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Ritrovare la voglia di studiare: ecco 5 consigli utili

Sei alla ricerca di consigli per ritrovare la voglia di studiare?

Niente paura: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo quali sono le cause della mancanza di interesse momentanea nei confronti dello studio e ti daremo tanti consigli utili per ritrovare le energie e la fiducia in te stesso necessari per ricominciare alla grande.

Nel corso della tua carriera accademica, possono esserci dei momenti in cui la voglia di applicarsi nello studio scarseggia: che sia per distrazione o per motivi legati alla sfera personale, il calo di motivazione può essere gestito mettendo in atto alcune accortezze.

Se “non ho voglia di studiare” è la frase che stai ripetendo più spesso, continua nella lettura e scopri come fare per ritrovare la giusta carica.

Ecco come avere voglia di studiare

Come fare per riuscire a ritrovare la motivazione necessaria per studiare all’università e preparare i tuoi esami? Vediamo subito le migliori dritte per combattere l’apatia e ricominciare a dedicare ai libri il gusto tempo.

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Non riesco più a studiare come prima: perché?

non riesco a studiare

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida su come ritrovare la voglia di studiare fa riferimento proprio alle cause che possono intervenire in questo meccanismo.

Cerchiamo dunque di rispondere al perché e di fare chiarezza sulle ragioni che ti hanno demotivato a studiare. Ecco alcuni dei possibili motivi:

  • Eventi traumatici: nella vita possono capitare imprevisti più o meno gravi che possono agire sulla tua motivazione e sulla tua concentrazione. Se, per esempio, hai avuto a che fare con un incidente, una separazione o un lutto, potresti non riuscire a dedicare allo studio il giusto tempo;
  • Risultati scarsi: se, pur ritenendo positivo il tuo impegno, continui a collezionare risultati poco soddisfacenti e votazioni poco in linea con le tue aspettative, potresti avere un crollo della motivazione che ti porta a studiare sempre meno;
  • Sei fuori corso: come nel caso della media bassa, anche l’essere fuori corso può portarti a procrastinare le ore da dedicare ai libri;
  • Hai cambiato idea sul tuo futuro: a volte può capitare di cambiare idea circa i tuoi desideri futuri. Poniamo il caso che tu stia studiando economia per diventare un commercialista; durante il tuo percorso di studi, ti sei però reso conto che questa strada non è adatta a te e vorresti frequentare un corso di laurea in giurisprudenza per diventare avvocato. Se senti di aver sbagliato strada, la tua voglia di studiare può risentirne;
  • Esami particolarmente ostici: sei arrivato in un momento del tuo percorso accademico in cui devi sostenere esami difficili o particolarmente ostici per te. Studiare qualcosa che non ti piace può sicuramente influire sulla tua voglia e sul rendimento.

Sicuramente, almeno uno di questi 5 motivi ha influito sul tuo desiderio di preparare gli esami con profitto. Come fare, dunque, per ritrovare la concentrazione?

Vediamo ora qualche consiglio utile.

1 – Crea un piano di studio

Uno dei consigli più utili che vogliamo darti per ritrovare la voglia di studiare è di creare un piano di studio. Ma di cosa si tratta esattamente?

Dovrai fare mente locale sugli esami da preparare, capire quali vorresti sostenere nella prima sessione utile e realizzare una tabella di marcia per lo studio, fondamentale per scandire i tempi e raggiungere obiettivi ben definiti.

Ma vediamo come procedere step by step:

  • Fai una lista di tutti gli esami da sostenere e delle sessioni a tua disposizione;
  • Suddividi gli esami in modo equo per tutte le sessioni disponibili;
  • Scegli gli esami da dare nella prima sessione utile;
  • Prendi il programma didattico relativo agli esami da sostenere;
  • Crea un piano di studio efficace e realistico, fissandoti degli obiettivi giornalieri e settimanali. Ad esempio, potresti stabilire di studiare 3 capitoli di un manuale in 4 ore e di dedicare alla preparazione di questo esame metà della tua giornata;
  • Cerca di fare un programma di studio che si sposa con le tue effettive esigenze e il tuo stile di vita, per non incappare in errori difficili da recuperare. Considera sempre che gli imprevisti possono essere dietro l’angolo.

Pianificare lo studio ti aiuterà a non procrastinare, ad avere degli obiettivi tangibili su cui lavorare per ricominciare a studiare con profitto.

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2 – Elimina le distrazioni

Non riesco a studiare, mi distraggo“: questa è un’altra delle tue frasi-tipo. La cosa migliore da fare è eliminare ogni forma di distrazione. Da dove iniziare?

  • Chiediti che cos’è che ti distrae più spesso: l’uso del cellulare, i social media, i rumori in sottofondo?
  • Una volta identificata la distrazione, isolala.

Mentre studi, tieni lontano da te il cellulare, disattiva le notifiche automatiche al computer e tutto ciò che può portarti a distogliere l’attenzione. Se cedi nella tentazione di visitare siti web in particolari, utilizza un sistema che sia in grado di bloccarne la navigazione temporaneamente.

Se, invece, tendi ad essere multitasking, cerca di liberarti da questa abitudine: affrontare una cosa per volta e fare i compiti che ti spettano singolarmente è il modo migliore per svolgerli al meglio.

3 – Rivedi il tuo ambiente

Per ritrovare la voglia di studiare l’ambiente in cui ti trovi è fondamentale.

La scelta di un ambiente di studio tranquillo è l’ideale per creare il giusto clima per concentrarsi. Scegli luoghi molto silenziosi e privi di distrazioni. Quando la voglia di studiare è al minimo, il più insignificante rumore può distrarti.

Organizza la tua scrivania: lascia solo l’indispensabile per studiare come libri, block notes, fogli per appunti, matite colorate ed evidenziatori.

Se studiare in casa ti sta stretto, prova a recarti in biblioteca o, se preferisci, all’aperto in un parco. Cambiare spesso ambiente può essere sicuramente un fattore stimolante per la tua preparazione.

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4 – Impara a gestire il tempo (e le pause)

Per uno studio davvero efficace è molto importante saper gestire bene i tempi e le pause. Le pause, infatti, aiutano a ritrovare la concentrazione e a non lasciarsi sopraffare dalla mole di compiti da svolgere.

Una tecnica efficace che può venirti in aiuto è la cosiddetta tecnica del pomodoro. Come funziona? Vediamolo subito:

  • Procurati un “pomodoro”, ossia un banale timer da cucina reperibile facilmente in qualsiasi ipermercato o negozio di casalinghi;
  • Suddividi le tue sessioni di studio in intervalli di 25 minuti;
  • Imposta il timer a 25 minuti e durante questo periodo di tempo non distrarti per nessun motivo. Se ti distrai, dovrai reimpostare il timer dall’inizio;
  • Dopo i 25 minuti di studio, concediti 5 minuti di pausa e poi ricomincia per altri 4 pomodori;
  • Dopo 4 pomodori, concediti una pausa di 10-20 minuti.

Una volta terminati tutti i “pomodori” della giornata, concediti una pausa da dedicare a ciò che ti piace di più: una corsa al parco, una partita a calcetto, un aperitivo con gli amici. Staccare completamente ti aiuta a sedimentare quanto appreso e a ricaricare le pile per la prossima sessione di studio.

5 – Chiarisci il tuo perché

Per arrivare dritto all’obiettivo, è bene ricordarti perché vuoi farlo. Cosa ti ha spinto ad iniziare il tuo percorso di studi?

Pensare alla tua motivazione e a ciò che ti spinge ad impegnarti è fondamentale per ritrovare la voglia di studiare e concentrarti per arrivare dove desideri.

Su questo tema abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a ritrovare concentrazione e motivazione e ripartire con grinta e tenacia verso il raggiungimento della meta.

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Riciclare oggetti: 10 idee creative da mettere in pratica

Riciclare oggetti è la soluzione ideale per dare nuova vita alle cose che non utilizzi più.

Dal vetro alla carta, sono tantissimi i materiali che possiamo recuperare e riadattare con l’arte del riciclaggio. Grazie al riuso creativo, infatti, abbiamo modo di non gettare via mai nulla, ma di dare sfogo alla fantasia per creare cose sempre nuove, risparmiando anche tanto denaro.

Ma da dove partire per riciclare tutto in casa e cimentarti in questa sfida? In questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano ti daremo tanti spunti per tirare fuori la tua creatività e realizzare oggetti semplici e innovativi, a costo zero o quasi.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Idee per il fai da te creativo

Non vedi l’ora di avere qualcosa di nuovo in casa senza spendere un patrimonio? Vediamo come l’arte del riciclo può venirci in aiuto e come realizzare oggetti nuovi sfruttando vecchi materiali.

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Perché il riciclo creativo?

Perché il riciclo creativo può aiutarti nella tua vita da studente? Ci sono diversi vantaggi, che vedremo nel dettaglio nei prossimi punti:

  • Stimola la creatività: il riuso degli oggetti vecchi ti aiuta a stimolare il tuo lato creativo e a staccare la spina, soprattutto quando sei stressato;
  • Ti fa risparmiare denaro: riciclando le cose che non usi eviterai di acquistarne altre e, quindi, avrai un vantaggio anche economico;
  • Ti permette di avere oggetti originali: le tue creazioni fai da te sono uniche. Nessuno può riprodurre lo stesso oggetto, rendendo il tutto ancora più esclusivo. Potresti anche pensare di confezionare dei regali per la laurea fatti su misura per chi li riceve.

Riciclare: ecco gli oggetti da non buttare mai

Apriamo la nostra guida su come riciclare oggetti da buttare con un elenco di cose che non dovresti mai gettare via in casa. Si tratta di oggetti che tutti noi abbiamo, ma può capitare di non avere ben chiaro il modo migliore per restituirgli nuova vita.

Vediamo subito quali sono:

  • Lampadine fulminate: uno degli oggetti più gettonati nel riciclo creativo è la lampadina. Le lampadine, infatti, possono essere riutilizzate in diversi modi, ad esempio in qualche composizione per centrotavola;
  • Scatole di cartone: il cartone è il materiale da riciclo per eccellenza. Si possono ricavare davvero tantissimi nuovi oggetti, dalle cornici per foto ai contenitori per piccoli monili;
  • Bottiglie in vetro: le bottiglie possono essere usate come portacandele o come speciali lampade da giardino. Le bottiglie in plastica, invece, possono essere impiegate in tanti modi, ad esempio come vasi;
  • Jeans: se vuoi riciclare i tuoi vecchi vestiti, i jeans sono il capo più versatile. Da questi si possono ricavare cuscini, toppe e anche delle pochette.

Vediamo ora qualche idea per riciclare oggetti in modo semplice e originale.

Riciclare e creare: 10 spunti

Se stai cercando idee riciclo per l’arredamento della tua casa da studente, ti accontentiamo subito: abbiamo selezionato 10 spunti che possono aiutarti a sviluppare la tua creatività.

riuso creativo

Copertoni delle auto

I vecchi copertoni delle auto possono essere davvero preziosi come complementi d’arredo per il giardino. L’idea? Utilizza i copertoni come aiuole in cui piantare erbe aromatiche e fiori, da utilizzare in veranda o in balcone.

Uno spunto in più: tagliando la gomma potresti realizzare altalene e giochi sospesi per i più piccoli, da appendere all’albero del giardino.

Bancali

I bancali sono utilizzatissimi nel mondo del riciclo. Essendo estremamente economici e facili da modificare, sono perfetti anche per chi è alle prime armi e non ha molta manualità.

I pallet possono essere utilizzati come divani, da utilizzare sia indoor che outdoor: basta abbellire il tutto con qualche cuscino colorato e materassi per rendere il tuo spazio davvero unico (e perfetto anche per i tuoi pomeriggi di studio).

Cassette per la frutta

Riciclare oggetti da buttare è un’arte, così come impreziosire oggetti davvero “poveri” e, in apparenza, poco funzionali. Tra questi, sicuramente le cassette della frutta in legno.

Come possono essere riutilizzate? Ad esempio, potresti pitturarle e utilizzarle come come oggetti per il salotto, dalla libreria al tavolino.

Lattine

Le lattine utilizzate per contenere pelati o legumi sono l’ideale per essere personalizzate e trasformate in oggetti d’arredo. Con un semplice restyling,  le lattine diventano barattoli dove raccogliere penne, matite o piantine.

Anche le lanterne possono essere facilmente realizzate a partire da una lattina: basta fare delle incisioni sulla superficie di metallo per creare effetti di luce davvero spettacolari.

Bottiglie in plastica

Quando si parla di riciclare oggetti, le bottiglie in plastica sono in pole position. Gli impieghi che possono avere sono tantissimi: aggiungendo all’interno qualche sassolino colorato, possono essere utilizzate come portapenne originali e creativi.

Non solo le bottiglie: anche i tappi possono essere sfruttati per delle creazioni sfiziose. Se parliamo di tappi di sughero, ad esempio, questi possono essere utilizzati per creare cornici o tappetini da mettere in qualche angolo della casa.

Valigia

Un’altra simpatica idea per personalizzare l’arredamento della tua casa è quella di utilizzare una valigia vintage come…tavolino. Ti basterà scegliere un supporto e posizionare sopra la tua valigia old style, dove appoggiare il tuo telefono o il computer.

CD

Anche i vecchi CD possono essere sfruttati per un riciclo creativo. Ad esempio, se li incolli fra loro e inserisci un supporto, i tuoi CD possono trasformarsi in un portacellulare da lasciare sulla tua scrivania.

Inoltre, potresti creare delle bellissime cornici per specchi o foto, da appendere alle pareti di casa.

Candele usate

Per riciclare dei mozziconi di candele, potresti fonderle e dare vita ad una candela nuova, da posizionare in un barattolo in vetro.

Se hai scelto cera di diversi colori, puoi fonderla e creare poi delle linee alternando le tinte. Chiaramente accertati sempre che lo strato sottostante si sia solidificato prima di passare al successivo altrimenti rischi di mescolare le tonalità con effetti non sempre desiderati.

Palline da tennis

Per riciclare le palline da tennis e creare nuovi oggetti, le opzioni sono davvero tantissime:

  • Salvadanaio: per trasformare la pallina da tennis in un salvadanaio, ti basta creare una fessura in superficie e creare un’apertura sul fondo, che sia richiudibile;
  • Portafoto: facendo una fessura più fina, puoi utilizzare la pallina come portafoto inserendo la tua immagine all’interno del taglio;
  • Cuccia per cani: un’idea originale, nata dal designer Hugh Hayden, è quella di incollare le palline da tennis e creare una cuccia per cani, da mettere sia in casa che in veranda.

Lampadine

Riciclare oggetti come le lampadine a incandescenza può essere estremamente semplice. Con un po’ di fantasia potresti realizzare:

  • Ampolle per fiori: prestando attenzione a non tagliarti, puoi ricavare il bulbo della lampadina e fissarlo su una base. All’interno puoi inserire dei fiori finti ornamentali e utilizzare la struttura come soprammobile per la tua scrivania o per la libreria;
  • Portaspezie: sempre ricavando il bulbo della lampadina, potresti inserire all’interno sale o spezie e chiudere il tutto con un tappo forato;
  • Decorazioni natalizie: non solo ampolle o portaspezie. Anche le decorazioni natalizie da attaccare all’albero possono essere un ottimo modo per restituire la vita a vecchie lampadine a incandescenza.

Sul riciclo ti abbiamo detto proprio tutto (per ora): ti auguriamo di trascorrere una piacevole pausa studio all’insegna della creatività e della fantasia.

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Diritto medievale: cenni storici ed evoluzione della disciplina

Diritto medievale: quante volte, nel tuo percorso di studi in giurisprudenza a Bologna, hai sentito parlare di questa disciplina?

In questa guida ti parleremo della storia del diritto medievale e moderno, dell’evoluzione di questa materia e dei suoi fondamenti.

Definiamo Medioevo quell’età storica che comprende il periodo dal V secolo al XV secolo. Segue la Caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 e precede l’Età moderna. Si tratta, dunque, di una delle quattro grandi età storiche (antica, medievale, moderna e contemporanea) in cui viene suddivisa la storia dell’Europa nell’odierna storiografia.

Ma quali sono i fondamenti del sistema giuridico nel Medioevo e quali sono gli aspetti da tenere in considerazione? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi della nostra guida.

Storia del diritto medievale e moderno

Cosa c’era prima del diritto moderno? Quali sono le fonti del diritto medievale? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso dei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Bologna.

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Diritto nel Medioevo: una definizione

Apriamo questa guida con una definizione di diritto medievale, fondamentale per comprendere appieno tutti i concetti che affronteremo nelle prossime righe.

La disciplina fa riferimento all’evoluzione del diritto dalle ultime fasi del diritto romano, cioè dal periodo posteriore all’imperatore Costantino, abbracciando la caduta dell’Impero romano d’Occidente, le invasioni barbariche, l’affermarsi della Chiesa e i periodi ulteriormente successivi fino alla fine del Medioevo.

Abbiamo detto, infatti, che il Medioevo è quell’età storica che comprende il periodo dal V secolo al XV secolo.

Fonti e digressioni storiche

Parlando di fonti del diritto medievale, uno dei problemi maggiormente affrontato dai giuristi medievali fu quello della storicità del diritto, non come problema teorico, ma come confronto concreto fra sistemi giuridici vigenti per misurarne l’oggettiva validità ed attualità.

A questo punto, il giurista elaborò un sistema in grado di rendere coerenti le nuove norme e le nuove istituzioni che si andavano pian piano configurando. Ciò fu possibile grazie a:

  • Una rilettura dei testi del sistema giuridico giustinianeo;
  • Le norme che l’ordinamento della Chiesa veniva proprio allora producendo.

Mentre venivano riscoperti i testi romani, anche la Chiesa rinnovò il suo patrimonio normativo (in questo caso, si fa riferimento a quella branca del diritto nota come diritto canonico). Ne è una testimonianza la nascita, nel 1140, della Concordantia discordantium canonum, meglio nota con il semplice nome di Decretum Gratiani.

Anche le Litterae decretalis possono essere considerati come strumenti normativi del tempo: grazie a queste i Pontefici, rispondendo ad un quesito su una fattispecie dubbia, dettavano allo stesso tempo una norma generale.

Evoluzione

Uno degli eventi che segnò un punto di svolta in Europa fu la caduta dell’Impero Romano d’Occidente: dopo questo evento, ci fu un nuovo significativo apporto di culture ed identità diverse che, in parte si fusero, in parte si sovrapposero al diritto romano classico.

Anche i re germanici, consci del valore del sistema normativo romano, decisero di tenere in vita l’apparato burocratico esistente, consentendo anche ad alcune personalità romane di questo mondo di mantenere la carica al fine di garantire ordine.
Volendo fare un esempio, Teodorico, re degli Ostrogoti riconobbe, in Italia, al Senato, il diritto di approvare gli editti reali e nominò una commissione di esperti per ripartire delle terre fra Goti e Romani con la possibilità di ricorso al re in caso di controversia.

Tutto questo per dire che il sistema giuridico romano fu preziosissimo e che le leggi romane non furono cancellate. La ragione principale era da ricercare proprio nel fatto che le leggi germaniche, basate essenzialmente su consuetudini, erano poco adatte a garantire ordine e giustizia e, conseguenzialmente, a regolare la vita politica e sociale del mondo post Impero Romano.

Uno degli argomenti del diritto medievale è rappresentato dal principio della personalità del diritto: in base a questo principio, ciascun individuo doveva attenersi alla legge del popolo d’origine e in base a quella legge doveva essere giudicata.

Dalla summa di diritti così diversi, dal romano al barbarico, passando per il canonico, nasce quello comune.
L’opposizione tra legge imperiale e consuetudine segna lo studio della giurisprudenza e la riscoperta delle fonti classiche nel momento delle lotte tra il Barbarossa e i comuni: questi ultimi rivendicano la loro libertas, quello (l’imperatore) la sua auctoritas.

Come preparare l’esame

studiare diritto

Ora che abbiamo visto che cos’è il diritto medievale e quali sono i principali fondamenti, passiamo a qualche consiglio pratico per lo studio di questa disciplina.

Lo studio della legge non è semplice, soprattutto se non si ha un metodo. La prima cosa che devi fare, infatti, è proprio costruire il tuo metodo di studio universitario e applicarlo ad una disciplina come questa. Per apprendere tutti i concetti correlati a questa branca del diritto, ti consigliamo di:

  • Seguire con attenzione le lezioni: ciò significa che dovrai praticare l’ascolto attivo, prendendo appunti e segnando le domande che vorresti porre al docente. Non precluderti la possibilità di fare domande e di chiedere chiarimenti, anche se ti sembrano questioni banali: è importante studiare senza avere dubbi su ciò che si affronta;
  • Integrare gli appunti con il materiale didattico: in questa fase ti consigliamo di leggere con attenzione il contenuto dei libri e di appuntarti le cose più importanti, in modo da integrare i contenuti dei testi con le tue note prese durante la lezione;
  • Fare delle mappe concettuali: per organizzare le informazioni, puoi dedicarti alle mappe concettuali dove, a partire da un concetto chiave, puoi collegare una serie di concetti correlati;
  • Ripeti senza gli appunti sotto gli occhi: ripetere ad alta voce è consigliato, ma attenzione a ripetere quando si hanno gli appunti sotto gli occhi. Dovresti ripetere i concetti appresi senza gli appunti, in modo da capire se effettivamente hai appreso le nozioni di diritto medievale di cui hai bisogno sviluppando un tuo discorso;
  • Non imparare a memoria: anche se le informazioni sono tante, non cadere mai nella trappola dello studio mnemonico. Devi capire ciò che studi, essere in grado di fare dei collegamenti e di ragionare su ogni aspetto della disciplina.

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Studiare diritto del Medioevo: laurea Unicusano

Desideri conoscere la storia del diritto italiano, il diritto medievale e moderno e non solo? Se lo studio della legge è la tua vocazione, il corso di laurea quinquennale in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione migliore per te.

Il corso punta a fornire agli studenti conoscenze della cultura giuridica di base, nazionale e moderna, nonché l’acquisizione di conoscenze storiche e di analisi casistica.

La didattica del corso è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24 che ti consente di seguire le lezioni in qualunque momento e di pianificare il tuo studio.

Nell’offerta formativa sono previsti insegnamenti di diritto:

  • Pubblico
  • Privato
  • Romano (istituzioni)
  • Costituzionale
  • Amministrativo
  • Penale
  • Civile
  • Ecclesiastico
  • Medievale e moderno
  • Tributario
  • Dell’Unione Europea.

Sono previsti nel piano formativo anche insegnamenti di informatica e lo studio di una lingua straniera.

La laurea in giurisprudenza prepara all’esercizio di diverse professioni, come l’avvocato, il magistrato, il notaio, l’esperto legale in aziende o enti pubblici.

Per iscriverti al nostro corso di laurea in giurisprudenza, contattaci subito: scrivici o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Libri da leggere almeno una volta nella vita: ecco la nostra lista

Quali sono i libri da leggere almeno una volta nella vita? È questa la domanda che gli amanti della lettura si pongono più spesso e a cui cercheremo di rispondere in questa guida.

Leggere ha moltissimi benefici: oltre a stimolare la creatività, la lettura è un antidoto per il cattivo umore e aiuta a trovare la concentrazione. Un ottimo training per la mente, dunque, che ogni studente dei corsi di laurea o master dovrebbe praticare con regolarità.

Ma quali sono i migliori libri da leggere assolutamente? Dai grandi classici della letteratura a qualche “rivelazione”, ecco i libri che dovresti avere nella tua libreria.

12 (+12) romanzi da leggere assolutamente nella vita

Quali sono le storie più belle raccontate nella letteratura? Ecco i 12 libri bellissimi da leggere, uno per ogni mese dell’anno, durante le tue pause dallo studio. Alla fine della nostra guida troverai anche altri 12 titoli, per ampliare ancora di più i tuoi orizzonti.

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1984 – George Orwell

Apriamo la nostra raccolta dei 20 libri da leggere almeno una volta nella vita con un classico della letteratura: 1984 di George Orwell.

Il libro appartiene al cosiddetto genere distopico, molto diffuso negli anni ’50 del Novecento e caratterizzato da un un profondo pessimismo, sintomo di una crisi valoriale che mina la fiducia della borghesia e degli intellettuali nel positivismo e nelle ideologie da esso derivate.

Nel romanzo, la Terra è divisa in tre superpotenze e il protagonista si ritroverà a fronteggiare una serie di eventi, sotto l’occhio vigile del “Grande Fratello”, un misterioso e onnisciente dittatore.

Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

Cambiamo genere e continuiamo il nostro viaggio con uno dei grandi classici della letteratura inglese: Orgoglio e pregiudizio.

Protagonista della storia è la numerosa famiglia Bennett, dove la madre si preoccupa continuamente di trovare marito alle cinque figlie. Una delle figlie, Lizzie, si sente attratta dal cinico Signor Darcy, che si rivelerà poi ben diverso da come sembra. Da leggere se ami le storie romantiche con un lieto fine.

David Copperfield – Charles Dickens

libri da leggere assolutamente

Quando parliamo di libri da leggere almeno una volta nella vita non possiamo non includere un capolavoro di Dickens: David Copperfield.

Come quasi tutte le opere di Dickens, il romanzo è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello stesso scrittore, riscuotendo subito un enorme successo.

Per certi versi, questa industrial novel si ispira alla vita dell’autore, riportando episodi da lui vissuti in modo romanzato.

Harry Potter (saga) – J.K Rowling

Parlando di libri belli e, in particolare, di saghe, passiamo all’universo fantasy con Harry Potter, creato da J.K. Rowling.

La saga, composta da sette opere, narra le vicende del giovane mago Harry Potter, la cui famiglia è stata uccisa da Voldemort, un potente mago oscuro. Nel corso dei sette libri, Potter affronterà molte sfide, fronteggiando Voldemort e i suoi seguaci, i Mangiamorte.

Dalla saga sono stati tratti ben otto film di grande successo.

Cent’anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez

Cent’anni di solitudine è un vero capolavoro della letteratura del Novecento, scritto dal Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez.

Al centro della trama, le vicende di 7 generazioni della famiglia Buendía, nella cornice della città di Macondo. Lo stile narrativo unico e l’incalzare delle storie meritano sicuramente (almeno) una lettura.

I Malavoglia – Giovanni Verga

I Malavoglia è un romanzo del siciliano Giovanni Verga, che rientra nel Ciclo dei Vinti. Con questo progetto, l’autore voleva raccontare il progresso e la scalata sociale dal punto di vista degli “sconfitti”.

Il romanzo narra le vicende di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, un piccolo borgo nei pressi di Catania. I protagonisti sono diversi, ma uniti da un unico filo conduttore, che lasciamo però scoprire a te.

Il Commissario Maigret – George Simenon

Continuiamo la nostra raccolta di libri da leggere almeno una volta nella vita con un protagonista indiscusso del genere poliziesco: Il Commissario Maigret.

Questo personaggio, creato da George Simenon, è comparso in ben 75 romanzi, pubblicati tra il 1930 e il 1972. Dalle storie di Maigret è nata anche una serie televisiva.

Moby Dick – Herman Melville

Moby Dick è un vero capolavoro della letteratura americana.

La storia è quella della nave condannata ad essere affondata da una balena gigante: il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell’enorme balena bianca.

I temi affrontati nel romanzo sono molteplici, dalla speranza alla paura, dalla giustizia alla diversità. Da leggere assolutamente per osservare l’eterna lotta tra il Bene e il Male sotto un punto di vista alternativo.

Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery

Nonostante venga spesso definito come un libro per ragazzi, Il Piccolo Principe è un simbolo per tutte le generazioni.

Il romanzo affronta diversi temi, come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia.

In ogni capitolo del libro è raccontato un incontro che il protagonista fa con diversi personaggi e su diversi pianeti: tutti questi personaggi lasceranno il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza dei “grandi”. Insomma, Il Piccolo Principe è una vera e propria poesia, con una morale e dei retroscena tutti da scoprire.

Il codice Da Vinci – Dan Brown

Dopo una grande raccolta di classici da leggere assolutamente, passiamo ad uno dei libri interessanti da leggere relativi alla contemporaneità: Il codice Da Vinci di Dan Brown.

Il romanzo, da cui è stato tratto anche un film, è ambientato a Parigi. Il curatore del Louvre, Jacques Saunière, viene ucciso da un monaco appartenente all’Opus Dei. Le indagini conducono la polizia a convocare lo studioso di simbologia Robert Langdon, ritenuto colpevole dell’omicidio. Per risolvere il mistero, Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso dovrà ripercorrere il percorso del Santo Graal attraverso la risoluzione di enigmi celati nelle opere di Leonardo Da Vinci.

Il barone rampante – Italo Calvino

Il barone rampante è uno dei romanzi più celebri di Italo Calvino.

Il libro racconta la storia del barone Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito di una famiglia nobile “momentaneamente” decaduta.

A seguito di una lite avvenuta tra Cosimo adolescente e suo padre, il giovane salirà sugli alberi del giardino di casa e prometterà di non scenderne mai più. Cosimo stringerà tante amicizie e incontrerà diversi personaggi nel corso della sua vita, trascorrendo le sue giornate senza mai toccare terra. Riuscirà a rimanere fedele alla sua promessa?

Odissea – Omero

Tra i libri da leggere almeno una volta nella vita dobbiamo includere uno dei classici della civiltà occidentale: l’Odissea. Nell’Odissea è raccontata la storia dell’eroe Ulisse e sono trattati diversi temi, legati a due aspetti fondamentali: il ritorno a casa e il viaggio.

12 libri da leggere consigliati

Ora che abbiamo visto titoli e caratteristiche dei 12 libri da leggere almeno una volta nella vita, ti diamo altri dodici spunti per allargare i tuoi orizzonti e leggere due libri al mese.

Ecco la nostra lista:

  1. I Miserabili – Victor Hugo
  2. Il Rosso e il Nero – Stendhal
  3. Il Signore degli Anelli – J.R.R Tolkien
  4. Il Conte di MonteCristo – Alexandre Dumas
  5. Sulla Strada – Jack Kerouac
  6. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
  7. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
  8. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
  9. Il Processo – Franz Kafka
  10. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
  11. Cime Tempestose – Emily Bronte
  12. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini

Hai già scelto i libri che inserirai nella tua libreria? Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, troverai tanti spunti interessanti per trascorrere le tue pause dallo studio.

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Frasi romantiche per San Valentino: le più belle dediche per chi ami

La festa degli innamorati si avvicina: quale migliore occasione per sfoderare le più belle frasi romantiche per San Valentino?

In questa guida abbiamo raccolto i modi più belli per fare gli auguri di San Valentino, prendendo in prestito le parole più belle di scrittori, poeti e artisti.

La festa di San Valentino è una delle più attese dell’anno: il 14 febbraio tutte le coppie si organizzano per celebrare l’amore e per festeggiare con una cena romantica. Non solo innamorati: il 14 febbraio è la festa degli affetti e dell’amore, perciò via libera anche ai festeggiamenti con gli amici o con la famiglia.

Vediamo insieme le più belle e toccanti frasi di San Valentino da dedicare a chi ami.

La nostra raccolta di auguri di San Valentino

Vorresti dichiararti ma non sai quali parole utilizzare? Hai deciso di organizzare una festa con i tuoi amici o i tuoi parenti? Niente paura: ecco la guida dell’Università Niccolò Cusano che raccoglie le più belle citazioni per gli studenti da dedicare a San Valentino.

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Frasi famose sull’amore

Come abbiamo detto, il 14 febbraio non è solamente la festa degli innamorati, nel senso stretto del termine. In questa occasione si festeggia l’amore, ed è a questo sentimento che vogliamo rendere omaggio con le più belle frasi romantiche per San Valentino.

Apriamo la nostra raccolta con alcune frasi celebri sull’amore, pronunciate da grandi personalità:

  • “Io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride” – Albert Einstein
  • “L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare” – Herman Hesse
  • “Non capirà mai nessuno quanto amore ci mettevo anche solo per guardarti in faccia” – Erri De Luca
  • “Sarai stanco amore, perché è tutto il giorno che cammini nella mia testa” – William Shakespeare
  • “Non ha confini il coraggio che nasce dall’amore e per amore si realizza. Non tiene conto di alcun pericolo. Non ascolta nessuna forma di raziocinio. Pretende di muovere le montagne e spesso le muove” – Oriana Fallaci
  • “L’amore è la capacità e volontà di permettere alle persone a cui si vuole bene di essere ciò che vogliono essere, senza insistenza o pretesa alcuna che esse diano soddisfazione” – Wayne W. Dyer
  • “Quando l’amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ardue e ripide” – Khalil Gibran
  • “L’amore impedisce la morte. L’amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto” – Lev Tolstoj
  • “La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d’amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia” – Madre Teresa di Calcutta
  • “L’amore è libero, non è sottomesso mai al destino” – Guillaume Apollinaire

Auguri speciali per San Valentino (per lei)

auguri speciali san valentino

Dedichiamo questa sezione della nostra raccolta di frasi romantiche per San Valentino agli aforismi più belli da dedicare ad una ragazza:

  • “So che l’amore è come le dighe: se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere. E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente. Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto. E non importa più ciò che è possibile o impossibile, non importa se possiamo continuare ad avere la persona amata accanto a noi: amare significa perdere il controllo” – Paulo Coelho
  • “La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore” – Lao Tzu
  • “La sola cosa che si possiede è l’amore che si dà” – Isabel Allende
  • “L’amore è l’elemento in cui viviamo. Senza di esso vegetiamo appena” – L. Byron
  • “Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta” – A. De Saint-Exupéry

Frasi per San Valentino per lui

Cosa scrivere per San Valentino al mio ragazzo?“: è questa la domanda che ti stai facendo più spesso in questi giorni. Vediamo ora quali sono le frasi romantiche San Valentino per lui da scrivere in una dedica speciale:

  • “Prima di amare, io non ho mai vissuto pienamente” – Emily Dickinson
  • “La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti” – William Shakespeare
  • “Amor ogni cosa vince” – Leonardo da Vinci
  • “Coloro che vivono d’amore vivono d’eterno” – E. Verhaeren
  • “L’amore non tramonta mai” – S. Paolo

Frasi per San Valentino divertenti

Dopo tante frasi bellissime d’amore, veniamo ora al momento più goliardico di questa guida sugli frasi romantiche per San Valentino: quella dedicata agli aforismi divertenti.

Eccone alcuni:

  • – Festeggi San Valentino?
    – Sono atea.
    Emilia974, Twitter
  • – San Valentino? E’ la tipica festa consumistica delle multinazionali. L’amore si dimostra giorno per giorno.
    – Ti sei dimenticato di comprare il regalo?
    – Sì.
    HugoBonet, Twitter
  • A San Valentino potresti regalarmi dei Baci Perugina con, al posto del bigliettino romantico, un romantico assegno? – utoepia, Twitter
  • A San Valentino l’amore è nell’aria? Sbagliato. Azoto, ossigeno, argon e anidride carbonica sono nell’aria – Sheldon Cooper, The Big Bang Theory

Poeti romantici

Chiudiamo la nostra guida dedicata alle frasi romantiche per San Valentino con le parole più belle di grandi poeti che sono stati ispirati dal più nobile dei sentimenti.

Ecco quattro poeti (e quattro poesie) da leggere assolutamente il 14 febbraio:

  • Nazim Hikmet: l’autore è noto per i suoi bellissimi versi romantici, racchiusi anche in un libro ad hoc dedicato proprio alle poesie d’amore. Eccone una:

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto

  • Nizar Qabbani è stato uno dei più grandi poeti arabi contemporanei. Ha scritto moltissimi versi dedicati all’amore, tra cui questa splendida poesia:

La cosa più bella del nostro amore è che esso
non ha razionalità né logica
La cosa più bella del nostro amore è che esso
cammina sull’acqua e non affonda

  • Emily Dickinson è stata una delle più importanti poetesse statunitensi, che ha parlato molto d’amore nei suoi scritti. Ecco un suo componimento:

Che sia l’amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell’amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.

  • Jacques Prevert è stato uno dei poeti più amati in assoluto. I suoi versi hanno fatto sognare intere generazioni e il suo modo di vivere l’amore è davvero toccante. Ecco una sua poesia:

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia

Sulle frasi romantiche per San Valentino ti abbiamo detto proprio tutto. Non ci resta che augurarti buon San Valentino!

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Sbocchi lavorativi di scienze politiche: ecco quali sono

Sei alla ricerca di informazioni sugli sbocchi lavorativi di scienze politiche?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti illustreremo tutte le possibilità occupazionali che una laurea in scienze politiche può offrirti, dalle figure più tradizionali a quelle più innovative.

Se sei uno studente della facoltà di scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università Niccolò Cusano o vorresti diventarlo, sarai sicuramente interessato a conoscere le opportunità legate a questo percorso di studi.

Si tratta di corso di laurea tra i più interessanti, che affronta materie attuali, ma permette anche molti sbocchi lavorativi.

Vediamo ora che cosa intendiamo per scienze politiche, cosa si studia e quali sono gli sbocchi occupazionali che questa facoltà offre.

Possibilità occupazionali offerte dalla laurea in scienze politiche e relazioni internazionali

Sogni di diventare politico, diplomatico o ambasciatore? Niente paura: vediamo insieme tutti gli sbocchi lavorativi di scienze politiche, analizzando insieme le caratteristiche di ogni figura professionale.

Scienze politiche: cosa si studia?

Prima di vedere quali sono gli sbocchi lavorativi di una laurea in scienze politiche, cerchiamo di capire qual è il campo di applicazione di questo percorso accademico.

Nello specifico, i corsi di laurea Unicusano relativi all’area politologica sono due:

I corsi hanno l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze metodologiche, culturali e professionali, basate su una formazione interdisciplinare nei campi giuridici, economici, politologici, sociali e storici, che consentano loro di porsi appropriatamente di fronte a problemi ed a processi tipici della nostra società contemporanea.

Come abbiamo detto, si tratta di una formazione che prevede insegnamenti molto variegati e che, pertanto, permette l’acquisizione di diverse competenze, sfruttabili in tanti ambiti diversi.

Vediamo ora quali sono le figure professionali legate al conseguimento di una laurea in scienze politiche a Bologna.

Carriera diplomatica

Diventare ambasciatore o diplomatico è il sogno di tanti. Il percorso è molto lungo e probabilmente non il più semplice tra tutti. Secondo una statistica del Ministero degli Esteri, la maggior parte dei candidati che diventano diplomatici ogni anno, proviene da scienze politiche e relazioni internazionali.

La laurea in scienze politiche è quindi la più indicata per cimentarsi in una carriera diplomatica.

Per poter accedere a questo percorso è necessario avere determinati requisiti e superare un concorso articolato in 3 fasi:

  • prova attitudinale
  • valutazione dei titoli
  • prove d’esame scritte e orali, ed eventuali prove facoltative di lingua.

Le prove scritte sono cinque e, ovviamente, la conoscenza di lingue straniere è fondamentale per il superamento del concorso.

Se questa è la tua vocazione, però, le difficoltà non devono spaventarti: vedrai che con tanto studio e costanza riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi.

Carriera politica

Tra gli sbocchi lavorativi di scienze politiche più “naturali” figura senza dubbio la carriera politica, che vede un percorso completamente differente rispetto a quello di cui abbiamo parlato poco fa.

on esistono concorsi o esami per poter accedere alle funzioni pubbliche. Ciò non significa, ovviamente, che competenze e professionalità non siano alla base di questo lavoro.

Sicuramente il successo di questa strada dipende da vari fattori, primo fra tutti la possibilità/capacità di essere eletto.

Ti consigliamo di iniziare avvicinandoti ad un partito e/o movimento politico che più rappresenta le tue idee, così da farti conoscere e mettere in luce le tue doti.

Puoi iniziare candidandoti per le elezioni amministrative, ma il percorso poi può svilupparsi sino ad arrivare a cariche più importanti.

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Organizzazioni internazionali e terzo settore

Parlando di scienze politiche e sbocchi lavorativi, non possiamo non includere la possibilità di lavorare in organizzazioni internazionali o in grossi enti no profit.

Organizzazioni come ONU, FAO, od OCSE sono solo alcune tra quelle distribuite a livello internazionale. Spesso richiedono figure molto specializzate, ad esempio, in economia o finanza.

Nella maggioranza dei casi, il profilo richiesto corrisponde proprio alla formazione che la laurea in scienze politiche e relazioni internazionali Unicusano può dare.

La conoscenza delle lingue straniere, le doti comunicative e la flessibilità sono fondamentali per lavorare in questo campo.

Per poter entrare a lavorare in una di queste organizzazioni è necessario sostenere concorsi o colloqui. Tutte le informazioni sono sempre reperibili nei portali di ogni organizzazione. 

Funzionari e dirigenti pubblici

Lavorare nella Pubblica Amministrazione è una delle ambizioni più diffuse tra gli studenti di scienze politiche. Ad oggi, molti laureati in scienze politiche ricoprono ruoli dirigenziali in strutture pubbliche.

La formazione di questo corso di laurea, infatti, permette di conoscere ed approfondire le dinamiche e le regolamentazioni di questo settore.

Per poter diventare funzionario o dirigente è necessario sostenere un concorso pubblico. Le modalità di svolgimento del concorso ed i requisiti sono stabiliti di volta in volta dal Ministero competente.

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Giornalista

Tra gli sbocchi lavorativi di scienze politiche ad orientamento puramente comunicativo troviamo la figura del giornalista.

Interessante percorso professionale, quello del giornalista prevede, oltre la laurea anche l’obbligo di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.

Per potersi iscrivere è necessario sostenere un esame composto da tre prove scritte ed una orale. Una volta effettuata l’iscrizione sarà obbligatorio continuare con una formazione professionale continua secondo le modalità stabilite dall’ordine.

All’interno dell’ordine esistono due elenchi: i professionisti, ovvero coloro che svolgono la professione di giornalista continuativamente; ed i pubblicisti, ovvero coloro che invece svolgono contemporaneamente anche un’altra attività anche dipendente.

Si tratta di un lavoro riconosciuto dall’ordinamento Italiano come attività intellettuale. E tra tutti, forse quello che permette di più la libertà di creazione e espressione.

Il giornalista laureato in scienze politiche può scrivere di politica e attualità, ma anche di economia ed esteri. A te la scelta della specializzazione più vicina alle tue aspirazioni.

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Social Media Manager

Il Social Media Manager è una figura nuova nel panorama delle professioni. Si tratta di uno degli sbocchi lavorativi di scienze politiche più innovativi, legato all’avanzare della tecnologia.

Il Social Media Manager è quella figura professionale deputata alla gestione e alla cura dell’immagine di un brand sfruttando i social media. Non solo creatività però: si tratta di un lavoro molto analitico, che prevede l’elaborazione di strategie di comunicazione e la lettura di molti dati.

Non esistendo ancora dei corsi di laurea specifici di solito i candidati per questi ruoli provengono da facoltà come scienze politiche e relazioni internazionali. Questo perché comunicazione e relazioni interpersonali sono una delle basi di questo lavoro.

Ovviamente sempre positivo avere nel curriculum master e corsi di specializzazioni più focalizzati in questo ambito. Per specializzarti in Comunicazione 2.0, tieni d’occhio i nostri master dell’area umanistica. 

Formatori

Ho una laurea in scienze politiche: cosa posso insegnare?”: se questa domanda ti attanaglia, cerchiamo di fare ordine e introdurre una nuova figura professionale nella nostra guida: il formatore.

Questa figura professionale si sta sviluppando sempre più soprattutto nelle grandi realtà aziendali. Spesso sono assunti direttamente dall’azienda e a volte sono presi come collaboratori esterni.

Il loro compito è appunto quello di formare o aggiornare i dipendenti di ogni livello e grado, dal management aziendale all’impiegato.

Una buona capacità comunicativa e grande conoscenza della materia oggetto di formazione sono indispensabili per la buona riuscita del lavoro.

Hai le idee più chiare sugli sbocchi lavorativi di scienze politiche?

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea telematici dell’area politologica, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Scienze della formazione a Bologna: quello che devi sapere

Sei alla ricerca di informazioni sulla laurea in Scienze della formazione a Bologna?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti parleremo del percorso di studi in scienze della formazione e dell’educazione di Bologna dell’Università Niccolò Cusano, illustrandoti materie di studio e sbocchi professionali.

La laurea in scienze della formazione primaria è la scelta migliore per te se ami il contatto con i più giovani e vorresti dedicarti all’insegnamento. Grazie alle materie trattate nel percorso di studi, potrai accedere a diverse professioni, molto ricercate nel mercato del lavoro attuale.

Ma quali sono le caratteristiche di questo corso di laurea? Ecco una carrellata di preziose informazioni per studiare scienze della formazione a Bologna. questo metodo di studio e gli sbocchi professionali che si possono avere.

La laurea in scienze dell’educazione e formazione on line

Sei in procinto di scegliere il corso di laurea in scienze della formazione a Bologna? Ti presentiamo tutti i corsi dell’area formazione dell’Università Niccolò Cusano.

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Perché scegliere Unicusano?

Grazie alla proposta formativa di Unicusano potrai evitare di perdere tempo in spostamenti per seguire in corsi in presenza. Avrai a disposizione una piattaforma di e-learning, a cui potrai collegarti dove e quando vuoi. Tutte le lezioni dei corsi del piano di studi sono fruibili in ogni momento, devi solo avere a disposizione un pc ed un collegamento ad internet.

Inoltre, potrai scaricare tutto il materiale necessario per lo studio direttamente dal sito Unicusano con un notevole risparmio anche in termini economici.

Hai necessità di essere seguito e di avere un contatto con il tuo docente? Unicusano a pensato anche a questo. Potrai collegarti in video conferenza con il tuo docente concordando direttamente con lui ora e data. Tutti i docenti dell’università sono professori abilitati o stimati professionisti. Questo permette di garantire non solo un approccio didattico ma anche uno pratico, derivante da esperienza consolidata nel mondo del lavoro.

Non è tutto. Per gli iscritti, è previsto un servizio di tutoring. Avrai, infatti, la possibilità di avere un tutor assegnato che ti seguirà durante tutto il tuo percorso di studi. Risponderà ai tuoi dubbi, le tue necessità o sarà li semplicemente per un incoraggiamento. 

Al termine del percorso è previsto anche un periodo di tirocinio formativo. Per dare allo studente la possibilità di provare realmente l’approccio al lavoro dentro ambienti professionali.

Insomma, un’Università finalmente cucita sulle tue esigenze di tempo e obiettivi.

Scienze dell’educazione e formazione: cosa si studia

Entriamo ora nel vivo dei corsi dell’area formazione Unicusano di Bologna, illustrandoti le due proposte della nostra Università telematica:

Questi due corsi di laurea in scienze della formazione a Bologna permettono di approfondire materie di studio come pedagogia, della psicologia, della sociologia, della storia e della filosofia.

I due indirizzi hanno in comune un percorso iniziale di base, che prepara gli allievi con le conoscenze teoriche di base e le competenze operative nelle scienze pedagogiche e metodologico-didattiche, integrate da conoscenze e competenze nelle discipline sociologiche e psicologiche.

Le discipline affrontate sono fondamentali per intraprendere un percorso lavorativo come educatore o formatore, perché insegnano allo studente le metodologie di apprendimento e di comunicazione (e non solo). Ma vedremo gli esami scienze della formazione e le materie di studio nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

scienze educazione formazione sbocchi lavorativi

Esami scienze della formazione

Le discipline studiate nel percorso di studi in scienze della formazione a Bologna possono variare in base all’indirizzo che sceglierai, ma ci sono dei tratti in comune.

Le materie di scienze dell’educazione hanno infatti a che fare con lo studio di discipline come:

  • Pedagogia generale;
  • Storia dell’educazione;
  • Sociologia;
  • Antropologia;
  • Psicologia.

Non solo: grazie all’orientamento fortemente multidisciplinare dei nostri corsi, potrai approfondire lo studio di diversi argomenti importanti per la ricerca di lavoro, come l’informatica e le lingue straniere.

Obiettivi formativi di scienze dell’educazione a Bologna

Quando si parla di un percorso accademico in scienze della formazione a Bologna, è importante parlare anche di obiettivi formativi e di competenze che la laurea punta a far acquisire agli studenti.

In generale, l’obiettivo principale dei corsi dell’area formazione Unicusano è quello di fornire agli studenti conoscenze e competenze specifiche tese a favorire lo sviluppo personale, la maturazione sociale e l’autonomia delle persone singole e dei gruppi nell’ambito dei servizi educativi, sociali e sociosanitari.

Accanto a questo, i corsi offrono le competenze necessarie per svolgere compiti di gestione, organizzazione e coordinamento dei suddetti servizi, attraverso un connubio disciplinare tra le aree pedagogiche, psicologiche, sociologiche, mediche, giuridiche e tecniche.

Laurea in scienze dell’educazione e della formazione: gli sbocchi lavorativi

Ora che ti abbiamo illustrato il percorso di studi in scienze della formazione a Bologna, passiamo ad un argomento importantissimo per progettare il tuo futuro: gli sbocchi occupazionali.

I corsi di laurea dell’area formazione hanno l’obiettivo di fornire agli studenti tutte le competenze per diventare esperti tecnici dell’integrazione sociale,assistenti alla prima infanzia, educatori e formatori.

Ci sono delle differenze importanti fra queste figure professionali: cerchiamo di fare chiarezza in questo specchietto.

  • Gli educatori sono professionisti che operano in strutture che gestiscono ed erogano servizi socio – educativi. Ad esempio, si tratta di chi lavora in un asilo nido. Un laureato in scienze dell’educazione e formazione può avere le competenze giuste per ricoprire il ruolo di educatore, non solo in un nido pubblico o privato:  ludoteche, biblioteche e centri gioco-apprendimento sono ugualmente posti in cui spendere la formazione ricevuta con questo percorso di laurea. Se desideri un percorso di studi post laurea più specifico, puoi dare un’occhiata ai master dell’area formazione Unicusano e i corsi di specializzazione;
  • I formatori, invece, si occupano principalmente di formazione a vari livelli nel mondo del lavoro. Il compito di queste figure professionali è quello di formare su materie specifiche il personale aziendale. Ad oggi, sono moltissime le aziende che investono sulla formazione del capitale umano, ricercando formatori professionisti a cui affidare questo importante compito. Il mercato del lavoro ha bisogno di figure specializzate, che possono strutturare un percorso formativo in grado di migliorare conoscenze e operatività della propria struttura. Inoltre, trattandosi di formazione a 360 gradi, più si è specializzati in un determinato settore economico ( consulenza, industria, ecc.) o formativo ( aggiornamento professionale o self efficacy ) più si avranno opportunità.

Un neolaureato in scienze dell’educazione e della formazione può lavorare in:

  • Strutture pubbliche o private;
  • Istituzioni educative;
  • Imprese;
  • Organizzazioni del terzo settore.

Ad ogni modo, gli studenti potranno lavorare anche in contesti che hanno a che fare con:

  • Prevenzione e riduzione del disagio sociale in relazione alle differenti fasce d’età (devianza minorile, tossicodipendenza, disturbi fisici e psichici in terza età);
  • Istituzioni (pubbliche e private) che si occupano dei problemi legati alle differenze di genere e alle pari opportunità;
  • Strutture (pubbliche e private) che operano nell’ambito dei processi di mediazione interculturale;
  • Strutture ricreative e culturali del territorio.

Come vedi, la laurea in scienze della formazione a Bologna dell’Università Niccolò Cusano può aprire molte porte, a seconda delle tue aspirazioni e degli obiettivi di vita che ti sei prefissato.

Per iscriverti ai corsi di laurea dell’area formazione, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Idea imprenditoriale: che cos’è e come si sviluppa

Se sogni di metterti in proprio e di avere una tua impresa, l’idea imprenditoriale è la cosa su cui dovrai concentrarti di più.

Se sei uno studente di Economia all’Università Niccolò Cusano (o vorresti diventarlo), avrai sicuramente capito che fare impresa non è semplice, senza delle idee innovative da sviluppare. Questo perché, nella dinamica delle attività redditizie, intervengono tantissime variabili, ognuna delle quali merita di essere analizzata approfonditamente.

L’idea in sé potrebbe non bastare, senza una buona analisi, ma da dove partire? Vediamo subito come fare per lavorare in proprio e generare un’idea imprenditoriale di successo.

Consigli utili per lavorare in proprio e sviluppare la tua idea

Un’idea imprenditoriale è il punto di partenza per creare un’azienda di successo. C’è chi ha fatto la sua fortuna grazie ad una semplice idea, che poi è riuscito a sviluppare nella maniera migliore generando grossi profitti. Vuoi sapere da quali basi partire? Iniziamo subito.

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Cosa sono le idee imprenditoriali?

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica“, diceva Thomas Edison. Si, ma che cosa intendiamo per idea imprenditoriale o business idea?

Si tratta della base di partenza per lo sviluppo di un’azienda, una sorta di processo creativo che porta allo sviluppo di prodotti o servizi da immettere sul mercato.

Ovviamente, la parte creativa non può essere fine a se stessa: per essere un‘idea vincente, c’è bisogno di fare tutte le dovute analisi di mercato, per capire come muoverti per lanciare la tua impresa o startup.

Quando hai un’idea imprenditoriale innovativa (o che consideri tale), poniti anzitutto queste domande:

  • Qual è il valore aggiunto che la mia idea di impresa può dare ai consumatori rispetto ai miei competitor?
  • Chi è la mia concorrenza e quali servizi o beni offre sul mercato?
  • Cosa voglio vendere e, soprattutto, a chi voglio vendere?
  • Quali sono gli ostacoli e le opportunità che offre il mercato? In che modo possono essere controllabili?
  • Dove trovo i soldi per iniziare?

Una volta che ti sei posto le giuste domande sull’idea lavoro che ti sei fatto, puoi passare ad una seconda fase, che prevede un’analisi più approfondita sulla fattibilità di un’impresa.

Il business plan: lo sviluppo dell’idea

Per mettere su carta la risposta alle domande del paragrafo precedente e, sulla base di quelle, sviluppare un’analisi completa, non c’è modo migliore del realizzare un business plan.

Che cos’è? Si tratta di un documento che sintetizza i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale (business idea).

Può essere utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori. Avere un business plan, infatti, ti servirà anche per presentarti a realtà che potrebbero sovvenzionare la tua impresa ed è dunque un passo imprescindibile.

Un business plan che si rispetti deve contenere diverse informazioni importanti. Tra queste ricordiamo:

  • Descrizione del progetto d’investimento e del tipo di impresa che vuoi lanciare;
  • Presentazione dell’imprenditore e del management: chi sei, qual è il tuo background e quello dei tuoi eventuali collaboratori;
  • Analisi di mercato dettagliata: indicazioni sul mercato, sulle caratteristiche della concorrenza e su fattori critici (punti di forza e punti di debolezza rispetto al mercato);
  • Obiettivi di vendita ed organizzazione commerciale;
  • Un piano di marketing online e offline;
  • Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alla necessità di investimenti in impianti, alla disponibilità di manodopera e di servizi come trasporti ed energie;
  • Piano di fattibilità economico – finanziaria, generalmente su base triennale o quinquennale;
  • Analisi dei fattori di rischio e della potenziale redditività dell’idea;
  • Valutazione dell’impatto ambientale del progetto.
  • Piano di sviluppo delle attività.

Come vedi, si tratta di un lavoro piuttosto lungo ed articolato, che richiede analisi complesse, come la nota analisi SWOT.

Pensi di avere una buona idea ma non hai le competenze per svilupparla? Vediamo ora quale percorso di studi dell’Università Niccolò Cusano può aiutarti concretamente.

Dall’idea alla pratica: laurea Unicusano

Diventare imprenditore e mettersi in proprio è il tuo sogno nel cassetto? Grazie ai corsi di laurea dell’area economica potrai acquisire tutte le competenze che ti servono per sviluppare idea imprenditoriale e business plan di successo.

I corsi di laurea dell’area economica sono:

Il primo corso, di durata triennale, punta a dare allo studente conoscenze di base circa discipline afferenti ad economia, finanza, statistica e matematica. Grazie alle nozioni acquisite, sarai in grado di valutare la fattibilità di un’idea e analizzare tutti i fattori che hanno a che fare con il suo sviluppo.

Nel corso di studi in Scienze Economiche, invece, avrai modo di approfondire nel dettaglio le basi acquisite nella laurea triennale, sviluppando competenze ancora più forti e trasversali nel campo dell’economia.

Hai un’idea di impresa nel cassetto? Non aspettare: per iscriverti ai nostri corsi di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Team working: cos’è e a cosa serve nel lavoro (e nello studio)

Il team working, traduzione inglese di lavoro di gruppo, è una delle caratteristiche che portano al successo centinaia di aziende.

Nella tua carriera di studente universitario, ti sarà sicuramente capitato di lavorare in gruppi con i tuoi colleghi di corso e avrai notato quanto il gioco di squadra sia in grado di massimizzare i risultati ottimizzando gli sforzi.

Che cos’è il team working, dunque, e in che modo può portare un’organizzazione a raggiungere determinati obiettivi? Vediamo perché lavorare in team è importante e come fare per sviluppare questa abilità importante nel mondo professionale.

Quello che devi sapere per imparare a lavorare in team

L’abilità a lavorare in gruppo è una delle soft skills più richieste dalle aziende di oggi. Ecco in che modo fare teambuilding e rafforzare l’identità di gruppo può contribuire a rafforzare l’azienda e a migliorare la produttività.

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Che cos’è il team work?

Iniziamo la nostra guida sul team working cercando di capire che cos’è e in che modo questa caratteristica può essere cruciale nelle aziende, ma anche nella tua carriera accademica.

Il team working è fondamentale per rendere una realtà lavorativa un luogo in cui creare collaborazioni reciproche ed instaurare relazioni improntate ad uno spirito solidale.

Senza la coesione tra colleghi, si possono alimentare litigi e gelosie che fanno male all’organizzazione e allontanano la squadra dal raggiungimento di obiettivi comuni.

Il concetto di gruppo

Per definire il concetto di gruppo, utilizziamo un modello semplice ma efficace: il modello dell 5 C. In un gruppo affiatato devono convivere queste 5 “C”:

  1. Complementary (complementare): ogni parte della squadra ha il controllo su una determinata parte del progetto. Ognuno ha delle competenze complementari, tutte utili per svolgere il lavoro assegnato
  2. Coordination (coordinamento): ogni gruppo, con la guida di un leader, dovrebbe agire in maniera organizzata con l’obiettivo di far avanzare il progetto, senza mai entrare in competizione
  3.  

    Communication (comunicazione): la capacità di team working sta soprattutto nella capacità di comunicare al meglio tra i membri della squadra, ascoltandosi attivamente senza sovrapporsi

  4. Confidence (fiducia): senza la fiducia non può esistere un buon lavoro. Ogni membro del team deve avere piena fiducia nell’altro, anteponendo il successo di squadra a quello personale
  5.  

    Commitment (impegno): ciascun componente della squadra  deve impegnarsi a dare il meglio di se stesso e a fare ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi comuni.

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Teambuilding

Per acquisire la capacità di team working e rafforzare il team, si ricorre ad un processo molto importante nelle aziende: il teambuilding.

Il teambuilding consiste proprio nella costruzione, passo dopo passo, di un team sempre più affiatato, lavorando sulle dinamiche di gruppo. 

Questo passaggio è molto importante, soprattutto se sei un neolaureato Unicusano in cerca di un’occupazione: sviluppare una predisposizione al lavoro di squadra è molto ben accetto dalle aziende, piccole o grandi che siano.

Per teambuilding intendiamo tutte quelle metodologie nate e sviluppate per lavorare sui gruppi ed in particolare su team di lavoro task-oriented. La sua attività si focalizza nello sviluppo delle competenze distintive di un’azienda andando a creare un senso di identità su ogni componente del gruppo di lavoro.

Vediamo ora quali sono tutti i passaggi da fare per rafforzare l’identità di un gruppo e in che modo puoi comportarti per essere parte integrante di una squadra.

Promuovere il lavoro di squadra

Che cosa può essere fatto per alimentare il team working a scuola o nel lavoro? Vediamo alcune delle attività possibili e il modo in cui potresti comportarti per cogliere tutte le opportunità.

  • Lanciare una sfida: il tuo datore di lavoro potrebbe lanciare una sfida e chiedervi di lavorare in squadra, stabilendo obiettivi comuni raggiungibili solamente con gli sforzi di tutti. Come comportarti? Cogli questa opportunità mostrando le tue competenze, ma senza essere presuntuoso o sovrastando gli altri. Svolgi le tue mansioni, ascolta la squadra e allena il tuo senso di empatia
  • Orientare al risultato: la tua azienda potrebbe decidere di lavorare basandosi sul raggiungimento di un risultato. Il lavoro non è più fatto di compiti fini a se stessi, ma di responsabilità volte ad arrivare ad un traguardo specifico. Come comportarti? Se la tua azienda ha questa visione, metti al centro di tutto l’obiettivo da raggiungere e coordinati con gli altri per raggiungerlo. Ognuno deve avere i suoi compiti e un tempo massimo per terminarli. Se serve aiuto ad un collega, non tirarti indietro: di solito più dai, più ricevi
  • Promozione dell’apprendimento: l’apprendimento e la conoscenza sono i principi più importanti per molte aziende. I corsi per lavorare meglio sono importanti occasioni da sfruttare per trarre il meglio da te stesso e i tuoi colleghi. Come comportarti? Tutti hanno qualcosa da insegnare: sii come una spugna e assorbi tutto quello che può essere utile per migliorarti dai tuoi colleghi. Allo stesso tempo, non essere avaro e condividi con gli altri quello che sai. L’aiuto reciproco è il modo migliore per potenziare il team e crescere professionalmente.

 

Hai le idee più chiare sul team working e sul perché è così importante all’università e nel lavoro?

Siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi sfruttando il potere del lavoro in team.

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Mercatini di Natale a Bologna e provincia: ecco dove trovarli

I mercatini di Natale a Bologna sono una vera e propria tradizione sul territorio.

Gli addobbi, le luci e la città in festa sono uno spettacolo imperdibile per residenti e turisti, che non vedono l’ora di apprezzare Bologna in tutto il suo splendore.

Se sei ancora alla ricerca dei regali di Natale perfetti, il Natale a Bologna 2017 ti dà la soluzione perfetta: ci sono diversi mercatini sul territorio, dal centro alla periferia, in cui trovare oggetti nuovi, pezzi vintage e proposte uniche.

Pronto a scoprire i migliori mercatini dell’Emilia Romagna? Iniziamo subito.

Una mappa dei mercatini di Natale in Emilia Romagna

Dal villaggio di Babbo Natale a Cesenatico ai mercatini di Bologna, ecco quello che devi sapere per scegliere i regali perfetti da fare durante queste festività.

Natale a Bologna: eventi e mercatini

I mercatini di Natale a Bologna sono una tappa obbligata per entrare nel clima festivo. Vediamo subito un elenco dei mercatini più belli allestiti in città:

  • Antica Fiera di Santa Lucia Bologna 2017: la Fiera di Santa Lucia si svolge sotto i portici della Chiesa dei Servi (una basilica) di fronte al museo Davia Bargellini e vanta più di quattro secoli di storia. Si tratta di una delle manifestazioni natalizie storiche di Bologna, dove puoi trovare presepi, articoli da regalo, dolciumi e prodotti tipici locali. A rendere ancora più bella questa tradizione, le antiche statue di gesso dell’800 ospitate nella Chiesa dei Servi. Il mercatino è attivo fino al 26 dicembre;
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    Fiera di Via Altabella: anche quest’anno, la fiera di Altabella torna ad allietare la città fino al 7 gennaio 2018. Qui potrai trovare, oltre a creazioni artigianali per i tuoi regali, anche tanti stand con prodotti alimentari;

  • Villaggio di Natale francese: questo mercatino francese di Bologna 2017 si trova a Piazza Minghetti ed è una tradizione in città. Nella fiera potrai trovare, all’interno di particolari casette in legno, esposizione e vendita di prodotti artigianali e gastronomici francesi. Si può visitare fino al 21 dicembre;
  • Mercatino dell’Antiquariato sotto il Portico del Podestà: se ami l’antiquariato e i pezzi vintage, questo è sicuramente il più adatto a te tra i mercatini di Natale a Bologna. Fino al 24 dicembre, i banchi del mercato al Palazzo del Podestà ospitano oggetti davvero unici, dai giradischi con i vecchi vinili ai francobolli.

Se vuoi spostarti verso la Riviera Adriatica per una gita, ti consigliamo di visitare il “Santa Claus Village” di Cesenatico, perfetto per divertirsi con spettacoli natalizi e acquistare regali e prodotti tipici.

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Presepi bolognesi: storia ed esposizione

Oltre ai mercatini di Natale a Bologna, una bella (e poco conosciuta) tradizione della città sono i presepi.

I personaggi del presepe bolognese sono modellati o scolpiti con materiali come terracotta, legno, cartapesta o gesso senza l’ausilio della stoffa per completare gli abiti.

Una caratteristica del presepe bolognese sono due personaggi originali: la Meraviglia, un personaggio femminile che manifesta stupore dinnanzi alla natività e il suo opposto, il Dormiglione, una statuetta maschile che passa il suo tempo dormendo, senza accorgersi di nulla.

Vediamo ora dove trovare le esposizioni di presepi a Bologna 2017 permanenti e non:

  • Museo Davia Bargellini: qui potrai assistere ad uno spettacolo unico fatto di pezzi artigianali e atmosfere progettate in ogni dettaglio. Ecco qualche specifica sul museo e sulla mostra:
    Strada Maggiore, 44 – 40121 Bologna
    Aperto dal martedì al sabato, dalle 9.00 – 14.00 / domenica e festivi infrasettimanali: 9.00 – 13.00
    Chiuso: lunedì (se non festivo), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
    Ingresso gratuito
  • Pinacoteca Nazionale di Bologna: in questo luogo così importante per la cultura bolognese sono ospitati presepi bellissimi che allieteranno l’attesa del Natale. Ecco qualche informazione in più sul museo:
    Via Belle Arti, 56 – 40126 Bologna
    Aperto damartedì a domenica e festivi 09:00 – 19:00
    Chiuso: Lunedì, 1 maggio e il 16 agosto.
  • Basilica di San Francesco: durante il periodo natalizio, la Basilica ospita un meraviglioso presepe meccanico, da non perdere se vuoi respirare l’aria delle feste a Bologna. Ecco qualche specifica in più:
    Piazza Malpighi, 9 – 40121 Bologna
    Visitabile tutti i giorni 6.30 -12.00 e 15.00 – 19.00
  • Chiesa di San Giovanni in Monte: per vedere una vera e propria rassegna di presepi, la Chiesa di San Giovanni in Monte è la soluzione perfetta per te. Dopo una passeggiata nei mercatini di Natale, è tempo a Bologna di toccare con mano una tradizione ultracentenaria.

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Tre consigli per un regalo perfetto

Chiudiamo questo approfondimento sui mercatini di Natale a Bologna con tre consigli per studenti universitari che non sanno cosa regalare. Iniziamo subito:

  • Scegli un regalo simbolico per chi lo riceve: non c’è cosa migliore di scegliere un dono che, in qualche modo, si adatti alla persona che lo riceve. Un pezzo unico è la soluzione ideale per stupire senza essere banali;
  • Controlla il budget: attenzione a quanto spendi per i tuoi regali. Per avere le tue finanze sotto controllo, fai una lista dei doni da comprare e decidi in anticipo un budget orientativo per ciascuno di questi;
  • Non fare tutto all’ultimo minuto: l’impulsività e la fretta sono nemici del buon regalo. Evita di fare i regali la mattina della vigilia di Natale e procedi il prima possibile ad acquistare tutto quello che ti serve per amici, colleghi di corso e famigliari.

Siamo certi che, con i consigli dell’Università Niccolò Cusano sui mercatini di Natale a Bologna, riuscirai a trovare il regalo perfetto per tutti e rendere uniche queste festività.

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