apocalittici che dovresti assolutamente vedere

I film apocalittici sono uno degli aspetti più affascinanti per ogni amante del cinema. Tra catastrofi naturali, invasioni aliene e scenari desolanti, i film di fantascienza e le storie distopiche continuano ad attrarre milioni di spettatori, incollandoli al grande schermo.

Per staccare la spina dopo una giornata di studio, non c’è idea migliore che esplorare la cinematografia e dedicarsi ad un genere che va oltre la realtà. Se sei curioso di scoprire quali sono i migliori film apocalittici da vedere, in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna abbiamo raccolto per te 7 titoli da non perdere assolutamente.

Se sei pronto, iniziamo subito.

I migliori film di fantascienza che dovresti vedere

Non vedi l’ora di metterti sul divano con i tuoi amici e goderti un bel film in compagnia? Sei nel posto giusto: vediamo ora la nostra top seven di film da vedere sul genere apocalittico, dai grandi cult alle pellicole più recenti.

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Armageddon

Apriamo la nostra top seven di film apocalittici con Armageddon – Giudizio Finale, una pellicola del 1998 diretta da Michael Bay.

Nel film il direttore della NASA Dan Truman annuncia lo stato di allarme quando un’improvvisa pioggia di meteoriti distrugge lo Space Shuttle Atlantis in orbita attorno alla Terra, insieme al satellite che gli astronauti stavano riparando. In seguito delle meteore cadono su un’area che va dalla Finlandia alla costa orientale degli Stati Uniti, distruggendo anche una parte di New York.

Il pericolo, però, è tutt’altro che lontano: il gruppo di ricercatori scopre che un enorme asteroide, della grandezza dello Stato del Texas, si dirige verso la Terra e la colpirà entro 18 giorni con conseguenze catastrofiche. Per poter distruggere l’asteroide e evitare la fine della Terra, l’unica via  è trivellare l’asteroide e poi farlo saltare con una bomba nucleare collocata al suo interno.

Per compiere la missione, Truman invia nello spazio un gruppo di scienziati. Riusciranno a portare a termine l’incarico? Te lo lasciamo scoprire guardando il film.

The Road

Facciamo un salto in avanti e arriviamo ad una pellicola del 2009, The Road. Il film, diretto da John Hillcoat è ispirato al romanzo straziante di Cormac McCarthy con lo stesso nome, “The Road”, vincitore anche del Premio Pulitzer.

Il film narra la storia di un padre e un figlio alla fine del mondo. La coppia,  infatti, ha sopravvissuto ad un cataclisma di massa che ha decimato l’umanità. L’unica traccia di civiltà è la strada, da dove inizia il loro viaggio in cui si imbattono in cannibali, predoni e altri disperati sopravvissuti alla ricerca del mare, che vedono nella costa la loro unica speranza.

Un film davvero toccante, da vedere assolutamente se sei un amante del cinema.

I figli degli uomini

Veniamo ad uno dei film apocalittici più belli in assoluto: I figli degli uomini di Alfonso Cuaron. Si tratta di una pellicola di fantascienza distopica tratta dall’omonimo romanzo della scrittrice britannica P. D. James.

Nel film ci troviamo nel 2027, anno in cui l’intera umanità è impegnata in una brutale guerra mondiale. L’infertilità ha colpito il Pianeta e nessun bambino è nato dal 2009; la persona vivente più giovane del pianeta, diciottenne, è appena morta e tutti ne piangono la morte.

Il protagonista della storia scopre dell’esistenza di una giovane donna incinta di otto mesi. È consapevole del terribile caos che ne conseguirà se qualcuno la scopre e, dunque, si impegna per tenere al sicuro questo segreto. I temi trattati nel film sono davvero moltissimi, dalla lotta per l’immigrazione alle brutalità della guerra. Un film distopico che ti farà riflettere.

Snowpiercer

Un film abbastanza recente, che risale al 2013, è Snowpiercel, diretto da Bong Joon-ho, basato sulla serie a fumetti francese Le Transperceneige di fantascienza post apocalittica.

Il film è ambientato nel 2031, anno in cui, a causa di un errore scientifico, il mondo è stato completamente ibernato, vivendo una sorta di era glaciale.

Lo Snowpiercer è in realtà un treno in grado di tagliare il ghiaccio che ospita i sopravvissuti che hanno creato la propria economia e il modo di procurarsi il cibo. In ogni parte del treno vive una determinata classe sociale: la convivenza tra ricchi e poveri genera spesso contrasti, costringendo le classi meno agiate a subire i soprusi della classe abbiente.

Il film offre davvero tanti spunti di riflessione ed è avvincente in ogni sua scena: non ti sveliamo oltre e ti lasciamo alla sua visione.

The Hunger Games

Tra i film apocalittici più belli da vedere, possiamo menzionare Hunger Games, un film del 2012 diretto da Gary Ross. Il film è ispirato all’omonimo romanzo di fantascienza scritto da Suzanne Collins, con una storia ambientata in un futuro distopico post apocalittico.

Nell’universo del film, il mondo è diviso in 12 distretti sotto il governo Panem. Ogni anno si svolge una competizione televisiva e i partecipanti vengono selezionati attraverso una lotteria: Gli Hunger Games. Durante il gioco, i partecipanti devono combattere in un luogo detto “arena”, che viene controllata dagli Strateghi per mezzo di computer molto sofisticati, finché uno solo rimane vivo.

La protagonista del film ha intenzione di combattere con tutte le sue forze per fermare questa barbarie. Una trilogia distopica da considerare tra i migliori film post-apocalittici di tutti i tempi.

L’esercito delle 12 scimmie

Un film di fantascienza considerato come un capolavoro è L’esercito delle 12 scimmie, un film del 1995 diretto da Terry Gilliam, prodotto da Charles Roven e sceneggiato da David Webb e Janet Peoples.

La trama del film vede come protagonista il detenuto James Cole (interpretato da Bruce Willis) che viene inviato, con la promessa di una grazia, indietro nel tempo per scoprire una cura per la malattia che ha devastato l’umanità. Quando arriva nel passato, James dovrà  convincere tutti, incluso se stesso, di non aver perso il senno mentre cerca di mettere in atto un piano che cambierà il destino umano.

La trama fuori dal comune rende questo film uno dei più belli da vedere per gli amanti del genere.

Arrival

Passiamo ora ad un avvincente pellicola apocalittica con gli alieni, Arrival. Si tratta di un film del 2016 diretto da Denis Villeneuve, presentato in concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Al centro del film, l’episodio che vede l’approdare di dodici misteriose astronavi extraterrestri, soprannominate “gusci”. Non è chiaro il motivo per cui siano arrivate e la comunicazione con le creature aliene è impossibile. A questo punto, viene coinvolta nel progetto la linguista Louise Banks, che prende parte con una squadra di esperti ad una missione per tentare un punto di connessione con gli alieni.  La specializzazione della protagonista e la sua ostinazione potrebbero salvare l’intera umanità.

Con Arrival abbiamo concluso il nostro viaggio alla scoperta dei migliori film apocalittici: non ci resta che augurarti buona visione.

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Cosa sono le life skills e quali dovresti avere per ottenere risultati

Possedere una serie di abilità chiave nella vita è fondamentale per raggiungere qualunque obiettivo: queste abilità rientrano sotto il cappello delle cosiddette life skills, ossia quelle caratteristiche che ti permettono di ottenere il massimo dalla vita.

Queste abilità sono associate alla gestione e al miglioramento della qualità della vita, aiutandoci a realizzare le nostre ambizioni e a sviluppare appieno il nostro potenziale. Ma come fare per svilupparle e in che modo applicarle alla vita quotidiana?

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo cosa sono le life skills, quali sono e in che modo svilupparle per ottenere i risultati che desideri, siano essi nello studio o nel lavoro. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco le abilità chiave da sviluppare per avere successo nella vita

Quando si tratta di perfezionare le tue abilità e migliorare te stesso, le possibilità sono infinite. Se fai buon uso delle tue risorse, puoi imparare nuove abilità e svilupparne di nuove. Sviluppare la personalità può avere un effetto molto positivo sulla tua vita e carriera: vediamo ora cosa sono le competenze per la vita e come svilupparle.

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Competenze per la vita: una definizione

Volendo dare una definizione di life skills, o competenze per la vita, possiamo dire che facciamo riferimento ad un insieme di capacità umane acquisite tramite insegnamento o esperienza diretta che vengono usate per gestire problemi, situazioni e domande comunemente incontrate nella vita quotidiana.

Essendo altamente versatili, si tratta di abilità che puoi sfruttare in ogni ambito della tua vita e ti serviranno per portare a casa risultati in campi diversi, in quanto rientrano tra le cosiddette competenze trasversali.

Non esiste un elenco definitivo di abilità di vita. Alcune abilità possono essere più o meno rilevanti per te a seconda delle circostanze in cui ti trovi, della tua cultura, convinzioni, età, posizione geografica. Ciò che è importante capire è che ci sono una serie di abilità chiave che, se padroneggiate, possono aprirti a nuove opportunità.

Sono esempi di life skills:

  • Problem solving
  • Saper prendere decisioni
  • Creatività
  • Senso critico
  • Autoconsapevolezza
  • Capacità relazionali
  • Comunicazione efficace
  • Gestione delle emozioni
  • Gestione dello stress
  • Empatia

Vediamo ora quali abilità sviluppare e in che modo.

Incontra nuove persone

Sforzati sempre di incontrare nuove persone. Coinvolgere le persone ti offre molta esperienza e puoi imparare così tanto da persone diverse. Incontrare nuove persone può esporti a nuove culture, idee, opinioni ed espandere la tua mente. Incontrare nuove persone ti rende più tollerante nei confronti degli altri, ampliando i tuoi orizzonti.

L’interazione e lo scambio aiutano a migliorare le capacità di ascolto attivo e lo sviluppo dell’empatia, una delle abilità più ambite nella vita e nel lavoro.

Impara ad ascoltare

Una delle life skills più importanti è la capacità di ascolto attivo. Cosa significa? Significa concentrarsi sulle necessità e sui bisogni del nostro interlocutore, rispettando la sua opinione. Essere un ascoltatore eccellente è un’abilità molto ambita: quando ascolti altre persone, dai loro importanza.

Per il principio di reciprocità, se ascolti le persone, queste presteranno maggiore attenzione alle tue parole. Sentirsi ascoltati permette alle persone di essere più aperte, condividendo facilmente qualsiasi informazione con te. Creare questo clima di fiducia è fondamentale: quando parli con qualcuno, non provare a prevaricarlo ma sforzati di ascoltare il suo punto di vista e di mettere in discussione le tue opinioni.

Leadership

La leadership è una delle life skills più utili, soprattutto se il tuo lavoro prevede la direzione e il coordinamento di altre persone. Spesso sentiamo dire che chi è leader ci nasce, ma non è del tutto vero. Se vuoi raggiungere il successo nella tua vita professionale, è importante che  cerchi di sviluppare e perfezionare le tue capacità di leadership.

Facciamo riferimento alla capacità di motivare gli altri e di porsi come punto di riferimento attraverso le tue scelte e le tue decisioni. Il leader sa ispirare gli altri e sa infondere motivazione anche nei momenti critici. Per sviluppare la leadership, inizia a dare il tuo supporto alle persone con cui lavori o studi: apriti all’ascolto degli altri, prenditi delle responsabilità e esprimi sempre la tua opinione in modo costruttivo.

Abilità di presentazione

Saperti presentare al meglio è un’abilità che vale in ogni ambito: dovrai presentarti ad un colloquio, ad un esame universitario, ad una platea se tieni un discorso in pubblico.

Se vuoi essere sicuro di poter trasmettere il tuo messaggio ad altre persone, devi avere capacità di presentazione efficaci. Queste competenze sono richieste in quasi tutti i campi. Presenta te stesso con assoluta semplicità: sii autentico e non aver paura di mostrare anche le tue debolezze, se il contesto lo permette. Enfatizza i tuoi punti di forza e mostrati sicuro di te per conquistare i tuoi interlocutori.

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Abilità comunicative

Non possiamo parlare di life skills senza menzionare le abilità comunicative, intese come capacità di intrattenere una conversazione. Quando conosci i tuoi interessi e ne sei esperto, avrai più fiducia nel parlarne. Avere più conoscenze significa che puoi contribuire maggiormente alla conversazione. Se vuoi che le persone ti ascoltino, è importante che tu sia un oratore eccellente.

Chiaramente non è possibile sapere sempre tutto di ogni argomento: la conversazione è uno scambio, quindi impara ad ascoltare gli altri per trarre un beneficio reale dal vostro scambio.

Problem solving

Le capacità di problem solving sono importanti in ogni settore. Non c’è attività che sia immune dal costante assalto di problemi: proprio per questo è importante imparare a gestire ogni possibile reazione sul lavoro e non solo.

Per essere bravi nel problem solving, è necessario avere forti capacità di osservazione. Il pensiero laterale e le capacità analitiche aiutano a valutare correttamente cosa sta succedendo e a individuare la causa principale del problema. Mentre esplori le potenziali soluzioni al problema, devi dimostrare la tua tenacia: trovare il giusto approccio al problema non sarà facile, ma lavorare con strumenti come le mappe mentali ti guiderà alla risoluzione.

Acquisire le competenze trasversali: il Master Unicusano

Abbiamo detto che le life skills sono fondamentali per poter avere successo sia nella vita privata che nel lavoro. Ma come fare per lavorare sulle abilità trasversali?

Nella società globalizzata ci sono alcune competenze trasversali che riguardano tutti i cittadini nel loro stare insieme in una comunità. Riguardano l’attività professionale come quella relazionale, due sfere sempre più interconnesse, spesso sovrapposte. Maggiore è l’efficacia della comunicazione, maggiore è il livello d’attenzione dei destinatari del messaggio, con il conseguente aumento del coinvolgimento emotivo, dell’interazione, dell’adesione.

Per sviluppare il pensiero creativo e acquisire le competenze trasversali utili alla tua crescita personale, l’Università Niccolò Cusano propone il Master I Livello in Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili. Possono iscriversi al Master coloro che hanno uno di questi titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M. 270/2004.

Il Master ha come obiettivo quello di fornirti competenze per sviluppare il pensiero creativo a tutto campo, attraverso la scrittura, la parola, l’interpretazione, il viaggio, la visione. Un’esperienza formativa unica che ti consente di sviluppare il tuo potenziale creativo attraverso 10 abilità irrinunciabili.

Se vuoi sviluppare le tue life skills, iscriviti al nostro Master: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come diventare export manager: percorso di studi e opportunità

Come diventare export manager? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra gli studenti di economia e marketing che vogliono intraprendere una professione in una realtà aziendale con un forte sviluppo verso l’estero.

Quella del manager è, all’interno delle imprese, un ruolo decisamente polivalente: ci sono manager specializzati per ogni area di sviluppo aziendale, dall’area produzione a quella vendite. Oggi più che mai, con la globalizzazione, i modelli di business delle aziende sono sempre più orientati verso grandi mercati e, nella fattispecie, verso l’estero.

Chiaramente, per poter investire in un mercato estero, occorrono professionisti di alto livello e con elevata specializzazione, capaci di seguire questo processo di sviluppo. A tal proposito, una delle figure professionali sempre più richieste è quella dell’export manager, un professionista specializzato nella promozione e commercializzazione di determinati prodotti e servizi aziendali all’interno dei mercati esteri.

Si tratta di un ruolo molto ambito nelle imprese, che prevede un percorso di formazione molto specialistico e una serie di competenze, da quelle linguistiche a quelle gestionali.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna ti spiegheremo chi è l’export manager e come si intraprende questa professione, dagli studi alle competenze da acquisire. Se sei pronto, iniziamo subito.

Export manager: tutto quello che devi sapere su questo professionista

Sogni di lavorare in un’azienda e trattare i rapporti commerciali con l’estero? Continua nella lettura: ecco come diventare export manager.

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Chi è l’export manager e cosa fa

Prima di capire come diventare export manager, diamo una definizione di questa professione e riassumiamo le mansioni principali ad essa correlate.

Abbiamo detto che l’export manager si occupa della promozione e della commercializzazione di prodotti/servizi aziendali su mercati esteri.

L’addetto alle esportazioni ha il compito di selezionare i nuovi mercati, elaborare e mettere in atto le strategie più efficaci per accedervi e poi consolidare la distribuzione dei prodotti.

Generalmente questo professionista lavora sul singolo Paese, se i mercati sono maturi, o in cluster di Paesi assimilati dal punto di vista geografico, come ad esempio l’Africa del Nord o il Sud America.

Competenze e abilità

Le competenze di un export manager sono molto varie e riguardano diverse sfere, da quella della comunicazione a quella del marketing.

Dovendo creare un “ponte” fra l’azienda che rappresenta e un nuovo mercato, l’export manager dovrà avere forti skills comunicative, come ad esempio:

  • Ottime proprietà di linguaggio
  • Padronanza di lingue straniere, in particolare l’inglese
  • Capacità di coordinare e motivare un team
  • Capacità di comunicare al meglio vantaggi e benefici di un prodotto/servizio

Anche le competenze analitiche sono importanti per chi fa il commerciale estero: questa figura professionale dovrà infatti analizzare i mercati di riferimento, capire qual è la cultura del Paese di riferimento e, se necessario, differenziare l’offerta sulla base di parametri emersi durante questa valutazione.

A completare il quadro, serviranno:

  • Abilità di problem solving
  • Competenze nell’ambito giuridico e del commercio internazionale
  • Competenze in ambito economico
  • Competenze nel ramo marketing

Se ti stai chiedendo quanto guadagna un manager, sappi che lo stipendio di un export manager varia a seconda dell’azienda per cui lavora, del suo livello di esperienza e delle sue capacità.

Diventare Export Manager: il Master Unicusano

Se diventare un manager è la tua ambizione più grande, sicuramente un primo passo dal punto di vista della formazione è una laurea in Economia e Marketing.

Per completare la formazione, un percorso di specializzazione come un Master è la soluzione ideale per le tue esigenze. Il Master I Livello in Marketing Management è perfetto per chi desidera intraprendere un percorso di formazione manageriale adattabile a diversi contesti, compreso quello dell’import-export.

Il percorso formativo del Master, proposto dall’Università Niccolò Cusano, ha come obiettivo fondamentale quello di formare professionalità, altamente specializzate ed in possesso delle conoscenza sia pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con competenza e dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing.

Essendo un Master di I Livello, per l’accesso è richiesta almeno una Laurea di primo livello.

Il percorso formativo, della durata di 1500 ore, prevede insegnamenti di:

  • Management e finanza aziendale
  • Business administration
  • Marketing e Management
  • Innovazione e Product Management
  • Corporate communication
  • Consumer behaviour
  • Digital Marketing
  • Social Media Marketing
  • Trade e Retail Marketing

La didattica del nostro Master è fruibile online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In questo modo potrai facilmente conciliare anche una possibile attività lavorativa con il tuo percorso di specializzazione.

Su come diventare export manager abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai nostri Corsi di Laurea dell’area economica o al nostro Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

 

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Smettere di procrastinare: tecniche e consigli per imparare ad agire subito

Devo smettere di procrastinare“: quante volte ti sei ripetuto questo mantra nella tua testa? Magari mentre cercavi di studiare un nuovo capitolo per l’esame di diritto privato o, magari, quando continuavi a rimandare quella prova che percepisci come troppo impegnativa.

Conosciamo tutti il ​​fenomeno della procrastinazione. Quando procrastiniamo, rimandiamo compiti importanti che dovremmo fare, fino a giungere al momento in cui è decisamente troppo tardi. Quando è davvero troppo tardi, ci lasciamo prendere dal panico e ci malediciamo per non avere iniziato prima. I procrastinatori seriali sono “schiavi” di questo ciclo e finiscono per rimandare qualunque cosa per ridursi all’ultimo minuto, soffrendo carichi enormi di stress.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo perché tendi a rimandare ciò che proprio non ti piace e come uscire da questo circolo vizioso, attraverso una serie di tecniche ed esercizi da mettere in pratica subito.

Tutti i rimedi alla procrastinazione: ecco come smettere di rimandare

Ci siamo: hai un progetto importante da portare a termine per l’Università o per il lavoro. Il tempo stringe e hai paura di non completarlo in tempo. Hai rimandato settimane (o anche mesi) prima di mettere mano su questo progetto e ora i tuoi livelli di ansia sono al vertice perché devi trovare una soluzione immediata.  Purtroppo, questa è un’esperienza comune per molti di noi.

Ecco tutti i consigli per smettere di procrastinare e abbattere finalmente quella sensazione di stress e di ansia che ti affligge quando ti senti perennemente con i minuti contati.

LEGGI ANCHE – Come capire cosa fare nella vita: ecco 6 consigli da seguire

Perché tendiamo a procrastinare troppo?

Tutti noi procrastiniamo almeno una volta nella vita. L’attività della procrastinazione “patologica” a volte può riguardare questioni banali, ma spesso riguarda questioni ben più importanti che richiedono tanto tempo e impegno.

Cose come la scrittura di un progetto per l’università o l’aggiornamento del curriculum per cercare un nuovo lavoro sono solo due esempi delle attività che si procrastinano più spesso.

Le giustificazioni che tendiamo a darci sono tra le più disparate: “ora non è il momento giusto”, “non ho tempo”, “sono stanco”. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta solamente di scuse, di meccanismi di difesa messi in atto dal nostro cervello per evitare di farci uscire da una zona di comfort ed esporci ad un carico di stress emotivo più difficile da digerire.

Siamo programmati per cercare la soluzione più semplice: per questo ci serviamo della procrastinazione, perché ci tutela da una situazione che, in un certo senso, percepiamo come pericolosa.

Smettere di procrastinare ci permetterebbe di andare oltre questo schema, liberarci dalle nostre ancore e dirigerci verso obiettivi molto ambiziosi, se contestualizziamo la cosa in un progetto a più ampio respiro.

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Consigli per evitare la procrastinazione

Parlando di procrastinazione e rimedi, abbiamo preparato per te qualche consiglio da seguire per uscire da questa fase e metterti all’opera subito.

Ecco quello che dovresti fare per smettere di essere un procrastinatore seriale e riprendere in mano la tua vita.

Inizia a programmare piccoli step

Una delle cause della procrastinazione risiede nel fatto che vediamo certi obiettivi come troppo “grandi” da raggiungere. Una soluzione potrebbe essere quella di scomporre questo lavoro in piccoli step, da portare avanti passo dopo passo.

Scomponendo il lavoro, percepirai ogni step come più leggero e alla tua portata, evitando di rimandarlo. Ad esempio, se devi studiare un manuale di diritto privato in due settimane, potresti scomporre il lavoro in questi step giornalieri:

  • Dal giorno 1 al giorno 3 – Lettura generale di ogni capitolo
  • Giorno 4 – Creazione di mappe concettuali per i 5 capitoli del libro
  • Giorno 5 – Studiare il capitolo 1
  • Giorno 6 – Studiare il capitolo 2
  • Giorno 7 – Studiare il capitolo 3
  • Giorno 8 – Studiare il capitolo 4
  • Giorno 9 – Studiare il capitolo 5
  • Dal giorno 10 al giorno 14 – Focus giornaliero su ogni capitolo per il ripasso + ripetizione ad alta voce

Tieni sempre traccia dei tempi

Per capire come smettere di procrastinare, è necessario iniziare ad impostare tempi specifici per lo svolgimento dei tuoi compiti. La programmazione è di vitale importanza per la gestione del tempo e per misurare ogni progresso di apprendimento.

Avere solo una scadenza per il tuo lavoro è come un invito a procrastinare. Questo perché abbiamo l’impressione che abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi e continuiamo a rimandare, finché non è troppo tardi.

Il nostro consiglio? Crea una cronologia generale con scadenze specifiche per ogni piccola attività, come abbiamo fatto nel paragrafo precedente indicando i giorni. Ogni giorno può essere suddiviso in ore, scomponendo ancora di più il tuo macro obiettivo giornaliero.

Ad esempio, potresti organizzare la giornata seguendo un programma di questo tipo:

  • Dalle 9:30 alle 11:00 – Studia dal paragrafo 1 al paragrafo 4
  • Dalle 11:00 alle 11:15 – Pausa
  • Dalle 11:15 alle 12:45 – Studia dal paragrafo 5 al paragrafo 9
  • Dalle 12:45 alle 14:00 – Pausa pranzo
  • Dalle 14:00 alle 16:00 – Studia dal paragrafo 10 al paragrafo 15
  • Dalle 16:00 alle 16:15 – Pausa
  • Dalle 16:15 alle 18:00 – Ripassa tutto il capitolo e ripeti ad alta voce

Non cercare la perfezione

Spesso rimandiamo qualcosa perché pensiamo di non riuscire a svolgere un compito alla perfezione. Crogiolarti nell’immobilismo però non ti aiuterà a smettere di procrastinare.

Mettiti all’opera e svolgi il tuo compito, anche se non ti sembra perfetto: c’è sempre tempo per revisionarlo.

Cura il tuo ambiente

L’ambiente in cui studi o lavori ha un peso specifico importante sulla tua produttività e sul tuo umore. In generale, un ambiente disordinato rispecchia una mente disordinata.

Ora è il momento di fare ordine: pulisci la tua scrivania, così come il desktop del tuo computer. Se l’ambiente in cui ti trovi non ti ispira, esci a fare una passeggiata e cerca un luogo più stimolante. Biblioteche, bar e coworking possono essere valide alternative per iniziare a lavorare su un progetto.

Frequenta persone positive

Le persone con cui trascorriamo del tempo influenzano i nostri comportamenti e il nostro modo di pensare.

Circondati di amici o colleghi che ti innescano emozioni positive e frequentali più spesso. Non immagini neanche quanto può essere forte il potere della contaminazione: lasciati “contaminare” dai pensieri positivi e vedrai che, in poco tempo, il tuo approccio (e i tuoi risultati) cambieranno.

Rivedi i tuoi obiettivi

Se ci sono dei progetti o degli obiettivi che stai rimandando da troppo tempo, potrebbe esserci un effettivo disallineamento tra ciò che si desidera e ciò che si sta facendo attualmente.

Spesso può accadere che gli obiettivi che ci fissiamo sono troppo ambiziosi o non tengono conto di alcune variabili contestuali che, per forza di cose, devono essere incluse nella tua programmazione.

Per riflettere sui tuoi obiettivi, allontanati dal tuo lavoro per un po’ di tempo (basta un weekend) e riorganizza il tutto. Prendi carta e penna e rispondi a queste domande:

  • Quali sono gli obiettivi che voglio raggiungere a breve termine? Quali invece, a lungo termine?
  • Cosa dovrei fare per raggiungere i miei obiettivi?
  • Quanto tempo dovrei allocare ad ogni obiettivo?
  • I miei obiettivi sono misurabili?
  • Quali sono i passi da fare?

Concediti dei premi

Un sistema per smettere di procrastinare consiste nel farti un regalo per ogni piccolo traguardo che raggiungi. Gratifica te stesso e regalati un pomeriggio con gli amici, una serata al cinema o un oggetto tecnologico che desideri da molto tempo.

Darti un incentivo ti porterà a evitare di rimandare compiti troppo spesso e a dirti “grazie” per ogni passo in avanti nel tuo percorso.

Su come smettere di procrastinare abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica tutti i nostri consigli e lanciarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

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Film sulla comunicazione interpersonale: ecco la nostra top five

Sei un appassionato di cinema e sei curioso di scoprire quali sono i migliori film sulla comunicazione da vedere?

Ti accontentiamo subito: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna ti racconteremo i film più belli che parlano di comunicazione, innovazione e marketing, dai grandi cult alle rivelazioni degli ultimi anni.

La comunicazione è parte integrante della nostra quotidianità. Con l’avvento della rivoluzione digitale, la comunicazione ha assunto una forma e un contenuto completamente diversi. Oggi le persone trascorrono molto tempo a interagire con i loro dispositivi digitali, attraverso i social media e i sistemi di messaggistica istantanea. Vediamo ora una la lista dei migliori film sulla comunicazione di sempre, che raccontano la rivoluzione del linguaggio degli ultimi anni e non solo.

Comunicazione e film: i 5 da vedere

Quali sono i capolavori cinematografici che raccontano al meglio la comunicazione e l’innovazione tecnologica legata a questo mondo? Ecco i 5 film sulla comunicazione interpersonale da non perdere.

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Il discorso del re

Apriamo la nostra top five con una pellicola del 2010: Il discorso del re. Questo film sulla comunicazione verbale e non verbale vede come protagonisti attori come Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce.

La trama. ispirata ad una storia vera, racconta la storia di Bertie, duca di York e secondo figlio di Re Giorgio V, afflitto da forti problemi di balbuzie sin dall’infanzia. Per risolvere il suo problema e poter finalmente parlare ai suoi cittadini, Bertie si rivolge al logopedista Lionel Logue, che lo prende in cura e sperimenta su di lui metodi decisamente anticonvenzionali. Un film d’impatto, con un cast stellare, da vedere assolutamente.

The Social Network

Continuiamo la nostra top five con The Social Network, un film del 2010 diretto da David Fincher.

La pellicola racconta la storia romanzata dei fondatori di Facebook e sul fenomeno sociale a cui hanno dato vita con la loro invenzione. In particolare, il film è incentrato sui primi e tumultuosi anni di Facebook, dalla sua fondazione nel 2004 fino alla causa da 600 milioni di dollari indetta contro il fondatore Mark Zuckerberg.

The Social Network ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui 4 Golden Globe e  8 candidature agli Oscar 2011, vincendone 3, per la miglior sceneggiatura non originale, la miglior colonna sonora e il miglior montaggio.

The Interpreter

Uno dei film sulla comunicazione da non perdere assolutamente è The Interpreter, una pellicola del 2005 di Sydney Pollack, interpretata da Nicole Kidman e Sean Penn.

La trama vede come protagonisti l’interprete delle Nazioni Unite Silvia Broome che, per caso, ascolta una discussione riguardante un complotto e un tentativo d’omicidio.

Una curiosità su questa pellicola? Si tratta del primo film che ha ottenuto l’autorizzazione a filmare delle scene all’interno del Palazzo di Vetro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York; in precedenza, altri registi, tra i quali Alfred Hitchcock per il suo Intrigo internazionale, si erano visti rifiutare il permesso che l’allora Segretario Generale Kofi Annan ha invece concesso a Pollack.

Intrighi internazionali e coraggio rendono questo film avvincente e appassionante, da vedere tutto d’un fiato.

The Terminal

Un altro film sulla comunicazione da vedere è sicuramente The Terminal, film del 2004 diretto da Steven Spielberg ed interpretato da Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones e Stanley Tucci.

Il protagonista della pellicola è Viktor Navorski, che  si vede costretto a “vivere” in un terminal dell’aeroporto dei voli internazionali, circondato da persone che non capiscono la sua lingua. Nel film si racconta la storia di una persona che si adatta a vivere in un nonluogo, che per la maggior parte delle persone è solo un punto di passaggio, imparando l’inglese, facendosi accettare e stringendo delle relazioni con le persone che lavorano nell’aeroporto, fino ad innamorarsi di una hostess.

Un film particolare ma con un senso profondo tutto da scoprire.

Lost In Translation

Chiudiamo la nostra top five di film sulla comunicazione interpersonale con Lost in translation, film del 2003, scritto, diretto e prodotto da Sofia Coppola con protagonisti Bill Murray e Scarlett Johansson.

La trama ruota attorno al complesso rapporto tra l’attore in declino Bob Harris e la neolaureata Charlotte, nato in un grande hotel di Tokyo. Charlotte sta cercando “il suo posto nel mondo”, mentre Bob sta sopportando un matrimonio mediocre negli Stati Uniti. Sia separatamente che insieme, i due compagni di viaggio vivono l’esperienza dell’americano a Tokyo, in un mix confusione e ilarità a causa delle differenze culturali e linguistiche con il Paese ospitante.

Il film ha ottenuto un grande successo di pubblico, così come di critica, ottenendo la candidatura per quattro premi Oscar, ossia miglior film, miglior attore per Bill Murray, miglior regista per Sofia Coppola e miglior sceneggiatura originale ancora per Sofia Coppola, che si è aggiudicata proprio quest’ultima statuetta.

Sui film sulla comunicazione abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione.

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Come scrivere un libro fantasy: consigli e linee guida da conoscere

Curioso di scoprire come scrivere un libro fantasy?

Se la scrittura è la tua passione e ami trascorrere i tuoi pomeriggi di pausa dallo studio universitario immerso nella lettura, i consigli di questa guida faranno proprio al caso tuo. Nei prossimi paragrafi di questa guida, infatti, ti racconteremo tutte le best practice per scrivere racconti e storie fantasy di successo, da condividere con chi vuoi tu.

Per molti scrittori o aspiranti tali, l’attività della scrittura è essenziale come mangiare o respirare: la passione per il genere fantasy può condurre alla scelta di scrivere qualcosa seguendo questo filone, inventando personaggi leggendari e scegliendo location magiche.

Diventare uno scrittore di successo e pubblicare un libro è una scalata difficile, ma non impossibile: vediamo ora quali sono gli accorgimenti da seguire per iniziare il tuo percorso in questo settore e realizzare il tuo sogno.

I consigli per scrivere storie fantasy avvincenti

Scrivere un racconto fantasy inventato, una serie di racconti o un libro non è semplice: servono un metodo da seguire e una serie di strumenti per poter strutturare il testo al meglio.

Ecco tutti i consigli dell’Università Niccolò Cusano di Bologna per aiutarti nella tua opera di scrittura.

LEGGI ANCHELibri da leggere almeno una volta nella vita: ecco la nostra lista

racconto fantasy

Conoscere il genere fantasy

Se vuoi capire come scrivere un libro fantasy, la prima cosa che devi fare è conoscere bene il tuo “genere”. Che cosa significa? Significa conoscerne storia, caratteristiche e autori principali.

Partiamo da un principio di base: la nostra letteratura è permeata, fin dai suoi albori, da storie fantastiche, che raccontano di divinità, miti, magie e mostri. Ti basti pensare, ad esempio, all’Odissea o all’Epopea di Gilgamesh.

Conoscere questi libri, le loro caratteristiche e gli autori ti permette sicuramente di avere un bagaglio culturale utile per iniziare la tua avventura nel mondo della scrittura.

Sono molti i testi che dovresti leggere prima di affermare di conoscere davvero il genere fantasy: ad esempio, JRR Tolkien è generalmente considerato il padre della saga fantasy in lingua inglese moderna.

C’erano romanzi fantasy scritti prima del ciclo di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di Tolkien, ma fu il successo commerciale del suo lavoro a consacrare le saghe fantastiche e a dare il via a questo filone, ispirando tantissime opere postume. Se la tua serie fantasy presenta creature tradizionali come elfi, troll e maghi, dovrai fare qualcosa di molto originale per distinguerti.

Tuttavia, è bene anche non concentrarsi solamente nella lettura dei libri cult di questo genere: l’unico modo per familiarizzare veramente con i cliché e le insidie ​​del mondo fantasy è leggere opere di decenni e sottogeneri diversi.

Scegli la giusta prospettiva

Veniamo ora a qualche consiglio di stile su come scrivere un libro fantasy. Uno degli aspetti da considerare è il modo in cui la tua storia è raccontata.

Prima di tutto devi decidere da quale punto di vista il lettore vivrà la storia: questo vedrà attraverso gli occhi di un singolo personaggio? Tutti questi personaggi saranno umani? Sarà scritto in prima o terza persona?

La prospettiva con cui è scritta la storia può essere scelta per consentire allo scrittore di lasciare intenzionalmente alcune informazioni, al fine di aumentare la suspense e sorprendere il lettore in seguito. Decidere quale punto di vista usare può avere un impatto su come si sceglie di sviluppare la trama, quindi è importante fare questa scelta in anticipo.

Costruisci i tuoi personaggi

I personaggi sono una parte fondamentale dei testi fantasy. Descrivi ognuno dei tuoi personaggi con minuzia di particolari: come autore, dovrai avere un’immagine molto vivida di ciò che stai creando per il lettore.

Anche abbozzare le immagini dei tuoi personaggi, se hai una vena artistica, può essere uno strumento utile. Secondo alcuni scrittori, per organizzare i personaggi può essere utile creare un file Excel dove associare, ad ogni personaggio, i suoi tratti fisici, gli aspetti caratteriali, la sa lealtà e le sue abilità speciali.

Quando si progettano i personaggi, è fondamentale considerare come possono cambiare nel libro: lo sviluppo e l’evoluzione del personaggio nel corso della narrazione è un ottimo modo per sorprendere i tuoi lettori.

Pensa al tuo “mondo”

Se vuoi imparare come scrivere un libro fantasy, dovrai pensare soprattutto alla cornice della tua storia.

l mondo che crei è il luogo in cui i tuoi lettori devono essere trasportati ogni volta che aprono il tuo libro. Ciò significa descrizioni vivide per rendere l’esperienza il più realistica possibile per il lettore.

Ad esempio, alcune delle domande che dovresti porti mentre costruisci la tua sceneggiatura sono:

  • Qual è l’infrastruttura del tuo mondo?
  • In che modo comunicano o viaggiano i tuoi personaggi?
  • Questo mondo è pieno di tranquillità o vede fazioni contrapposte?
  • Ci sono culture diverse che convivono nel tuo mondo?
  • Qual è il meccanismo di funzionamento del tuo mondo e in che modo differisce dal nostro?

Ci sono anche molti luoghi che possono essere “adattati” e concepiti in modo diverso in un racconto fantasy; pensa, ad esempio, ad una delle ambientazioni della saga Harry Potter di J.K. Rowling: il “binario 9 e tre quarti”. Tradizionalmente, il binario di un treno non è un luogo magico, ma la creatività ti aiuterà ad individuare posti insoliti per la tua sceneggiatura.

Pianificazione e struttura: ecco da dove cominciare (concretamente)

Abbiamo visto una serie di preziosi consigli da tenere a mente su come scrivere un libro fantasy di successo, ma non è tutto: per iniziare la stesura di un libro, è bene costruire una struttura per procedere con gli giusti step.

Come si inizia, nel concreto, a scrivere un libro o un racconto? Pianificando le varie tappe da affrontare. Vediamo quali potrebbero essere:

A) Prima di iniziare a costruire lo schema del tuo romanzo fantasy, dedica del tempo a un brainstorming libero, lasciando correre la tua immaginazione, generando idee e mettendole su carta;

B) Quando senti che sei pronto a superare la fase di raccoglimento di idee, poniti alcune domande fondamentali e datti delle risposte, mettendole nero su bianco. Queste domande possono essere, ad esempio:

  • Chi sarà il tuo personaggio principale? Quali e quanti saranno i personaggi secondari?
  • Qual è il problema e/o l’obiettivo con cui si deve misurare il tuo personaggio?
  • Quali difficoltà ci sono tra il personaggio e il suo obiettivo o la soluzione al suo problema?
  • Dove e quando (in generale) avrà luogo la tua storia?
  • Quali sono gli eventi principali che sposteranno il tuo personaggio verso la risoluzione il problema centrale del romanzo o raggiungere l’obiettivo centrale?

C) Riassumi in 1-2 frasi l’idea principale del tuo romanzo. Questo sommario dovrebbe includere un personaggio (o personaggi) e un problema o obiettivo importante. Se scopri che non puoi sintetizzare il tuo romanzo in solo 1-2 frasi, la tua idea probabilmente non è ancora sufficientemente focalizzata e dovresti continuare a lavorarci su.

Su come scrivere un libro fantasy abbiamo detto tutto, per oggi: la tua fantasia, unita ai nostri consigli, ti condurranno verso la costruzione di un racconto perfetto. Buona lettura e buona scrittura!

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Sociologia della comunicazione: che cos’è e cosa studia

Sei uno studioso o un appassionato di discipline umanistiche e sei curioso di scoprire che cos’è la sociologia della comunicazione?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo di sociologia dei media e di tutte le branche della sociologia che si approcciano al mondo comunicativo.

Quando parliamo di sociologia della comunicazione facciamo riferimento a quella branca della sociologia che studia nel dettaglio le implicazioni socio-culturali che nascono dalla mediazione simbolica, rivolgendosi in particolare all’uso dei mezzi di comunicazione di massa.

Oggetto di studio della disciplina sono, ad esempio, la radio, il cinema, la televisione, la stampa e, più recentemente, i nuovi media.

Vediamo ora, nello specifico, quali sono le caratteristiche della sociologia dei media e in che modo si è sviluppata questa disciplina in Italia e nel mondo.

Quello che devi sapere sulla sociologia dei media

Lo studio della comunicazione ti affascina e desideri conoscerne tutte le sfaccettature? Siediti e mettiti comodo: approfondiremo il tema nei prossimi paragrafi di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano di Bologna.

LEGGI ANCHE – Come capire cosa fare nella vita: ecco 6 consigli da seguire

Sociologia della comunicazione: cos’è

Il primo tema da affrontare è proprio la definizione di sociologia della comunicazione e dei media. Come abbiamo accennato, si tratta di quella branca della sociologia che si basa sull’analisi dei processi di comunicazione.

Lo studio dei mezzi di comunicazione permette di  capire come lo stesso messaggio mediatico abbia, a seconda del contesto culturale, economico e sociale in cui viene ricevuto, un impatto differente sui gruppi sociali, così come sui singoli individui che ne fanno parte.

L’oggetto di analisi, dunque, riguarda i modi in cui il messaggio è trasmesso, le conseguenze della loro fruizione, le tecniche per una corretta comunicazione, nonché le modalità per riconoscere quando la comunicazione non è corretta.

La sociologia della comunicazione è una materia che ha costruito il suo profilo teorico su ricerche empiriche molto concrete; per fare degli esempi, pariamo di:

  • Comunicazione politica;
  • Forme di propaganda
  • Meccanismi di influenza della radio e della televisione;
  • Le dinamiche delle relazioni umane dallo scambio interpersonale al social networking.

Caratteristiche della comunicazione di massa

Se pensiamo alla sociologia come alla disciplina che studia la società e il comportamento umano, non stupisce affatto la sua connessione col mondo della comunicazione, radicato nella società.

La comunicazione di massa è al centro di questa relazione con la sociologia. Lo studio della comunicazione di massa pone al centro il modo in cui le persone si scambiano informazioni attraverso i mass media, che giungono a grandi segmenti della popolazione allo stesso tempo con una velocità sorprendente.

In altre parole, la comunicazione di massa si riferisce alla trasmissione e allo scambio di informazioni su larga scala a una vasta gamma di persone.

Rientrano nell’idea di comunicazioni di massa anche le pubblicazioni di giornali, riviste e libri, nonché radio, televisione, film e anche internet: questi mezzi vengono utilizzati per diffondere informazioni, notizie e pubblicità. La comunicazione di massa differisce dagli studi di altre forme di comunicazione, come la comunicazione interpersonale o la comunicazione organizzativa, in quanto si concentra su un’unica fonte che trasmette informazioni a un gran numero di ricevitori.

Lo studio della comunicazione di massa riguarda principalmente il modo in cui il contenuto della stessa comunicazione persuade o influenza in altro modo il comportamento, l’atteggiamento, l’opinione o l’emozione della persona o delle persone riceventi.

Sociologia della comunicazione pubblica: nuovi sviluppi

Negli ultimi anni la sociologia della comunicazione pubblica sta prendendo piede fra i ricercatori, affermandosi sempre più come una disciplina che studia origini, modalità e dinamiche della comunicazione della pubblica amministrazione al suo interno e verso i cittadini.

Tra la sociologia della comunicazione pubblica e la sociologia della comunicazione c’è una forte connessione, intesa come sociologia dei mass media, dal momento che la connessione tra la comunicazione delle pubbliche amministrazioni e i mezzi di comunicazione di massa è inscindibile (lo stesso giornalismo moderno nasce in Inghilterra come strumento di informazione sulle sedute parlamentari), sia alla scienza politica, perché è nella politica che nasce l’esigenza di comunicazione con i cittadini.

Studiare comunicazione e media: Master Unicusano

L’idea di studiare comunicazione ti affascina e vorresti intraprendere una professione in questo campo? I Master dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per te.

La nostra offerta formativa prevede Master di I e II livello dedicati al mondo della comunicazione, perfetti per specializzarsi in questo settore a seconda delle tue ambizioni e delle tue aspirazioni.

Per fare degli esempi, tra i Master legati alla sfera comunicativa e ai media troviamo:

Il Master I Livello in La comunicazione nella pubblica amministrazione si pone come obiettivo quello di illustrare le opportunità di comunicazione/relazione offerte da internet e dai social network alla P.A., in particolare agli operatori degli Uffici di Relazione con il Pubblico, affrontando appieno la normativa di riferimento, i metodi, gli strumenti e le tecniche di comunicazione adeguati a uno stile di comunicazione pubblico e innovativo, necessari per garantire, in modo costruttivo e positivo, il rapporto con i cittadini.

Il Master I Livello in Economia e management della comunicazione e dei media si propone di formare professionisti esperti nella progettazione, ideazione e gestione di progetti multimediali per la comunicazione attraverso un percorso multidisciplinare mirato a garantire l’acquisizione di competenze progettuali, metodologiche, manageriali, di linguaggio ma anche operative ed applicative. Il Master si rivolge a laureati o neolaureati che desiderino specializzare la propria formazione universitaria sulle problematiche economico-gestionale associate alla Comunicazione e ai Media (anche alla luce della net economy), così come ad operatori del settore (in possesso di laurea) interessati a riqualificare il proprio profilo professionale, aggiornando le proprie competenze e allineandole alle nuove richieste del mercato.

Per completare la nostra panoramica su questi tre master, parliamo anche del percorso di I livello in Marketing Management. L’obiettivo fondamentale del Master è quello di formare professionalità altamente specializzate ed in possesso delle conoscenza sia pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con competenza e dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing.

Tutti i master hanno una durata di 1500 ore e la didattica, curata dai massimi esperti in materia, è erogata in modalità FAD. Grazie alla formazione online, potrai conciliare facilmente specializzazione e lavoro e organizzare il tuo tempo in maniera efficiente.

Per iscriverti a uno dei nostri Master, contattaci subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come capire cosa fare nella vita: ecco 6 consigli da seguire

Come capire cosa fare nella vita? Questa è sicuramente una delle domande che ti sarai posto subito dopo il diploma, mentre sceglievi il corso di laurea giusto per te, oppure subito dopo il conseguimento del titolo.

Se non sai come trovare la tua strada, sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti daremo una serie di consigli su cosa fare nella vita e come capire le tue aspirazioni.

La situazione di non sapere cosa fare dopo il raggiungimento di un traguardo, come ad esempio al laurea, si applica a tutti noi, a qualsiasi età e nelle diverse fasi della nostra vita.

A seconda della fase della nostra vita in cui si presenta questo dubbio, le risposte o le soluzioni possono essere differenti: ad esempio, un giovane laureato si concentrerà sulla risposta a questa domanda in relazione al suo futuro e scegliendo la carriera giusta.

Se “non so cosa fare nella mia vita a 20 anni” è il pensiero che ti fai più spesso, continua nella lettura: ecco una serie di consigli utili per ritrovare la bussola.

Ecco come trovare la propria strada a 30 anni, 20 o qualunque altra età

Abbiamo vissuto tutti quel momento in cui non riusciamo a capire esattamente cosa vogliamo fare con le nostre vite. Può arrivare quando hai 18 anni o quando hai 50 anni, ed è sempre un processo difficile da superare. Non disperare, però: ecco alcuni modi per aiutarti a capirlo.

LEGGI ANCHE – Sindrome dell’impostore: che cos’è e come superarla

trovare la propria strada

Risveglia la tua mente

Molto spesso le situazioni che ci pone davanti la vita non sono prevedibili: non esistono regole da seguire e dobbiamo lavorare sodo per definire il nostro percorso.

Svegliare le nostre menti per accettare la realtà, abbracciare il cambiamento e l’imprevedibilità della vita, è un passo verso la scoperta di ciò che dobbiamo fare nel futuro.

Se ti stai chiedendo come capire cosa fare nella vita, dovrai abbandonare quelle che definiamo “convinzioni limitanti“: se dobbiamo prendere decisioni o scelte importanti nella nostra vita, il nostro cervello rischia di paralizzarsi, perché ci sentiamo sopraffatti e scegliamo la soluzione più semplice, ovvero non fare nulla.

Il non agire, però, porta all’insoddisfazione e alla mancanza di fiducia verso le tue possibilità. È difficile seguire il tuo cuore, superare le tue convinzioni limitanti e trovare il tuo potere, ma puoi farlo attraverso piccoli passi, purché tu agisca.

Abbandona la zona di comfort

La zona di comfort è quel “posto” in cui ti senti sicuro e tranquillo, lontano da ogni rischio.

Forse non sai cosa vuoi fare perché non hai ancora provato a rischiare un po’ e a lasciarti andare.  Non saprai se le tue intenzioni sono vere o meno fino a quando non esci e inizi a sperimentare e ad andare oltre i tuoi limiti.

Facendo un passo al di fuori della tua zona di comfort, sarai sorpreso da quanto riuscirai ad apprezzare te stesso per il tuo coraggio e per la tua determinazione.

Scrivi un “manifesto” per te stesso

Anche se può sembrarti un’idea bizzarra, mettere su carta i tuoi principi e le tue aspirazioni può aiutarti a delineare la tua carriera o il tuo percorso di vita.

Per iniziare:

  • Scegli i tuoi argomenti: scegli alcuni argomenti su cui concentrarti e rendili il più specifici possibile. Interrogati su temi come il numero di ore settimanali in cui vorresti lavorare, se vuoi un ufficio in città o punti allo smart working e così via. Questo ti aiuterà a restringere il campo e a capire la tipologia di occupazione che vorresti;
  • Stabilisci i tuoi principi: metti su carta le tue convinzioni e intenzioni e stabilisci i principi guida della tua vita;
  • Usa un linguaggio forte e affermativo: scegli un linguaggio affermativo e parla al presente scrivendo, ad esempio, “io sono”.

Il fine ultimo di questo manifesto personale è capire veramente cosa ti interessa, come percepisci te stesso e come vuoi agire nel futuro. Non è sempre una chiave per capire esattamente cosa vuoi fare della tua vita, ma è un ottimo punto di partenza per capire almeno come affrontare i primi step; perciò, prendi carta e penna e metti per iscritto ciò che credi.

Ascolta e osserva gli altri

Se quello che pensi più spesso è “ho 23 anni e non so cosa fare nella vita“, potresti sorprenderti delle cose che potresti imparare ascoltando le persone che ti sono accanto, ma anche chi ce l’ha fatta prima di te.

Se ascolti attentamente le persone, otterrai informazioni sulle motivazioni, speranze, sogni e ambizioni che animano le loro vite. Quando metti insieme tutto questo, puoi imparare qualcosa in più sul percorso che ha condotto queste persone dove sono oggi e anche a capire se quella è una strada su cui vorresti essere.

Un altro modo per osservare gli altri è leggere le biografie e le storie di grandi uomini, per capire come hanno vissuto le loro vite, le loro filosofie di vita e come hanno superato le  sfide di ogni giorno. Il libro di Nelson Mandela potrebbe essere un esempio.

Datti degli obiettivi

Abbiamo detto che se vuoi sapere cosa fare nella vita, la prima cosa da fare è abbandonare le convinzioni limitanti e agire senza cadere nell’immobilismo.

Il primo passo da intraprendere è darti degli obiettivi a breve termine, così da essere costretto ad agire subito. Prendi un foglio e scrivi tre obiettivi che vorresti raggiungere in 30 giorni.

Questi obiettivi potrebbero essere, ad esempio:

  • Iniziare un programma di alimentazione sana e perdere 2 kg
  • Iscriversi in palestra e iniziare l’allenamento per correre una maratona in 6 mesi
  • Trascorrere un fine settimana in montagna per ritrovare l’ispirazione

Raggiungere questi tre micro obiettivi ti aiuterà ad avere più fiducia in te stesso e nelle tue capacità, perché i piccoli passi contano e servono per sbloccarti nell’azione.

Scopri le tue passioni

Scoprire chi sei davvero, quali sono le tue passioni e cosa vuoi fare della tua vita è la chiave della felicità.

Chiaramente, questo approccio è strettamente correlato ai passi precedenti di cui abbiamo parlato: per scoprire le tue passioni è infatti necessario abbandonare le convinzioni limitanti.

Per andare avanti devi lasciare andare il tuo passato e abbracciare il cambiamento. Avere una visione della vita, conoscere il tuo scopo e il modo in cui vuoi vivere il tuo futuro sono le fondamenta per costruire la convinzione in te stesso, la tua fiducia, la capacità di recupero, il coraggio e la responsabilità.

Non sempre saprai prendere la decisione giusta nella vita, ma se hai ben chiaro lo scopo e la visione, quando si verificano situazioni di dubbio,  non sarai paralizzato dalla paura di non sapere cosa fare, lo coglierai come un’opportunità per sperimentare la vita.

Un buon modo per capire quali sono i tuoi interessi è quello di ascoltarti e i impostare e raggiungere 3 obiettivi in ​​1 mese di cui abbiamo parlato prima.

In questo modo riuscirai a superare i tuoi blocchi, a capire come riconoscere te stesso, il tuo scopo e le tue passioni.

Chiaramente capire chi sei e dove vuoi arrivare è un viaggio difficile e impegnativo, ma ricco di gratificazioni. Al termine di questo viaggio, saprai cosa devi fare nella tua vita e le azioni che devi compiere per arrivarci.

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Impostazione di una lettera formale: quello che devi sapere

L’impostazione di una lettera formale è fondamentale per trasmettere un messaggio importante afferente la sfera accademica o professionale.

Nella società di oggi, basata sulla comunicazione snella sui social e le mail, la necessità di scrivere una lettera formale si pone meno spesso rispetto al passato. Tuttavia, in alcune occasioni è necessario presentare una lettera formale per ottenere informazioni, richiedere un programma accademico o un lavoro, sottoporre un reclamo o, semplicemente, esprimere la propria opinione in modo efficace e coerente.

Se ti stai chiedendo come si scrive una lettera, sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna ti spiegheremo come impostare una lettera formale nel modo corretto, dalla struttura ai contenuti. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come scrivere una lettera formale

Nella vita di tutti i giorni, può capitare di dover trasmettere un messaggio a diverse personalità: ad esempio, potresti aver bisogno di scrivere una lettera formale al preside, ad un docente, al sindaco o al tuo datore di lavoro. Ecco una serie di consigli per l’impostazione di una lettera formale davvero efficace.

LEGGI ANCHE – Come fare un’analisi del testo: ecco i passaggi da seguire

Lettera formale: perché scriverla

Molto spesso ti sarà capitato di imbatterti nella scrittura di una lettera informale: si tratta essenzialmente di un messaggio destinato ad una persona che conosci e con cui hai un rapporto di amicizia o di parentela, ad esempio. Potresti aver scritto una lettera informale per accompagnare un regalo di laurea o dedicare un augurio per le festività.

La lettera formale, al contrario, è rivolta ad un altro tipo di pubblico: si tratta di uno strumento per comunicare con persone che non conosci e con cui non hai un rapporto di confidenza. A differenza della lettera informale, rivolta ad amici o parenti, quella formale è perfetta da rivolgere alla Pubblica Amministrazione, al Sindaco o ad un’Azienda.

Entriamo ora nel vivo della nostra guida e definiamo consigli e linee guida per l’impostazione di una lettera formale perfetta.

Come impostare una lettera: la struttura

Come saprai, per impostare una lettera dovrai tener conto di alcuni elementi che ne caratterizzano la struttura.

Ripercorriamo ora tutte le voci da considerare per redigere la tua lettera.

come impostare una lettera

Intestazione

Se vuoi sapere come scrivere una lettera formale, iniziamo col dire che in questa tipologia di lettera devi inserire in apertura il mittente e il destinatario.

Il mittente si scrive in alto a sinistra. Se stai usando una carta intestata, non c’è bisogno che lo specifichi ulteriormente; in caso contrario, devi indicare il tuo nome e cognome.

Il destinatario, invece, va inserito più in basso, allineato a destra, sotto a luogo e data della missiva.

Per aprire la lettera, puoi utilizzare una formula come “alla cortese attenzione di” e inserire il destinatario.

Per indicare il destinatario nella lettera formale, devi utilizzare specifici appellativi. Nello specifico, questi possono essere:

  • Gentile o Egregio, da utilizzare per le persone fisiche;
  • Spettabile, abbreviato in Spett.le, utilizzato per Enti o Aziende;
  • Dottoressa o Dottore, per rivolgerti a un laureato. L’abbreviazione di Dottoressa è Dott.ssa, mentre quella di Dottore è Dott. Nota bene: se devi rivolgerti ad un medico, l’abbreviazione corretta è Dr.

Per alcune categorie di persone, sono previsti particolari appellativi, come ad esempio: On (Onorevole), Sen. (Senatore), S.E. (Sua Eccellenza).

Oggetto

L’oggetto è un aspetto fondamentale dell’impostazione di una lettera formale. Questo deve essere semplice e chiaro e deve esplicare, in poche parole, il contenuto del messaggio.

In linea generale, per scrivere l’oggetto dovrai utilizzare una formula di questo tipo:

Oggetto: XYZ

Incipit

Un buon modo per aprire la tua lettera potrebbe essere sfruttare una formula di cortesia, per entrare subito nel vivo della questione e avvicinarti al destinatario. Queste formule possono essere, ad esempio:

  • Come da accordi intercorsi in precedenza…;
  • In base a quanto detto nel precedente scambio…;
  • Con la presente si comunica che…;
  • In relazione alla Sua/Vostra richiesta…

Corpo della lettera

Dopo le formule di apertura, continua a scrivere il tuo messaggio illustrando il nucleo centrale della lettera e le tue eventuali richieste.

Generalmente, il primo paragrafo dovrebbe essere breve e indicare lo scopo della lettera: fare un’inchiesta, lamentarsi, chiedere qualcosa.

Il paragrafo o i paragrafi nel mezzo della lettera dovrebbero contenere le informazioni più specifiche che hanno condotto alla scrittura della lettera. Ricorda di non essere troppo prolisso: concentrati sul messaggio in modo chiaro e logico e non perderti in dettagli poco utili. L’ultimo paragrafo di una lettera formale dovrebbe indicare quali azioni si aspettano che il destinatario prenda, come rimborsare, inviare informazioni o altro.

Ti consigliamo di adottare uno stile di scrittura chiaro e pulito, senza fare un eccessivo uso del “burocratese” e utilizzando sempre il Lei o il Voi.

Conclusione

Nell’impostazione di una lettera formale, la conclusione è un aspetto imprescindibile.

Per chiudere la lettera e congedare il destinatario, puoi scrivere delle frasi di commiato, che possono essere:

  • La ringrazio per l’attenzione;
  • Resto in attesa di un suo cortese riscontro;
  • La ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi.

Firma e allegati

Per chiudere la lettera, inserisci la tua firma in basso a destra, ponendo prima il nome e poi il cognome. Se la lettera contiene allegati, specificalo alla fine della missiva in basso a sinistra.

Esempi di lettere formali

Per farti capire meglio come impostare la tua missiva, vediamo ora dei modelli di lettere formali già fatte rivolte a diverse tipologie di destinatario.

Iniziamo subito.

Lettera formale al Sindaco

Ecco un esempio di lettera formale al sindaco, ma la struttura è utilizzabile per scrivere anche missive diverse, come una lettera formale al preside:

OGGETTO: Verifica condizioni d’uso area di sosta di Via XYZ

Egregio Sig. Sindaco,

Le rivolgo questo messaggio per informarLa di una problematica relativa all’area di sosta di via XYZ. La seguente area, infatti, è puntualmente esposta ad un transito selvaggio di automezzi nelle ore notturne, che infastidisce i residenti del circondario. A tal fine, in qualità di Rappresentante del Quartiere XYZ, Le chiedo un gentile riscontro e una verifica delle condizioni d’uso dell’area, al fine di garantire la convivenza tra automobilisti e residenti. RingraziandoLa in anticipo del tempo dedicatomi, Le auguro un buon proseguimento di giornata.

Mario Rossi

Lettera commerciale

Vediamo ora un esempio di lettera commerciale, redatta da un’azienda che vende mobili:

G.le Dottor Bianchi,

La presente per segnalarLe che, in occasione del trentesimo anno di attività della nostra Azienda, Le abbiamo riservato un’offerta speciale sull’acquisto dei nostri prodotti: dal 15 settembre al 31 ottobre, potrà usufruire di uno sconto del 30% su tutti i mobili in catalogo.

In attesa di un Suo cortese riscontro, Le auguriamo un buon proseguimento di giornata.

Mobilificio Corona

3 consigli per una lettera perfetta

Chiudiamo questa guida dedicata all’impostazione di una lettera formale con 3 consigli utili per la stesura:

  • Attenzione alla grammatica: la correzione delle bozze è  importante. Dopo aver scritto la lettera formale, controlla attentamente la grammatica e l’ortografia. Usa il correttore ortografico sul tuo computer e poi leggi la lettera ad alta voce, perché il correttore ortografico non cattura tutti gli errori;
  • Controlla la forma e la presentazione della lettera: usa carta di buona qualità e una busta abbinata per la tua lettera formale. Assicurati che il destinatario sia indicato correttamente sul retro della busta;
  • Sii conciso: indica lo scopo della tua lettera formale nel primo paragrafo e non allontanarti dal tema principale. Cerca di evitare il linguaggio troppo articolato o le parole lunghe. Mantieni la lettera breve e precisa per rendere la lettura semplice e agevole.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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